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    NORWEGIAN TALKS- architetture di Kunt Hjeltnes, Carl-Viggo Holmebakk e JensenSkodvin

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    seguendo le tracce di ricerche e pubblicazione condotte dagli autori\cutratori sul maestro norvegese dell'architettura moderna, Sverre Fehn, questo volume infdaga le similitudini e differenze filosofico\operative di tre dei più significativi architetti delle nuove generazioni di professionisti norvegesi di visibilità internazionale. si indagano le opere principali e si cerca di mettere a fuoco continuità e discontinuità con l'opera del loro diretto maestro confrontando le singole opere con i paradigmi dell'architettura di quel lontano paese

    Cappella principale e cappella minore del cimitero di Malmoe (p. 46); Cimitero di Malmoe: padiglione di attesa- cappella funeraria (p. 49); Cimitero di Malmoe: crematorio (p 52);Cimitero di Malmoe: cappelle di S. Gertrud e s. Knut, torre campanaria, ampliamento del crematorio (p. 54)

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    all'interno dell'articolo che presenta il lavoro di straordinaria rilevanza che Sigurd Lewerentz realizza per la sistemazione del cimitero est di Malmoe in Svezia, i quattro contributi specifici analizzano parti puntuali di questo complesso e articolato intervento che raduna architetture di diversi momenti del lavoro di Lewerentz dal 1922 al 1956, diventando una sorta di viaggio sintetico dentro il percorso artistico di un grande maestro dell'architettura moderna europea

    Sigurd Lewerentz 1885 1975

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    opera completa su uno degli autori più significativi della cultura architettonica scandinava. testi a firma collettiva con riconoscimento delle parti a firma singola e schede delle opere a firma singola

    ARNE KORSMO E KNUT KNUTSEN, DUE MAESTRI DEL NORD

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    partendo dalla ricerca sulla scuola norvegese che gli autori avevano avviato sin dal 1993 in particolare su Sverre Fehn, con questo volume si indaga sulle due grandi figure dei maestri del moderno con cui Fehn si era formato, autori che incarnavano perfettamente la doppia anima del movimento moderno europeo, più razionale Korsmo e più organico Knutsen. entrambi gli autorivengono qui analizzati in profondo grazie al contributo di diversi autori italiani e norvegesi, indagando sul contesto storico in cui agirono e sui rapporti con il resto dell'europa di quegli anni. si focalizza l'attenzione in particolare su due case che gli architetti realizzarono per se stessi, e queste opere vengono qui presentate come cartine al tornasole di tutta la poetica espressa nella loro più ampia produzion

    Tra cielo e terra: pensiero e costruzione nell'opera di Hjeltnes, Holmebakk e Jensen&Skodvin

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    il testo entra nello specifico rapporto tra le poetiche dei tre giovani autori e quella del loro maestro Sverre Fehn. in particolare si analizzano quelle strette relazioni tra prassi operativa (tettonica) e inserimento nell'ambiente naturale che l'opera di questi architetti, saliti da qualche anno alla ribalta internazionale pur se relativamente giovani, usano come elemento di forza

    Oradour-sur-Glane and the Memorial Museum: A Site of Reconciliation

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    When a community has a suffering memory, within the memory-oblivion mechanisms characterizing every form of social stability, the interventions of musealization of a specific landscape can usefully contribute to the “trauma elaboration” process, being the only helpful expedients to turn the painful events that the community is not able to cope with into a “shared commemoration”. However, based on the experience from the Charles de Gaulle Memorial in Colombey, the museal interpretation can determine a touristic earning power which can often overwhelm the more expected “duty of memory”. Every new museal insertion, being a place fit for the building of the community mind, has in fact to fulfill an educational role, using every tangible and intangible aspect, with the purpose of either teaching or leading to discussions, but at the same time it has to be instrumental in its civil role, to promote a critical conscience while being emotionally effective. In this contribution, we shall see how these topics were quite on a high profile at Orador-sur-Glane, a village cruelly martyred by the SS Das Reich division, where a “Memory Centre”, built in June 1944 and initially perceived as a place of controversy, was later a great help in the recollection of the lost memory, thus becoming a place of conciliation where to set distinctive identity dynamics
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