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Psicoterapia cognitiva con pazienti traumatizzati cranici: ipotesi di intervento sulla base di un caso clinico
Premessa
La presentazione concerne lo studio del processo psicoterapico ad impostazione cognitivista con una paziente che a 29 anni subisce un incidente stradale e riporta esiti di un “grave trauma cranico con danneggiamento frontale bilaterale e sofferenze in corrispondenza della corteccia insulare mediale senza coinvolgimento dell’Uncus e dell’area ippocampale”. La letteratura di riferimento (psicoterapia con traumatizzati cranici) è alquanto scarna. Lo scopo di questo intervento è quindi quello di fornire alcune suggestioni sulle possibili modalità di articolazione di una psicoterapia ad orientamento cognitivista con pazienti traumatizzati cranici.
Articolazione dell’intervento riabilitativo
Al termine delle valutazioni diagnostiche effettuate dall’équipe del Centro di Riabilitazione ed in seguito alla valutazione neuropsicologica, si effettua una diagnosi nosografica di “Modificazione della personalità dovuta a trauma cranico”(DSM IV). In letteratura si riporta che i disturbi legati alla sfera cognitiva e comportamentale conseguenti a T.C. spesso prevalgono su quelli fisici ( Brooks, Campsi, 1987), al punto da condizionare significativamente l’eventuale ripresa funzionale, sociale e lavorativa (Woods,1990). La sintomatologia di E. è caratterizzata dai classici disturbi post-traumatici, quali l’ansia, l’irrequietezza, l’impulsività, l’irritabilità. E’ inoltre presente una grave sintomatologia di tipo depressivo-reattivo che costringe la paziente a frequenti momenti di
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isolamento alternati da ricorrenti episodi di aggressività auto ed eterodiretta. La paziente inizia un progetto riabilitativo così articolato: Fisiochinesiterapia (2v/sett.), Logopedia (2v/sett.), Riabilitazione Neuropsicologica (2v/sett.), Psicoterapia Cognitiva (1v/sett.). Si è deciso di articolare il trattamento psicoterapico anche in conseguenza dell’accurata analisi dei risultati della valutazione neuropsicologica che ha evidenziato significativi deficit di tipo frontale associati ad un consistente deficit di memoria anterograda. Il livello intellettivo è superiore alla norma (QI=130).
L’approccio Psicoterapico
La letteratura riporta differenti teorie cognitiviste che sottendono l’articolazione dell’approccio psicoterapico. Non esiste quindi ©una terapia cognitiva standarda, bensì diversi approcci psicoterapici che dipendono dall’epistemologia e dalla teoria della personalità cui ci si riferisce (Bara, 1996). Nel nostro caso è stata condotta una terapia cognitiva basata su presupposti epistemologici post-razionalisti (Guidano, 1991), la cui teoria della tecnica è stata rimodellata per consentire alla paziente di sopperire ai deficit mnestici e frontali. L’approccio post-razionalista prevede, tra gli altri, che il cambiamento sia dovuto all’incremento della complessità del Sé (Guidano, 1991). Questo risultato è anche conseguente alla riorganizzazione della dinamica Io/Me, dove l’Io rappresenta l’esperienza immediata ed il Me il riordinamento dell’esperienza immediata in un senso coerente di Sé e del mondo (Guidano, 1988).
Le teoria della tecnica è stata ampliata attraverso l’uso di strumenti quali:
il DIARIO di BORDO, ossia un resoconto filmato della seduta precedente in cui, insieme, si
scelgono, le parti maggiormente significative da vedersi all’inizio della seduta successiva;
la CARTELLA CLINICA CONDIVISA mediante la quale il terapeuta mostra alla paziente gli obiettivi terapeutici concordati e, poiché la paziente li può dimenticare, vengono trascritti su un
quaderno aggiornato dal terapeuta e messo a disposizione della paziente;
il DIARIO GIORNALIERO, scritto dalla paziente, con la funzione di segnare gli avvenimenti
principali della sua giornata e di portarlo alle sedute per poterne parlare insieme;
La terapia è durata 24 mesi ed è stata inizialmente affiancata da un trattamento di tipo farmacologico volto a ridurre la sintomatologia depressiva e sospeso dopo circa 12 mesi dall’inizio
della terapia.
Le aree fondamentali sulle quali è possibile offrire una spiegazione del processo
psicoterapico sono le seguenti:
Articolazione del cambiamento.
Relazione terapeutica;
Tecniche terapeutiche utilizzate;
L’ipotesi che il processo di cambiamento dovuto all’intervento psicoterapico con pazienti
T.C. sia possibile, deve essere verificata almeno attraverso due presupposti:
la teoria del cambiamento previsto dal background epistemico della psicoterapia di
riferimento deve essere compatibile con il quadro clinico dei pazienti T.C.;
la teoria della tecnica e la conseguente implementazione deve essere possibile, seppur con
appositi supporti, mantenendo l’efficacia applicativa.
A questo proposito, bisogna utilizzare la valutazione neuropsicologica ed il colloquio clinico
come strumenti preliminari per valutare rispettivamente se la deficitarietà cognitiva è eccessivamente grave da impedire la veicolazione verbale dei significati e se vi è la possibilità di accedere alla sfera emotiva. La possibilità di innescare e guidare un processo di cambiamento è soprattutto dovuto al presupposto, peraltro confermato dalla letteratura, che i pattern emotivi dei pazienti con T.C. siano accessibili e viabili, sebbene con modalità originali.
Resta inteso che la motivazione del paziente è condizione indispensabile ai fini dell’intervento psicoterapico, come peraltro per qualsiasi altra tipologia di pazienti.
Conclusioni
L’intervento psicoterapico di tipo cognitivo con pazienti traumatizzati cranici è possibile a condizione che:
il quadro clinico del paziente sia compatibile con la teoria del cambiamento previsto dal background epistemico della psicoterapia di riferimento;
il livello cognitivo del paziente consenta che la teoria della tecnica e la conseguente implementazione sia possibile, seppur con appositi supporti, mantenendo l’efficacia applicativa;
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il paziente abbia sufficiente motivazione, inizialmente anche estrinseca, ad intraprendere un percorso psicoterapico.
Riferimenti bibliografici
Adams R.L., Parson O.A.,Culbertson J.L.,Nixon S.J.(1996). Neuropsychology for Clinical Practice.
Bara B.G. (1996). Manuale di Psicoterapia Cognitiva.
Lezak M.D. (1987) Relationships between Personality Disorders, Social Disturbances, and
Physical Disability Following Traumatic Brain Injury, Journal of Neurology,
Neurosurgery and Psychiatry; vol. 50, 183-193. Zettin M., Rago R. (1995). Trauma cranico
On local systems over complements to arrangements of hyperplanes associated to Grassmann strata
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
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Catalytic Conversion of CO2 to CH4 with a Ru Catalyst: Application at Vehicle Exhaust
For the first time, catalytic conversion of CO2 to CH4 (Sabatier reaction) has been studied on real vehicle exhaust. Preliminary tests were carried out on model gas mixtures using as reactants a N2/CO2 gas mixture (CO2 = 9.5 vol% concentration similar to that of road vehicle exhaust) and pure
hydrogen. Ruthenium powder (5 wt%) on alumina was used as catalyst, in a fixed bed cylindrical reactor. The operating conditions investigated are P = 1 atm, temperature in the range 160–320 °C, contact time 0.6–1.29 s, and H2/CO2 ratio 2.75–4.11. Experimental conditions were varied to study the effect of temperature, contact time, and H2/CO2 ratio on conversion yield, and selectivity of the process. Once evaluated the performance of the catalytic process and identified the best operating conditions, real exhausts of a two-wheel motorcycle and a fourwheel gasoline vehiclewere treated with the same experimental apparatus. Analyses of physical and chemical characterization of catalyst samples before and after the use were also performed. Results show that, even though best performances are generally obtained with model mixtures, high CO2 conversion together with high yield and selectivity in CH4 can be obtained with real vehicle exhausts too. Moreover, phenomena causing the deactivation of catalyst have not been observed. Results seem to indicate good opportunities for the development of the process
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