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    La “fisica del potere” di Foucault e la scienza politica

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    Da diversi anni ormai l’opera di Michel Foucault ha attirato l’attenzione, in Italia e in Europa, della filosofia politica e della storia delle idee politiche. Tuttavia, il suo ricco e articolato corpus di pubblicazioni e interventi contiene elementi di grande interesse anche per quegli studiosi che si collocano nell’ambito della scienza politica in senso stretto, come dimostrano, ad esempio, le riflessioni proposte da Giorgio Fedel al convegno della Società Italiana di Scienza Politica nel 2008. A partire da quelle brevi note, il paper intende delineare con maggiore precisione il contributo che l’opera dell’autore francese potrebbe apportare allo sviluppo del programma di ricerca della scienza politica. In particolare, ci si concentrerà su due problemi. In primo luogo, le classificazioni formali e sostanziali delle diverse forme di potere elaborate dalla scienza politica classica verranno confrontate con le analisi proposte da Foucault nella sua “microfisica” e nella definizione del “potere disciplinare”, dalle quali emerge una critica non oggettivistica al paradigma relazionale dominante (almeno dai tempi di Potere e Società di Lasswell e Kaplan). In secondo luogo, su queste basi, si confronterà il modello analitico foucaultiano con il paradigma delle relazioni di potere come “scambio sociale”, con particolare attenzione all’analogia tra concetti politici e concetti microeconomici che su di esso si fonda

    La sicurezza e le Relazioni Internazionali, tra teoria e storia del concetto. Riflessioni sul bilancio di un’avventura critica

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    Nelle Relazioni Internazionali del ‘900 la sicurezza può essere intesa come una forma di razionalità politica che il sistema internazionale ha utilizzato per costruire un ordine positivo al di fuori dello spazio della sovranità, per garantire il carattere pluralistico di un tale ordine e per consentire la possibilità, al suo interno, di un campo di azione per i progetti di emancipazione politica. Le trasformazioni del sistema contemporaneo hanno reso possibile una maggiore consapevolezza della sicurezza come segno politico operativo, ma l’hanno resa inefficace come principio di regolazione della politica mondiale

    Una sociologia americana delle Relazioni Internazionali

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    Dalla Peace Research alla Scuola di Copenhagen. Sviluppi e trasformazioni di un programma di ricerca

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    Ai giorni nostri la distinzione tra studi strategici e ricerche sulla pace sembra diventata obsoleta. Il paradigma della sicurezza globale ha prodotto un contenitore abbastanza ampio da accogliere tutte le diverse forme in cui tradizionalmente si era espresso il problema della guerra e della pace. Non potrebbe esservi differenza più grande rispetto a qualche anno fa, quando una precisa scelta di temi e concetti rivelava una specifica impostazione teorica e normativa. Questo saggio propone una ricostruzione storica che aiuti a chiarire i mutamenti avvenuti sia in termini di slittamento di problema , sia di trasformazione di campi sociali. Concentrandosi sull'ambito delle ricerche sulla pace europee e sul quadro più generale degli approcci critici, solidaristici o cosmopolitici, esso offre un'interpretazione del percorso seguito da alcuni dei problemi teorici e normativi che stavano alla base della loro esperienza, e in particolare (a) sul rapporto tra esigenza normativa e teoria scientifica, (b) sulle relazioni tra i diversi livelli analitici e sociali a cui si pone il problema della sicurezza e (c) sul modo di concepire la violenza e la pace che caratterizza queste scuole. I cambiamenti nelle forme della violenza politica internazionale non possono essere considerati solo come un mero dato di fatto. Se pensiamo che le trasformazioni nella realtà siano anche trasformazioni nei problemi che guidano la ricerca, allora c'è spazio per scoprire che non tutto quadra nella sintesi teorica che oggi sembra affermarsi nella disciplin

    "Guerra indolore" di Corrado Stefanachi

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    analisi della tradizione del pensiero strategico sulla limitazione della guerr

    Antropologia e politica della Società Internazionale globale: attualità del modello groziano

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    The globalization of International Society has revived the scholarly interest for the anthropological and cultural foundations of its frontiers. The historical evidence shows that the relationship between Europe and other “families of nations” has passed through a rich plurality of cultural and normative orientations. The “grotian” model of relations with ‘barbarians’ defined by Martin Wight recognizes the flexible and heterogeneous relationship between anthropological differences and normative attitudes, emphasizing the polymorphous manifestations of the ius communicationis. Building on this basis, the theory of International Relations can elaborate a positive analytical framework for the study of “separate spaces” of international order and the various ‘inside/outside’ connections

    Democratizzazione, modernizzazione e autogoverno. Una prospettiva teorico-comparativa su Nord Africa e Occidente

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    Se si guarda dall’alto degli ultimi anni al vasto processo storico della diffusione mondiale della democrazia liberale, spesso i risultati non appaiono all’altezza delle speranze suscitate. Gli studiosi riconoscono un «arretramento» delle transizioni democratiche e numerose involuzioni verso forme più sfumate e complesse di autoritarismo e regimi ibridi o «semi-democratrici» . Inoltre, anche negli stabili e consolidati paesi democratici dell’Occidente, con sempre maggiore frequenza si segnalano sintomi di crisi e fenomeni di disgregazione, inefficienza e svuotamento delle tradizionali istituzioni della democrazia rappresentativa . In questo contesto, l’‘eccezione democratica’ incarnata dal Medio Oriente e dal Nord Africa può assumere una nuova e diversa valenza, e caricarsi di significati teorici di grande interesse, soprattutto dopo la travagliata esperienza delle ‘Primavere Arabe’. I diversi focolai di crisi che affliggono la democrazia liberale rappresentativa, aprono dunque la strada a un nuovo problema teorico: fino a che punto i concetti di democrazia liberale e di transizione democratica sono in grado di dare conto delle trasformazioni politiche in corso nel mondo? Qual è la loro utilità come categorie descrittive ed esplicative dei fenomeni di conflitto, emancipazione, partecipazione, mutamento politico e trasformazione istituzionale che accadono in Nord Africa e in tutto il Medio Oriente? Da più parti, infatti, si sottolinea il sopravvenire di un punto di crisi nella capacità della teoria empirica della democrazia di essere anche una teoria realistica e non solo un modello prescrittivo e normativo di riferimento . Lo studio delle trasformazioni politiche in atto nel Nord Africa, quindi, può offrire il suo contributo più importante non tanto se si osservano i mutamenti in corso e si misurano i loro scostamenti da modelli precostituiti, con le relative indicazioni di policy per «colmare il deficit» che ancora esiste , quanto nella capacità di stimolare un ampliamento delle nostre conoscenze teoriche e una revisione di concetti e schemi interpretativi generali. Non dobbiamo solo chiederci se e come la democrazia può rappresentare lo sbocco della crisi politica del Nord Africa, ma anche come la crisi politica del Nord Africa può indurci a riformulare la nostra idea di democrazia

    Forza, legittimità e formazione degli Stati nella società internazionale islamica. Dall’interpretazione socio-antropologica alla teoria politica

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    Il sistema internazionale del Medio Oriente moderno è noto come sistema instabile per antonomasia. Cronicamente conflittuale, ricorrente «epicentro della crisi mondiale», esso presenta un indiscusso dominio dell’elemento della sicurezza sugli altri processi politici . Molti studiosi ritengono che all’origine di questa condizione si trovi un epocale fallimento nel processo di formazione degli stati che compongono il sistema. Il primo e più generale obiettivo di questo saggio è sondare le fondamenta teoriche di questa tesi attraverso una ricostruzione storica del problema della formazione degli stati nella società islamica. Guardando all’esperienza storica della civiltà islamica, presenteremo alcuni modelli istituzionali di rapporto tra legittimità e competizione politica a livello internazionale. Il primo è ispirato alla già menzionata sintesi socio-antropologica; i successivi, a base storica, hanno l’obiettivo di integrarlo e correggerlo, mostrando come determinati principi e strutture socio-politiche si siano trasformati, ponendo le fondamenta di un corto-circuito istituzionale che è presente in molti dei fenomeni di instabilità odierni
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