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Premessa
Living Archaeology è il titolo che si è dato al Workshop internazionale di Progettazione architettonica, promosso dal
Corso di perfezionamento in Cultura del progetto in ambito archeologico del Dipartimento di Architettura di Roma Tre
e dalla Catholic University of America in Rome, in tre edizioni consecutive tra il 2014 e il 2016.
Il titolo evoca con immediatezza uno dei temi più discussi degli ultimi quarant’anni, soprattutto a Roma: l’archeologia
— termine sintetico per indicare luoghi e paesaggi concepiti nel tempo da scavi e restauri — deve rimanere
circoscritta e coltivare la sua originaria vocazione alla separazione fisica e culturale dai contesti urbani e territoriali
o è invece chiamata a dialogare attivamente con la vita della città contemporanea nei progetti urbani dello spazio
pubblico
Living Archaeology in Rome
Il testo contiene un'analisi dell'area archeologica Porticus Octaviae, dal punto di vista storico, urbano e spaziale
Unfinished-scape
Proposta di progetto per la città di Piacenza redatto in occasione della OC2018 International Summer School "Landscape 4.0" (29 agosto/14 settembre 2018) del Politecnico di Milano, II premio con esposizione internazionale (27 agosto/29 settembre 2019)
Vers une nature?
Proposta di progetto per la città di Piacenza redatto in occasione della OC2017 International Summer School "New Next Nature" (30 agosto/15 settembre 2018) del Politecnico di Milano, I premio con esposizione internazionale (27 agosto/29 settembre 2019)
Infrastructural Palimpsest into Fragile Landscape
Panel selezionato alla Call for ideas OCiam International a cura del Politecnico di Milano, pubblicato in catalogo e in mostra all'esposizione internazionale (27 agosto/29 settembre 2019)
Giuseppe Samonà. La casa popolare come organismo moderno
Il tema delle abitazioni popolari guida la selezione degli argomenti esposti in questo libro e inquadra la questione della casa illustrando alcuni progetti appartenenti a un periodo determinato di ripresa economica e culturale avvenuta in Italia nell’immediato dopoguerra. Giuseppe Samonà, direttore della Scuola di Architettura di Venezia dal 1945, individua nell’architettura residenziale l’ambito in cui condurre ricerche scientifiche e applicate, conferendo alla progettazione architettonica un ruolo socialmente impegnato nei confronti di un dato territorio. L’agevolazione della costruzione di case per lavoratori promosse dai piani INA-Casa permetterà a livello nazionale di tradurre la teoria in casi concreti e a Samonà di mettere a punto i metodi e risultati sperimentali adottati nei suoi laboratori universitari per la progettazione dei quartieri residenziali nella zona industriale di Mestre-Marghera. In questi termini, il progetto INA-Casa Villaggio San Marco – nato proprio come tema delle attività didattiche e divenuto in seguito un lavoro professionale – affronta le varie scale e fasi del progetto: dal piano – redatto sotto la direzione
di Luigi Piccinato e lo stesso Samonà – alle unità architettoniche considerate nuclei territoriali per la nuova espansione di Venezia
Designing an urban scenario
According the challenge of defining a new scenario with the theme of Landscape 4.0, the paper proposes the ‘Unfinished-scape’ manifesto by focusing a fourth dimension, also virtual, able to weave capillary relations to the internal territory. The city of Piacenza, together with its military barracks, was the case study and the field where was applied the construction of the strategic vision over time
Quartiere urbano sperimentale per l’Africa
Pubblicazione del progetto vincitore del concorso di idee Quartiere urbano sperimentale per l’Africa, in «Area», n. 120, anno XXIII, gennaio/febbraio 2012, pag. 198 (esiti concorsi/competitions), ISSN: 034005.
Il concorso per idee per la progettazione del masterplan preliminare di un quartiere urbano sperimentale per l'Africa era bandito dalla Fondazione Banco di Sicilia con il supporto di The European House - Ambrosetti nell'ambito delle attività del progetto "Sviluppare le regioni dell'Africa e dell'Europa"
Vivere come spazio urbano l'area archeologica Porticus Octaviae
L’area archeologica Porticus Octaviae, collocata in un
luogo estremamente significativo per la città di Roma,
testimonianza e risultato di una colossale successione
di stratificazioni urbane, è stata oggetto di studio per
le prime tre edizioni del Workshop Internazionale di
Progettazione «Living Archaeology in Rome».
L’area degli scavi è oggi depressa altimetricamente
rispetto alla quota della città contemporanea e rappresenta
un’occasione mancata di connessioni pedonali
e ciclabili, uno spazio poco frequentato dai cittadini e
distrattamente attraversato dai turisti.
Da questo luogo, posto a circa tre metri al di sotto della
quota della città, disordinato e complicato nei suoi salti
di quota, impenetrabile a causa dei tanti percorsi interrotti
e dei cancelli inspiegabilmente chiusi, si è iniziato
a riflettere su un nuovo (auspicabile) rapporto tra resti
archeologici e uso contemporaneo degli spazi urbani
Per un'idea di scuola diffusa For a diffused school idea
Le Scuole, così come i luoghi per la conoscenza, rivestono un ruolo chiave all’interno delle dinamiche urbane assumendo una dimensione di apertura, diffusa e relazionale, ancorata ai contesti. Il progetto di architettura può costituire un’opportunità per esplorare questioni rilevanti ed emergenti, operando in maniera innovativa e proattiva rispetto alle dinamiche di un territorio in continua evoluzione. Attraverso un approccio sistemico e interdisciplinare, il gruppo di ricerca sviluppa un metodo e una pratica del progetto atta a leggere ed interpretare i differenti contesti. Si tratta di un approccio progettuale per un’idea di scuola diffusa intesa come spazio di apprendimento contemporaneo, libero, democratico e inclusivo. Il progetto è uno strumento di ricerca privilegiato in una prospettiva che legge le trasformazioni del territorio e dell’ambiente. Riprendendo la intentio lectoris di Umberto Eco, Mantova diviene un pretesto in cui i luoghi per l’educazione costituiscono, nella costruzione urbana delle città, una nuova topografia. La ricerca è orientata a rivelare tutti gli spazi che consentano di leggere la rete delle scuole di Mantova come un unico impianto urbano. Gli edifici scolastici continuano a essere emergenti trovando la connessione con ulteriori spazi educanti come strade, piazze, giardini, teatri, chiese, musei, biblioteche, fino a riscoprire la presenza del lago come un sistema ambientale articolato in spazi chiusi, aperti, formali e non.Schools, such as the totality of places for knowledge, play a crucial role in urban dynamics assuming a diffuse and relational dimension of openness, grounded in contexts. The Architecture project can be the chance for exploring relevant and emerging issues, operating in an innovative and proactive way in relation to the dynamics of an ever-changing territory. Through a systemic and interdisciplinary approach, the research group develops methods and procedures aimed at reading and interpreting different contexts. The concept approach conceives the idea of a diffuse school1 as a contemporary, free, democratic and inclusive learning space. The architecture project becomes a privileged research tool through a perspective able to read the transformations of the territory and the environment. Recalling Umberto Eco’s intentio lectoris, Mantua becomes a pretext in which places for education constitute a new topography in the urban construction of the city. The research aims at revealing all the spaces that would be allow the network of schools in Mantua to be intended as a single urban system. School buildings keeps on being emerging by finding connection with additional educating spaces such as streets, squares, gardens, theaters, churches, museums and libraries to rediscover the presence of the lake as an environmental system articulated in closed, open, formal and non-formal spaces. Thus, the city hosts the urban overwriting
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