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Al Piccolo senza Strehler : 1968-69: gli spettacoli della prima stagione della direzione solitaria di Paolo Grassi al Piccolo Teatro
La direzione solitaria di Paolo Grassi al Piccolo Teatro di Milano. Le scelte artistiche e organizzative della stagione teatrale 1968-1969.The direction of Paolo Grassi at the Piccolo Teatro di Milano without Giorgio Strehler. The artistic and organizational choices of the 1968-1969 theatrical season
Paolo Grassi e Eduardo: alle origini di un’amicizia
Il saggio analizza il rapporto tra Paolo Grassi e Eduardo De Filippo dal 1939 al 1954. I documenti e le testimonianze raccolte sono inedite o poco studiate.The essay analyzes the relationship between Paolo Grassi and Eduardo De Filippo from 1939 to 1954. The documents and testimonies collected are unpublished or little investigated.L'essai analyse la relation entre Paul Grassi et Eduardo De Filippo, de 1939 à 1954. Les documents et les témoignages recueillis sont inédits ou peu étudié
Per un inquadramento storico critico degli articoli di Paolo Grassi
BREVE QUADRO DELLA VITA E DELL'ATTIVITA' DI PAOLO GRASSI A MILANO DAL 1945 AL 198
Per un inquadramento storico-critico degli scritti di Paolo Grassi
Il testo ripercorre la vita, le opere e il pensiero di Paolo Grassi dal 1945 al 1980.Attraverso una lettura critica degli articoli scritti da Grassi sull' "Avanti!", l'autrice delinea il profilo di trent'anni di teatro e spettacolo a Milano (compagnie, repertori, pubblico, professionisti)e dei suoi protagonisti
Paolo Grassi: tra editoria e critica teatrale
La passione per l’editoria ha segnato trasversalmente la lunga carriera di produttore e di organizzatore teatrale di Paolo Grassi, ma le sue origini vanno ricercate nel primo approccio al teatro attraverso il giornalismo: animato da un forte desiderio di rinnovamento culturale e da un’autentica passione per le scene, il giovane Grassi si fa spazio nel difficile mondo della critica teatrale, contribuendo a svecchiarla, come primo passo verso la professione dell’operatore culturale che, nella sua ampia definizione, accoglie i contributi in qualità di direttore editoriale di numerose e importanti collane di drammaturgia
Compromettersi fino in fondo per il teatro: l'eredità di Paolo Grassi a cento anni dalla nascita
Professionista animato da viva curiosità intellettuale e dallo sguardo proiettato al futuro,
Paolo Grassi ha segnato la cultura del Novecento con forte spirito di innovazione,
orientato all’internazionalità, sia sul fronte artistico sia su quello dell’organizzazione
culturale. Il saggio intende tracciare un bilancio, a cento anni dalla nascita di Grassi,
sulla poliedrica eredità della sua esperienza, che abbraccia tutti gli ambiti nei quali egli
ha coraggiosamente osato innovare e sperimentare: il teatro di prosa, il teatro lirico e la
televisione. Le coraggiose iniziative di decentramento, l’apertura a un pubblico
allargato, l’inedito rapporto d’intesa con la città e con nuovi tipi di pubblico, le prove
aperte al Teatro alla Scala e l’approdo dell’opera in televisione sono pratiche fondate su
quella idea di relazione tra economia e conoscenza, nell’ottica del servizio di pubblica
utilità, che Paolo Grassi condivide, poste le dovute differenze, con il francese TNP di
Jean Vilar.A professional driven by an ardent intellectual curiosity, with his gaze firmly fixed on
the future, Paolo Grassi left his mark on the culture of the twentieth century thanks to
his strong spirit of innovation, oriented beyond national borders, both on the artistic
front and in terms of cultural organization. The paper intends to draw up a balance sheet,
one hundred years after Grassi’s birth, summing up the multifaceted legacy of his
experience, covering all the areas in which he boldly dared to innovate and experiment:
theater, opera and television. His courageous initiatives in favor of decentralization, of
opening up to a wider audience, the unique understanding between him and the city, and
new kinds of audiences, the open casting sessions at the Teatro alla Scala and the
broadcast of the work on television were all examples founded on the idea of the
relation between economics and knowledge, in the area of public service, that Paolo
Grassi shared, despite some inevitable differences, with the French TNP of Jean Vilar
Paolo Grassi e Jean Vilar: il coraggio del teatro
L’intervento vuole mettere in evidenza le affinità delle concezioni teatrali di Paolo Grassi ma anche le differenze con quelle di Jean Villar, facendo leva maggiormente sull’idea di teatro così come compare negli scritti teorici di Paolo Grassi, a partire dall’indomani della fine della seconda guerra mondiale, quando l’Italia mostra una situazione teatrale (e sociale) molto differente da quella francese.
Il nuovo tipo di teatro a cui pensa Grassi s’ispira al concetto di servizio pubblico e s’incarna nella attuazione del Piccolo Teatro di Milano. Contrario alla messa in scena di spettacoli stereotipati, considerati inutili per il pubblico, Grassi intravede una nuova funzione del teatro che trova il suo antecedente nel pensiero gramsciano, già a partire dal 1946 e che lo porta a considerare la politica dei prezzi, ma anche la funzione delle autorità amministrative, soprattutto locali.
Questo anche a distanza di anni dal debutto del Piccolo. Infatti nel corso degli anni Sessanta, Grassi mosso dai nuovi fermenti sociali progetta il decentramento del Piccolo che porterà all’istituzione del Teatro Quartiere e a intensificare i rapporti con le scuole, le fabbriche e le aziende, anche attraverso dibattiti e tavole rotonde.
In definitiva Grassi qualche anno prima di Vilar, giunge a concepire il teatro come servizio pubblico per tutti ma attenua la componente sociologica più propria di Vilar, che al contrario si muove verso una critica totale del sistema teatrale allora dominante
Dossiê entre mídias: O mestre Dario Fo: três dias na Academia Paolo Grassi Marisa Pizza. Trad. Anna Palma
In this text by Marisa Pizza, originally a chapter from her book about the two Italians actor-authors Dario Fo and Franca Rame, the researcher presents and comments on the theater classes that Dario Fo held at the Paolo Grassi Academy (Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Milan) in June 1996. Fo and Rame, throughout their careers, developed a form of theater characterized by a process that changes basing on the audience’s reactions. Even today, Fo is an essential reference point for actors and theater companies working in this direction, especially for those seeking a satirical dimension of the theatrical performance. Fo, in his lectures-theater, besides the discourse on the centrality of the audience during the staging, transmits his experiences and knowledge regarding linguistic experimentation and gestures, all elements that characterize his monologues strongly, unveiling, in parallel, the poetic dimensions of Fo Rame’s “theatrical machine”.Neste texto de Marisa Pizza, originalmente um capítulo de um seu livro sobre os dois autores-atores italianos, Dario Fo e Franca Rame, são apresentadas e comentadas as aulas-teatro que Dario Fo realizou na Academia Paolo Grassi (Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Milão), em junho de 1996. Fo e Rame, ao longo de suas carreiras, desenvolveram uma forma de teatro caracterizada por um processo que se modifica a partir das reações do público. Ainda hoje, Fo é um ponto de referência essencial para atores e companhias teatrais que trabalham nesse sentido, especialmente para as que buscam uma dimensão satírica do espetáculo teatral. Fo, nessas suas aulas-teatro, além do discurso sobre a centralidade do público durante a encenação, transmite suas experiências e conhecimentos em relação à experimentação linguística e gestualidade, todos elementos que caracterizam fortemente os seus monólogos, desvelando, paralelamente, as dimensões poéticas da “máquina teatral” Fo Rame.
Paolo Grassi et Jean Vilar le courage du théâtre: deux expériences européennes, entre économie et connaissance
L’articolo vuole mettere in evidenza le affinità delle concezioni teatrali di Paolo Grassi ma anche le differenze con quelle di Jean Villar, facendo leva maggiormente sull’idea di teatro così come compare negli scritti teorici di Paolo Grassi, a partire dall’indomani della fine della seconda guerra mondiale, quando l’Italia mostra una situazione teatrale (e sociale) molto differente da quella francese.
Il nuovo tipo di teatro a cui pensa Grassi s’ispira al concetto di servizio pubblico e s’incarna nella attuazione del Piccolo Teatro di Milano. Contrario alla messa in scena di spettacoli stereotipati, considerati inutili per il pubblico, Grassi intravede una nuova funzione del teatro che trova il suo antecedente nel pensiero gramsciano, già a partire dal 1946 e che lo porta a considerare la politica dei prezzi, ma anche la funzione delle autorità amministrative, soprattutto locali.
Questo anche a distanza di anni dal debutto del Piccolo. Infatti nel corso degli anni Sessanta, Grassi mosso dai nuovi fermenti sociali progetta il decentramento del Piccolo che porterà all’istituzione del Teatro Quartiere e a intensificare i rapporti con le scuole, le fabbriche e le aziende, anche attraverso dibattiti e tavole rotonde.
In definitiva Grassi qualche anno prima di Vilar, giunge a concepire il teatro come servizio pubblico per tutti ma attenua la componente sociologica più propria di Vilar, che al contrario si muove verso una critica totale del sistema teatrale allora dominante
Tra utopia e riformismo, il teatro pubblico di Paolo Grassi e Giorgio Strehler
L’incontro tra Paolo Grassi e Giorgio Strehler avvenuto nella Milano del dopoguerra, segna
l’inizio di un sodalizio, artistico e umano, che ha concorso a scrivere importanti pagine della
storia del teatro non solo italiano, ma soprattutto ha contribuito ad arricchire la storia
della cultura di ispirazione socialista nel nostro paese. Il legame tra il Piccolo Teatro di
Milano, nei suoi primi 25 anni di vita, e la storia del socialismo riformista si racconta
attraverso drammaturgie di impegno politico, scelte di regia e di politica culturale
nelle quali si intrecciano le biografie del regista e dell’ideologo, uniti nell’impegno per la
realizzazione di un teatro d’arte per tutti a partire dall’eredita` della Resistenza. Attraverso
l’analisi degli appunti di regia, della corrispondenza privata, della critica e degli allestimenti,
l’articolo si propone di ripercorrere gli anni dalla fondazione del Piccolo Teatro, nel 1947,
fino al 1972, anno in cui Paolo Grassi passera` alla direzione del Teatro alla Scala. A partire
dal primo allestimento di Giorgio Strehler, L’albergo dei poveri di Gor’kij, le scelte
drammaturgiche e stilistiche del primo teatro stabile pubblico italiano si rivelano
emblematiche della continua tensione ideale tra arte e politica, tra attenzione rivolta
all’uomo e riflessione sulla collettivita`
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