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    Valutazione dei prodotti scientifici nell’area giuridica e ruolo delle tecnologie digitali

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    In order to evaluate the scientific products of the Italian legal scholarship and make them comparable with the outputs in other scientific areas, some institutional actors have proposed to classify different scientific works (monographs, articles, notes etc.), publishers and journals. Part of learned societies in legal area have published a joint “Document on evaluation” (October 1, 2010) about methods and criteria that should be applied by various institutional organizations for several purposes. The aim of this paper is to offer a critique of that document, as well as to suggest that digital technologies (in particular, Open Access to science) might play a prominent role in the evaluation of products in the legal science field

    Diventare avvocati e riuscire ad esserlo: insegnare l’etica delle professioni forensi attraverso le trame narrative = How to become lawyers and able to do so: teaching the ethics of the legal profession through narrative

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    Sapere, Saper fare e Saper essere: è questa la trilogia sulla quale si struttura il mestiere dell’avvocato. Dopo aver definito ciascuno di questi tre elementi e i rispettivi metodi di apprendimento, ci si concentrerà, in particolare, sulla categoria più sfuggente, ossia il sapere essere. Se, infatti, la conoscenza teorica delle elaborazioni concettuali della fenomenologia giuridica (sapere) può essere appresa attraverso il linguaggio e lo studio, la conoscenza professionale (saper fare) attraverso l’imitazione e la pratica, l’apprendimento del “saper essere” appare di più difficile teorizzazione e necessita di un metodo di apprendimento non scontato. Ecco perché occorre pensare a strategie didattiche più idonee, rispetto a quelle tradizionali, a ricostruire l’etica delle professioni forensi e a far apprendere un sapere che difficilmente si trasmette attraverso il linguaggio o la pratica. Le trame narrative si presentano come un utile supporto per questo tipo di processo. Esse, infatti, altro non sono che ricostruzioni di aspetti di vita reale. Leggendo libri o visionando film è possibile: ‘visualizzare’ meglio meccanismi e principi propri della professione forense; riflettere sui dilemmi etici nei quali lo studente o il giovane avvocato potrebbero imbattersi nello svolgimento della professione; ripensare il ruolo stesso dell’avvocato all’interno della società civile (non semplice tecnico della giustizia, ma parte integrante della stessa). Al fine di illustrare tale metodo, se ne daranno alcuni esempi tratti dal mondo del cinema. Legal Knowledge, Legal Skills and Legal Competence: this is the trilogy on which the knowledge of legal professions relies. After having defined each of these three elements and their methods of learning, the paper will focus, in particular, on the most impalpable category, i.e. the Legal Competence. In fact, if the theoretical understanding of legal phenomena (legal knowledge) can be learned through the language and the study, the professional knowledge (know how) through imitation and practice, the notion of "Legal Competence" appears more difficult to define and its learning requires non-trivial methods. That is why it is important to think up more suitable teaching strategies, in order both to rebuild the ethics of the legal profession and to learn those types of knowledge hardly communicable through language or practice. Narrative plots are a useful support for this type of process. In fact, they are a dramatized version of real life’s aspects. Through the reading of books or the watching of movies, it is possible to: 'see' better mechanisms and principles of the legal profession; reflect on ethical dilemmas which the student or the young lawyer might encounter along one’s path; rethink the role of the lawyer within the society. In order to explain this method, the paper will show some examples taken from movies. Questo paper © Copyright 2012 di Giovanni Pascuzzi è pubblicato con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia. Testo completo della licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/legalcod

    L’insegnamento del diritto comparato nelle università italiane: (aggiornamento dati: dicembre 2009) = The Teaching of Comparative Law in Italian Universities (data updated: December 2009)

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    Quanto spazio viene offerto al diritto comparato negli atenei italiani? Questo lavoro si propone di rispondere a questa domanda alla luce dei grandi cambiamenti che hanno investito il sistema dell’istruzione universitaria negli ultimi anni. Questo rapporto si basa sulle informazioni contenute nel database dell’offerta formativa gestito dal MIUR (http://offf.miur.it/index.html) e fa riferimento alla situazione aggiornata all’anno 2009. Il lavoro si propone anche di rispondere alle seguenti domande: ‐ In che modo il diritto comparato può garantire l’apprendimento delle conoscenze, abilità e competenze nelle varie classi di diplomi universitari? ‐ In che modo il diritto comparato diventa parte dell’istruzione del giurista? ‐ In che modo il diritto comparato può far parte del percorso formativo di studenti che non sono destinati ad intraprendere le tradizionali carriere del giurista di professione (avvocato, giudice, notaio)? ENGLISH ABSTRACT How much weight is given to Comparative Law in Italian universities? This work attempts to answer this question in light of the great changes that have affected the Italian higher education system in the recent years. This report is based on the information contained in the “offerta formativa database”, implemented by MIUR (Italian Minister for the Universities; http://offf.miur.it/index.html). While presenting a situation portrayed by MIUR data in 2009, this paper is also aimed at answering the following questions: ‐ How can comparative law ensure the learning of knowledge, skills and competences in the various classes of university degrees? ‐ How can comparative law become part of the jurist’s education? ‐ How can comparative law become part of the educational path of students who will not necessarily pursue the traditional careers of a professional jurist (lawyer, judge, notary)? Questo paper © Copyright 2010 by Giovanni Pascuzzi è pubblicato con Creative Commons Attribuzione‐Non commerciale‐Non opere derivate 2.5 Italia License. Maggiori informazioni circa la licenza all’URL: <http://creativecommons.org/licenses/by‐nc‐nd/2.5/it/

    Energia solare e "property rights": la tutela giuridica dell'accesso al sole

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    Per definizione, i sistemi ad energia solare hanno bisogno di una continuata ed inostruita esposizione al sole. Le caratteristiche proprie dell'energia solare possono, tuttavia, essere fonte di problemi. A causa delle traiettorie seguite dai raggi solari (che variano in funzione della latitudine, delle ore della giornata e delle stagioni dell'anno) può accadere che ostacoli collocati su fondi finitimi a quello su cui i collettori sono installati blocchino il flusso di luce e proiettino ombre sugli stessi collettori, compromettendone il funzionamento e l'efficienza. Il fondamento dell'affermazione testé formulata è pressoché intuitivo. L'osservatore che, in un punto dato, segua i movimenti del sole, noterà che quest'ultimo descrive quotidianamente nel cielo, da est ad ovest, un arco che tocca il suo punto più alto sull'orizzonte a mezzogiorno. Detti archi, a loro volta, variano nel corso dell'anno. Per la precisione, l'arco più basso sull'orizzonte viene descritto, dal sole, il giorno del solstizio d'inverno che coincide con il 21 dicembre. L'arco più alto sull'orizzonte viene descritto il giorno del solstizio d'estate. Da dicembre al solstizio di giugno gli archi sono crescenti, nel senso che il sole tocca, a mezzogiorno, punti sempre più alti sull'orizzonte. Viceversa, essi decrescono da giugno a dicembre. Gli archi descritti nel cielo dal sole, infine, variano anche in funzione della latitudine. La descrizione succinta dei fenomeni naturali che regolano l'insolazione evidenzia come i sentieri percorsi dai raggi solari non seguano traiettorie costanti. Sul loro cammino, pertanto, non è improbabile vengano a trovarsi, anche in momenti diversi della giornata o dell'anno, degli ostacoli, essenzialmente alberi o manufatti, che detto cammino possono interrompere. In tutte le ipotesi in cui del flusso di luce si avvantaggia un'apparecchiatura solare, l'interruzione dello stesso pregiudica il funzionamento e l'efficienza di quest'ultima. Ecco, allora, sollevarsi alcuni interrogativi: cosa succede se si verifica un'interferenza con il godimento che l'utilizzatore trae dallo sfruttamento della luce del sole a fini energetici? Esiste nell'ordinamento un diritto al sole? O, più in generale, esistono strumenti per il cui tramite l'ordinamento può assicurare la fruizione, da parte delle apparecchiature solari, di un flusso inostruito di luce attraverso i fondi confinanti con quello su cui sono installate? Il presente lavoro intende approfondire la tematica relativa alla tutela dell'accesso al sole. L'analisi avrà come referente l'esperienza statunitense perché in quel Paese notevole è stata ed è la rilevanza attribuita a questo tipo di problema. La varietà di approcci con cui, nei diversi Stati, si sono apprestati strumenti giuridici atti a garantire l'insolazione inostruita delle apparecchiature, consente di enucleare, se vista in controluce, gli elementi che costituiscono l'essenza della tutela dell'accesso al sole. Le indicazioni e gli insegnamenti che emergono da detta analisi possono rivelarsi oltremodo utili per un'esperienza, quale quella italiana, ove il tema dell'accesso al sole non è ancora oggetto della dovuta attenzione

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Valutazione dei prodotti scientifici nell'area giuridica e ruolo delle tecnologie digitali = Evaluation of Scientific Products in the Legal Field and the Role of Digital Technologies

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    Al fine di valutare i prodotti della scienza giuridica italiana e renderli confrontabili con i lavori di altre aree scientifiche, alcuni attori istituzionali hanno proposto di classificare generi letterari (ad es., monografia, articolo, nota a sentenza ecc.), sedi editoriali e riviste. Una parte delle associazioni scientifiche dell’area giuridica ha preso una posizione comune nel “documento sulla valutazione” del 1° ottobre 2010 su metodi e criteri che dovvrebbero essere applicati da vari organismi istituzionali per differenti scopi. La pagine che seguono sono dedicate a svolgere rilievi critici a margine del documento e a rilevare che le tecnologie digitali (in particolare, il sistema dell’Accesso Aperto alla scienza) possono giocare un ruolo di primo piano nella valutazione dei prodotti della scienza giuridica. ENGLISH ABSTRACT In order to evaluate the scientific products of the Italian legal scholarship and make them comparable with the outputs in other scientific areas, some institutional actors have proposed to classify different scientific works (monographs, articles, notes etc.), publishers and journals. Part of learned societies in legal area have published a joint “Document on evaluation” (October 1, 2010) about methods and criteria that should be applied by various institutional organizations for several purposes. The aim of this paper is to offer a critique of that document, as well as to suggest that digital technologies (in particular, Open Access to science) might play a prominent role in the evaluation of products in the legal science field. Questo paper © Copyright 2011 Roberto Caso – Giovanni Pascuzzi è pubblicato con Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Maggiori informazioni circa la licenza all’URL: <http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/
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