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    “Aspetti preliminari di indagine fitochimica e biologica di un endemismo sardo di tradizione etnomedica: Ribes sandalioticum Arrigoni”

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    Ribes sandalioticum (Grossulariaceae) è un endemismo sardo con areale compreso tra il Monte Limbara, Punta Balestrieri, Cima Giugantinu, Marghine ed il Gennargentu. Dal momento che la pianta, pur caratterizzata da tradizione etnomedica, non è stata mai investigata con finalità salutistiche, si riportano gli esiti preliminari di 1) indagini fitochimiche - relativamente al contenuto in polifenoli, procianidine e flavonoidi, - e 2) di attività biologica (antiossidante ed antimicrobica) di tinture madri (TM) da foglie. Da piante spontanee di R. sandalioticum raccolte sul monte Limbara (Nuoro) (RS) si sono ottenute TM; tutti i risultati ottenuti sono stati confrontati con quanto riscontrato per TM di R. nigrum sardo (RNS) e commerciale (RNC). Analisi (HP)TLC qualitative hanno evidenziato in RS la presenza di kaempferolo-3-glucoside, iperoside, isoquercitrina ed acido clorogenico. Ulteriori indagini sono o in corso per identificare due composti con Rf 0.35 e 0.80 (molto probabilmente questultimo corrispondente a quercetina pentoso). RNS e RNC hanno mostrato il medesimo profilo (HP)TLC fatta eccezione per la presenza di acido clorogenico e per le due bande in corso di identificazione risultate tipiche di RS. RS ha mostrato un contenuto di polifenoli totali valutato per via spettrofotometrica corrispondente a 11.99±1.07 μg di acido gallico/μl TM); RNS, 13.23±0.95 μg di acido gallico/μl TM; RNC, 9.52±0.78 μg di acido gallico/μl TM. Per i flavonoidi totali, considerati come iperoside/μl TM, RS ha rivelato un contenuto più basso del 10.46% (4.45±0.30) rispetto a RNS (4.97±0.39), ma 54.83% più elevato rispetto a RNC (2.01±0.11). Le procianidine erano sempre più abbondanti in RS (2.18±0.18 μg cyanidin chloride/μl TM; RNS=2.03±0.27; RNC=0.37±0.04). La capacità antiossidante (IC50 μg/ml) è stata saggiata mediante saggi spettrofotometrici (DPPH, ABTS) ed HPTLC-bioautografica: RS ha rivelato sempre una efficacia intermedia tra RNS ed RNC. I flavonoidi sono risultati essere i maggiori responsabili dell'attività, che risultava curiosamente aumentata a distanza di 24hs. L'attività antimicrobica (batteri e lieviti; disk diffusion assay e (HP)TLC-bioautografica) ha evidenziato una scarsa attività degli estratti, principalmente determinata in RS da flavonoidi corrispondenti ad Rf 0.35 e 0.80. Queste prime indagini relative a R. sandalioticum sono il punto di partenza per qualificare ulteriormente la chemodiversità dell'endemismo ed una sua possibile proiezione salutistica

    CARATTERIZAZIONE CHIMICA E ATTIVITA' BIOLOGICA DELL'OLIO ESSENZIALE DA CORTECCE DI CRYPTOCARYA MASSOIA (Oken) Kostern (LAURACEAE)

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    L'olio essenziale (o.e.) da cortecce di C. massoia (Lauraceae), specie endemica dell'isola di Nuova Guinea, utilizzata dall'industria dei profumi e scarsamente investigata sotto il profilo fitochimico e funzionale, è stato caratterizzato mediante GC-FID e GC-MS e valutato per le capacità antiossidanti ed antimicrobiche. Dall'indagine chimica è emersa la prevalente ed insolita presenza di diversi lattoni (82%), alcuni dei quali inediti per la specie, tra cui: massoia lattone C8=3.39±0.08%, C10=56.06±0.42%, C12=16.51±0.11%, C14=0.56±0.01%). È stata inoltre verificata la presenza minoritaria di composti benzilici (15%) con prevalenza di benzil benzoato 12.73±0.10% e di benzoil salicilato 1.78±0.01%. Per quanto riguarda i saggi di bioattività, l'o.e. è stato dapprima sottoposto a saggi di valutazione dell'attività antiossidante mediante test spettrofotometrici del DPPH e ABTS che hanno evidenziato una modesta efficacia se confrontata con i dati espressi dall'o.e. di timo commerciale preso a riferimento. La valutazione dell'attività biologica dell'o.e. è stata estesa alla capacità antimicrobica (disk diffusion assay) impiegando 12 ceppi di microrganismi, tra batteri Gram+, Gram- e lieviti. I valori di MIC più interessanti si sono rivelati quelli in riferimento a Klebsiella oxytoca (9.8±1.1μg/μl); con Bacillus brevi e Pseudomonas aeruginosa, l’olio di massoia ha evidenziato MIC (18.6±1.4μg/μl) confrontabili con quelle espresse dal controllo positivo (o.e. di timo). Di particolare interesse è risultata l'efficacia verso Candida albicans (MIC=4.9±0.8μg/μl) con valori circa 4 volte inferiori rispetto al riferimento positivo (o.e. timo commerciale). Le valutazioni di bioattività sono state estese al metodo bioautografico con lastre (HP)TLC per valutare qualitativamente quali classi di metaboliti dell'o.e. di massoia fossero maggiormente responsabili dell'attività del fitocomplesso. I massoia lattoni corrispondenti alle bande risultate più attive sono stati successivamente isolati e sottoposti a caratterizzazione, tutt'ora in corso. Relativamente ad espressioni di sicurezza, sono state effettuate indagini di genotossicità (Ames test) che hanno escluso proprietà mutagene dell'olio essenziale. Da questa indagine preliminare, emerge il singolare profilo fitochimico di questo olio essenziale caratterizzato prevalentemente da composti lattonici, e da una bioattività interessante, degna di ulteriori approfondimenti rispetto ad un potenziale impiego salutistico

    PROGETTO AGER-INNOVAPERO: UN APPROCCIO BIOLOGICO FARMACEUTICO NELLA VALORIZZAZIONE FITOIATRICA DI FONTI AGRO-AMBIENTALI – ASPETTI PRELIMINARI

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    Il progetto AGER Innovapero1 - “Innovazioni di processo e di prodotto per una pericoltura di qualità”, ha come finalità l'aumento dell'efficienza produttiva e della sostenibilità economica della filiera del pero (Pyrus communis), distillando l'attività di diverse e coordinate unità di ricerca appartenenti a diversi atenei e con diversi background scientifici per produrre risultati direttamente applicabili dai frutticoltori. Il nostro ruolo, come unità di ricerca di Biologia farmaceutica, è focalizzato 1) sull'individuazione di fonti agro-industriali (scarti di filiera innanzitutto) quali potenziali fonti di molecole bioattive e sicure, 2) su aspetti estrattivi, 3) di caratterizzazione dei fitocomplessi, loro frazioni e molecole isolate e pure, di cui 4) sarà poi verificata l'efficacia e la sicurezza in stretto coordinamento con altre UR competenti in ambito fitopatologico nel controllo di organismi dannosi per Pyrus communis. Come dati preliminari, sulla base di informazioni ricevute da istituzioni, aziende, fondazioni e da ricerche mirate relativamente alla tipologia, alla stagionalità, alla produzione/anno e alla struttura di filiera delle produzioni ortofrutticole della pianura padana, si sono individuate ad oggi 100 tipologie di risorse vegetali come scarti della lavorazione di 28 colture tipiche. Ad esempio, dalla coltivazione tipica del melo, Malus domestica, si sono presi in considerazione scarti di potatura, frutta bacata, residui di passatrice; simile criterio di selezione del materiale vegetale è stato applicato per tutte le altre 27 colture ad oggi considerate. Ciascun tipo di materiale vegetale è stato sottoposto a liofilizzazione subito dopo il reperimento. Rispetto alla letteratura e alla necessità di coniugare efficienza ed efficacia estrattiva ad elementi di praticità ed economicità da riversare potenzialmente nello scale-up laboratorio-produzione d'impresa, la modalità estrattiva individuata come più adeguata è stata la macerazione (etanolo, acetone, cloroformio) per 24h, preceduta da sonicazione per 1h di tutte le matrici preventivamente polverizzate in omnimixer: per ciascuna matrice si otterranno dunque 3 tipologie di estratto con rese variabili dal 2 al 40%. Analoghe aliquote degli estratti sono state poste in cella climatica a 25 °C, alla luce e al buio per 7 giorni, prima di essere valutate in via preliminare come HPTLC-fingerprinting2,3 per individuare le principali classi di metaboliti e per poter mettere in evidenza eventuali differenze foto-indotte. Tali informazioni sono rilevanti in previsione di un impiego in pieno campo del materiale, che deve garantire efficacia in coindizioni reali. Le principali classi di molecole sino ad ora individuate come componenti degli estratti sono essenzialmente flavonoidi, cumarine, antociani, procianidine. La ricerca seguirà un processo bioassay-guided che porterà, dal fitocomplesso risultato attivo in vitro su fitopatogeni del pero, all'isolamento del principio attivo realmente responsabile dell'efficacia o dei principi attivi coinvolti sinergicamente

    UN PROFILO CHIMICO E DI BIOATTIVITÀ DELL'OLIO ESSENZIALE DI CROTON LECHLERI MÜLL. ARG. (EUPHORBIACEAE): DALLA FORESTA AMAZZONICA ALLA FARMACIA?

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    Cortecce di C. lechleri, raccolte da piante adulte cresciute in tre differenti siti nella provincia Morona-Santiago (Ecuador) ai margini della foresta amazzonica sono state distillate in corrente di vapore [olio essenziale (o.e.)=0.61 ml/kg]. L'o.e. presentava una composizione (GC, GC-MS, NMR) di 74 costituenti, con una prevalenza di sesquiterpeni (sesquicineolo, 17,29%; α-calacorene, 11,29%; 1,10-di-epi-cubenolo, 4,75%; β-calacorene, 4,34%; epi-cedrolo, 4,09%). Il profilo di bioattività è stato determinato valutando attività antiossidante, antimicrobica, citotossicità, mutagenicità e mutageno protezione. DPPH assay e β-carotene bleaching test evidenziavano IC50 coerenti con una efficacia antiossidante significativamente superiore ai riferimenti. Il saggio TLC-DPPH-bioautographic assay ha poi evidenziato che 3 frazioni dell’olio caratterizzate da α- (24%), β- (8%) e δ-cadalene (15%) erano le principali responsabili dell'attività. L’attività antibatterica su TLC ha espresso MIC variabili tra 10 μg/spot (E. coli) e 100 μg/spot (P. aeruginosa) e un principale coinvolgimento dei calacoreni. Il saggio di Ames su ceppi di Salmonella typhimurium TA98 e TA100 con e senza attivazione metabolica (S9) ha dimostrato la non citotossicità e la non mutagenicità dell’o.e. (10-2 e 100 mg/piastra) e, per contro, una riduzione delle colonie revertenti sul ceppo TA98 del 30% (+S9) e del 33% (-S9) in presenza di 2-aminoanthracene e nitro fluorene (2 μg/piastra). Il test di mutageno-protezione è stato esteso a mutageni di interesse dietistico (ammine eterocicliche, HCAs) con quantità di o.e. comprese tra 10-2 e 1.0 mg/piastra, tenendo conto della massima dose inattiva (HUD: Highest Uneffective Dose). In presenza di S9, l'o.e. ha evidenziato riduzione dei revertenti prodotti dalla esposizione alle HCAs a 5•10-2 mg/piastra; alla stessa concentrazione, ma in assenza di S9, ha manifestato la stessa capacità verso 2-amino-3-methylimidazo[4,5-f’]quinoline (IQ) e 2-amino-3,4-dimethylimidazo[4,5-f’]quinoline (MeIQ) (10-7 mol/piastra); nessuna efficacia con 2-amino- 3,8-dimethylimidazo[4,5-f’]quinoxaline (MeIQx) e 2-amino-6-methyldipyrido[l,2-a:3',2'-d]imidazole (Glu-P-1). L'o.e. è stato poi saggiato su linee cellulari tumorali LoVo ed HepG2, evidenziando IC50 di 74.95±0.05 μg/ml ed 82.28±0.03 μg/ml rispettivamente, delineandone un possibile utilizzo come ingrediente in prodotti salutistici con efficacia preventiva rispetto all'azione cancerogenetica

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Progetto Ager-Innovapero: valorizzazione di fonti vegetali di scarto come possibile strumento nel trattamento di fitopatie di Pyrus communis

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    Il progetto AGER Innovapero - “Innovazioni di processo e di prodotto per una pericoltura di qualità”, ha come finalità l'aumento dell'efficienza produttiva e della sostenibilità economica della filiera del pero (Pyrus communis), ed è focalizzato, per quanto riguarda la nostra unità di ricerca UR7- WP1-Task1.4: 1)sull'individuazione di fonti agro-industriali (scarti di filiera innanzitutto) quali potenziali fonti di molecole bioattive e sicure, 2) sugli aspetti estrattivi, 3) sulla caratterizzazione dei fitocomplessi, loro frazioni e molecole isolate e pure, di cui 4) viene poi verificata l'efficacia e la sicurezza in ambito fitopatologico nel controllo di organismi dannosi per Pyrus communis

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Composition, antioxidant activity and safety of ecuadorian essential oils as natural resource for functional ingredients

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    Amazonian plants are particularly interesting since the Amazonian basin is one of the most important biodiversity hotspots, where the ecological conditions and high density and diversity of species per unit area drive the plant secondary metabolism to biosynthetic pathways which are particularly rich in different chemical structures [1]. Starting from this point of view, essential oils (EOs) from fresh crude drugs of Ecuadorian Curcuma longa (Zingiberaceae), Cymbopogon citratus (Poaceae), Ocimum micranthum (Lamiaceae), and Zingiber officinale (Zingiberaceae) were chemically characterized by HPTLC, GC-MS, HS-GC. Over eighty constituents were identified, and ar- and alpha-turmerone (23.35-22.81%), geraniol (39.43%), eugenol (50.97%) and alpha-zingiberene (15.45%), respectively, were found as major components. With the object to find possible functional applications, the EOs were tested for several bioactivities and compared to those achieved for Thymus vulgaris and Melaleuca alternifolia EOs considered as positive references. Antioxidant activity was checked through DPPH and ABTS+ assays performed both by spectrophotometric and TLC-bioautographic strategies, always evidencing O. micranthum phytocomplex as the most effective (IC50 values of 0,012mg/ml for DPPH and 0,0013mg/ml for ABTS+). For each EO the most bioactive compounds were isolated and characterized. Antimicrobial activity of the whole EOs and of their most volatile fraction was performed against a total of eight bacteria (4 Gram+ and 4 Gram-) and two yeasts [2]. All microorganisms showed similar sensitivity to the phytocomplexes with values sometimes comparable or more interesting than those of Thyme and Tea tree oils. Among the amazonian EOs, the best values of Minimum Inhibitory Concentration (MIC) has been expressed by Cymbopogon citratus with interesting values against all tested strains, while Curcuma longa EO expressed always poor values. TLC-bioautographic assay evidenced the most bioactive compounds in each phytocomplex and their different efficacy profile against different microorganisms [3]. Checked the citotoxicity and potential genotoxic activity, mutagen protective properties by means of Ames test and S. cerevisiae D7 strain were assayed. All the EOs displayed geno-protective values with particular reference to frame-shift and gene-point mutations. This findings suggest the possibility to employ these EOs as safe flavouring functional ingredients for foods, cosmetics or dietary supplements
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