89,598 research outputs found

    Carlo Prati. Brainframes Rome

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    il volume collettivo Rome. Nome plurale di città propone una lettura articolata dei problemi e delle dinamiche della Capitale. Raccolti da Giorgio de Finis e Fabio Benincasa, quarantanove interventi di artisti e intellettuali di diversa provenienza ed esperienza culturale – dai beni comuni (Tomaso Montanari) all’accoglienza delle comunità migranti (Amara Lakhous), dalla crisi degli spazi abitativi (Paolo Di Vetta) a quella dell’immaginario “eterno” (Valerio Magrelli), dalla gestione dei musei (Pablo Echaurren) all’integrazione (Igiaba Scego) e dell'architettura (Antonino Saggio, Carlo Prati) – compongono una visione larga e sfaccettata di ciò che è – e soprattutto di ciò che può ancora essere – la Roma contemporanea, scevra di autocommiserazione e libera dalle sabbie mobili del nichilismo urbano. Un’analisi di Roma da una prospettiva nuova, differente e trasversale

    Prati Grows up

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    INTERNATIONAL WORKSHOP “PRATI GROWS UP” Rome, 20-24 June 2011 – Faculty of Architecture, Piazza Borghese Scientific coordinators: Salvatore Dierna, Alessandra Battisti, Firouz Galdo, Fabrizio Tucci Modern need for climatic comfort and the implementation of technologies suitable for energy self production demands impose a wide perspective over the management of the existing building fabric, capable of facing the energy efficiency, environmental sustainability and bioclimatic comfort issues also on a social and economical medium/long period scale. The above consideration is capable of increasing the value of the efforts that collectivity invests not only in terms of expenses – in this regard it’s important to point out that currently energy consumption of these structures is high– but mostly as fundamental investments for a new action model aimed at managing an existing well established patrimony which is very large and complex at the same time. These investments take into account the binding demand for energy efficiency and valorisation of biophysical and bioclimatic aspects for the overall environmental sustainability of the system, as well as improvement in terms effectiveness of the operation and management of the above mentioned structures. In light of these considerations the workshop - open to a group of students form the Environmental Design Synthesis Studio in the Five Year School of Architecture EU, Environmental Design Studio in the School of Landscape Architecture, the Architecture Technology course at “Sapienza” University – University of Rome, Faculty of Architecture – intends to operate research and take actions in the XVII Rome Municipio territory, paying particular attention towards public buildings, spaces “in between” buildings, marginal areas and urban voids, with the objective of improving their bioclimatic performance in terms of summer heat loss and mitigating the ‘heat island’ and overheating phenomenon, thanks to a requalification project that applies passive cooling techniques, innovative materials and integrates vegetation. Ultimate objective of the workshop is defining a series of best practices and design solutions replicable and adaptable to other similar situations present on the XVII Rome Municipio territory. The workshop will be articulated in three phases: • the first phase will be characterized by a number of lectures given by instructors, public administration representatives and architects, which will lay out the motivations of the workshop and the project sites investigating their anthropic, biophysical and bioclimatic characteristics; • the second phase will be dedicated to site analysis activities such as site visits and interviews to local people operated by the students of the workshop; • the third and last phase will consist in the production of design solutions for the environmental-energetic requalification of the urban area around Viale Mazzini, form Piazza Monte Grappa to Piazza Mazzini

    Catalytic synthesis of C-nitroso compounds by cis-Mo(O)(2)(acac)(2)

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    The ortho, meta and para mono substituted anilines R-C6H4NH2 (R = 4-Me, 3-Me, 2-Me, 4-Et, 2-Et, 4-Br, 3-Br 2-Br; 4-Cl, 3-Cl, 2-Cl,4-F, 4-Pr-i, 4-Bu-t) were catalytically oxidised by H2O2, in the presence of cis-Mo(O)(2)(acac)(2), (acacH = CH3C(O)CH2C(O)CH3), producing the corresponding C-nitroso derivatives, R-C6H4NO. High conversions and selectivities were obtained. (C) 2000 Elsevier Science B.V. 2000 rights reserved

    7 tipi di scale. La dimensione urbana della scala tra riti, spazialità e tempo

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    Da sempre la scala ha tradotto in forme non solo la necessità pratica di collegare luoghi posti a differenti quote, modellando e misurando con i passi le forme della terra, ma ha dato uno spazio fisico alle più importanti aspirazioni spirituali dell’uomo. I gradoni monumentali in Egitto e Messico consentivano agli uomini di sentirsi più a contatto con le divinità. In Grecia, il crepidoma crea una distanza tra i templi ed il contesto circostante. In India, i terrazzamenti di Varanasi scandiscono i momenti più significativi di un’esistenza, introducono l’uomo alla vita e lo accompagnano alle soglie dell’aldilà. Fanno da sfondo a queste riflessioni le parole di Christian Norberg-Schulz nella prefazione al suo libro Significato nell’architettura Occidentale: "L’architettura si occupa di cose che vanno al di là delle necessità pratiche e dell’economia. Essa si occupa di significati esistenziali." Pertanto le forme archetipe, tra cui la scala, manifestano in primo luogo una funzione strettamente legata all’essenza della forma, una funzione ontologica, ed esprimono in seconda istanza un valore simbolico, che trascende la forma. Il differente rapporto tra funzione ontologica e funzione simbolica determina delle variazioni formali e semantiche. Queste variazioni dipendono principalmente da due fattori: la preponderanza di una funzione sull’altra e la natura del loro rapporto, che può essere di analogia o di contrapposizione. La dissertazione è strutturata secondo un continuo intreccio di due diverse questioni, due nodi argomentativi di un unico elemento, la Scala. Il primo nodo argomentativo è un'interrogazione serrata sui rapporti di senso e di forma che questo elemento fondamentale dell’architettura stabilisce con i suoli. Questo studio, svolto attraverso una successione teorica per frammenti che soltanto la scala si fa carico di tenere insieme, ha determinato una serie «finita» di categorie semantiche, sette modi di essere della scala in relazione alla città (e più in generale allo spazio antropizzato): basamento, soglia, labirinto, barriera, ponte, dimora e piazza. La scala basamento nasce per colmare lo spazio tra l’architettura ed il suolo. Comunemente può essere considerata la più primitiva soluzione per risolvere l’attacco a terra, anche se in questo caso sarebbe più corretto parlare di distacco dal terreno. La scala soglia è un paradosso perché se la scala, nella sua funzione ontologica, unisce due spazi, la soglia, al contrario, ne definisce i limiti. La soglia è allo stesso tempo confine e passaggio, varco simbolico tra uno spazio fisico ed uno immateriale. Nella scala labirinto la dimensione paradossale-simbolica sovrasta il valore funzionale, a tal punto che l’architettura può ridursi ad un insieme di traiettorie senza orientamento di rampe ritorte, interrotte, rovesciate e moltiplicate infinite volte. Il labirinto, quindi, come paradosso spaziale, allegoria e metafora ancor prima che struttura di connessione. La scala barriera, come la scala soglia, non collega due spazi ma, a differenza di quest’ultima, rappresenta la parte terminale di un elemento e non l’inizio di un altro. Per definizione la barriera sembra un elemento difficilmente conciliabile con la scala. Eppure, l’accostamento di queste due figure genera un’incredibile varietà di architetture che possono aderire in pieno ai principi funzionali della scala e della barriera, oppure, al contrario, negarli del tutto. La scala ponte non solo consente il passaggio tra due luoghi in dislivello, ma trasforma le due estremità separate in una cosa sola. La scala ponte è la scala della verità, che non dà adito ad alcun tipo di ambiguità semantica. In questa figura esistono sempre due o più sponde che scavalcano un ostacolo, la scala rende ancor più significativo il movimento lungo l’asse verticale. Con la scala dimora il movimento è misurato dall’architettura in funzione di una rinnovata percezione del tempo e dello spazio. All’interno di questa categoria di senso, la scala diviene lo strumento in grado di modificare le forme tradizionali dell’abitare, fino a compromettere o a rovesciare del tutto l’archetipo della capanna primitiva. Se la scala basamento descrive i riti dell’antichità, la scala piazza è il luogo della ritualità contemporanea, moderno teatro spontaneo nel quale portare in scena il vivere collettivo. Attraverso il ribaltamento semantico del concetto di scala, al transitare si sostituisce una condizione di stabilità precaria. L’unione di funzioni generalmente contrapposte, stare ed attraversare, genera nella scala piazza una molteplicità di usi imprevisti, che restituiscono a questo spazio pubblico una propria ragione d’essere, un rinnovato valore urbano in funzione della società contemporanea. La seconda parte della dissertazione, il secondo nodo argomentativo, riguarda lo studio analitico di alcune opere che hanno stimolato e determinato questa tassonomia. Ogni categoria contiene al suo interno quattro architetture/scale, costruite o anche solamente progettate, che appartengono ad aree geografiche e a periodi estremamente eterogenei. Ognuna di queste opere paradigmatiche è stata selezionata non solo in virtù di un’aderenza più o meno esplicita alla categoria di riferimento, ma perché mostra come un particolare uso della forma si sia reiterato nel tempo e nello spazio. Tutte le analisi sulle architetture/scala hanno determinato una sorta di revisione del lessico architettonico ordinario, sulla base di studi proporzionali, analogie e comparazioni, rielaborazioni fotografiche e ricostruzioni tridimensionali. In particolare, le ricostruzioni tridimensionali, attraverso una loro riduzione schematica, cercano di portare in primo piano il rapporto tra la scala e la sua dimensione architettonica . Infine, la lettura di ogni opera non si congela in uno studio introverso, attento esclusivamente al singolo organismo, ma tenta di indagare lo stretto legame tra l’architettura ed il suo contesto, sia questo un interno urbano o, in casi più rari, un paesaggio meno antropizzato. Le due parti della dissertazione, teoria ed analisi, cercano continuamente di affermare una complementarietà/continuità; e così le opere entrano nella teoria per descrivere mutazioni e persistenze del tipo nel corso del tempo, mentre la teoria si insinua nelle opere per rivelarne i procedimenti logici, i valori simbolici e le qualità estetiche. Teoria ed analisi si ritrovano nuovamente unite in alcuni diagrammi e ideogrammi concettuali, una forma alternativa alla scrittura con cui ho cercato di ricondurre ad una comune origine semantica architetture apparentemente molto distanti. La dissertazione non ha un carattere finale e conclusivo, quanto quello di una continua indagine su un materiale conosciuto, la realtà architettonica delle opere e dei progetti, che contiene innumerevoli idee strumento per il progetto urbano del prossimo futuro. I Sette tipi di scale, congiuntamente alle riletture funzionali, iconologiche e semantiche, portano una diversa attenzione su alcune architetture lontane nel tempo o di un passato molto prossimo, e suggeriscono, o quantomeno auspicano, il tentativo di ri-osservare la storia dell’architettura a partire da un singolo elemento. Ma questo sguardo a ritroso è solo una piccola parte, un rigagnolo, se si volge lo sguardo in avanti, osservando l’oceano di potenzialità future che fanno della scala una forma archetipa sempre inedita, un'invariante che si rinnova continuamente, un oggetto temporalizzato attraverso il quale si concretizza il rapporto tra le qualità del tempo e le qualità dell'esperienza. Con questa tesi di dottorato ho tentato di dimostrare l’importanza strategica del tema scala ai fini di uno sviluppo dei suoi contenuti materiali e simbolici all’interno dei grandi temi che attraversano la disciplina architettonica, verificando un possibile avanzamento metodologico e operativo proprio nell’uso di strumenti di lettura multidisciplinari che fungono quali categorie interpretative sulla avvertita importanza della scala come spazio altro delle relazioni sociali a livello urbano. Ho cercato di sintetizzare i nodi tematici che hanno caratterizzato la ricerca attraverso l’elaborazione di schemi diagrammatici (che tentano di misurare la propria efficacia a partire da alcune categorie connotative). Sarà per me interessante constatare quanto di questo sforzo teorico e analitico potrò utilizzare nel corso della mia attività progettuale, sperimentativa e didattica.The history of the stairs is a story of contradictions, including both the practical need to connect places situated at different altitudes, and the will to shape a physical space for the most important spiritual aspirations of man. So the semantic universe of the stairs ranges from the spectacular buildings for the ritual ascent, to the labyrinthine theaters to reach impossible goals

    Il ruolo delle categorie sociali multiple nel favorire l'inclusione nel gruppo umano

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    Nelle società moderne fondate sul diritto e la giustizia ugauli per ogni essere umano assistiamo quotidianamente a episodi di discriminazione sociale grave. La letteratura sulla deumanizzazione ha illustrato i fattyori psico-socaili che spiegano questa tendenza, invece, non esistono studi sui processi che possono favorire l'inclusione nell'ingroup umano. Nle presente studio abiamo ipotizzato che se l'aumento del numero di categorie sociali attribuite ai membri di un outgroup attenua differenziazioni e pregiudizi ingtergruppi attraverso la decategorizzazione, questo procersso socio-cognitivo, diminuendo la salienza dell'outgroup, possa aumentare l'appartenenza al gruppo umano. 216 studenti universitari italiani hanno compilato un questionario cartaceo confrontando i gruppi sociali reali di italiani (ingroup) e immigrati (outgroup) nelle condizioni di categorizzazione semplice, multipla condivisa, multipla mista e multipla non condivisa dai partecipanti. Le misure rilevate comprendenvano il pregiudizio socialer, la decategorizzazione e l'inclusione nel gruppo umano a livello simbolico e comportamentale. Queste ultime misure sono state implementate per catturare l'attribuzione di umanità agli altri e il riconoscimento del valore della vita umana degli altri. I risultati hanno confermato la diminuzione del pregiudizio e l'aumento dell'inclusione nel gruppo umano degli immigrati nelle condizioni di categorizzazione multipla vs semplice. questa evidenza è stata riscontrata sia a livello simbolico che comportamentale, infatti i partecipanti sceglievano di privarsi di un maggior numero di risorse a favore della salvezza di un più alto numero di vite di immigrati nelle condizioni di categorizzazione multipla vs. semplice. Infine, la condivisione totale, parziale o assente delle categorie sociali multiple attribuite agli immigrati non ha inciso sugli effetti pro-sociali evidenziati e il processo di decategorizzazione rilevato in tutte le condizioni di categorizzazione sociale multipla, può essere considerato un buffer contro la deumanizzazion

    Moving from PS to Slowly Decorrelating Targets: A Prospective View

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    During the last 8 years Permanent Scatterer interferometry (PSInSAR) has been widely used as a powerful tool for surface deformation monitoring both for scientific and commercial projects. A few years after the introduction of this technology, it was highlighted how the constraints on the stability of the radar signature of the targets used as opportunistic measurement points could be too tight. Forcing the PS to be coherent in all interferometric pairs used in the analysis could cause the loss of information coming from scatterers exhibiting PS behavior only in a subset of SAR images. Another concern was related to the estimation of the DEM reconstruction: the problem here is to take advantage of the PS framework trying to extend the set of image pixels where an estimation of the elevation is possible. Apart from geometrical decorrelation and variations of the Doppler centroid values of the acquisitions, temporal decorrelation phenomena strongly limit the coherence values of many scatterers within the area of interest. The question arising is whether the presence of radar scatterers exhibiting high or moderate coherence levels at low temporal baselines (typically one month) can be useful for real life applications and, in case of positive answer, which algorithms are most suited to extract useful information from slowly decorrelating scatterers. Although this topic is still the subject of extensive research activities, this paper summarizes some facts that, in the authors’ opinion, will be the base of any future algorithm. In particular, the analysis of the coherence matrix computed on a pixel-by-pixel basis is shown to be a key-element of any study of decorrelating targets. Its modeling can be extremely useful to extract feature parameters for image segmentatio

    The complexity of humanness: Strategies to promote social equality

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    People tend to perceive others as less human than them and this legitimizes the most heinous forms of intergroup discrimination. One way to reduce this social inequality is to encourage people to perceive the various affiliations of others or themselves. We demonstrated that three social cognitive strategies used to reduce reliance on heuristic thinking and prejudice have much broader benefits than previously thought. This was accomplished in multiple lines of research. First, increasing the number of the categories simultaneously attributed to outgroup members (multiple categorization) or oneself (social identity complexity) promote the re-humanization of the outgroup. This effect was consistently showed using different measures, including fix format attributions of uniquely human traits, the ability to express uniquely human emotions, and the spontaneous generation of human characteristics to describe the outgroup. Second, besides increased humanness judgments, these two social cognitive strategies enhanced positive behavioral intensions to financially support outgroup members’ health and autonomy. Third, increasing not just the number but the complexity of the interrelation between others’ categories (counter-stereotypic categorization) lead to re-humanization of them. Fourth, this humanization effect was generalized to unrelated outgroup targets and explained by increased cognitive flexibility. Whereas the re-humanization of a specific outgroup target was explained by individualization of it and reduced threat from it. Overall, evidence suggests educational initiatives that challenging social categorization may reduce one of the current world-wide most urgent issue that is social inequality

    LSH kNN graph for diffusion on image retrieval

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    Experimental results demonstrated the goodness of the diffusion mechanism for several computer vision tasks: image retrieval, semi-supervised and supervised learning, image classification. Diffusion requires the construction of a kNN graph in order to work. As predictable, the quality of the created graph influences the final results. Unfortunately, the larger the used dataset is, the more time the construction of the kNN graph takes, since the number of edges between nodes grows exponentially. A common and effective solution to deal with this problem is the brute-force method, but it requires a very long computation on large datasets. This paper proposes improvements on LSH kNN graph method that efficiently create an approximate kNN graph which is demonstrated to be faster than other state-of-the-art methods (18x faster than brute force on a dataset of more than 100k images) for content-based image retrieval, while obtaining also comparable performance in terms of accuracy. LSH kNN graph has been tested and compared with the state-of-the-art approaches for image retrieval on several public datasets, such as Oxford5k, ROxford5k, Paris6k, RParis6k and Oxford105k
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