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Rito e “merito” nell’eccezione di incompetenza
Lo scritto esamina quale sia il rimedio più idoneo (regolamento di competenza o appello) avverso la pronuncia che - a seguito di eccezione di parte sollevata in modo incompleto o in violazione dei limiti temporali di legge, o di rilievo d'ufficio parimenti tardivo - dichiari l'incompetenza per materia o per territorio inderogabile
Imparzialità ed apparenza di imparzialità del giudice. L'esperienza inglese
Premesse alcune considerazioni generali sul tema dell’imparzialità del giudice nel confronto tra ordinamenti di civil law e sistemi di common law e alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale in tema di judicial disqualification, vengono esaminati ex professo i “casi” Hoffmann e Collins, che hanno riportato alla ribalta nel panorama inglese i temi del concreto pericolo di parzialità, della probabilità di preconcetto e di ragionevole sospetto di prevenzione del giudice. Vengono esaminati, quindi, l’approccio della House of Lords al tema della disqualification nel caso Pinochet, con estensione della automatic disqualification ai casi di mancata disclosure di un interesse, anche non pecuniario, in capo al giudice, e la relazione tra disclosure, astensione ed esclusione del giudice. Il c.d. caso Collins viene trattato con riguardo alle decisioni Locabail (UK) Limited v. Bayfield Properties Limited (2000), Bank of Credit and Commerce International SA v. Ali (2001)
Questioni in tema di ricusazione nell’arbitrato amministrato
Lo scritto esamina, sotto diversi profili, il tema della ricusazione dell’arbitro nell’ambito di un procedimento amministrato da una Camera di commercio (competenza a decidere sulle istanze proposte, irrilevanza della sopravvenuta – incolpevole – conoscenza della parte di motivi preesistenti al termine di proponibilità della domanda, condizioni della concreta rilevanza,a fini ricusatorii, di situazioni astrattamente idonee ad incrinare la terzietà del giudicante)
Inesatta identificazione catastale del bene e nullità del pignoramento immobiliare
Lo studio affronta una questione piuttosto importante, ai fini della corretta circolazione dei beni oggetto di trasferimento, all'esito di un procedimento di espropriazione immobiliare. L’errore nell’indicazione completa dei dati catastali del bene, infatti, è idoneo a determinare la nullità dell’atto di pignoramento, in ragione dell’assoluta impossibilità di individuare l’oggetto dell’espropriazione
L’azione di c.d. regresso del venditore finale fra garanzia “propria” e “impropria”: profili processuali e comparatistici
L’articolo illustra gli interrogativi di natura processuale suggeriti dalla nuova disciplina della vendita dei beni di consumo e, segnatamente, dalla disposizione dell’art. 1519-quinquies c.c., che prevede il diritto di regresso del venditore finale, che abbia ceduto un bene non conforme al contratto nei confronti di tutti i precedenti “anelli” della catena distributiva. Sotto il profilo processuale, infatti, non è chiaro a) se vi sia necessaria subordinazione dell’azione di costui alla propria condanna ed al proprio adempimento nei confronti del consumatore e, quindi, se siano applicabili in tali ipotesi le disposizioni contenute negli articoli 32, 106, 274, 331 c.p.c.. ; b) se detta garanzia si risolva in una normale pretesa contrattuale che può essere fatta valere anche a prescindere dalla pendenza della causa del consumatore contro il dettagliante o se vi sia dipendenza fra tali situazioni, di tal che possa dirsi che il diritto fatto valere contro il soggetto “a monte” nasce solo dalla soccombenza del convenuto venditore finale nell’azione contro di lui proposta dal consumatore o comunque quale conseguenza dell’avvenuta “ottemperanza” del dettagliante ai rimedi esperiti dal consumatore medesimo, di cui all’art. 1519-quater c.c.; c) se, in virtù di tale dipendenza, si possa configurare un onere di chiamata del proprio dante causa a carico del venditore finale nell’ambito della causa contro di lui proposta dal consumatore, in analogia con quanto prevede l’art. 1485 c.c. in tema di garanzia per evizione; d) come si raccordi tale garanzia con le tradizionali azioni edilizie; e) se quello che il legislatore chiama diritto di regresso sia propriamente tale; f) quali siano i soggetti destinatari di tale diritto di regresso; g) se la logica che consente al venditore finale di ripetere dal soggetto “responsabile” (o dai soggetti responsabili) la reintegrazione di quanto prestato sia di natura sanzionatoria o meramente restitutoria, come sembra emergere dal tenore letterale della disposizione; h) su quale parte del processo sul “regresso”, di conseguenza, gravi l’onere della prova in ordine alla responsabilità del difetto di conformità del prodotto
Domanda giudiziale soggettivamente alternativa e impugnazione della sentenza
Lo scritto affronta la seguente questione: se, in caso di accoglimento della domanda nei confronti di uno soltanto dei due convenuti alternativi, ove quest'ultimo proponga appello, l'altro debba proporre appello incidentale oppure possa limitarsi a riproporre la domanda ex art. 346 c.p.c
Pluralità di danni conseguenti al medesimo incidente stradale e disciplina processuale applicabile
Commento all'ordinanza che, fra le prime - nella vigenza dell'art. 3 della l. 21 febbraio 2006, n. 102 - ha affrontato la complicata questione relativa alla disciplina processuale applicabile nel caso in cui, in conseguenza del medesimo incidente stradale, l'attore chieda, oltre al risarcimento dei danni per morte o lesioni, anche il risarcimento del danno a cose
La cassazione con rinvio. Premesse generali
Studio delle premesse generali dell'istituto della cassazione con rinvi
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