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Intensità. Estetica dell'immanenza. Nietzsche Heidegger Deleuze
Un'estetica dell'immanenz
Materia. Cosmologie dell'immanenza. Platone, Spinoza, Whitehead
Il presupposto tacito di tutte le cosmologie, ad eccezione di quelle di Platone e di Bruno, è stata la non evoluzione della materia. Una concezione solo difettiva e privativa di quest’ultima (e della donna) ha dominato ininterrottamente la filosofia e la cosmologia occidentali da Aristotele a Newton. Prope nihil, grado difettivo dell’essere, privatio boni, res extensa, corpo inerziale sono alcuni dei concetti con cui la si è ridotta a cosa morta perché sterile e inanimata. E allora, fino al XX secolo, secolo in cui la materia si è saldata all’energia (Einstein) e la sostanza si è fatta processo (Whitehead), le sole alternative sono state: o l’universo materiale, con il suo tipo presente di ordine, è eterno; oppure è venuto all’esistenza e cesserà di esistere. Nel Timeo di Platone, però, una terza alternativa si profila: quella, per certi versi ossimorica, di una durata infinita del cosmo. Ed è introducendo Chora come principio a un tempo spaziale e materiale, triton ghenos, che questa alternativa si rende praticabile per il pensiero cosmologico. A una “materia” autosufficiente corrisponde un cosmo che lo è altrettanto e scopo di questo saggio è descrivere le caratteristiche di entrambi
L'eterno istante in cui scorrono le immagini
Attraverso l'immagine il rapporto temporale tra l'istante e l'eternità
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