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    Da Badoglio a Parri

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    Il saggio affronta il tema della transizione dal fascismo alla repubblica attraverso le biografie di tre presidenti del Consiglio: Pietro Badoglio, Ivanoe Bonomi e Ferruccio Parri. Nell parte iniziale vengono messe a fuoco due date simbolo della storia italiana, ossia il 25 luglio e l’8 settembre del 1943. L’attenzione è poi rivolta alla costituzione del Comitato di liberazione nazionale, che viene fondato dai partiti antifascisti dopo che la radio trasmise il proclama con cui Badoglio, nuovo presidente del Consiglio, annunciava che gli Alleati avevano accolto la richiesta di armistizio. L’esperienza del primo governo Badoglio si conclude quando Togliatti, di ritorno da Mosca, annuncia alla fine di marzo del 1944 la svolta di Salerno. Dopo la svolta, il 22 aprile viene costituito il secondo governo Badoglio, che vede la presenza, tra gli altri, di Croce, Togliatti e Sforza. Il ministero ebbe una durata breve, poiché dopo la liberazione di Roma fu costituito il governo Bonomi, che rappresentò un autentico passaggio chiave. Innanzitutto, perché il Comitato centrale di liberazione nazionale si attribuì e ottenne di assumere l’incarico di rilievo costituzionale di designazione del governo alla Corona. E, in secondo luogo, perché con il decreto 151 del 25 luglio 1944 prese forma, secondo lo stesso Bonomi, una vera e propria Costituzione provvisoria. Nella valutazione di Piero Calamandrei, il decreto rappresentò «l’atto di nascita dello Stato democratico italiano». Il 12 giugno del 1945 Bonomi si recò al Quirinale per rimettere il mandato. E all’indomani i partiti antifascisti della esarchia si accordarono per conferire l’incarico a Parri. Parri si impegnò a fare il presidente del Consiglio come un «partigiano qualunque», ma il suo governo durò solo pochi mesi, perché si dimise il 24 novembre successivo

    Kolga-Jaani Jaani kirik. Mansardkatusega kabel kirikuaias. 1846.a.

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    Tekst foto tagaküljel: Kolga-Jaani. Templid: Kabinett; T. Parri ViljandiTekst negatiivi ümbrikul: 12.VII 39 kell 20.30. ... Kolga-Jaani kiriku kabel. Tempel: T. Parri; Kabinett

    Explanation in the Social Sciences. A Theoretical and Empirical Introduction

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    A natural or social phenomenon is explained when one presents its description (what?), finds the laws which account for its causes (why?) and provides the micro-level mechanisms underpinning its occurrence (how?). Usually, social sciences explain thanks to theoretical models which are later on logically discussed and empirically tested. Phenomena like strikes, charities, wars or inflation are accounted for through models which causally connect social variables. However, a complete explanation is reached only if the actions and interactions underpinning the social event are also pointed out. Thus, causal explanations based on variables must be supplemented with intentional explanations based on rational actions aiming at instrumental or value-goals. Eventually, the author illustrates the way history accounts for the events of the past, by means of analytical narrations, where unique occurrences are combined with causal and intentional social scientific explanations. The book, by means of clear arguments and simple reasoning, provides a basic introduction to the above mentioned philosophical and methodological topics. Many empirical examples, tables and figures make the assimilation of the subject-matter easier

    Il catalogo della Collezione Züst di Antonio Morassi (1957)

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    Nel 1957 Giovanni Züst, imprenditore e filantropo residente a Rancate (Mendrisio), incarica Antonio Morassi, studioso di fama internazionale e in contatto con il mondo tedesco, di stilare il catalogo della sua collezione di dipinti, forse in vista della donazione – poi avvenuta nel 1966 – allo Stato del Cantone Ticino. Il suo gesto di grande generosità avrebbe portato l’anno successivo all’apertura della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate. Di recente è emersa l’importante documentazione raccolta da Morassi – fotografie d’epoca, taccuini di appunti e dattiloscritti – ora conservata all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si tratta dell’elenco commentato di un centinaio di opere catalogate dallo studioso: molte di esse – estranee all’ambito ticinese e lombardo – non sono confluite nella donazione e sono oggi in parte disperse. Il presente volume raccoglie i testi introduttivi di Mariangela Agliati Ruggia, direttrice della Pinacoteca Züst, e di Michela Agazzi, già responsabile dell’Archivio e Fototeca Antonio Morassi. Giulio Zavatta e Silvia Valle Parri si sono rispettivamente occupati di trascrivere il dattiloscritto di Morassi accompagnandolo da una presentazione della sua figura e di studiare dal punto di vista storico e critico le opere in esso citate. In appendice viene inoltre pubblicato l’intero catalogo fotografico del 1957

    La nazione perduta. Ferruccio Parri nel Novecento italiano

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    Il libro ripercorre la vicenda di Ferruccio Parri, figura di primo piano dell’antifascismo, capo della Resistenza, primo presidente del consiglio del dopoguerra. Due momenti centrali segnano la vita di Parri: l’avvento del fascismo nel 1922 e la “legge truffa” nel 1953. Il primo accelerò il passaggio di Parri da una mentalità politica di derivazione antigiolittiana, intrisa di antiparlamentarismo e di elitismo, a una posizione di carattere liberale e democratico; in occasione della seconda Parri abbandonò la liberal-democrazia e si spostò a sinistra affermando il primato dell’antifascismo. Sullo sfondo di queste trasformazioni si delinea un’attenzione costantemente riaffermata per il tema della nazione. Una nazione che per Parri era “perduta” nel senso che l’aspirazione a realizzare una maggiore omogeneità sociale e territoriale dell’Italia si scontrò con un’organizzazione della politica come mediazione degli interessi sociali privilegiati

    Mi senti? : Io, la vittima ; Dammi di più ; La seconda volta

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    Il volume presenta al pubblico italiano l’opera della drammaturga e performer Simona Semenič (1975), considerata la figura «più innovativa, penetrante e visibile tra gli scrittori teatrali sloveni (uomini e donne)». Simona Semenič non ha solo elaborato un nuovo tipo di scrittura teatrale, ma, attraverso progetti e iniziative volte allo sviluppo, la sperimentazione e la diffusione di una nuova drammaturgia, ha incoraggiato attivamente l’emergere di una Nuova Ondata di autori che arricchisce oggi il panorama teatrale del Paese. Sperimentando metodi innovativi che riconfiguravano le reciproche relazioni tra testo e spettacolo, la drammaturga ha dato vita a una forma di scrittura che, superando la canonica opposizione tra testo-centrismo e teatrocentrismo riconsidera il testo in senso performativo e conferisce all’autore teatrale nuove possibilità d’espressione, che gli permettono di parlare in prima persona e far sentire la propria voce. Si tratta di un approccio assolutamente inedito alla testualità, che l’autrice stessa definisce e concepisce come scrittura o dramma performativo. Integrando concezioni, metodi, pratiche, strategie discorsive e possibilità d’espressione tipiche delle arti della scena e altri campi artistico-culturali, Simona Semenič ha elaborato una scrittura dinamica, stilisticamente differenziata in termini di genere e strettamente legata al lavoro teatrale pratico. Una scrittura che trasforma il testo in un corpo fluido, vivo, capace di esprimersi e, con il suo discorso, compiere un atto performativo. Il testo diventa così una performance, uno spettacolo, che si realizza nel momento in cui il lettore lo legge, mettendolo in scena nella sua immaginazione

    Drought and the olive tree in a changing climate: a multi-level response characterisation to explore and valorise Italian cultivars

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    The Mediterranean climate faces significant warming and reduced rainfall due to climate change. This will make droughts more frequent and severe, affecting agriculture. Higher temperatures can damage crops while lower rainfall increases the need for irrigation. Despite that irrigation has sustained agriculture in arid regions, competition for water is increasing. To adapt to current challenges, improvements in irrigation practices, adoption of agro-ecological techniques and use of drought-tolerant crops are essential to stabilise crop performance. The olive tree (Olea europaea L.) is one of the most widely cultivated crops in the Mediterranean. Although it is considered a drought-tolerant species, different cultivars do not respond equally to water stress. In this study, 18-month-old plants of three olive cultivars (Giarraffa, Leccino and Maurino) were grown in a growth chamber and monitored during one month of drought stress. ‘Maurino’ and ‘Leccino’ are mainly grown in central Italy and are derived from local oleasters, while ‘Giarraffa’ is locally adapted to Sicily and probably introduced from Spain or Morocco. Given their long-term adaptation to different environments, it was hypothesised to use them as representatives of different response patterns of the olive plant with the aim of evaluating and differentiating their drought tolerance. A multi-level approach was used to evaluate physiological changes, metabolic profiles, biochemical responses and anatomical observations. All cultivars showed significant physiological responses within the first two weeks of stress, while metabolomic and biochemical responses were more pronounced at the end of the stress. In particular, the cultivars exhibited different coping mechanisms: ‘Giarraffa’ adopted a "drought avoidance" strategy with early stomatal closure and investment in stem osmoregulation. In contrast, ‘Maurino’ adopted a “water-consuming” strategy with high initial water use and high investment in phenolic antioxidant compounds, which did not prevent a dramatic increase in electrolyte leakage. ‘Leccino’ shared the responses of the other two cultivars, maintaining a basal carbon fixation and investing in osmoprotectant molecules which confer drought tolerance. These findings highlight the importance of considering the timing and integration of observed responses within the plant. This study provides valuable knowledge on drought tolerance mechanisms in olive cultivars, supporting future breeding programs and water management strategies. Future research should investigate mature trees in field settings during the reproductive stage to assess impacts on fruit and oil quality
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