305,271 research outputs found
Finlandia Pizzul
Desde los inicios, la Arquitectura ha sido una profesión altamente masculinizada. No obstante, a finales del siglo XIX, algunas mujeres de distintas partes del mundo decidieron ser arquitectas. Sin embargo, y por diversas razones, quedaron excluidas de la Historia de la Arquitectura canónica. Esta situación también se refleja en Argentina. Finlandia Pizzul fue la primera mujer argentina que egresó de la Escuela de Arquitectura en 1929 y, luego de recibida de arquitecta, ingresó al campo disciplinar ejerciendo la profesión durante treinta años. El presente artículo explora, por un lado, dos estrategias que Pizzul desarrolló para insertarse dentro del campo. Por el otro, identifica algunos obstáculos con los que se encontró al momento de la inserción.Fil: Daldi, Natalia Silvina. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Mendoza. Instituto de Ciencias Humanas, Sociales y Ambientales; Argentin
Indagini genetiche su Salmo [trutta] marmoratus (Cuvier, 1817) a supporto delle popolazioni naturali: risultati sulladistribuzione nel Friuli - Venezia Giulia
Atti del Convegno Salmonidi Alpini Gestione delle popolazioni autoctone e qualità dei ripopolamenti, Rovereto 19 ottobre 200
Identificazione su base morfologica delle specie ittiche dulciacquicole
Con il termine “pesci” indichiamo un gruppo eterogeneo di organismi acquatici muniti di scheletro interno, di pinne e capaci di respirare sott’acqua per mezzo di branchie; comprende specie classificate in tre distinte classi di Vertebrati: i Ciclostomi, animali provi di mascelle appartenenti al gruppo degli Agnati; i Pesci Ossei e i Pesci Cartilaginei, animali provvisti di mascelle appartenenti al gruppo degli Gnatostomi.
Nelle acque interne italiane sono presenti solo pesci appartenenti alla classe dei Pesci Ossei e dei Ciclostomi, poiché i Pesci Cartilaginei presenti in tutta Europa vivono esclusivamente in acque marine.
Se consideriamo in primo luogo la struttura che sostiene le pinne pari, i Pesci Ossei vengono tradizionalmente suddivisi in 4 sottoclassi: Dipnoi, Crossopterigi, Brachiopterigi e Attinopterigi. Quest’ultima sottoclasse viene ulteriormente suddivisa in tre gruppi (Condrostei, Olostei e Teleostei), anche se la nostra ittiofauna annovera solo rappresentati dei Condrostei e dei Teleostei (Zerunian, 2002).
In seguito alle nuove conoscenze derivanti dall’applicazione della genetica molecolare e, sulla base delle nuove conoscenze sulla biologia dell’ittiofauna, la posizione sistematica delle specie ittiche dulciacquicole italiane è stata ed è attualmente sottoposta ad una revisione sistematica che ha portato gli autori di pubblicazioni e di testi in ittiologia ad assumere diversi orientamenti, senza un’uniformità di impostazione, determinando molti dubbi sulla corretta nomenclatura da adottare.
Tralasciando il discorso legato alla nomenclatura, il riconoscimento morfologico delle specie ittiche è fondamentale sia per un discorso di tipo economico-commerciale, sia per identificare gli esemplari in casi di mortalità anomale nelle acque libere, eventi sempre più frequenti nel territorio di competenza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Un corretto riconoscimento e una segnalazione tempestiva permetterebbe inoltre di contrastare la diffusione di specie non appartenenti all’ittiofauna nativa, che stanno sempre più minacciando la biodiversità degli ecosistemi acquatici.
Nel corso della presentazione, verranno utilizzate chiavi di identificazione e schede descrittive delle principali specie ittiche dulciacquicole presenti nelle acque dolci del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta nonché di quelle introdotte nel corso degli anni. Le chiavi permetteranno l’individuazione della famiglia ad un primo livello e, successivamente ad un secondo, attraverso ulteriori caratteri distintivi esterni per poter pervenire all’identificazione di specie.
Le specie ittiche di maggior interesse commerciale, alieutico e conservazionistico all’interno delle tre regioni di competenza possono essere raggruppate in 12 famiglie di cui si presenta una breve rassegna con le principali caratteristiche descrittive (Forneris et al., 1990; Grimaldi & Manzoni,1990; Gandolfi et al., 1991; Kottelat & Freyhof, 2007). Inoltre, vengono indicate le principali specie autoctone del territorio piemontese nelle rispettive famiglie di appartenenza (nomenclatura secondo A.I.I.A.D. versione 1.1., 2016)
Piccolo manuale di riconoscimento delle specie ittiche dulciacquicole delle acque piemontesi
Il mondo dei pesci è attualmente sottoposto ad una parziale revisione sistematica in seguito alle nuove conoscenze derivate dall’applicazione della genetica molecolare.
L’Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci (A.I.I.A.D.), che ha creato un gruppo di lavoro sulla nomenclatura e sistematica delle specie ittiche d’acqua dolce al fine di tentare di chiarire i dubbi esistenti sulla nomenclatura, ha recentemente pubblicato una check list che rappresenta l’orientamento scientifico dell’associazione alla luce delle conoscenze scientifiche riscontrate all’atto dell’approvazione (A.I.I.A.D., 2016).
In Gandolfi et al. (1991), uno dei testi più comunemente utilizzati dagli ittiologi italiani, sono segnalati 41 taxa fra specie, sottospecie e semispecie appartenenti a 16 famiglie differenti.
Secondo Zerunian (2004), nelle acque interne italiane sono indigeni 63 taxa di pesci classificabili a livello di specie, semispecie o sottospecie, di cui 4 appartenenti alla classe dei Ciclostomi e 59 alla classe dei Pesci Ossei. 48 taxa vengono considerati d’acqua dolce; 15 taxa, invece, sono dei migratori temporanei per motivi trofici. Kottelat & Freyhof (2007) segnalano 51 specie ittiche autoctone, Bianco (2013), invece, sulla base di nuove considerazioni di ordine zoogeografico, ne segnala 50. Ai fini della redazione della lista rossa dei vertebrati italiani (Rondinini et al., 2013), per quanto riguarda i pesci e i ciclostomi delle acque interne, sono state censite 52 specie autoctone.
Lo stato dell’ittiofauna in Piemonte è significativamente compromesso a causa soprattutto dell’alterazione dei regimi idrologici e delle immissioni di specie alloctone connesse alla pesca sportiva. In totale sono presenti 40 specie, di cui 24 autoctone. Risultano in stato di rischio elevato anguilla, savetta, luccio e temolo. Le specie alloctone sono 16, tra le quali alcune con popolazioni in netto incremento, in particolare pseudorasbora, barbo d’oltralpe, rodeo amaro e siluro (Forneris et al., 2011).
Di seguito vengono riportate le principali specie autoctone ed alloctone rinvenibili nelle acque dolci piemontesi, precisando che gli storioni sono da considerare estinti e quasi scomparsi pigo e cobite mascherato (nomenclatura secondo A.I.I.A.D., versione 1.1, 2016)
Analisi dell'alimentazione della trota fario(Salmo trutta trutta)in relazione alla disponibilità trofica in un torrente alpino del Friuli Venezia Giulia
La pernice bianca Lagopus mutus helveticus (Thienemann, 1829) nel Parco Naturale delle Prealpi Giulie: stime della distribuzione e della consistenza della popolazione
Abstract - In this study we report the results relevant to monitoring of ptarmigans Lagopus mutus helveticus (Thienemann, 1829) in the Julian Prealps Natural Park. The data we have collected have allowed us to establish their distribution, evaluate the extent of their presence and locate the areas whitin the Park which have the most significant role for conservation purposes. We also report some environmental information about the locations selected by ptarmigans. The species is present in the eastern part of the area, though unevenly; we estimate the presence of 16 (11-18) territorial males in spring; in our study area the density of territorial males was 1,83/Km2. We did not spot any territorial males below 1900 metres a.s.l.. A suitability model was generated using distribution data, in order to develop a potential distribution of suitable area for the species within the Park. The eastern portion of the protected area proves to be more relevant to the conservation of the species
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Famennian (Late Devonian) conodonts from the Pizzul West section (Carnic Alps, Italy)
Conodonts from the Pizzul West section are presented. e section is located in the Cason di Lanza/Mt. Zermula area
of the central Carnic Alps and it exposes about twenty-four metres of Upper Devonian limestone. e forty-one taxa documented
allow the discrimination of seven biozones of Frasnian and Famennian: Upper rhenana, Upper crepida, Uppermost crepida,
Lower rhomboidea, Upper rhomboidea, Lower marginifera and Lower expansa
Famennian (Late Devonian) conodonts from the Pizzul West section (Carnic Alps, Italy)
Conodonts from the Pizzul West section are presented. e section is located in the Cason di Lanza/Mt. Zermula area
of the central Carnic Alps and it exposes about twenty-four metres of Upper Devonian limestone. e forty-one taxa documented
allow the discrimination of seven biozones of Frasnian and Famennian: Upper rhenana, Upper crepida, Uppermost crepida,
Lower rhomboidea, Upper rhomboidea, Lower marginifera and Lower expansa
- …
