89,412 research outputs found

    Piacentini e Muñoz

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    Il saggio presenta una parte del lungo e complesso rapporto Piacentini-Muñoz in un intreccio di convergenze e divergenze sia all'interno di singoli episodi di architettura, sia nel più complesso ambito dell'ambiente urbano. Nel primo periodo in Piacentini si trovano dei progressivi avvicinamenti alla conservazione e al rispetto dell'ambiente, mentre inizia a distinguere l'operatività tra restauro e ripristino. Muñoz pubblica una lunga intervista a Piacentini con il rapporto tra la città e i monumenti antichi. Entrambi nel caso del Mausoleo di Augusto cercarono strenuamente la conservazione delle aggiunte dell'auditorium sulla preesistenza del Mausoleo

    Transglutaminases: future perspectives

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    This is the third special issue focused on "Transglutaminases" that is now available on this journal and dedicated to one of the pioneers of these enzymes, John Edward Folk, who died December 2010 [see in this issue Beninati et al. 2012a]. The first edition, "Polyamines and Transglutaminases" was published in Amino Acids, vol 26, no. 4, 2004, with the contribution of two prestigious Guest Editors as Alberto Abbruzzese and Mauro Piacentini. This editorial initiative was followed by the second special issue published in occasion of the 50th years of the discovery of transglutaminase. Indeed, "Transglutaminase 2: 50th Anniversary of the Discovery" Amino Acids, vol 36, no. 4, 2009, was published with the valuable collaboration of Carlo Maria Bergamini and Mauro Piacentini (Beninati et al. 2009). To continue with this editorial tradition, on this occasion, an outstanding board of Guest Editors composed by Francesco Facchiano and Mauro Piacentini has also been invited to promote this initiative and recruit a selected panel of Authors, many of who participated in the first and second edition of the Gordon Conference on Transglutaminases: "Transglutaminases in Human Diseases Processes" chaired by Rickard L Eckert and Kapil Mehta on July 18-23, 2010, and by Kapil Mehta and Mauro Piacentini on July 15-20, 2012, held at Davidson College, NC, USA. In this Amino Acids special issue, the manuscripts were selected to reflect the progress and the future perspectives of transglutaminases

    Piacentini, Bartolomeo

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    Profilo biografico di Bartolomeo Piacentini, giurista del XIV secol

    I disegni inediti di Marcello Piacentini per la Casa dei Mutilati di Roma

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    Analisi grafica e progettuale dei disegni inediti di M. Piacentini per la Casa Madre dei Mutilati di guerra a Roma. Confronto con l'opera realizzata

    Islam. Logica della Fede e Logica della Conflittualità

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    In questo volume - che nasce da una serie di ricerche su tematiche di natura politico-strategico-militare - l'Autrice affronta il rapporto tra "cultura" e "pensiero strategico" nel pensiero politico islamico individuando un filone letterario che si può ben definire "pensiero militare" e che si articola su due tematiche centrali: quella della leadership, o imamato (ovverossia quella del legittimo detentore dell'Autorità e della Forza indispensabile all'esercizio effettivo del Potere) e jihãd, impropriamente tradotto come "guerra santa", una delle principali espressioni della Forza. Quest'ultimo che oggi sta tornando alla ribalta con drammaticità, è una delle principali espressioni delle forze di opposizione agli stessi regimi islamici al potere e - nel periodo del cosiddetto "post-bipolarismo" - è anche la presa d'atto del fallimento di quel processo di emancipazione/modernizzazione innescato dagli stimoli dell'Occidente europeo e dalla disintegrazione dell'impero Ottomano già alla fine del secolo scorso. (Alla dottrina classica del jihãd è dedicata una sezione a parte, curata da Giuseppina Ligios). Valeria F. Piacentini è ordinario di Storia e istituzioni del mondo musulmano, direttore del dipartimento di Scienze politiche e del Centro di Ricerche sul Sistema Sud e Mediterraneo Allargato (CRiSSMA) nell'Università Cattolica di Milano. Dal 1972 ha svolto ricerche in Iran, Egitto Giordania, Siria, Afghanistan e Pakistan. Dal 1987 dirige un Progetto interdisciplinare e multidisciplinare italiano in Baluchistan (Pakistan), con la collaborazione del Cnrs di Parigi e di esperti inglesi

    Mitochondrial interactome: a focus on antiviral signaling pathways

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    In the last years, proteomics has represented a valuable approach to elucidate key aspects in the regulation of type I/III interferons (IFNs) and autophagy, two main processes involved in the response to viral infection, to unveil the molecular strategies that viruses have evolved to counteract these processes. Besides their main metabolic roles, mitochondria are well recognized as pivotal organelles in controlling signaling pathways essential to restrain viral infections. In particular, a major role in antiviral defense is played by mitochondrial antiviral signaling (MAVS) protein, an adaptor protein that coordinates the activation of IFN inducing pathways and autophagy at the mitochondrial level. Here, we provide an overview of how mass spectrometry-based studies of protein–protein interactions and post-translational modifications (PTMs) have fostered our understanding of the molecular mechanisms that control the mitochondria-mediated antiviral immunity. © Copyright © 2020 Refolo, Vescovo, Piacentini, Fimia and Ciccosanti

    Trilacuna besucheti Grismado & Piacentini 2014

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    Trilacuna besucheti Grismado & Piacentini, 2014Figs 1, 2, 3, 14A-C, 15A, B, 16E, F Trilacuna besucheti Grismado & Piacentini, in Grismado et al. 2014: 40, fig. 32A-H, 33A-F, 34A-F, 39C-D Material examined. 3♂1♀, Myanmar, near 1.5 km from the roadside between Kanpetlet and Nat Ma Taung National Park; 21°13.058'N, 93°59.033'E; elevation ca 2420 m; 1.V.2017; Wu J. and Chen Z. leg. (IZCAS AR-25151-25152-25153-25154). Diagnosis. Males of this species can be recognized by the circular, scale-like structure on the distal part of the bulb (white arrows in Fig. 2E, F) and the cymbium, which has two or three stout, dark setae with large bases (black arrows in Fig. 2G). Females are distinguished by having a darkened band (db) on the posterior margin of the epigastric furrow (Figs 3G, 15A). Description. See Grismado et al. (2014). Variation. The specimens from Myanmar have unbranched endites (Fig. 16E, F) and a strongly striated carapace (Figs 1D, F, 3D, F), whereas the specimens from India have distinctly branched endites and a smooth carapace (Grismado et al. 2014: figs 32-34). Distribution. India (Meghalaya), Myanmar.Published as part of Tong, Yanfeng, Li, Shuqiang & Bian, Dongju, 2020, Taxonomic studies on the genus Trilacuna (Araneae, Oonopidae) from Myanmar, pp. 39-62 in ZooKeys 960 on page 39, DOI: 10.3897/zookeys.960.5405

    MARCELLO PIACENTINI PRODOMI DELLA PRASSI VALUTATIVA

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    Con la presente ricerca, si è inteso verificare, e conseguentemente sottolineare ed evidenziare attraverso alcuni passaggi esemplificativi, come le attività e il ruolo svolti da Piacentini (da ora in poi P. ) nella realizzazione della nuova città universitaria di Roma siano stati condotti con un modus operandi, molto attento a tutti gli aspetti che compongono i processi produttivi della trasformazione insediativa e antesignano di quella dimensione processuale oggettiva, strutturata e comparitiva oggi considerata propria della prassi valutativa. A seconda degli ambiti disciplinari che vi facciano ricorso e degli scopi di chi la pratica la prassi valutativa può assumere connotazioni diverse. Nell’ambito del presente svolgimento con il termine valutazione si intende far riferimento a quel processo interattivo ed iterativo di supporto a decisioni, connesse agli investimenti pubblici, finalizzato a produrre scelte razionali fra possibili alternative, in genere, per ottenere un’allocazione efficiente delle risorse (scarse) disponibili. Lo scopo delle analisi valutative (condotte da tecnici) è di presentare un insieme significativo di opzioni tali che possano essere assunte (dal decisore) scelte informate, individuate in un quadro conoscitivo, il più completo ed attendibile possibile, nel quale per ciascuna alternativa siano evidenziati vantaggi e svantaggi in funzione delle finalità per le quali si deve effettuare la valutazione stessa. In altre parole ogni processo valutativo è strutturato in relazione ad un determinato quadro problematico (contesto) rispetto ad un orizzonte temporale e deve avere caratteri di oggettività e di validità generale. Deve, quindi, essere ricondotto a principi logici e metodologici, basati sulla comparazione. A tal fine occorre disporre tutti gli elementi informativi disponibili (contesto) in uno schema ordinato e il più possibile completo. L’efficacia della valutazione dipende ovviamente dai fattori presi in considerazione in partenza: obiettivi e dati imprecisi, incompleti o errati possono portare a conclusioni fuorvianti per un’allocazione efficiente delle risorse disponibili. Comunque la valutazione implica giudizi di valore e di convenienza, laddove gli obiettivi in gioco possono anche essere i più svariati (ambientali, storici, estetici, finanziari, ma anche sociali, etici, simbolici ...), e devono comunque essere ponderati, per pervenire alla definizione di gerarchie che consentano l’espressione del giudizio. In ogni processo valutativo è presente l’esplicitazione delle mutue relazioni esistenti fra fattori di tipo tecnico (relativi ad aspetti urbanistici, architettonici, tecnologici, ambientali, di economia della produzione edilizia, ecc.) ed economico-finanziario (inerenti risorse, fonti di finanziamento, modalità di gestione, ecc.) fortemente interconnessi. Se consideriamo la valutazione come un processo che permette di identificare, predisporre e analizzare un progetto d’interesse collettivo, da realizzare con un investimento pubblico che utilizza risorse scarse al fine di ottenere benefici differiti nel tempo, dall’evidenza testimoniale dei documenti raccolti nel Fondo del Consorzio per l’assetto Edilizio della Regia Università di Roma (Fondo C.E.R.U.R.) , principale fonte documentale indagata per il presente lavoro, ci si può spingere ad affermare che P. ha, sotto molti aspetti, agito nell’ambito di questo modus operandi. Anticipando con il suo comportamento nei fatti una prassi valutativa che certamente in quel momento storico non era ancora metodologicamente strutturata e codificata nelle forme attuali e che sappiamo essere in continua evoluzione e “perfezionamento”. Nelle lettere, nei documenti, nelle relazioni che redige in qualità di Direttore dell’Ufficio Tecnico e Architetto Capo, P. fornisce al Consiglio, ai decisori politici, agli architetti e agli ingegneri progettisti indicazioni precise e motivate sulle quali fondare le richieste/concessioni di finanziamento, giustificare le spese effettuate, ed assumere le scelte e le soluzioni cui sono preposti. Con riferimento a molti aspetti del processo produttivo che sotto la direzione di P. ha portato alla realizzazione della Città universitaria della Sapienza, nei documenti raccolti nel Fondo C.E.R.U.R. emerge come, soprattutto nel rapportarsi con i committenti, ma talvolta anche con i collaboratori e i fornitori, per presentare le sue proposte o soluzioni o disposizioni, esponga le sue argomentazioni seguendo una struttura articolata con le seguenti costanti: - descrive il contesto e presenta il quadro di riferimento nell’ambito del quale dovranno essere prese le decisioni; - compie una continua verifica ex ante ed ex post delle soluzioni tecniche predisposte e delle somme necessarie a realizzarle, incrociando fattori tecnici ed economico finanziari; - evidenzia costantemente come soluzioni architettoniche, tecnologiche, impiantistiche, stime dei costi anche quando di larga massima, debbano essere: commisurate ai bisogni, volte a svolgere al meglio le attività degli utenti (studenti, professori e ricercatori), definite, con il concorso dei soggetti interessati (ad esempio con i professori delle singole materie, sulla base delle necessità dei singoli istituti e delle previsioni sul numero di studenti) con criteri attendibili e inquadrate in un orizzonte temporale; - prospetta un quadro delle soluzioni alternative che è possibile adottare presentando i pro e i contro di ciascuna. Costanti che ci portano a rilevare come P. nella gestione di questo, come di altri interventi da lui condotti, abbia saputo governare problemi complessi coordinando e contemplando le istanze e i bisogni di diversi soggetti attraverso uno strutturato indirizzo e un continuo e costante controllo dei processi operativi e gestionali
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