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    ANALISI FILOLOGICA E STORICO-TEOLOGICA DI UN INNO PASQUALE PRIMIGENIO. IL CASO DI Mt 27,51b - 53

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    L’elaborato analizza e ricostruisce la storia del testo del brano neotestamentario di Mt 27,51b-53. Il breve componimento, di natura innodica, assume particolare rilievo per la sua collocazione all’interno del racconto della passione, cuore dell’annuncio evangelico. Attraverso l’applicazione di una metodologia che tenga conto delle peculiarità di origine, redazione e trasmissione della letteratura protocristiana, il passo in questione è assunto come caso di studio per una rivalutazione, nella constitutio textus del Nuovo Testamento, della c.d. tradizione indiretta, non sempre adeguatamente valutata dalla filologia tradizionale. Il lavoro è strutturato in due macro-sezioni: la prima, filologica, volta a far emergere, attraverso l’analisi delle citazioni indirette, la forma testuale più antica. Particolare attenzione è rivolta all’espressione «dopo la sua risurrezione», non presente nella fase primitiva del testo. La seconda sezione, storico-teologica, analizza il contesto di formazione e utilizzo della pericope, avallando l’ipotesi di un’origine innodica del brano. Esso sarebbe stato un materiale liturgico precedente, forse giudeo-cristiano, a disposizione della comunità e fatto qui confluire dal redattore del Vangelo per celebrare il sacrificio di Gesù. Vengono, infine, indagate le motivazioni teologiche che potrebbero aver contribuito, tra il III e il IV secolo, alla modifica del dettato testuale più antico.The thesis aims to reconstruct the history of the text of Matt 27:51b-53. This brief composition, probably a hymn, is particularly relevant for its arrangement in the passion narrative, which is the most important point of the Gospel’s kerygma. By applying a methodology that takes into consideration the peculiarity of the origin, the redaction, and the transmission of the earliest Christian literature, these verses are assumed as a study case, in order to value the indirect tradition in the reconstruction of the text of the New Testament. The work is divided into two parts: the first one, philological, brings out, through the indirect quotations, the earliest form of the text, which is partly different from the canonical one. Here, the sentence «after his resurrection» is relevant because it was not present in the primitive text. The second section analyses the context and the employment of the Matthean pericope in order to confirm the hypothesis of the hymn. It might have been a liturgical material, perhaps Jewish-Christian, used by the community and added to the Gospel by the redactor. Finally, this study takes into account the theological reasons that could have caused, within the third and fourth centuries, the modification of the earliest text

    THREE ESSAYS ON THE POLITICAL ECONOMY OF PEACE AND DEFENSE

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    This dissertation examines the intricate relationship between economic policy, peace, and conflict through the lens of political economy. By employing a multi-level approach—micro, meso, and macro— this dissertation explores how economic decisions at different levels influence national and international security dynamics. At the micro level, the first study investigates the impact of U.S. electoral cycles on the defense industry, analyzing firm-level data from 1996 to 2022. It applies Political Business Cycle theory to assess how elections influence defense spending and corporate performance, demonstrating that executive elections significantly impact defense revenue growth. At the meso level, the second study introduces a novel metric, the Social Peace Index, to quantify domestic peace. It further proposes a policy instrument, Edumilex—the ratio of public investment in education to military expenditure—as a means of fostering social stability. Empirical analysis across 88 countries from 1990 to 2020 finds a strong positive relationship between Edumilex and domestic peace, underscoring the role of education in counterbalancing military spending. At the macro level, the third study examines how arms imports influence the likelihood of civil conflict in Sub-Saharan Africa from 1960 to 2022. By differentiating arms suppliers based on their political regimes, the analysis reveals that imports from autocratic exporters, particularly Russia, are more likely to exacerbate conflict than those from democratic suppliers. Collectively, these findings provide theoretical insights and practical policy recommendations, emphasizing the importance of economic policies in shaping a more stable and peaceful society.Il presente lavoro esamina la complessa interrelazione tra politica economica, pace e conflitti. Adottando un approccio multilivello—micro, meso e macro—lo studio analizza come le decisioni economiche influenzano le dinamiche di pace, sicurezza nazionale e internazionale. A livello micro, il primo studio indaga l’impatto dei cicli elettorali statunitensi sull’industria della difesa statunitense, utilizzando dati d'impresa per il periodo 1996-2022. Alla luce della teoria del Political Business Cycle, la ricerca esamina l'influenza delle elezioni sulle performance aziendali delle imprese del settore della difesa negli Stati Uniti, dimostrando che le elezioni presidenziali hanno un effetto significativo sulla tasso di crescita dei ricavi delle imprese settore militare. A livello meso, il secondo studio introduce un nuovo indice, il Social Peace Index, come misura del grado di pace interna di un paese. Propone inoltre uno strumento di politica economica innovativo, Edumilex — definito come il rapporto tra investimenti pubblici in istruzione e spesa militare — come leva per promuovere la stabilità sociale. L’analisi empirica condotta su 88 paesi nel periodo 1990-2020 evidenzia una forte correlazione positiva tra Edumilex e la pace interna, sottolineando il ruolo cruciale dell’istruzione nel mitigare l’impatto negativo della spesa militare. A livello macro, il terzo studio esamina l’influenza delle importazioni di armi sulla probabilità di conflitti civili nell’Africa subsahariana per il periodo 1960-2022. Distinguendo i fornitori di armamenti in base al proprio regime politico, l’analisi rivela che le importazioni da esportatori autocratici, in particolare dalla Russia, tendono ad accrescere il rischio di conflitti civili più di quelle provenienti da fornitori democratici. Nel loro insieme, questi risultati offrono contributi teorici e suggerimenti di policy, evidenziando il ruolo centrale delle politiche economiche nella costruzione di una società più stabile e pacifica

    La sapienza medievale alla prova della pandemia: iIdegarda di Bingen tra cura e profezia

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    La pandemia ci ha posto di fronte alla nostra fragilità, mettendo a dura prova la nostra salute fisica e mentale. A questo abbiamo cercato di rispondere in vari modi, scontrandoci spesso con i limiti delle varie strategie. Ildegarda di Bingen (1098-1179), filosofa, mistica, profetessa, di fronte alla malattia (causata dalla frattura dell’armonia originaria) propone un approccio che reintegri la dimensione corporea e quella spirituale, prendendosi cura dei bisogni di base (quali il moto, l’alimentazione, il sonno), sostenendo la mente (anima) con qualcosa di positivo in modo da aprirsi alla speranza. La monaca benedettina ha infatti codificato per prima nozioni e conoscenze relative all’ambito della guarigione e della cura secondo una prospettiva cristiana, dando vita a un corpus dottrinario veicolato da voce femminile, in cui promuove l’umanizzazione e la personalizzazione delle cure. Le sue opere ‘scientifiche’ (in particolare Causae et curae e Physica) risultano essere il frutto di una sintesi originale di saperi monastici, cultura scientifica e nozioni acquisite dall’osservazione e dall’esperienza del quotidiano e del domestico. Al centro delle sue opere vi è l’uomo, plenum opus Dei, pienezza delle opere di Dio. Ildegarda approccia la salute dell’uomo da un punto di vista ‘globale’, spaziando dalla prevenzione alla ricerca delle cause del sintomo e della malattia, passando dalla scelta delle strategie terapeutiche diversificate all’individuazione di precisi elementi prognostici. A differenza delle veggenti e delle mistiche del suo tempo che censuravano il corpo, Ildegarda fa emergere la creatura umana nella sua piena fisicità, non in modo generico, ma nel suo essere uomo e donna. Ildegarda insiste sull’importanza di nutrire pensieri e sentimenti improntati al bene e al bello (come la musica, il canto, la preghiera), in quanto il protrarsi di emozioni e stati d’animo negativi influisce sulla corretta funzionalità del nostro corpo fino ad alterarne il funzionamento. Parimenti sottolinea l’importanza di attenersi a una condotta di vita sana, in armonia con la natura e a una nutrizione corretta, poiché abitudini alimentari scorrette e stili di vita disordinati, oltre a rappresentare alcune tra le principali cause di malattia, non permettono la guarigione. La monaca individua nell’uomo delle forze di autoguarigione, espressione della viriditas (energia verdeggiante), per attingere alle quali è necessario recuperare l’integrazione ottimale tra anima e corpo, improntata alla discretio (capacità di misura e di discernimento). Ildegarda sprona l’uomo a ristabilire l’armonia tra microcosmo e macrocosmo, a combattere così il male in tutte le sue manifestazioni, ribadendo la superiorità della vita, per adempiere al fine terreno e a quello sovrannaturale dell’esistenza umana

    An Article About Albertus C. Van Raalte, Author Unknown, Except for Parts Taken from an Article by Anna C. Post

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    An article about Albertus C. Van Raalte, author unknown, except for parts taken from an article by Anna C. Post. The author knew first generation persons in the Holland settlement and therefore, the article has some value.https://digitalcommons.hope.edu/vrp_1890s/1012/thumbnail.jp

    Slaying the MEAP Monster

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    Richardson, Barbauld, and the construction of an early modern fan club

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    MPhilMuch has been written about the life and long works of the eighteenth century epistolary novelist, Samuel Richardson, but the prospect of his position as the first celebrity novelist – responsible for courting his own fame as well as initiating his own fan club – has largely been ignored. The body of manuscripts housed at the National Art Library in the Victoria and Albert Museum in London provides the modern scholar with evidence of the skeletal beginnings of an early fan club. This thesis aims to show how these manuscripts were turned into a saleable commodity by the publisher and entrepreneur Richard Phillips, while under the guiding hand of another, slightly later, literary celebrity, Anna Laetitia Barbauld. In order to restore Richardson’s reputation amongst a new nineteenth century audience, Barbauld was required to construct her own idea of him as an eighteenth century celebrity author, and in doing so the insecurities of a self-professed, apparently diffident man, are revealed. Barbauld’s capacious, but heavily edited selection of letters is analyzed in this thesis, providing ample evidence that Richardson’s correspondents were more than just eager letter writers. By using Barbauld’s biography of Richardson this thesis aims to show how she manipulates the genre of life writing in her construction of him. This thesis offers an alternative reading of how the Richardson manuscripts are viewed, redefining them as not simply a collection of letters, but as a collective entity, deliberately selected and archived as evidence of an early modern fan club, and its celebrity managing director

    Selection of work by Anna Gerber

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    Various journals and magazines Anna Gerber has contributed to. Anna Gerber is a graphic designer and writer based in London. She is the author and designer of All Messed Up: Unpredictable Graphics (Laurence King, 2004) and co-editor and co-designer of Influences: A Lexicon of Contemporary Graphic Design (Die Gestalten Verlag, 2006) with Anja Lutz. She writes regularily for magazines such as Print, Eye, Creative Review, Varoom and Idea Magazine and her work has also been published in shift!, dot dot dot and +rosebud. She teaches at the London College of Communication on the BA Graphic Design and MA Design Writing Criticism programmes. She has also held workshops and lectures across the U.K. (including Tate Modern and the V&A Museum), as well as in India, the U.S., Australia and Malaysia. Anna Gerber is currently engaged in research and developing projects relating to sustainability and how it applies to graphic design as well as exploring contemporary graphic design in India
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