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    Fabio Reinhart. Architetture per la Città

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    L'architetto Fabio Reinhart a cui è stata dedicata la mostra è uno dei più singolari interpreti della cultura architettonica europea. Autore di una produzione originale ed allo stesso tempo fortemente radicata nella contemporaneità. La mostra è stata curata in collaborazione con la Fondazione Internazionale per gli Studi Superiori di Architettura di Napoli. FABIO REINHART_ARCHITETTURE PER LA CITTA' a cura di Francesco Saverio Fera, Giovanna Procaccini, Federica Visconti Napoli - Castel dell'Ovo Sala delle Prigioni 15 settembre - 7 ottobre 2007 inaugurazione sabato 15 settembre 2007 ore 17.00 - 19.0

    GIULIO CESARE PROCACCINI: PER UN CATALOGO DEI DIPINTI

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    La tesi costituisce il primo tentativo di catalogazione dei dipinti di Giulio Cesare Procaccini (Bologna 1574- Milano 1625). Nei saggi introduttivi sono ripercorsi la fortuna critica dell’artista, la sua vita e la sua attività di pittore, quest’ultima riletta anche alla luce della produzione scultorea e grafica del maestro, parti integranti della sua articolata personalità. Costante è anche il riferimento al contesto della pittura milanese di primo Seicento, del quale Procaccini fu uno dei maggiori esponenti insieme a Cerano, Morazzone e al più giovane Daniele Crespi. Ai testi seguono le schede di catalogo delle opere, ordinate secondo un criterio cronologico, dove compaiono le indicazioni relative alle copie e alle incisioni. A conclusione delle schede delle prove ritenute autografe, una sezione è dedicata ad alcune composizioni che, consideratane l’ampia fortuna, sono con buona verosimiglianza copie da prototipi perduti di Procaccini, mentre in quella seguente si dà conto delle opere espunte dal catalogo dei dipinti autografi. Nell’ottica di fornire uno strumento utile agli studi successivi su Giulio Cesare Procaccini, si è inoltre compilata una lista di opere perdute attestate dalle fonti e nell’ultima parte della tesi, oltre alla bibliografia conclusiva, il regesto dei documenti ripercorre, ad annum, le vicende del maestro sinora note.This thesis constitutes the first attempt to catalogue the paintings of Giulio Cesare Procaccini (Bologna 1574 - Milan 1625). Introductory chapters address the artist's critical fortune, his life and his activity as painter, the latter also reconsidered bearing in mind his graphic and sculptural oeuvre, which played a significant role in his multi-structured personality. Constant contextual reference is made to Milanese painting of the early seventeenth century, of which Procaccini was one of the major exponents together with Cerano, Morazzone and their younger contemporary Daniele Crespi. These texts are followed by a catalogue of works, chronologically arranged and accompanied by references to copies and engravings. Entries on what are accepted as autograph works are followed by a section about certain compositions, which - given their widespread success - are in all likelihood copies of lost prototypes by Procaccini, while the section that follows deals with paintings that have been rejected from the catalogue of autograph works. With a view to offering a useful tool for future scholarship on Giulio Cesare Procaccini, the author also provides a list of lost or untraced works recorded in historical sources, and the final part of the thesis, in addition to a bibliography, contains a register of documents listing all that is known thus far about the master's life, year by year

    GIULIO CESARE PROCACCINI: PER UN CATALOGO DEI DIPINTI

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    La tesi costituisce il primo tentativo di catalogazione dei dipinti di Giulio Cesare Procaccini (Bologna 1574- Milano 1625). Nei saggi introduttivi sono ripercorsi la fortuna critica dell’artista, la sua vita e la sua attività di pittore, quest’ultima riletta anche alla luce della produzione scultorea e grafica del maestro, parti integranti della sua articolata personalità. Costante è anche il riferimento al contesto della pittura milanese di primo Seicento, del quale Procaccini fu uno dei maggiori esponenti insieme a Cerano, Morazzone e al più giovane Daniele Crespi. Ai testi seguono le schede di catalogo delle opere, ordinate secondo un criterio cronologico, dove compaiono le indicazioni relative alle copie e alle incisioni. A conclusione delle schede delle prove ritenute autografe, una sezione è dedicata ad alcune composizioni che, consideratane l’ampia fortuna, sono con buona verosimiglianza copie da prototipi perduti di Procaccini, mentre in quella seguente si dà conto delle opere espunte dal catalogo dei dipinti autografi. Nell’ottica di fornire uno strumento utile agli studi successivi su Giulio Cesare Procaccini, si è inoltre compilata una lista di opere perdute attestate dalle fonti e nell’ultima parte della tesi, oltre alla bibliografia conclusiva, il regesto dei documenti ripercorre, ad annum, le vicende del maestro sinora note.This thesis constitutes the first attempt to catalogue the paintings of Giulio Cesare Procaccini (Bologna 1574 - Milan 1625). Introductory chapters address the artist's critical fortune, his life and his activity as painter, the latter also reconsidered bearing in mind his graphic and sculptural oeuvre, which played a significant role in his multi-structured personality. Constant contextual reference is made to Milanese painting of the early seventeenth century, of which Procaccini was one of the major exponents together with Cerano, Morazzone and their younger contemporary Daniele Crespi. These texts are followed by a catalogue of works, chronologically arranged and accompanied by references to copies and engravings. Entries on what are accepted as autograph works are followed by a section about certain compositions, which - given their widespread success - are in all likelihood copies of lost prototypes by Procaccini, while the section that follows deals with paintings that have been rejected from the catalogue of autograph works. With a view to offering a useful tool for future scholarship on Giulio Cesare Procaccini, the author also provides a list of lost or untraced works recorded in historical sources, and the final part of the thesis, in addition to a bibliography, contains a register of documents listing all that is known thus far about the master's life, year by year

    Le specie animali cacciabili in regione campania. la fauna omeoterma oggetto di prelievo venatorio in campania

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    La Legge Quadro 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, che disciplina l’attività venatoria in Italia, è una “norma-principio” che traccia, a grandi linee, le regole del settore specifico e individua gli interessi irrinunciabili dello Stato in accordo con le direttive comunitarie cui dovranno attenersi le leggi regionali. La Regione Campania, grazie al Titolo V della Costituzione della Repubblica Italiana, in materia di caccia ha sviluppato uno specifico percorso normativo. La Legge Regionale 10 aprile 1996, n. 8 è stata sostituita dalla Legge Regionale 9 agosto 2012, n. 26 “Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell’attività venatoria in Campania”, a sua volta modificata dalla Legge Regionale 6 settembre 2013, n. 12. Le competenze in materia di agricoltura, foreste, caccia e pesca, un tempo attuate dalle Province (Legge 7 aprile 2014, n. 56) sono totalmente esercitate dalla Regione. Sin dal primo giorno della mia nomina ad Assessore all’Agricoltura (D.P.G. n. 132 del 27/10/2020) ho percepito l’importanza delle funzioni amministrative in materia di protezione e gestione della fauna selvatica e, in maniera più ampia, della biodiversità e degli ambienti naturali e seminaturali, incluso il prelievo venatorio. Al pari delle attività proprie del settore agro-alimentare, mi sono impegnato per identificare sul territorio della Campania tutti quegli Istituti che siano in grado di conoscere e tutelare la fauna selvatica e gli ambienti agro-silvo-pastorali ma, al contempo, ho rivolto adeguata attenzione per assicurare una corretta gestione del prelievo venatorio, finalizzandola all’applicazione delle Direttive “Uccelli” (2009/147/CE) e “Habitat” (92/43/CEE), recepite in Italia sia dalla Legge 157/1992 (s.m.i.), sia dal D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 (s.m.i. D.P.R. 120 del 12 marzo 2003). In un complesso quadro come quello sommariamente tratteggiato sopra, il mondo venatorio deve integrarsi con le esigenze ecologico-naturalistiche e di gestione sostenibile del territorio. Il riconoscimento normativo della legittimità della caccia per alcune specie e non per altre, richiede chiare indicazioni di conoscenza per favorire una caccia sostenibile. I singoli cacciatori, che per esercitare l’attività venatoria devono superare l’esame per il rilascio dell’attestato di abilitazione all’esercizio venatorio, per il riconoscimento delle specie animali omeotermi di cui è consentito il prelievo venatorio in Regione Campania, potranno avvantaggiarsi del seguente testo. La facilità di riconoscimento delle specie cacciabili consentirà di individuare azioni mirate e corretti metodi di gestione faunistico-ambientali propri di una caccia poco invasiva, compatibile e integrata con le attività agro-silvo-pastorali. In particolar modo, formerà un cacciatore attento allo sviluppo turistico naturalistico ma ancor più a supporto della gestione agli agro-ecosistemi e, principalmente, alla conservazione della biodiversità in linea con almeno tre dei target dell’Agenda 2030 (12, 13, 15)

    Analisi biogeografica del genere Cocconeis (Bacillariophyta) epifita su Posidonia oceanica

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    ANALISI BIOGEOGRAFICA DEL GENERE COCCONEIS (BACILLARIOPHYTA), EPIFITA SU POSIDONIA OCEANICA. De Stefano M., Licandro P., Procaccini G. Stazione Zoologica ‘A. Dorhn’ Villa Comunale, 80121 Napoli [email protected] Posidonia oceanica è una fanerogama marina endemica del bacino Mediterraneo, dove forma ampie praterie generalmente monospecifiche dalla superficie a circa quaranta metri di profondità. All’interno delle praterie di Posidonia si struttura un complesso ecosistema ricco di specie vegetali ed animali. Le foglie della pianta costituiscono una superficie di colonizzazione ottimale per una complessa comunità macroalgale che risulta quasi interamente costituita da diatomee pennate. La natura dinamica del substrato, le differenti condizioni di irradianza e regime idrodinamico, la competizione per lo spazio, la pressione di grazing nonchè differenze nelle forme di crescita delle stesse diatomee influiscono sulla struttura e dinamica successionale della comunità epifitica presente. Il genere Cocconeis domina in termini di abbondanza specifica. Nel presente lavoro, le specie ed i taxa infraspecifici di Cocconeis sono state identificate e descritte in 19 comunità epifite di P. oceanica localizzate in differenti aree del Mediterraneo. La percentuale della componente a Cocconeis rispetto al totale delle specie di diatomee presenti, la composizione specifica, l’abbondanza relativa di ciascuna specie e la diversità specifica sono state analizzate in ciascuna delle località campionate. Gli andamenti della distribuzione geografica di tali parametri sono stati letti in rapporto ai patterns di distribuzione filogeografica delle praterie di Posidonia campionate, ottenuti attraverso l’utilizzo di marcatori molecolari (sequenze microsatelliti). A grandi linee le distribuzioni dei parametri analizzati del genere Cocconeis rispondono alla struttura filogeografica esistente in P. oceanica all’interno dell’intero bacino mediterraneo, con una netta divisione fra il bacino occidentale ed il bacino orientale. Nell’ambito del bacino orientale, il settore adriatico mostra notevoli peculiarità, mentre nell’ambito del bacino occidentale si osserva una minore differenza fra il settore centro-settentrionale e quello meridionale. Ciò suggerisce che le stesse forzanti ambientali che hanno determinato e determinano linee preferenziali di flusso genico fra le praterie di P. oceanica possono anche influenzare la composizione dei popolamenti delle specie ad esse associate

    Camillo Procaccini nella cappella di San Diego d’Alcalà in Sant’Angelo a Milano: un disegno e qualche osservazione

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    The pictorial decoration of San Diego d’Alcalà’s chapel in the church of Sant’Angelo in Milan can be attributed to Camillo Procaccini. The author has published a drawing conserved at the Gabinetto dei Disegni of Castello Sforzesco that he has acknowledged as a preparatory one for the left lunette of the chapel
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