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    The Role of ESG Scoring and Greenwashing Risk in Explaining the Yields of Green Bonds: A Conceptual Framework and an Econometric Analysis

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    This article aims to investigate the factors that most influence the yields of public sector and corporate green bonds besides those conveyed by the conventional finance theory (e.g., rating, volatility, maturity). To accomplish that, we first develop a theoretical framework that postulates the negative relationship between the size of the underlying project financed by a green bond issuance, the use of the ESG metrics to quantify such impact, as well as the positive relationship between the risk of greenwashing practices by the issuer, and the yield to maturity of the green bond. We then provide an empirical validation of our conceptual framework by estimating multiple regression models applied to two distinct samples of public and corporate green bonds issued globally in the 2012-2020 period. The reliability of our results is confirmed by further exploring the effects of some key determinants on the yield spread of green versus comparable ordinary bonds of corporate issuers. Our findings corroborate our theoretical predictions showing that investors are inclined to accept lower returns in exchange for contributing to the funding of infrastructure projects with greater impact on the sustainability of target communities or territories and require higher premia as a form of compensation when being exposed to higher risk of greenwashing by issuers. At corporate level, greenwashing risk is higher among manufacturing (rather than services) firms but more pronounced in the financial sector. At public level, greenwashing strategies may be more easily pursued by multinational or sovereign issuers rather than local governments as the former’s greater distance from communities enables them to elude investors’ controls. Important recommendations are drawn for investors, rating agencies, and policymakers

    Il mercato dei giochi in Italia: dinamiche recenti e confronto internazionale

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    Il gioco d’azzardo è un fenomeno che ha sempre fatto parte degli usi e costumi di numerose civiltà mondiali. Dall’inizio del presente secolo, tuttavia, i numeri del mercato mondiale stanno assumendo proporzioni sempre più rilevanti in termini di volumi di gioco. Il mercato dei giochi italiano si colloca ai primi posti nella classifica mondiale per quanto riguarda il volume di affari prodotto, che va a sua volta a remunerare la filiera e l’erario. Nel settore dei giochi, i profitti lordi corrispondono alle somme perse dai giocatori, che corrispondono al totale delle somme giocate meno le somme restituite come premi ai giocatori. Fra il 2004 e il 2018 la spesa dei giocatori è cresciuta di oltre 8 miliardi di euro, sfiorando quota 19,5 miliardi nel 2018, alla quale sono corrisposte entrate erariali per circa 10,5 miliardi di euro. Se da un lato lo sviluppo del comparto dei giochi produce effetti positivi per il sistema economico in termini di redditi, occupazione ed entrare erariali, dall’altro lato, il gioco d’azzardo può generare su alcuni soggetti gravi forme di dipendenza, che a loro volta generano costi sociali non trascurabili. È proprio la presenza dei costi sociali che rende il mercato dei giochi un mercato soggetto a precise regolamentazioni da parte di Istituzioni pubbliche. In Italia e in numerosi altri Paesi europei, il settore dei giochi è sottoposto a forme di regolamentazione e tassazione più o meno severe. Lo scopo di questa ricerca è quello di descrivere la recente storia del mercato dei giochi in Italia sia dal punto di vista dell’evoluzione della regolamentazione del settore sia dal punto di vista dell’andamento dei principali indicatori economici, quali il volume delle giocate, la spesa dei giocatori e le entrate erariali. Inoltre, è stato effettuato un confronto fra i modelli di regolamentazione applicati e i regimi fiscali utilizzati, fra l’Italia e alcuni paesi europei simili al nostro, quali la Francia, la Germania, la Spagna e il Regno Unito. La ricerca, oltre ad analizzare l’andamento dei numeri complessivi del mercato italiano, ha analizzato l’evoluzione recente dei tre principali sotto comparti. In particolare, si è posta l’attenzione sui comparti delle lotterie, degli apparecchi da intrattenimento e delle scommesse, che insieme rappresentano circa l’80% delle giocate di tutto il settore nel 2018. Lo studio si articola in sei parti distinte. Dopo la prima sezione introduttiva, la seconda sezione offre una panoramica generale del gioco in Italia, descrivendo l’evoluzione della regolamentazione del settore, le forme e le tipologie di gioco legali ammesse e il profilo tributario associato ai diversi giochi. La terza sezione descrive invece le caratteristiche principali e il recente andamento del volume delle giocate, dei premi distribuiti e della spesa dei giocatori nei comparti delle lotterie, degli apparecchi e delle scommesse. Sempre in questa sezione, sono stati esaminati i dati regionali, per abitante, sul volume delle giocate e delle somme perse dai giocatori, per l’intero comparto giochi e per le principali tipologie di gioco. Nella quarta parte, viene descritta l’evoluzione recente della normativa fiscale applicata alle diverse tipologie di gioco. In particolare, per i settori delle lotterie, degli apparecchi da intrattenimento e delle scommesse viene esaminato il recente andamento delle entrate erariali alla luce delle innovazioni fiscali che hanno coinvolto negli ultimi anni i tre comparti. Nella quinta sezione, sono stati messi a confronto i sistemi di regolamentazione e le forme di tassazione applicate alle diverse tipologie di gioco nei principali Paesi europei quali la Francia, la Germania, la Spagna e il Regno Unito. Dal confronto emerge che il sistema italiano, pur non presentando livelli di regolamentazione stringenti come quelli osservati in Germania e in Francia, fa registrare dei livelli di incidenza fiscale mediamente superiori. Nella sesta sezione seguiranno, infine, le conclusioni

    Universo Latina

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    Risultati di un'ampia ricerca condotta da un team interdisciplinare della Fondazione Bruno Visentini sui sistemi locali di sviluppo in provincia di Latina, che a suo tempo beneficiò della Casmez, tra i territori aggiunti o cerniera tra tra centronord e sud
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