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    Fondi tra Antichità e Medioevo.

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    Il volume raccoglie una serie di studi sul Comune di Fondi che per secoli ha segnato il confine tra il Regno di Napoli e lo Stato pontificio. Gli studi partono dall'epoca romana: in particolare Elio Cascio si sofferma su alcuni aspetti istituzionali, come la concessione, a Fondi e a Formia, presumibilmente nel 334, della civitas sine suffragio, mentre Alfredina Storchi Marino spazia a tutto campo sulla posizione geografica di Fondi: dalla composizione sociale della civitas al suo sviluppo economico, legato soprattutto alla coltivazione specialistica della vite e alla produzione e commercio di vino pregiato. Le altre relazioni appartengono al periodo paleocristiano. Massimiliano Di Fazio si sofferma in particolare sul sarcofago, databile fra il 312 e il 325, rinvenuto nel territorio di Fondi, in località Querce, nel 1998. Carlo Macaro si occupa della vita e dell'attività di papa Sotero, che sarebbe nativo di Fondi. La curatrice del volume, Teresa Piscitelli, si occupa della presenza a Fondi di Paolino di Nola. Vincenzo Fiocchi Nicolai ricostruisce la storia dei monumenti paleocristiani di Fondi sulla base delle testimonianze di Gregorio Magno. All'agiografia fondana, attestata dalle visite pastotali o dalle Relationes ad limina dei vescovi di Fondi, nonchè dalla toponomastica cittadina, ha dedicato un contributo Gennaro Luongo. Al Crocefisso conservato nella chiesa di San Pietro in Fondi è dedicato il lavoro di Boris Ulianich: lo studioso ripercorre la intricata storia del Crocefisso e ne data la composizione al più tardi all'XI secolo, se non in un periodo anteriore, probabilmente cosiderandolo il più antico dipinto su tavola a tutt'oggi esistente in Italia. La presenza di ebrei a Fondi fino a tutto il XVI secolo è stata studiata da Cesare Colafemmina

    Fondi tra Antichità e Medioevo.

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    Il volume raccoglie una serie di studi sul Comune di Fondi che per secoli ha segnato il confine tra il Regno di Napoli e lo Stato pontificio. Gli studi partono dall'epoca romana: in particolare Elio Cascio si sofferma su alcuni aspetti istituzionali, come la concessione, a Fondi e a Formia, presumibilmente nel 334, della civitas sine suffragio, mentre Alfredina Storchi Marino spazia a tutto campo sulla posizione geografica di Fondi: dalla composizione sociale della civitas al suo sviluppo economico, legato soprattutto alla coltivazione specialistica della vite e alla produzione e commercio di vino pregiato. Le altre relazioni appartengono al periodo paleocristiano. Massimiliano Di Fazio si sofferma in particolare sul sarcofago, databile fra il 312 e il 325, rinvenuto nel territorio di Fondi, in località Querce, nel 1998. Carlo Macaro si occupa della vita e dell'attività di papa Sotero, che sarebbe nativo di Fondi. La curatrice del volume, Teresa Piscitelli, si occupa della presenza a Fondi di Paolino di Nola. Vincenzo Fiocchi Nicolai ricostruisce la storia dei monumenti paleocristiani di Fondi sulla base delle testimonianze di Gregorio Magno. All'agiografia fondana, attestata dalle visite pastotali o dalle Relationes ad limina dei vescovi di Fondi, nonchè dalla toponomastica cittadina, ha dedicato un contributo Gennaro Luongo. Al Crocefisso conservato nella chiesa di San Pietro in Fondi è dedicato il lavoro di Boris Ulianich: lo studioso ripercorre la intricata storia del Crocefisso e ne data la composizione al più tardi all'XI secolo, se non in un periodo anteriore, probabilmente cosiderandolo il più antico dipinto su tavola a tutt'oggi esistente in Italia. La presenza di ebrei a Fondi fino a tutto il XVI secolo è stata studiata da Cesare Colafemmina

    Il Commento a Matteo di Origene

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    Il volume raccoglie i lavori di studiosi appartenenti al Gruppo Italiano di Ricerca su Origene e la Tradizione Alessandrina relativi al Commento al vangelo di Matteo composto da Origene, studioso alessandrino vissuto tra Alessandria di Egitto e Cesarea di Palestina nella prima metà del III secolo. L'opera esegetica presa in esame risale al 249 d.C. E' una delle ultime opere composte da Origene a Cesarea. Dei 25 libri del testo originale sono giunti a noi otto (dal X al XVII) che coprono il testo evangelico di Matteo da 13,36 a 22,29 e sono integrati fino a 27,66 da un'antica traduzione latina. Origene interpreta questo testo sulla base dei suoi abituali principi ispiratori: neppure uno iota o un apice della Scrittura è privo di significato (CMt XVI,12) e il suo contenuto non è mai univoco, neppure quello dei vangeli, come potrebbe sembrare ai semplici, perché, esaminato con intelligenza, rivela significati profondi, degni del Logos divino, per cui il suo contenuto da corporeo diventa spirituale. Un testo complesso, quello origeniano, che pone svariate problematiche alle quali si cerca di rispondere in questo volume attraverso una serie di saggi di diversa impostazione di ricerca. La curatrice, dopo l'introduzione di M. Simonetti, ha suddiviso il lavoro in quattro sezioni, mettendo in evidenza le direttrici di ricerca: Struttura e genesi letteraria (Saggi di Bossina e Bendinelli), Aspetti filologico-letterari (Saggi di Bastit, Barbàra, Cacciari, Villani, Spuntarelli), Aspetti teologici (Saggi di Lettieri, Pennacchio, Danieli, Noce, Cattaneo), Aspetti esegetici (Saggi di Cocchini, Mazzucco, Barilli, dal Covolo, Scognamiglio, Piscitelli). La lettura del testo preso in esame presenta carattere interdisciplinare che abbraccia filologia, retorica, inquadramento storico-religioso, problematiche dottrinarie e teologiche. L'ampiezza del campo scientifico e la partecipazione di autori appartenenti a Università straniere assicura la più ampia diffusione del volume

    Paolino di Nola e la croce pensile della Basilica nova: aspetti teologici e motivi iconografici

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    Ricostruzione della croce pensile nella basilica nova fatta costruire da Paolino di Nol

    Paolino di Nola: le iscrizioni absidali delle basiliche di Nola e Fondi e la donazione delle reliquie

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    La lettura delle iscrizioni absidali delle basiliche di Nola e Fondi costruite da Paolino di Nola nei primissimi anni del V secolo d. C. e da lui inviate all'amico Sulpicio Severo (epist. 32), che a sua volta sta costruendo a Primuliacum, in Gallia, basilica a battistero , sono a fondamento della ricostruzione iconografica dei mosaici absidali di entrambe le basiliche paoliniane. La possibile ricostruzione rende conto del messaggio trinitario che è alla base del dettato iconografico. Così come la lettura del titulus in distici elegiaci relativo alle reliquie di Apostoli e Martiri inserite nell'altare della basilica di Fondi (reliquie delle quali Paolino fa dono a Severo per la consacraziione della basilica a Primuliacum) consente una ampia analisi del fenomeno, tipico di questi anni e fortemente sostenuto dai vescovi, della donazione e scambio di reliquie e del culto della tomba dei santi

    Paolino di Nola: le iscrizioni absidali delle basiliche di Nola e Fondi e la donazione delle reliquie

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    La lettura delle iscrizioni absidali delle basiliche di Nola e Fondi costruite da Paolino di Nola nei primissimi anni del V secolo d. C. e da lui inviate all'amico Sulpicio Severo (epist. 32), che a sua volta sta costruendo a Primuliacum, in Gallia, basilica a battistero , sono a fondamento della ricostruzione iconografica dei mosaici absidali di entrambe le basiliche paoliniane. La possibile ricostruzione rende conto del messaggio trinitario che è alla base del dettato iconografico. Così come la lettura del titulus in distici elegiaci relativo alle reliquie di Apostoli e Martiri inserite nell'altare della basilica di Fondi (reliquie delle quali Paolino fa dono a Severo per la consacraziione della basilica a Primuliacum) consente una ampia analisi del fenomeno, tipico di questi anni e fortemente sostenuto dai vescovi, della donazione e scambio di reliquie e del culto della tomba dei santi
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