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Ospitalità immateriali
Chi si occupa da scienziato di città, società, spazio e territorio ha scavato e vagato negli entrepots linguistici, di storie e letterature, filosofie e religioni, estetiche e matematiche, fisica e chimica, estraendone e ricombinandone il thesaurus di immagini e parole chiave, fino a farne una vulgata scientifico-letteraria che ha garantito strategie articolate di comunicazione a quel complesso sistema di oggetti-prodotti che ne costituiscono le diverse forme di 'paesaggio’. Oggi quei repertori 'storici' faticano a coprire la nuova complessità di parole quali "metropoli e città".
Le forme di organizzazione dello spazio-luogo e di governo-nomos di territori determinati, che nella storia del bacino euromediterraneo e più in generale dell’Occidente si erano inverate nelle diverse località e spazialità della polis greca, dell’urbs e della civitas romana, della città medievale fino alla città moderna ed alla metropoli contemporanea, oggi non sembrano essere significanti nello spazio-tempo di un abitare non più città, che la città sembrerebbe essere ovunque, bensì territori post-metropolitani, connotati da de-territorializzazione e a-spazialità.
Lo stesso concetto di 'luogo' sta metamorfizzando (non solo nella vulgata scientifico- culturale) nella percezione e nella proiezione delle quotidianità ri/produttive individuali e familiari, sotto una spinta,una pulsione (quasi una strategia fecondativa) dell’economia informazionale e di quel sistema sempre più integrato di servizi avanzati (finanza, immobiliaristica, assicurazioni, consulenza legale, pubblicità, design, marketing, relazioni pubbliche, sicurezza, gestione dei sistemi informativi e della loro integrazione, R&D e innovazione scientifica, ecc.), che ne costituiscono il nucleo di processo economico e sociale
Mediterraneamente. Economia dell’esperienza e slow innovation nella cooperazione euromediterranea
Partecipare a convegni, workshop, dibattiti, programmi e ricerche sul tema della Cooperazione nel bacino euromediterraneo porta a maturare involontariamente la sensazione che questo complesso, delicato e strategico processo di scambio tra Comunità sia concepito sostanzialmente come espressione di un luogo celibe, luogo/processo praticabile: collocato nel mondo delle relazioni politico/diplomatico/finanziarie più e prima che nelle strategie di scambio, collaborazione e concorrenza attivate con diversi ma sempre più concreti obiettivi dalle comunità scientifiche, culturali ed artistiche e da una imprenditorialità industriale e artigianale coraggiosa di paesi diversi ma... convergenti. Diversità, convergenza, cooperazione parole chiave per capire tendenze e strategie che con fasi alterne (spesso contraddittorie) hanno segnato storicamente e culturalmente le relazioni e gli scambi tra i paesi del bacino euromediterraneo: diversi, e ancora oggi incapaci di valorizzare quelle diversità mettendo a sistema patrimoni culturali, sapienziali, ambientali che nel nuovo mercato globalizzato costituirebbero un valore aggiunto di straordinaria potenza socio-economica; convergenti, nel senso in cui il Mediterraneo (nei millenni Internet fisico per tutti quei paesi), vede oggi esaltate le sue caratteristiche di ambiente multiculturale strategico di scambio da programmi e progetti internazionali che, nelle proiezioni di medio periodo, vedono coinvolti tutti i paesi in strategie di tendenziale riequilibrio socioeconomico; infine, soggetti di cooperazione, intesa però sostanzialmente come fenomenologia contemporanea di una modalità inter-istituzionale del fare, condividendo buone prassi, più che espressione di processi nei quali savoir-faire, saperi esperti, eccellenze produttive, patrimoni culturali di individui e collettività molto diverse tra loro, accettano il rischio virtuoso dello scambio alla pari, del mettere in comune tradizioni e conoscenze, sviluppando un condiviso senso di appartenenza ad uno scopo di crescita e di reciprocità, sostenibile e solidale. Chi scrive è consapevole dei rischi di una generalizzazione troppo spinta ma, per capire quale ruolo può avere la cooperazione è necessario inquadrarla, come processo interregionale di scambio tra sistemi socio-economici diseguali, in scenari di sistema che si proiettino almeno sul medio periodo.
L’ ‘Area di libero scambio’, che dal 2010 dovrebbe coinvolgere più di 600 milioni di persone, è forse lo scenario più potente che, per quanto possa sembrare paradossale, la globalizzazione stessa si va affermando in reti e filiere ri/produttive connotate da fattori di produzione e ragioni di scambio di alto valore aggiunto, culturale e artistico, non ultime in quelle (reti e filiere) la cui concorrenzialità si fonda su fenomeni migratori di massa dai paesi poveri verso quelli più sviluppati e dalle aree rurali verso città e territori metropolitani. La stessa crisi finanziaria internazionale in atto indica nei paesi detentori di un patrimonio culturale organicamente distribuito nei territori e nelle città e socialmente partecipato e difeso, i sistemi economico-sociali che con maggiore vigore saranno in grado di temperare gli effetti di questa nuove grande crisi mondiale che incideranno pesantemente sull’economia reale delle famiglie e dei territori, e di sviluppare strategie di ripresa capaci di coinvolgere le collettività nella loro nuova e complessa trasversalità socio-generazionale e interculturale
Media e Territorio. L'impresa la cultura l'arte del viaggio in Italia nella stampa turistica
Gli ultimi prodotti della tecnologia di navigazione satellitare hanno provocato una vera rivoluzione nella pianificazione e gestione 'in diretta' di percorsi turistico culturali. Una rivoluzione ad altissimo valore aggiunto ludico-informazionale.
Ogni angolo di strada, roggia, tabernacolo, ciglione,pieve, crocicchio, fossato, balza, vallata, picco, parco, sentiero, tratturo, giacimento, cava, ecc., è oggi implementabile di informazione statistica, storico-artistica, socio-economica, tassonomica sia mediante la consultazione diretta del data base dedicato, sia mediante l’utilizzo di link a siti, forum e blog specialistici. Il collegamento satellitare ed il conseguente puntamento 'dal cielo' dell’oggetto desiderato ne consente una ‘conquista polimorfa’: all'avvicinamento 'fisico', a piedi o con mezzi, si combina quello 'virtuale' mediante una progressiva zoommata satellitare ed un sapiente accumularsi di net-nozioni. Modalità iperrealistica e vagamente retro-postmodern di mediatizzazione del territorio nella sua forma di ‘sistema di prodotti consumer’, un «sapere sempre (di più) dove si è...», una specie di sestante mercantile impropriamente dedicato a tracciare e omologare segmenti di prodotto/patrimonio ambiental-culturale, piuttosto che a creare ricchezza direzionando lo scambio tra ‘diversità’ sapienti e industriose. Mediatizzazione del ‘territorio’ che va affrontata partendo dai ‘fondamentali’ socio-culturali ed economico-industriali per capirne il ruolo strategico nell’affermarsi di un processo mondiale di globalizzazione dei mercati. Dei tanti approcci, quello testimoniato dalla piccola ma significativa tessera descritta in questo saggio, ci sembra essere uno dei più interessanti e dei più frequentati da studiosi e scienziati di diverse e multidisciplinari competenze: storici dello scambio culturale’, socio-politologi delle migrazioni, economisti , semiologi e antropologi ecc.: mi riferisco all’approccio comunicazionale che legge, nella profonda e larga storia del viaggio, le storie trasversali che ne hanno stratificato le esperienze, le strategie collettive e e le ‘metamorfosi economiche’, ricavandone ipotesi e teorie che consentono di descrivere i processi complessi di valorizzazione che hanno interessato le regioni storiche ed i territori della progressiva e aggressiva antropizzazione del pianeta. L'approccio che valorizza lo svilupparsi in Italia negli ultimi quarant'anni della stampa turistica periodica apre un percorso di ricerca trasversale di estremo interesse per gli studi sullo sviluppo delle città e dei territori e della nascita delle scienze del paesaggio
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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