266,912 research outputs found

    [Recensione a] Valeria Palumbo, "Non per me sola"

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    Recensione al volume di Valeria Palumbo, Non per me sola. Storia delle italiane attraverso i romanzi. Bari-Roma: Laterza, 2020. 230 pp

    Inganno e consolazione nella Vita che ti diedi

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    Nel saggio Inganno e consolazione nella Vita che ti diedi, Gianni Antonio Palumbo focalizza l’attenzione sulla vicenda di Donn’Anna Luna. Muovendo da un’analisi stilistica, tematica e onomastica, egli punta a sondare i legami ravvisabili tra l’opera e la precedente produzione dell’autore, con peculiare attenzione per i Sei personaggi in cerca d’autore, ma anche per Così è (se vi pare) e la novellistica

    La Philia come Syngeneia in Platone e nella tradizione platonica (o dell’invisibile amicizia tra i Philoi)

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    Lidia Palumbo La philia come syngeneia in Platone e nella tradizione platonica Nel prologo del "Politico" di Platone si parla di "syngeneia", e si dice che essa è basata sulla somiglianza e che questa somiglianza non è esteriore, appariscente, visibile a tutti, ma è piuttosto una somiglianza intima, nascosta, che lega tra loro gli amici e che può essere rinvenuta soltanto guardando ai "logoi". Socrate si rivolge al suo interlocutore e annota che i due giovani presenti (Teeteto e Socrate il giovane) hanno entrambi una qualche "syngeneia" con lui. L’uno gli assomiglia per l’aspetto del volto (257d2-3); l’altro, invece, avendo il suo stesso nome (258a1), presenta una certa affinità (oikeioteta, 258a2) con lui per il modo in cui è chiamato. Dobbiamo però - aggiunge il filosofo - sempre riconoscere (anagnorizein) con cura i nostri amici attraverso i discorsi”. Di questa amicizia fondata sulla somiglianza, rinvenibile nelle parole e nei pensieri, piuttosto che nei tratti del volto, si parla più volte nei Dialoghi di Platone, è questa infatti la cifra dell’amicizia filosofica e la si ritrova anche nella tradizione platonica. Nel Simposio sulla philia, tenutosi a Belo Horizonte nel mese di agosto 2017 in onore di Marcelo Pimenta Marques, raffinato platonista brasiliano, ho provato a seguire questo filo rosso che lega la maniera di intendere l’amicizia nei Dialoghi e in qualcuno dei testi successivi della tradizione platonica

    Vestali in un mondo senza sogni

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    Non era facile riflettere criticamente sui trent’anni di attività del gruppo La Vallisa, orientarsi tra migliaia di pagine della rivista omonima, stampe di volumi di poesie, sperimentazioni, convegni, itinerari letterari, collaborazioni con i Paesi dell’Est (in primis la Serbia), viaggi, sogni e utopie. La Vallisa è stata (è) un laboratorio ininterrotto, un luogo di formazione culturale e umana. Gianni Antonio Palumbo è riuscito nella formidabile impresa, con acume, competenza e rara capacità di sintesi. Un lavoro poderoso, che resterà un punto di riferimento obbligato per chiunque vorrà interessarsi alla letteratura meridionale (e non) di questi ultimi decenni

    Giuseppe Giacosa e il «pietoso caso de la morte de la Contessa di Cellant»

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    Il contributo esamina la pièce di Giuseppe Giacosa "La signora di Challant", dedicata alla vicenda di Bianca Maria Gaspardone (o Scapardone), narrata da Matteo Bandello nelle Novelle. Commissionata al drammaturgo da Sarah Bernhardt, l’opera fu al centro di una rivalità tra la committente ed Eleonora Duse. La contesa fu causa di un differimento nella rappresentazione, che suscitò ilarità nella stampa dell’epoca. Palumbo ripercorre la genesi dell’opera attraverso gli epistolari giacosiani, dà conto della ricezione attraverso l’esame delle recensioni ed esplora i meccanismi di funzionamento de "La Signora di Challant". In linea con la cronaca di Giovanni Pozza, emerge la particolare felicità della costruzione del personaggio di Roberto Sanseverino

    Berardino Palumbo, Piegare i santi: Inchini rituali e pratiche mafiose, Bologna, Marietti, 2020, pp. 176

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    Book review of Berardino Palumbo, Piegare i santi. Inchini rituali e pratiche mafiose, Bologna, Marietti, 2020, pp. 176.Recensione del libro di Berardino Palumbo, Piegare i santi. Inchini rituali e pratiche mafiose, Bologna, Marietti, 2020, pp. 176

    Epistola di Saffo a Faone, edizione critica a cura di G.A. Palumbo

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    Edizione critica del volgarizzamento operato da Jacopo Filippo Pellenegra dell'Epistola di Saffo a Faon

    "VIVI" Opere di Massimo Palumbo

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    In occasione della Mostra, a cura di Cristina Costanzo, “VIVI” Opere di Massimo Palumbo - promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo e dall'Assessorato alla Cultura di Palermo e ospitata presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo - viene presentato l’omonimo catalogo, pubblicato da Palladino Editore. Il catalogo “VIVI” Opere di Massimo Palumbo si offre come guida all’esposizione e utile strumento scientifico per la lettura del lavoro dell’artista. Il catalogo, a cura di Cristina Costanzo, si avvale dei contributi critici di Marcella Cossu, Cristina Costanzo e Massimo Palumbo. Massimo Palumbo presenta nella sede dei Cantieri Culturali alla Zisa, oggi al centro di un ampio e articolato movimento di rilancio artistico e culturale della città, un’accurata selezione di lavori concernenti la sua ricerca e una serie di opere ideate per l’evento. Massimo Palumbo è architetto, artista, teorico ed operatore culturale e tutto ciò anima la sua produzione incentrata su una accorta ricerca dei materiali impiegati e tesa verso l’idea dell’infinito. I motivi ispiratori di tale ricca produzione sono le città con la loro storia, le loro strade e le loro piazze ma soprattutto la Natura. Sono centrali nella sua ricerca le tematiche etico-sociali legate al rispetto per l’ambiente, al ruolo sociale dell’artista per la collettività e alla cultura come motore dello sviluppo della città e del territorio. L’esposizione, posta sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo e inserita tra gli eventi di “Palermo Candidata a Capitale Europea della Cultura”, è organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale di Latina “MAD Museo Arte Diffusa” e promossa in sinergia con: Comune di Palermo - Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo - Cantieri Culturali alla Zisa - Comune di Latina - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Latina - Ordine degli Architetti di Latina e Provincia - Casa dell'Architettura di Latina - Comune di Casacalena (CB) - MAACK Museo all'Aperto Arte Contemporanea di Casacalenda (CB) - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Franco Libertucci" di Casacalenda - Centro di Arte Contemporanea dell'Università degli Studi del Molise "Aratro"

    HOW TO PROMOTE THE CREATIVE AND SENSITIVE DIMENSION OF THE BODY IN EDUCATION AT THE TIME OF COVID-19

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    Il contesto didattico attuale è drammaticamente mutato a causa dell’emergenza sanitaria con ripercussioni non solo sulla salute fisica, ma anche sulla vita sociale delle persone. Queste ultime hanno subìto un cambiamento senza preavvisi e senza precedenti, arrivando ad uno sconvolgimento epocale, destinato ad incidere su tutti gli aspetti della propria vita e, quindi, sul modo di concepire la didattica. Diventa urgente, dunque, l’adeguamento dei metodi didattici tesi ad una formazione in linea con percorsi labora- toriali di sviluppo della corporeità (Palumbo, 2015), che appare ora mortificata dalle lontananze e dai contatti fisici rarefatti. La DaD imposta dal nuovo scenario richiede di modificare le pratiche di apprendimento in modo che più che una formazione, esse attuino una trasformazione. Una conoscenza contemporanea va impartita attraverso attività esperienziali che non ci facciano dimenticare il nostro corpo e le infinite possibilità di progresso interiore e di comunicazione con un mondo in continua evoluzione. La trasformazione sarà volta a non stravolgere il nostro essere durante la pandemia, ma a mantenere viva la possibi- lità del corpo di comunicare e di valicare i limiti del setting online (Gamelli I., et al.2020), scoprendo nuove risorse all’interno di esso.The current educational context has changed dramatically due to the health emergency with repercussions not only on physical health, but also on the social life of people. The latter have undergone an unexpectedly and unprece- dented change, leading to an epochal upheaval, intended to affect all aspects of one’s life and, therefore, the way of conceiving teaching. Therefore, it is urgent to adapt the teaching methods proposed to a formation in line with laboratory courses for the development of corporeality (Palumbo, 2015), which now appears mortified by the remoteness and rarefied physical contacts. The Dad imposed by the new scenario requires to modify the learning practices so that they can implement transfor- mation rather than training. Contemporary knowledge must be imparted through experiential activities that do not make us forget our body and the infinite possibilities of inner progress and communication with a world in continuous evolution. The transformation will be aimed not to upset our being during the pandemic, but to keep alive the possibility of the body to communicate and to cross the limits of the online setting (Gamelli I., et al.2020), discovering new resources within it. The model for reorganizing educational contexts, according to experiential modalities, can be represented by educa- tional dance, as it is created by a body in movement in time and in an editable space, by its nature not conceivable without the body itself (Merleau-Ponty, 2005)
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