1,720,980 research outputs found

    Communication Processes and Cultural Practices - WriteUp Books

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    I media creativi si presentano come contesti, catalizzatori e tecnologie culturali, svolgendo un ruolo centrale nell’attivazione/direzione dei fenomeni contemporanei che nella società prendono forma. Osservare la realtà sociale a partire dal contributo dei media e della comunicazione è la prospettiva che caratterizza la collana Media, Comunicazione e Processi culturali che intende fare da cornice per le proposte editoriali, di tipo accademico e con una forte attenzione alla ricerca empirica, volte a indagare fenomeni della contemporaneità a partire da ciò che accade nella società e coinvolge direttamente l’individuo: come singolo, come gruppo e come comunità. Fenomeno, cultura e soggetto sono i tre punti focali delle ricerche e degli studi sui media che trovano spazio all’interno della collana. Il principio di fondo è che la definizione dei margini di questi costrutti sia impossibile e che nei limen, nel contatto o intreccio, nella relazione tra di essi vi sia la ricchezza prospettica e interpretativa che possa garantire uno sguardo multidisciplinare e favorire la scoperta, la proposizione di analisi nuove, capaci di fare dialogare teorie e strumenti di discipline attigue

    Violenza e molestie contro le lavoratrici della musica

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    In occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne del 25 novembre 2021 Equaly ha promosso un’indagine esplorativa allo scopo di raccogliere informazioni sul fenomeno della violenza e delle molestie nei confronti delle lavoratrici della musica. Questo rapporto di ricerca ne analizza e discute i principali risultati. Il primo capitolo si interroga se quello della musica è un lavoro 'da uomini' e ne analizza le principali definizioni e caratteristiche. Nel secondo capitolo si discute la partecipazione femminile al mercato musicale, partendo da dati e risultati di ricerche precedenti. Il terzo capitolo illustra le domande e gli strumenti della ricerca. Dopo aver mostrato chi sono e cosa fanno le lavoratrici che hanno preso parte all'indagine, il capitolo riporta a seguire i risultati principali dell'indagine condotta. Verranno poi illustrati i risultati dell'analisi svolta insieme ad Alessandra Micalizzi sulle narrative raccolte e riportate in questa sede. L'ultimo capitolo riporta alcune considerazioni finali, che non si pongono come conclusive, ma che anzi rendono necessario un nuovo inizio

    Forme di produzione nelle industrie culturali e creative: confini e significati

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    Le industrie culturali e creative (ICC) comprendono le arti visive e dello spettacolo, la letteratura e la musica, ma anche il design, la moda, il patrimonio culturale e l’editoria. Questo concetto, vasto e variegato, include anche i processi culturali e comunicativi. Il volume collettaneo qui proposto nasce con lo scopo di tracciare dei punti di connessione all’interno del costellato campo delle ICC. Tutti gli studi contenuti nel volume concordano nel determinare l’aspetto principale dei lavori nell’ambito del settore culturale: la formalità e l’informalità delle pratiche e delle traiettorie di lavoro si sovrappongono qui più che in qualsiasi ambito lavorativo. Il lavoro “cool” e apparentemente divertente crea all’interno di questi settori logiche spesso esterne a quelle appartenenti al mondo del lavoro nelle industrie tradizionali

    Words Backstage. Italian Music Industry and Gender Discrimination

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    This article focuses on the Italian music industry from the perspective of gender. The Italian music industry can be considered a male-dominated workplace within which women while working, experience gender discrimination. This article intends to answer the following research questions: (i) how women working in the music industry are perceived and ‘told’ in their professional context and (ii) which representations, sedimented in the male gaze, continue to circulate in our culture. The empirical study is based on a qualitative secondary analysis of 75 narratives by female music workers focused on direct experiences. The results of this research confirm that the exclusion of women is motivated by the shared idea that they have biological predispositions for other activities and/or personal or professional limits

    Il processo di professionalizzazione dell’industria musicale in Italia: isomorfismo mimetico e normativo in azione

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    Il capitolo contribuisce ad arricchire la timida discussione sul lavoro nel settore dell’industria musicale in Italia, utilizzando una chiave di lettura propria della sociologia del lavoro e delle professioni. Il capitolo si struttura nel seguente modo: il secondo paragrafo descrive brevemente l’industria musicale in Italia, circoscrivendo il campo della nostra analisi. Il terzo paragrafo illustra i concetti sociologici propri dell’analisi neoistituzionalista, a parti- re dal concetto di legittimazione di una pratica sino ad arrivare a spiegare le diverse spinte isomorfe. Il quarto paragrafo illustra la mappatura dei corsi di formazione del settore. Il quinto paragrafo ne discute la narrazione in chiave neoistituzionalista, grazie ad interviste semi-strutturate a 13 testimoni privilegiati e all’analisi del discorso 13 interviste a testimoni privilegiati e l’analisi del discorso di 4 public speaking svolti durante la Milano Music Week 2023. Seguono quindi alcune riflessioni conclusive

    Labour Inspectors in Italy. Between Discretion and Institutional Pressure

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    This book analyses labour inspectors’ discretionary practices in handling complex cases of labour exploitation in the Italian context. By outlining three years of field research, the volume uses the theoretical framework of street-level bureaucracy in the Italian context and integrates it with a neo-institutionalist perspective, focusing on the isomorphic pressures from the institutional field in which the labour inspectors operate. The book will be of use to advanced undergraduate students and scholars in the fields of sociology, organization studies, law and criminology, political science and public administration

    National labour market report on Italy

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    In these pages the in-depth report on the subject of work and the employment dynamics in Italy and in Emilia-Romagna is presented and the characteristics of the regional productive fabric are highlighted. The last part of the report focuses on the job placement of foreign citizens, exploring the characteristics of migrant-run businesses, which represent the central focus of the project Task4Come. Given the importance and centrality of the theme, we have tried to deepen it to the fullest,using multiple datasets. In particular: a) the Istat, labour force survey; b) the data provided by Unioncamere Emilia-Romagna for the study of entrepreneurshipand of foreign self-employment; c) the Eurostat, regional labour force survey

    Professionalità studi. Focus: Le professioni della discrezionalità. Professionalità e discrezionalità tra gli street-level bureaucrats

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    La prospettiva della street-level bureaucracy (Lipsky, 1980) concentra la sua analisi sul potere discrezionale che i professionisti impegnati in agenzie pubbliche adottano nell’implementare norme e direttive generali. Sono street-level bureaucrats i professionisti a contatto diretto con i cittadini. Essi si trovano spesso nelle condizioni di utilizzare un sostanziale spazio di discrezionalità nelle loro decisioni relative all’erogazione di benefici o sanzioni. Si tratta di operatori sociali, educatori, membri delle forze dell’ordine, appartenenti a corpi ispettivi ed altro, le cui pratiche traducono concretamente norme astratte, adattandole alle reali situazioni, trovando compromessi tra la limitatezza delle risorse a disposizione e le richieste dei cittadini, tra le pressioni esterne e le proprie valutazioni e interpretazioni delle norme. Questo approccio si è particolarmente affermato nei paesi anglosassoni (Piore, 2011; Brodkin, 2008; Harrison e Dowswell, 2002; Hill, 2013) e in Nord Europa (Hupe, 2010; Buffat, 2013; Loyens, 2016; Nielsen, 2016), ma ha trovato limitata risonanza in Italia. La specificità delle “burocrazie al livello della strada” è quella di operare in contesti con finalità generali, non facilmente riconducibili a procedure ben definite o standardizzate, che affidano agli operatori spazi di discrezionalità decisionale, ma anche grande responsabilità. Questo numero monografico si propone di raccogliere riflessioni di natura teorica provenienti da discipline differenti e contributi empirici, che approfondiscano la discrezionalità attivata in diversi campi di intervento da parte dei professionisti “al livello della strada”, mettendola in relazione con le recenti trasformazioni delle rispettive professioni

    Decidere quando è grave. Considerazioni sulla discrezionalità degli ispettori del lavoro in Italia e nei Paesi Bassi

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    Il presente articolo studia la discrezionalità degli ispettori del lavoro, in particolare il loro modo di determinare quando è grave lo sfruttamento del lavoro. Attraverso una metodologia qualitativa, grazie allo strumento delle vignette vengono messi a confronto due casi studio, uno in Italia e uno nei Paesi Bassi. La ricerca mira a comprendere 1) quali fattori istituzionali, situazionali e individuali spiegano il modo in cui viene deciso quando è grave lo sfruttamento e 2) come il fenomeno dello sfruttamento lavorativo viene definito e gestito da questi professionisti.This article studies labour inspectors’ discretion in determining the severity of labour exploitation. The concept of labour exploitation is not clearly defined at a legal level, leaving these professionals the necessity to move within a discretionary space. This study, using a qualitative methodology and through a vignette study, investigates the way in which labor inspectors in Italy and the Netherlands decide when a work irregularity can be considered "severe labour exploitation" and, therefore, become of criminal relevance. The study places itself within the broader analytical framework of the street-level bureaucracy, studying the discretionary power of these actors and the way in which they solve different dilemmas. The research highlights 1) which institutional, situational and individual factors explain the way in which it is decided when exploitation is “severe” and 2) how the phenomenon of labour exploitation is defined and managed by these professionals

    Gli ispettori del lavoro come "street-level bureaucrats": un approccio sociologico

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    This paper examines recent legislative changes introduced by new article 18-ter of the Italian Consolidated Immigration Act (TU Immigrazione), as amended by the "decreto flussi" (Decree-Law No. 145/2024), from a sociological perspective. The focus is on labour exploitation and the role of public agencies in combating this phenomenon. Using the theoretical framework of street-level bureaucracy conied by Lipsky, the paper explores the discretionary power of frontline workers – particularly labor inspectors – in interpreting and applying legal provisions in daily practice, thereby acting as de facto policy-makers. The paper is structured in four parts. The first offers a sociological analysis of labor exploitation, emphasizing its definitional ambiguity and systemic nature, particularly in relation to migrant labor. The second introduces the concept of street-level bureaucracy and its implications for the implementation of labor policies. The third reviews empirical studies on labor inspectors, highlighting how discretion, coping strategies, and organizational constraints shape their enforcement actions. The fourth section critically reflects on the new article 18-ter, which aims to facilitate justice for undocumented migrant workers by removing the requirement of a formal complaint and emphasizing "useful cooperation" instead. While the reform appears to empower institutional actors and promote a more inclusive protection framework, it also introduces interpretive challenges. In the absence of clear guidelines and consistent local governance, the risk is a fragmented implementation across regions. The paper concludes that, for article 18-ter to be effectively operationalized, it requires well-defined protocols, inter-agency coordination, and specific training programs for street-level bureaucrats, enabling them to balance their discretionary power with the complexity of migrants’ lived realities
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