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Legame adottivo e nuovi attaccamenti nel post-inserimento: dati preliminari.
LEGAME ADOTTIVO E NUOVI ATTACCAMENTI NEL POST-INSERIMENTO: DATI PRELIMINARI
Autori: Piermattei Claudia (1), Tambelli Renata (1)
(1) Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica, Università Sapienza di Roma
Introduzione: la ricerca in tema di adozioni ha messo in luce la funzione riparativa dell’esperienza adottiva per i bambini che hanno subito abbandoni, abusi o maltrattamenti, evidenziando il ruolo svolto dalle rappresentazioni mentali dei genitori sui pattern di attaccamento dei loro bambini (Steele et al. 2008).
La letteratura avvalora le possibilità di revisione dei pattern infantili anche a breve distanza dal collocamento in famiglia, ma mostra anche come non sempre l’associazione tra le rappresentazioni dei genitori e quelle dei loro figli risulti significativa (Pace et al. 2012).
Il presente studio si propone di approfondire il tema della trasmissione intergenerazionale dell’attaccamento nelle late-adoption, in una fase precoce della formazione della relazione genitore-bambino.
Metodo: il campione è composto da 15 famiglie adottive con adozione internazionale, età dei bambini compresa tra 4,5 e 8,5 anni e periodo di tempo trascorso nella famiglia adottiva compreso tra 12 e 36 mesi.
Sono state raccolte le seguenti misure: attaccamento adulto (AAI), attaccamento infantile (MCAST).
Risultati: il 60% dei genitori presenta un modello di attaccamento sicuro e il 40% di tipo insicuro; il 46,7% dei bambini presenta un attaccamento sicuro con almeno un genitore, il 26,7% presenta un attaccamento insicuro e il 26,7% un attaccamento disorganizzato con almeno un genitore. Nonostante non sia stata riscontrata una relazione significativa tra le rappresentazioni dei genitori e quelle dei loro figli, i bambini con attaccamento sicuro hanno prevalentemente un genitore sicuro.
Conclusioni: si osserva come l’adozione tardiva possa consentire ai bambini di rielaborare le precoci rappresentazioni dell’attaccamento di tipo insicuro o disorganizzato, nonostante le avversità del passato possano persistere significativamente nelle loro rappresentazioni
Co-costruire l’attaccamento: la qualità emotiva dell’interazione genitore-bambino in una famiglia adottiva
La ricerca in tema di adozioni ha messo in luce le potenzialità dell’esperienza adottiva come fattore di protezione con una funzione riparativa per i bambini che hanno subito abbandoni, abusi o maltrattamenti (Van Ijzendoorn e Juffer, 2006). L’adozione rappresenta infatti un’opportunità per sperimentare un nuovo ambiente relazionale adeguato e stabile, all’interno del quale rielaborare le precoci rappresentazioni dell’attaccamento di tipo insicuro o disorganizzato (Pace, Zavattini, D’Alessio 2012). La costruzione di un rapporto di attaccamento sicuro si realizza attraverso gli scambi emotivi che si verificano tra bambino e genitore, quando questi sono caratterizzati non solo dalla capacità dell’adulto di rispondere ai bisogni di sicurezza e protezione del bambino, ma anche dalla sua capacità di cogliere e rispondere in maniera pronta ed adeguata ai segnali affettivi del bambino attraverso uno scambio interattivo adeguato (Tronick, 2007; Beebe e Lachmann, 2003).
La natura diadica del costrutto della disponibilità emotiva (Emde, 1980; Biringen, Robinson e Emde, 1998), che affonda le sue radici negli sugli studi sullo sviluppo dell’intersoggettività (Trevarthen e Aitken 2001), si fonda sul riconoscimento della natura bidirezionale della relazione genitore-bambino e del ruolo attivo del bambino nella sua regolazione, mettendo in luce come per la comprensione del grado di disponibilità emotiva del genitore sia necessario mettere in relazione il suo comportamento con quello del bambino.
Il presente studio, realizzato in una famiglia con una bambina late adopted di 6 anni collocata in adozione da 1.5 anni, si propone di verificare se il costrutto della disponibilità emotiva diadica possa essere utilizzato per cogliere operativamente le caratteristiche della relazione genitore-bambino che consentono la formazione di un attaccamento sicuro e una rappresentazione interna di sé come efficace e del genitore come disponibile. Sono state raccolte le seguenti misure: presenza di sintomatologia depressiva (SCL-90, Derogatis et al. 1994; Conti, 2001; EPDS, Benvenuti, Ferrara, Niccolai, Valoriani, Cox 1999; CES-D, Radloff 1977; Fava 1983); problemi emotivo-comportamentali del bambino (CBCL, Achenbach e Rescorla 2001); stress nella relazione genitore-bambino (PSI-SF, Abidin 1995, Guarino et al. 2008); modelli di attaccamento adulto (AAI, George, Kaplan e Main 1985), vocabolario recettivo infantile (P.P.V.T.-R, M. Dunn e M. Dunn 2000); attaccamento infantile (MCAST, Green et al. 2000); rappresentazioni familiari (DdF, Corman 1967); qualità della relazione diadica (EAS, Biringen, Robinson e Emde 1998)
International late-adoption: assessing parent-child relationship through free-play interaction and attachment representations.
International late-adoption: assessing parent-child relationship through free-play interaction and attachment representations.
Authors: Piermattei, C., Pace, C.S., Tambelli, R.
Introduction
The adoptive experience is considered an opportunity to experience a new relational environment that offers the possibility to revise early insecure or disorganized attachment in abused and/or neglected children (Van Ijzendoorn & Juffer 2006; Pace et al., 2012).
While attachment assessment allows to evaluate the internal representations of children and parents about their relationship, the observation of their the interaction allows to look at the specific way in which the two individuals co-construct the reality of their unique dyad (Sander 2007). Several studies have found a relation between the assessment of the interaction through dyadic emotion availability and infant attachment, although the strength of this association has been proved to be modest (Van Den Dries, Juffer et al. 2012).
The aim of this study was to evaluate the relation between attachment representations and dyadic emotional availability to deepen the understanding of the relational functioning of families with late-adopted children.
Method
The sample was composed of 18 Italian adoptive families recruited through health services and authorized agencies for international adoptions. Children were aged between 4.5 and 8.5 years and the time spent in the adoptive family ranged from 1 to 3 years.
Measures
Dyadic emotional availability was assessed through the Emotional Availability Scales (EAS), adult attachment through the Adult Attachment Interview (AAI) and children attachment through the Manchester Attachment Story Task (MCAST).
Results and discussion
The attachment distribution of the parents shows an overrepresentation of insecure categories. The distribution of child attachment is 56% Secure (with respect to at least one parent), 22% Insecure, 22% Disorganized (with respect to at least one parent). Results reveal a matching between parental attachment models and children attachment patterns and a weak association between parental emotional availability and adult attachment classifications.
These outcomes indicate that insecure and disorganized attachment patterns of late-adopted children in the first 3 years after adoption may change; nonetheless, parental attachment security is not a sufficient condition. These data also suggest that free-play interactions may not necessarily lead to distress and therefore to the activation of the attachment/caregiving system, offering a possible explanation for the weak correlation between emotion availability and child attachment.
Keywords: late-adoptions, attachment representations, emotional availability, parent-child interaction
Paternità e adozione: uno studio esplorativo su attaccamento e disponibilità emotiva nella costruzione della relazione con il bambino.
Titolo: Paternità e adozione: uno studio esplorativo su attaccamento e disponibilità emotiva nella costruzione della relazione con il bambino.
Autori e Affiliazioni: Piermattei* C., Odorisio* F., Patruno* C.
*Università Sapienza di Roma, Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica
Email del primo autore: [email protected]
Introduzione: Molti studi hanno rivelato il ruolo dell’adozione come fattore protettivo per lo sviluppo dei bambini, ma poche ricerche si sono fin ora focalizzate sulla transizione alla genitorialità adottiva. Scopo del presente contributo è quello di approfondire la conoscenza dell’adattamento paterno alla transizione alla genitorialità nel caso delle “late-adoptions” internazionali, in una precoce fase della costruzione della relazione con il bambino.
Metodo: Hanno partecipato allo studio 10 diadi padre-bambino residenti nella Regione Lazio. I bambini hanno un’età compresa tra 4,5 e 8,5 anni e il periodo di tempo da loro trascorso all’interno della famiglia adottiva varia tra 7 e 18 mesi. Sono state raccolte le seguenti misure: attaccamento adulto (AAI), attaccamento infantile verso la figura paterna (MCAST), disponibilità emotiva diadica (EAS), stress nella relazione genitore-bambino (PSI/SF), benessere psicologico del genitore (SCL-90, CES-D).
Risultati: Il 40% dei padri presenta un modello di attaccamento sicuro e il 60% di tipo insicuro; il 20% dei bambini mostra un pattern di attaccamento di tipo sicuro, il 50% di tipo insicuro e il 30% di tipo disorganizzato. Le scale della disponibilità emotiva, nonostante i dati non siano statisticamente significativi, mostrano nei padri sicuri una sensibilità maggiore (X=5,6) e una maggior capacità di strutturazione (X=5,4) rispetto ai padri insicuri (X=5,0 e X=4,8). I bambini sicuri si caratterizzano per una maggior responsività (X=6) e coinvolgimento (X=5,5) sia rispetto ai bambini insicuri (X=5,4; X=5,2) che disorganizzati (X=4,3; X=4,3). Nei padri non sono presenti elementi psicopatologici significativi e non sono state rilevate relazioni genitore-bambino sottoposte a un livello di stress clinicamente significativo.
Discussione: Nonostante gli elementi stressanti aggiuntivi legati alla genitorialità adottiva, tutti i padri della ricerca, in misura maggiore quelli con un modello di attaccamento sicuro, mostrano un buon adattamento in questa precoce fase di costruzione delle capacità genitoriali, sia rispetto al loro benessere psicologico individuale, sia rispetto alla sensibilità nei confronti dei loro bambini
Essere genitori altrove: il ruolo della depressione nella genitorialità nelle famiglie migranti
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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