131,952 research outputs found
Role of Plastid Protein Phosphatase TAP38 in LHCII Dephosphorylation and Thylakoid Electron Flow
Short-term changes in illumination elicit alterations in thylakoid protein phosphorylation and reorganization of the photosynthetic machinery. Phosphorylation of LHCII, the light-harvesting complex of photosystem II, facilitates its relocation to photosystem I and permits excitation energy redistribution between the photosystems (state transitions). The protein kinase STN7 is required for LHCII phosphorylation and state transitions in the flowering plant Arabidopsis thaliana. LHCII phosphorylation is reversible, but extensive efforts to identify the protein phosphatase(s) that dephosphorylate LHCII have been unsuccessful. Here, we show that the thylakoid-associated phosphatase TAP38 is required for LHCII dephosphorylation and for the transition from state 2 to state 1 in A. thaliana. In tap38 mutants, thylakoid electron flow is enhanced, resulting in more rapid growth under constant low-light regimes. TAP38 gene overexpression markedly decreases LHCII phosphorylation and inhibits state 1-->2 transition, thus mimicking the stn7 phenotype. Furthermore, the recombinant TAP38 protein is able, in an in vitro assay, to directly dephosphorylate LHCII. The dependence of LHCII dephosphorylation upon TAP38 dosage, together with the in vitro TAP38-mediated dephosphorylation of LHCII, suggests that TAP38 directly acts on LHCII. Although reversible phosphorylation of LHCII and state transitions are crucial for plant fitness under natural light conditions, LHCII hyperphosphorylation associated with an arrest of photosynthesis in state 2 due to inactivation of TAP38 improves photosynthetic performance and plant growth under state 2-favoring light conditions
Sogni e potenziali Segni di Roma racchiusi nei “poster di sintesi” IN DE VECCHIS G., MARTA M., MORRI R., PASQUINELLI D’ALLEGRA D., PESARESI C. (SPECIALE INSERTO DIDATTICO SEGNI E SOGNI IN CITTÀ)
Le opinioni dei bambini nel questionario di fine progetto IN DE VECCHIS G., MARTA M., MORRI R., PASQUINELLI DALLEGRA D. E PESARESI C. (SPECIALE INSERTO DIDATTICO Segni e Sogni in Città)
Integrazione di fonti, applicazioni GIS e modelli tridimensionali come specchio per riflettere le città in movimento: un focus su un’area di studio del “Municipio Roma III”
Il presente lavoro pone l’attenzione su un’area di studio del “Municipio Roma III” caratterizzata, nel
corso dei decenni, da profonde trasformazioni, con un notevole aumento della densità demografica ed edilizia e del traffico veicolare, e con considerevoli modificazioni pure in termini di servizi,
strutture e attività commerciali. Soprattutto negli ultimi vent’anni è nettamente cambiata anche la
tipologia degli edifici residenziali e sono sorti grandi complessi abitativi serviti, nelle vicinanze, da
imponenti esercizi e centri commerciali, assenti sino alla fine del secolo scorso, e da verde urbano,
con aree interne attrezzate, contornato da piste ciclabili e pedonali. Le dinamiche in atto hanno
comportato un progressivo riempimento degli spazi, spostando le soglie dell’abitato verso i limiti
interni del Grande Raccordo Anulare di Roma (GRA). Per supportare l’analisi geospaziale, un esame particolareggiato delle classificazioni d’uso degli edifici e un’efficace geovisualizzazione, sono
state prodotte varie applicazioni in ambiente GIS, mediante creazione di geodatabase, integrazione di dati e fonti plurime, georeferenziazione di cartografie e immagini satellitari, elaborazione
di mappature digitali e modelli tridimensionali. Continuative indagini sul terreno hanno, inoltre,
permesso di validare i dati riportati in fonti cartografiche ufficiali, quali la Carta Tecnica Regionale
Numerica (CTRN), individuando disallineamenti e destinazioni d’uso da aggiornare-modificare, per
giungere ad accurati prodotti di output (in progress), risultato dei dati della CTRN e della successiva validazione-rettifica. Dalle metodologie e dai procedimenti adottati sono derivate mappature
di dettaglio in pianta che mostrano – oltre alle trasformazioni registrate nel tempo e alle aree di
intensa crescita edilizia – le differenze tra le destinazioni d’uso di alcuni edifici come risultano
dalla CTRN e come si presentano dopo i rilievi di controllo sul terreno, fino a identificare intere
concentrazioni di fabbricati che hanno richiesto una specifica variazione. Al tempo stesso sono
state testate procedure che hanno permesso di raffinare i dati contenuti nelle fonti ufficiali, quali
la CTRN, trasferendoli in modelli tridimensionali che consentono di fornire dei carotaggi circostanziati, atti a evidenziare la compresenza di più destinazioni d’uso in un singolo edificio, aspetto che
invece rimarrebbe celato in assenza di appositi accorgimenti e criteri di rappresentazione
Cytoplasmic N-Terminal Protein Acetylation Is Required for Efficient Photosynthesis in Arabidopsis
The Arabidopsis atmak3-1 mutant was identified on the basis of a decreased effective quantum yield of photosystem II. In atmak3-1, the synthesis of the plastome-encoded photosystem II core proteins D1 and CP47 is affected, resulting in a decrease in the abundance of thylakoid multiprotein complexes. DNA array-based mRNA analysis indicated that extraplastid functions also are altered. The mutation responsible was localized to AtMAK3, which encodes a homolog of the yeast protein Mak3p. In yeast, Mak3p, together with Mak10p and Mak31p, forms the N-terminal acetyltransferase complex C (NatC). The cytoplasmic AtMAK3 protein can functionally replace Mak3p, Mak10p, and Mak31p in acetylating N termini of endogenous proteins and the L-A virus Gag protein. This result, together with the finding that knockout of the Arabidopsis MAK10 homolog does not result in obvious physiological effects, indicates that AtMAK3 function does not require NatC complex formation, as it does in yeast. We suggest that N-acetylation of certain chloroplast precursor protein(s) is necessary for the efficient accumulation of the mature protein(s) in chloroplasts
AIIG e Enti locali per educare alla cittadinanza attiva: il progetto “Segni e Sogni in Città”
Nuclear Photosynthetic Gene Expression Is Synergistically Modulated by Rates of Protein Synthesis in Chloroplasts and Mitochondria
Arabidopsis thaliana mutants prors1-1 and -2 were identified on the basis of a decrease in effective photosystem II quantum yield. Mutations were localized to the 5'-untranslated region of the nuclear gene PROLYL-tRNA SYNTHETASE1 (PRORS1), which acts in both plastids and mitochondria. In prors1-1 and -2, PRORS1 expression is reduced, along with protein synthesis in both organelles. PRORS1 null alleles (prors1-3 and -4) result in embryo sac and embryo development arrest. In mutants with the leaky prors1-1 and -2 alleles, transcription of nuclear genes for proteins involved in photosynthetic light reactions is downregulated, whereas genes for other chloroplast proteins are upregulated. Downregulation of nuclear photosynthetic genes is not associated with a marked increase in the level of reactive oxygen species in leaves and persists in the dark, suggesting that the transcriptional response is light and photooxidative stress independent. The mrpl11 and prpl11 mutants are impaired in the mitochondrial and plastid ribosomal L11 proteins, respectively. The prpl11 mrpl11 double mutant, but neither of the single mutants, resulted in strong downregulation of nuclear photosynthetic genes, like that seen in leaky mutants for PRORS1, implying that, when organellar translation is perturbed, signals derived from both types of organelles cooperate in the regulation of nuclear photosynthetic gene expression
Acquisizione dati al Centro di Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS
Il Centro di Ricerche Sismologiche (CRS) dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS è stato istituito con la legge n. 399 del 30 novembre 1989 col fine istituzionale di: “...svolgere, in autonomia scientifica e secondo specifici progetti: ricerche sulla sismicità e sulla sismogenesi dell’Italia nordorientale, gestendo e sviluppando inoltre la connessa rete di rilevamento sismico anche per fini di protezione civile. Nei campi di sua competenza il dipartimento svolge inoltre: attività applicativa; studi e ricerche sulle tecnologie di acquisizione, trasmissione e trattamento del segnale sismico; studi e ricerche per l’affinamento del modello sismotettonico dell’Italia nord-orientale.” Dal 2003, in seguito alla conferenza “Integrating the Seismic Monitoring in Central Europe” tenutasi a Udine e al Workshop “Beyond Frontiers: Seismic Networks in the Southern Alps” organizzato a Trieste, l’OGS ha partecipato al progetto europeo Interreg IIIa Italia/Austria “Reti sismologiche senza frontiere nelle Alpi sudorientali” 1. Il progetto nasce dalla stretta collaborazione esistente tra: • il CRS dell’OGS a Udine; • la Protezione Civile della Regione Friuli-Venezia Giulia (FVG); • l’allora Dipartimento di Scienze della Terra (DST) dell’Università di Trieste (adesso Dipartimento di Geoscienze); • lo Zentralanstalt für Meteorologie und Geodynamik, Hauptabteilung Geophysik di Vienna in Austria (ZAMG); • l’Urad za seizmologijo, geologijo, Agencija Republike Slovenije za okolje, di Lubiana in Slovenia (ARSO). Il terremoto di Bovec, avvenuto in prossimità dei confini tra FVG, Carinzia e Slovenia nel 1998, ha evidenziato l’importanza di un’integrazione e potenziamento delle reti delle diverse nazioni. In particolare, in tale occasione si è evidenziato: l’eterogeneità della strumentazione esistente nelle diverse reti, la mancanza di connessione dedicata tra i centri sismologici anche all’interno della stessa nazione e la mancanza di un sistema di elaborazione ed archiviazione dei dati omogeneo. Lo scopo del progetto è stato quindi l’integrazione transfrontaliera delle reti sismologiche presenti nelle tre nazioni per far fronte alle necessità di protezione civile e per scopi di ricerca scientifica. La disponibilità in tempo reale di forme d’onda dei terremoti permette, infatti, l’analisi immediata dei dati in maniera automatica che fornisce informazioni rapide ed affidabili alle autorità di protezione civile. Gli obiettivi principali raggiunti durante il progetto sono: 1. la creazione di un centro di raccolta dati in tempo reale presso la Sala Operativa Regionale (SOR) di Palmanova della Protezione Civile del Friuli-Venezia Giulia e l’adattamento dei centri raccolta dati del DST, dell’OGS e di Vienna a questi scopi. La duplicazione dei centri di raccolta dati e delle connessioni tra questi garantisce il funzionamento del sistema anche nel caso che uno o più centri siano fuori uso per i danni subiti da un sisma distruttivo; 2. l’individuazione e la realizzazione di uno o più sistemi di connessione dati efficienti e sicuri tra le stazioni ed i centri di raccolta; 3. la ridefinizione della geometria attuale delle reti, in funzione della migliore copertura possibile delle aree potenzialmente pericolose a ridosso dei confini di stato;
4. la programmazione dei protocolli comuni d’intervento in caso di forti terremoti.Published38-411.1. TTC - Monitoraggio sismico del territorio nazionaleN/A or not JCRope
Acquisizione dati al Centro di Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS
Il Centro di Ricerche Sismologiche (CRS) dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS è stato istituito con la legge n. 399 del 30 novembre 1989 col fine istituzionale di: “...svolgere, in autonomia scientifica e secondo specifici progetti: ricerche sulla sismicità e sulla sismogenesi dell’Italia nordorientale, gestendo e sviluppando inoltre la connessa rete di rilevamento sismico anche per fini di protezione civile. Nei campi di sua competenza il dipartimento svolge inoltre: attività applicativa; studi e ricerche sulle tecnologie di acquisizione, trasmissione e trattamento del segnale sismico; studi e ricerche per l’affinamento del modello sismotettonico dell’Italia nord-orientale.” Dal 2003, in seguito alla conferenza “Integrating the Seismic Monitoring in Central Europe” tenutasi a Udine e al Workshop “Beyond Frontiers: Seismic Networks in the Southern Alps” organizzato a Trieste, l’OGS ha partecipato al progetto europeo Interreg IIIa Italia/Austria “Reti sismologiche senza frontiere nelle Alpi sudorientali” 1. Il progetto nasce dalla stretta collaborazione esistente tra: • il CRS dell’OGS a Udine; • la Protezione Civile della Regione Friuli-Venezia Giulia (FVG); • l’allora Dipartimento di Scienze della Terra (DST) dell’Università di Trieste (adesso Dipartimento di Geoscienze); • lo Zentralanstalt für Meteorologie und Geodynamik, Hauptabteilung Geophysik di Vienna in Austria (ZAMG); • l’Urad za seizmologijo, geologijo, Agencija Republike Slovenije za okolje, di Lubiana in Slovenia (ARSO). Il terremoto di Bovec, avvenuto in prossimità dei confini tra FVG, Carinzia e Slovenia nel 1998, ha evidenziato l’importanza di un’integrazione e potenziamento delle reti delle diverse nazioni. In particolare, in tale occasione si è evidenziato: l’eterogeneità della strumentazione esistente nelle diverse reti, la mancanza di connessione dedicata tra i centri sismologici anche all’interno della stessa nazione e la mancanza di un sistema di elaborazione ed archiviazione dei dati omogeneo. Lo scopo del progetto è stato quindi l’integrazione transfrontaliera delle reti sismologiche presenti nelle tre nazioni per far fronte alle necessità di protezione civile e per scopi di ricerca scientifica. La disponibilità in tempo reale di forme d’onda dei terremoti permette, infatti, l’analisi immediata dei dati in maniera automatica che fornisce informazioni rapide ed affidabili alle autorità di protezione civile. Gli obiettivi principali raggiunti durante il progetto sono: 1. la creazione di un centro di raccolta dati in tempo reale presso la Sala Operativa Regionale (SOR) di Palmanova della Protezione Civile del Friuli-Venezia Giulia e l’adattamento dei centri raccolta dati del DST, dell’OGS e di Vienna a questi scopi. La duplicazione dei centri di raccolta dati e delle connessioni tra questi garantisce il funzionamento del sistema anche nel caso che uno o più centri siano fuori uso per i danni subiti da un sisma distruttivo; 2. l’individuazione e la realizzazione di uno o più sistemi di connessione dati efficienti e sicuri tra le stazioni ed i centri di raccolta; 3. la ridefinizione della geometria attuale delle reti, in funzione della migliore copertura possibile delle aree potenzialmente pericolose a ridosso dei confini di stato;
4. la programmazione dei protocolli comuni d’intervento in caso di forti terremoti.Published38-411.1. TTC - Monitoraggio sismico del territorio nazionaleN/A or not JCRope
- …
