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    Interpretare attraverso il diritto le relazioni che permettono la riproduzione (conclusioni)

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    Il capitolo riesamina criticamente gli spunti di riflessione forniti dai contributi al volume, che, nella loro molteplicità, contribuiscono a disvelare, l'asimmetria dei sessi nella riproduzione, diventandone consapevoli per trarne coerenti conseguenze sul piano delle categorie giuridiche. Nell'interpretazione critica di tali categorie sottolinea il fondamento e il ruolo essenziale del principio del nome della madre, che contribuisce a costruire una prospettiva sostenibile della gravidanza per altri.

    Presentazione [a Riproduzione e relazioni. La surrogazione di maternità al centro della questione di genere]

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    Presentazione del tema (surrogazione di maternità) e dell'approccio di ricerca (analisi di genere), nata dalla collaborazione tra la rivista GenIUS e il CIRSDe

    Risorse e diritti: qualche spunto per tornare a parlare di effettività dei diritti sociali

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    The work examines the area of control of lawmaker’s discretional choices in balancing protection of social rights against limited availability of resources. A basis for the analysis is found in the Constitutional Court ruling on Cappato Antoniani case (207/2018 and 242/2019) which includes two consecutive decisions: the former a request of information with warning; the latter a decision with the typical consequences of constitutional decision, which includes the declaration of “non constitutional” for the law. The Author examines weather and to what extent this new model of expression can help to solve the known problems of collaboration between the Constitutional Court and the lawmakers, which is fundamental to ensure the protection of social rights when confronted with the need to find financial resources to avoid non constitutionality of a law. In the conclusion social rights are acknowledged to promote the fully expression of individuals, and they are to be considered an inalienable rights not as a consumption options

    Del CSM come sguardo e come volto delle questioni di genere nella magistratura

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    Il saggio inquadra nelle loro dimensioni storiche e strutturali le questioni di genere nella magistratura, individuando da un lato la centralità del Csm nel proporre una lettura di tali questioni, ma anche riflettendo sulla composizione di genere del CSM. Prende quindi in esame le prospettive di riforma del CSM nella parte che affronta il nodo problematico della composizione del CSM dal punto di vista di genere, esaminando innanzitutto le proposte rivolte a definire "quote di partecipazione" e argomentandone la legittimità anche attraverso una lettura critica della giurisprudenza costituzionale in materia di quote (e dei suoi limiti). La riflessione si conclude segnalando la necessità di basarsi su una concezione dell'uguaglianza costituzionale gender sensitive e non gender blind e di ulteriormente sviluppare una approfondimento del rapporto tra prospettiva "duale" e qualità della rappresentanza.The essay deals with the significance of the CSM in relation to the gender issue in the judiciary. The CSM has been committed to this issue steadily and with awareness since the early nineties, not only producing and updating data on gender balance in the judiciary but also analyzing the gender implications and consequences of any organizational measure within the competence of the council (gender mainstreaming). The author also considers the historical and current composition of the CSM, as far as it offers a direct picture and representation of the lasting gender imbalance in the judiciary; different proposals on women’s or gender quotas in the CSM’s electoral system are critically reviewed from the perspective of women’s empowerment

    Reato di femminicidio ed eccedenza di genere della violenza = Crime of feminicide and gender “surplus” of violence

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    L’articolo discute la proposta di introduzione di un reato di femminicidio (ddl 1433 Senato) nella prospettiva dell’eccedenza di genere della violenza maschile contro le donne, interrogandosi sulla possibilità che possa diventare una categoria giuridica significativa e cosa questo significhi, cioè in quali contesti agisca, a quali condizioni e in quali forme specifiche. Premessa la ricostruzione dell’eccedenza di genere come categoria giuridica del diritto costituzionale, nel quadro del principio fondamentale antisubordinazione di genere, si riflette sul femminicidio come autonoma figura di reato, richiamando le esperienze di diritto comparato, le riflessioni della dottrina su di esse e le posizioni emerse nel dibattito politico intorno all’attuazione della Convenzione di Istanbul. Dopo avere presentato le reazioni, sia critiche, sia favorevoli, alla proposta di legge governativa ed avere rilevato criticamente le condizioni del contesto normativo e ordinamentale in cui il disegno di legge si inserisce, l’A. osserva come la discussione non abbia sin qui dissipato i molti dubbi e le sostanziali riserve sulla possibilità di tradurre convincentemente l’eccedenza di genere della violenza attraverso la previsione di un reato di femminicidio. Al contempo, sembra smarrirsi anche la necessità fondamentale di una adeguata revisione delle categorie giuridiche della tradizione, che vanno decostruite smascherando la loro falsa universalità per essere ricostruite su nuove basi. Pur esprimendo la preferenza per una prospettiva integrata nel contrasto alla violenza di genere, che ne ridimensioni la componente punitiva, le conclusioni non escludono la necessità di una riscrittura delle norme che agisca direttamente sul terreno del diritto penale, argomentando la necessità di un segnale semantico della necessità di decostruire, e poi diversamente ricostruire, l’universale giuridico anche in questo ambito specifico.The article discusses the proposed introduction of the crime of femicide (Senate Bill n. 1433) from the perspective of the gender “surplus” present in male violence against women, questioning whether this surplus could become a significant legal category. After reconstructing the gender surplus as a legal category of constitutional law, within the framework of the fundamental principle of gender anti-subordination, the paper reflects on femicide as an autonomous criminal entity, recalling the experiences in comparative law, the literature, and the issues in the political debate surrounding the implementation of the Istanbul Convention. Having illustrated the reactions to the government’s bill, both critical and favorable, and having examined the legislative and regulatory context in which the bill should be inserted, the Author observes that the many doubts and reservations about the possibility of convincingly translating the gender excess of violence through the provision of the crime of femicide have not yet been dispelled. At the same time, it seems that the need to review and deconstruct the traditional legal categories, is being lost: despite the need to unmask any false universality and to carry out a reconstruction on new foundations. While expressing a preference for an integrated perspective in the commitment against gender violence, which reduces the punitive component, the conclusions do not exclude the need for a rewriting of the rules that acts directly on the ground of criminal law, reasoning on the need for a semantic signal of the necessity to deconstruct, and then differently reconstruct, the legal framework in this specific field

    Pensieri e nodi sul filo della lettura di Dare la vita di Michela Murgia

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    Libro postumo di Michela Murgia, “Dare la vita” è un libro che interroga il ruolo della madre: con l’urgenza dell’autrice di parlare della propria maternità d’anima, di intenzione, senza gravidanza, scelta nella costruzione di relazioni con un’esplicita progettualità anti-normativa (che dice con il nome di famiglia queer), e trovando nella propria esperienza alimento e fondamento per tornare a parlare di GPA (la gravidanza che a Murgia appare senza maternità). In una sorta di dialogo a distanza, nella sua lettura del libro Barbara Pezzini si lascia interrogare dalle parole di Murgia, attraversando i nodi che incontra sul filo della lettura e rilanciandone gli interrogativi. Dal nodo lieve dello schwa, al nodo greve della morte; dai nodi del denaro, del diritto, del sangue e la tecnologia, al nodo della gravidanza, che è il nodo della madre. La gravidanza, nel dare la vita, «è» maternità: nel senso che non è altro, non è estranea alla maternità, per quanto la maternità sia anche altro, tutto l’altro che sta nella genitorialità (quando dare la vita vuol dire accompagnare un nuovo essere umano venuto al mondo).“Dare la vita”, Michela Murgia's posthumous book, is a book that questions the role of the mother. A book in which we find Murgia's urgency to talk about her own being mother “of soul”, mother without pregnancy, choosing to build relationships with an explicit anti-normative project (what she names “queer family”); a personal experience that becomes nourishment and foundation to address the topic of GPA once again (the pregnancy - that appears to Murgia - without maternity). In this article, in a kind of remote dialogue, Barbara Pezzini lets herself be questioned by Murgia's words, going through the knots that emerge from reading and relaunching the questions they raise. From the light knot of the schwa, to the heavy knot of death; from the knots of money, law, blood and technology, to the knot of pregnancy, which is the knot of the mother: pregnancy, in giving life, «is» motherhood, meaning that pregnancy is not something else, it is not foreign to motherhood, although motherhood is also something else, the whole “else” that lies in parenthood (when giving life means accompanying a new being who has come into the world)

    Esterno e interno nella pandemia: persistenza e risignificazione degli spazi pubblici e domestici dal punto di vista di genere in tempi di lockdown

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    By means of a “gender topography” of the pandemic, the essay proposes a reflection meant to capture the links between the transformations of public and domestic spaces in the context of the emergency and the different gender condition in which women and men inhabit those spaces. As for the domestic space, the issue of gender-based violence is addressed by observing the responses to the paradox of lock-down, which forced women to live together for a long time with their abusers in a confined space. As for the public space, the essay analyzes the reaction against the persistency of male-only decision-making structures throughout the pandemic, looking in particular at decree-law 86/2020, by which, using for the first time the surrogate power of art. 120 Cost., the national Government acted for the legislative body of Puglia, enforcing the so-called “gender double preference” in the electoral law

    Il cambio di paradigma: le deputate comuniste alla Costituente

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    Il contributo esamina la presenza delle nove deputate del partito comunista italiano elette all’Assemblea costituente assumendo l’orizzonte disciplinare del diritto costituzionale orientato dall’analisi di genere, in una lettura che guarda alle donne comuniste in Assemblea costituente seguendo il farsi e il futuro della Costituzione repubblicana. Due coordinate inquadrano la riflessione e ne costituiscono le premesse: la democrazia progressiva (per il profondo significato dell’Assemblea Costituente per la storia del Partito Comunista Italiano e, viceversa e corrispondentemente, per il profondo contributo dato dal Partito Comunista alla costruzione della democrazia costituzionale non solo italiana) e la democrazia duale (per l’impatto della “questione di genere” nel processo di costruzione della costituzione e nella definizione dei suoi contenuti). Ripercorsi la partecipazione e i contributi delle nove costituenti comuniste ai lavori della costituente, si osserva come proprio l’appartenenza partitica abbia consentito alle costituenti comuniste di intercettare più delle democristiane la portata della questione di genere, nel quadro di un pensiero sulla fase costituente e sul ruolo della costituzione – la direzione data da Togliatti al partito – che mette al centro della politica la questione della dinamica sociale attivata entro le strutture e per il tramite delle strutture del diritto costituzionale
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