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    Nursing a grievance: Hospital Nurses' Responses to Health Service Rationalisation in Ireland and Southern Italy

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    This book seeks to answer three interrelated questions regarding changes in the funding, organisation and management of the health service in the Republic of Ireland and Southern Italy over the last two decades. The first of these regards the extent to which health service rationalisation has followed a similar pattern in Ireland and Italy, the second asks about the impact of this process on nurses’ working conditions and the third inquires about union responses to the rationalisation process. The author begins by explaining why it is helpful to compare Ireland and Italy, justifying this comparison by drawing on the debate about welfare ‘regimes’. He then describes the overall approach adopted in the book, which applies the tools of industrial sociology – with a particular focus on Labour Process Theory – to an occupational group that has received comparatively little attention within this area of sociology. This leads to a discussion of research design and methodological issues, where the reasons for adopting a multi-level (local and national) and multi-method (quantitative and qualitative) approach is explained. Building on the analysis of health policy, management strategies, nurses’ work grievances and union representation presented in the five main chapters of the book, it concluded by making some general comments regarding the challenges currently facing nurses and their unions

    Clearing the Minefield: State Theory and Geopolitical Economy

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    Four recent books on competition and crisis in the 20th century have contributed to renewed interest in Marxist theory while reopening some contentious issues. While central to all four books, the role of the capitalist state is not theorised systematically, a weakness which reflects an enduring gap in Marxist theory. One of the challenges when theorising the state is that the latter must be situated within a complex set of multiscalar relationships involving accumulation and competition. The author argues that the state must be understood as having multiple, intersecting determinations and suggests that a satisfactory theory of the state may be constructed by showing how these determinations arise from the logic of capitalist competition and crisis. Conceptualised as generative mechanisms, they denote not only the main influences on state decisions and behaviour but also—and crucially—the fundamental limits on state decision making

    L'analisi sociologica della distribuzione dello svantaggio sociale nell'area metropolitana di Napoli

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    Utilizzando procedure statistiche sofisticated, basate sui modelli di equazioni strutturali, l'autore stima le dimensioni dello svantaggio sociale e analizza l'area metropolitana di Napoli. Usando una serie di indicatori, costruisce una misura globale del disagio sociale a livello locale. Presenta una serie di mappe tematiche che illustrano la distribuzione geografica dello svantaggio sociale. Si evince come la città di Napoli sia caratterizzata da una forte polarizzazione socio-territoriale che divide in due l'area urbana, lungo un asse nord-sud, senza che si sviluppi una zona uniforme di pendolari benestanti che risiedono al di fuori dei limiti urbani

    Siegrist e la sociologia: un commento critico

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    L’apertura della ricerca epidemiologica ai fattori sociali getta le basi per una feconda collaborazione tra questa disciplina e quella sociologica, una possibilità che rappresenta una sfida importante per entrambe. Dal punto di vista dell’epidemiologia, la distinzione chiave non è tanto tra le spiegazioni «materiali» e quelle «non-materiali» quanto tra il riduzionismo e la stratificazione ontologica. Se tra le cause del gradiente sociale di salute si annoverano anche i fattori sociali, teorizzare e operativizzare questi concetti richiede un approccio articolato ed integrato. Dal punto di vista della sociologia, invece, la sfida è quella di trasformare i concetti sociali in misure empiriche adatte all’analisi statistica e la valutazione empirica dei modelli. In questo modo le due discipline possono contribuire pienamente allo sviluppo di un nuovo «paradigma», con un approccio olistico, in grado di sostenere la ricerca teorica ed empirica negli anni a venire

    Realistic Models? Critical Realism and Statistical Models in the Social Scieces

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    The aim of this paper is to question the scepticism of critical realist philosophers of science in relation to the use of statistical methods in social science research. By arguing that statistical analysis is inevitably 'deductivist' in nature (Bhaskar, 1998a; Lawson, 1997, 1998, 2001; Pratten, 1999), I believe that critical realists merely reinforce the influence of empiricism. Moreover, by confining their criticism of statistics to the social sciences, these writers adopt an unwarranted anti-naturalist stance. In contrast, I will argue that critical realism can help to resolve a number of philosophical problems in relation to the specification, assessment and interpretation of statistical models. Social scientists are increasingly aware of these issues, and it is therefore timely to reconsider how their concerns might be addressed from within the framework of critical realism. I am in agreement with the principal tenets of critical realism, which I believe to be one of the most promising forms of scientific realism to have emerged in recent years, and the criticisms that I will make in this paper are therefore intended to strengthen rather than undermine this philosophical approach

    Il piano della ricerca: obiettivi del progetto di indagine e metodologia di indagine

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    Il volume contiene i risultati di un ampio progetto di ricerca avviato nel 2010, focalizzato sulle trasformazioni del welfare locale con particolare attenzione al riassetto dei rapporti tra pubblico, privato e organizzazioni del terzo settore in alcune specifiche aree di politica sociale. La ricerca è stata promossa da Attac Italia, finanziata dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali (ex lege n. 383/2000, direttiva 2007) e realizzata con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Sociologia e Scienza della Politica dell'Università degli Studi di Salerno. Lo studio si è proposto di valutare le trasformazioni del sistema di welfare utilizzando il punto di vista privilegiato dell'utenza femminile. Per questa ragione il disegno della ricerca ha previsto una survey sull’utilizzo e la valutazione di alcuni servizi sociali su scala municipale, realizzata attraverso un’indagine standard, ricorrendo allo strumento del questionario, con un campione di circa 2.500 donne intervistate presso uffici e strutture pubbliche di servizio (Asl, Comuni, centri per l’impiego, consultori, ecc.). La ricerca ha previsto poi un approfondimento qualitativo attraverso un’indagine condotta attraverso interviste con un centinaio di testimoni-chiave, selezionati in base alla loro qualificazione rispetto a quattro aree di policy: donne, immigrati, disabili, anziani, in cinque grandi comuni: Milano, Firenze, Roma, Napoli, Catania. Ne emerge un quadro articolato sia per territorio che per aree di policy con problematiche e criticità locali specifiche, ma anche con alcune tendenze uniformi relative alla contrazione del welfare municipale, agli effetti negati dei processi di sussidiarizzazione al Terzo settore, alle condizioni di lavoro degli operatori sociali

    Il contesto della ricerca

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    In questo capitolo si descrivono le principali caratteristiche demografiche e socioeconomiche di Torre Annunziata, mettendo in rilievo le trasformazioni che hanno interessato questo Comune durante gli anni Novanta. L'analisi viene condotta utilizzando le fonti di dati istituzionali e i risultati di un'indagine campionaria realizzata all'inizio del 2005. Essa fa ricorso a tecniche di analisi longitudinale applicate ai dati censuari, con l'utilizzo di strumenti GIS. Tale approccio aiuta a individuare le dinamiche di trasformazione provocate dal processo di deindustrializzazione nell'area oggetto dell'analisi

    Le trasformazioni del welfare locale: un’indagine tra l’utenza femminile di cinque grandi realtà urbane

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    In questo capitolo, si analizzano i risultati di un'indagine empirica realizzata in cinque città – Milano, Firenze, Roma, Napoli e Catania – attraverso la somministrazione di un questionario standardizzato. Nel primo paragrafo, si descrivono le caratteristiche socio-anagrafiche delle donne intervistate, compresa la classe di età, lo stato civile, il titolo di studio, la composizione del nucleo familiare e la nazionalità. Dopo aver descritto il campione, si analizza la situazione economica e lavorativa delle intervistate, soffermandosi sul reddito del nucleo, la condizione professionale, la stabilità contrattuale e le ore di lavoro. Nel terzo paragrafo, si entra nel merito dell’indagine, presentando le risposte ad una batteria di domande sul ricorso ai servizi per l’infanzia, per le persone anziane non autosufficienti e per quelle con una qualche forma di disabilità. Viene analizzato il tipo di servizio utilizzato, il motivo e il grado di soddisfazione con il servizio, per poi passare ai servizi sociosanitari. Infine, si analizzano i trasferimenti in denaro, le reti informali di sostegno e l’utilizzo di altri servizi privati da parte della famiglia

    Il dilemma lavorativo dei giovani

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    In questo capitolo, si analizzano le traiettorie lavorative dei giovani torresi, utilizzando una serie di interviste in profondità condotte tra il 1996 e il 2003. In particolare, si cerca di mettere in relazione le traiettorie lavorative, da un lato, e le aspirazioni, le relazioni sociali e i comprtamenti, dall'altro, per verificare la presenza di legami stabili tra queste dimensioni. L'approccio adottato è più 'formale' di quello tipicamente etnografico, pur trattandosi di una ricerca qualitativa basata su interviste semi-strutturate. Questa standardizzazione permette di valutare meglio le ipotesi teoriche al centro della ricerca, che emergono dalle discussioni nella letteratura sociologica internazionale degli ultimi anni sul ruolo del contesto sociale nel favorire specifici modelli di socializzazione, formazione e lavoro

    Stati di salute, stati di guerra: dalla biopolitica al dibattito sullo Stato

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    In questo capitolo, si cerca di utilizzare elementi delle ricerche foucaultiane come strumento critico per riaprire la teoria dello Stato e per individuarne gli aspetti più problematici, rimanendo all’interno dei confini del materialismo storico. In questo contesto, uno dei punti forti delle ricerche di Foucault è la loro specificità storica e la loro originalità. In particolare, i corsi di Foucault al Collège de France durante gli anni Settanta forniscono una serie di idee suggestive e descrizioni dei meccanismi, pratiche e configurazioni di potere che spaziano all’interno di un territorio storico e geografico molto vasto. Le tensioni che caratterizzano il suo approccio allo Stato, sebbene problematiche nel complesso, sono estremamente interessanti, e l’interazione tra i risultati delle sue ricerche storiche e l’approccio originale che adotta nell’analisi del potere è in grado di generare ipotesi teoriche suggestive. Si conclude con l'impressione che il futuro di questo filone di ricerca dipenda dalla capacità degli studiosi di individuare i meccanismi che intervengono tra quello che abbiamo descritto come i processi “molecolari” di dominazione e sfruttamento e le forme “globali” del potere politico. Gli apparati dello Stato e le pratiche, tecnologie e razionalità presenti al loro interno hanno una specificità che non permette la loro riduzione ai livelli più bassi della struttura sociale. È essenziale, quindi, mantenere il concetto della stratificazione ontologica della realtà sociale, senza ridurre i fenomeni politici attinenti allo Stato ai meccanismi capillari del potere “locale”. Allo stesso modo, anche l’accumulazione del capitale richiede un’analisi differenziata, dal momento che la concentrazione del capitale e la competizione economica oltrepassano i confini nazionali. Il recupero di questa dimensione globale, anziché segnalare l’irrilevanza degli stati-nazione, permette di specificare uno dei meccanismi più importanti nell’articolazione delle strategie politiche ed economiche all’interno dello Stato ed i loro legami con la riproduzione delle relazioni di produzione e del capitale stesso
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