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    Architettura fortificata nella Sardegna meridionale. Cronotipologia delle strutture murarie (XII-XV sec.) = Historical Defensive Architecture in Southern Sardinia. Chrono-typological Classification of Masonries (12th-15th Century)

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    The study presented is part of the research project Tradi onal building techniques: from knowledge to conserva on and performance improvement, carried out by the Restora on chair at the School of Architecture of Cagliari over the last decade. The purpose is studying the masonry techniques of historical defensive architectures in Sardinia for their knowledge, conserva on, and promo on. The absence of studies aimed at da ng both monumental and minor historical architectures in Sardinia led us to begin our research with the analysis of for ed medieval system in the south Sardinia (12th-15th cent.). This system was chosen because of its rather precarious condi on, which greatly facilitates the analysis of masonry structures, both in eleva on and in sec ons. Furthermore, defensive architectures are generally philologically dated and may therefore represent a benchmark for da ng other architectures, par cularly ‘minor’ structures, which are otherwise di cult to be placed chronologically. The research is based on a mul disciplinary approach that includes the representa on of historical architecture, the architectural history, the stra graphy of the masonries and analysis techniques. From a construc on point of view, the dimensions and materials used are also being inves gated, with par cular a en on to the mineralogical and petrographic characteris cs of the components. Following the collec on of data through archaeometric and other inves ga ons, management of the data plays a key role in the de ni on of chronological classes for similar construc on techniques

    Dismissioni e nuovi usi. Le ex-carceri storiche nel XXI secolo

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    The aim of this paper is to study which is the future of the historic decommitted prisons and, on this basis, to support the decision-making process for the restoration and reuse of other former prison still awaiting a project. The strong identity connotation of these factories, their psychological and social impact, as well as their economic potential, are in fact only some of the issues to be taken into account when choosing a new function for them. In this sense, the study of national and international case studies, developed in the light of the most recent theoretical developments on the subject of reuse, has made it possible to identify the design trends implemented since the second half of the twentieth century and to evaluate the results of these choices in terms of the enhancement of the factory, both in terms of the conservation and protection of tangible and intangible values and in terms of sustainability. Il presente contributo intende indagare quale futuro si stia delineando per il sistema carcerario storico oggetto di dismissione e a partire da ciò supportare il processo decisionale per il restauro e il riuso di altre strutture detentive ancora in attesa di un progetto. La forte connotazione identitaria di tali fabbriche (seppure declinata in forme e dimensioni eterogenee), il loro portato psicologico e sociale oltre che il notevole potenziale economico, infatti, sono solo alcune delle problematiche da considerare nella scelta di una nuova funzione a cui destinarle. In tal senso, la disamina di casi studio nazionali e internazionali, sviluppata alla luce dei più recenti sviluppi teorici sul tema del riuso, ha consentito di individuare le tendenze progettuali messe in atto a partire dalla seconda metà del Novecento e di valutare quali siano stati gli esiti di tali scelte in riferimento alla valorizzazione della fabbrica, sia in termini di conservazione e tutela dei valori materiali e immateriali, sia di sostenibilità

    Prove di reclusione. La sperimentazione detentiva in Sardegna nell’Ottocento

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    The historical Sardinian prison system has been built since the 1830s, as architectures varying in layout, location, size, form, and functional distribution. Following their definitive decommissioning, at the beginning of the 21st century, four of these large detention architectures, located in the historical outskirts of the cities of Cagliari (Buoncammino), Sassari (San Sebastiano), Oristano (Ex Reggia Giudicale) and Tempio Pausania (La Rotonda), are in a state of abandonment, awaiting re-functionalisation. On the other hand, this has also made it possible to launch a study oriented at the knowledge of these factories, developed from the documentary reconnaissance carried out at numerous archival institutions. This contribution proposes a synthesis of the historical-architectural events that, for each prison, have been reconstructed from the intertwining of documentary information, the current state of the buildings and the related political-legislative events.I mutamenti sociali e politici che si verificano tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo contribuiscono al profondo ripensamento delle forme detentive nello scenario pre-unitario, consolidatosi poi in periodo post-unitario. Il processo di istituzionalizzazione del carcere investe in maniera particolare la Sardegna con una intensa attività di indagini e di proposte che riconoscono nella costruzione di fabbriche ex-novo la garanzia di una maggiore coerenza tra l’impostazione legislativa vigente e le forme di detenzione applicabili. Le limitate risorse finanziarie messe a disposizione per il miglioramento del sistema carcerario portano ad un continuo ridimensionamento degli intenti ‘rinnovatori’: si susseguono numerose modifiche -anche sostanziali - dei progetti approvati, l’abbandono definitivo di iter progettuali, talvolta già avviati - e il ricorso alla prassi di riadattare alla funzione detentiva strutture preesistenti. Il contributo propone una sintesi analitica sulla nascita e sull’evoluzione del sistema detentivo storico sardo a partire dall’intreccio tra le vicende relative alla costruzione delle quattro architetture carcerarie, emerse dalla consultazione archivistica, e l’evoluzione dell’apparato legislativo e normativo, da cui è dipesa la loro progettazione e realizzazione

    Il complesso claustrale di San Francesco a Stampace in Cagliari. Archeologia dell’architettura per il progetto di restauro

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    Di fronte a strutture non filologicamente datate e con riferimento alle quali le fonti archivistiche risultano scarse, si rendono indispensabili indagini dirette, che, se effettuate con i metodi propri dell’archeologia dell’architettura, consentono di ottenere soddisfacenti risultati. A dimostrazione di ciò è esemplificativo lo studio del complesso francescano situato nel quartiere di Stampace in Cagliari. Il percorso conoscitivo è partito dal rilevamento metrico con laser scanner 3D, seguito dalla redazione di elaborati grafici illustranti aspetti architettonici, dimensionali, materici e relativi alle condizioni di degrado. Si è poi proseguito con l’analisi dell’apparato decorativo e delle tecniche costruttive, queste ultime, in particolare, riferite a significativi indicatori cronologici, quali il sistema di archi e volte e le apparecchiature murarie. La sistematizzazione di tutti i dati raccolti è stata di grande supporto per l’analisi stratigrafica degli elevati, in base alla quale si è ipotizzata la datazione delle strutture, fondamentale premessa per la definizione di un progetto di restauro conservativo
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