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“Matti” e traditori a corte: uso della parola e potere politico tra Spagna, Orlando innamorato e Mambriano
Il saggio fornisce un’analisi di due personaggi della letteratura cavalleresca italiana – Astolfo il “matto e Gano il traditore – in alcune opere composte tra il Trecento e l’inizio del Cinquecento. In questi poemi l’efficacia della rappresentazione si basa sul rinnovamento dei personaggi tradizionali. In particolare l’Orlando Innamorato di Boiardo e il Mambriano di Francesco Cieco da Ferrara mostrano due differenti modelli di corte: Boiardo discute i pericoli e le virtù connessi al potere e alla sua gestione; quasi venti anni più tardi, Francesco Cieco presenta un modello alternativo di corte, trovando (o immaginando di trovare) strategie per controllare e contenere la crisi.This paper focusses on two characters of Italian chivalric literature – Astolfo the “fool” and Gano the traitor – in some works composed between the 14th and the beginning of the 16th century. In these poems, the effectiveness of the representation is based on a renewal of the traditional characters. In particular, the Orlando innamorato by Boiardo and the Mambriano by Francesco Cieco from Ferrara show two different models of the court: Boiardo discusses the dangers and the virtues of power and its management; almost twenty years later, Francesco Cieco portrays an alternative model of the court, finding (or imagining to find) strategies to control and restrain its crisis
L’errore di Berta. La nascita e l'infanzia di Orlando tra la Geste francor e i poemi anonimi in ottava rima
Il saggio confronta le versioni della storia di Berta e Milone e della nascita di Orlando redatte in Italia tra il XIV e il XVI secolo, contenute in due sezioni della Geste Francor, Berta e Milone e Orlandino, nel VI libro dei Reali di Francia di Andrea da Barberino, e in due poemetti anonimi in ottava rima, la Istoria di Berta e Milone e l’Innamoramento di Berta e Milone. La figura di Berta e le relazioni di potere che la legano agli altri personaggi sono centrali in tutti i testi: perciò il suo personaggio subisce gli adattamenti più profondi nella rifunzionalizzazione della storia nei vari testi. Nella Geste francor i tratti romanzeschi, epici e agiografici costruiscono una vera e propria natività del futuro martire del cristianesimo; dall’altro lato, la Berta dell’Innamoramento, la peccatrice che solo l’eccezionalità del figlio potrà riabilitare, l’esempio negativo per ammonire tutte le fanciulle da marito e i loro tutori.This paper compares the different versions of the story of Berta and Milone and of the birth of Roland, composed in Italy between XIV and XVI century and included in two sections of the Geste francor, Berta e Milone and Orlandino, in the VI libro of Reali di Francia by Andrea da Barberino, e in two poems in ottava rima, the Istoria di Berta e Milone and the Innamoramento di Berta e Milone. The character of Berta and the relationships with other characters are crucial in all these texts considered. Hence, the character of Berta is subjected to major modifications in re-directing the meaning of the story to other purposes. In the Geste francor romance, hagiographic and epic elements outline a proper nativity for the future martyr of Christendom; on the opposite side by contrast, in the Innamoramento Berta is the sinner who will be rehabilitated by her exceptional son, a negative example to admonish maidens and their guardians
Rifare secondo la norma. Il Falconetto 1483 e il suo rifacimento in ottave
Confronta il Falconetto milanese stampato nel 1483 (testo esogeno, dal punto di vista formale e tematico, dal canone dei testi cavallereschi stampati alla fine del Quattrocento) con il suo rifacimento (Venezia, 1500); mostra come il rifacimento normalizzi non solo la veste formale dell’opera precedente, ma anche il suo contenuto, per gli aspetti riguardanti la rappresentazione della guerra contro i saraceni e del potere di Carlo Magno. Grazie all’analisi dello scarto del secondo poema rispetto al primo, è possibile valutare con precisione i valori ideologici di cui il nuovo poema di fine Quattrocento si faceva portatore. Il contenuto ideologico si rivela così uno degli aspetti più mobili di questi testi, investito di un ruolo centrale nella produzione, tutt’altro che meccanica, di questo tipo di letteratura; l’intervento del rifacitore mostra una consapevolezza nell’uso degli strumenti comunicativi che prescinde dall’abilità letteraria dell’autore e risulta in certi casi davvero sorprendente
La sfida di Rovenza dal martello, donna, guerriera e regina: analisi di un episodio della saga di Rinaldo da Montalbano
Il lavoro analizza i tratti salienti della figura di Rovenza, donna avvenente,
giovinetta in età da marito, guerriera straordinaria, condottiera capace
e regina ambiziosa, e propone un’interpretazione del personaggio all’interno del
sistema dei testi cavallereschi di materia carolingia del Quattrocento e in particolare
in quelli incentrati su Rinaldo da Montalbano. Rovenza si presenta come un
personaggio programmaticamente eccezionale : questa eccezionalità si confronta
con la consueta grammatica narrativa propria del genere, con i personaggi e i tratti
topici che il pubblico ben conosceva e attendeva. Rovenza fa paura : è invincibile in
battaglia e riesce a sconfiggere anche i migliori paladini della Cristianità, Orlando
e Rinaldo. Alla fine della storia, però, viene a sua volta sconfitta. Mostreremo che,
se all’inizio della vicenda la sua figura sfida alcuni topoi narrativi, la sua sconfitta
avviene all’interno di schemi ben noti : l’elemento straordinario e destabilizzante
viene così disinnescato e l’ordine viene di nuovo ribadito e consolidato.This paper gives a reading of the poem in ottava rima Libro chamato dama Rovenza del Martello, printed in Venice in 1482, focussing on its main character, the young, beautiful pagan Rovenza, woman of marrying age, princess, extraordinary warrior, competent political and military leader. The representation of her character is viewed within the chivalric works of French matter of the XV century, in particular those dealing with Rinaldo da Montalbano. Rovenza is made to be absolutely outstanding: equipped with a hammer, she can defeat even the best paladins of Charlemagne, Orlando and Rinaldo. At the end of the story she is killed by Rinaldo. My claim is that at the beginning of the story the character of Rovenza challenges the traditional representation of women, instead her defeat is told using the traditional patterns of the old well known stories: in this way, what is extraordinary, dangerous and subverting is defused, the order is reaffirmed, as well as the capability of the traditional warriors of coping with the most frightening example of the Other: a warrior woman who desires to destroy Cristianity and to be the queen of their territories
Paladini in Pagania. Vero e falso, bugie e camuffamenti nei personaggi cavallereschi tra Quattro e Cinquecento
In the Italian chivalric tradition it is easy to find characters hiding or disguising their identity. It happens when the paladins leave from Paris to the territories of the Saracens; when they are alone within a hostile court, or during a battle; when the female paladins do not want to disclose their gender.
Hence, the false narrative about the self is a well established system of topoi in the tradition, and it is developed in particular in the dialogues among the characters.
The paper will investigate such system of topoi, trace it in the chivalric tradition, and highlight its modifications, by considering some texts between the end of XV century and the beginning of the XVI. The principal aim is to demonstrate that such a system is strongly linked with the representation of the relationship and the contrast with the other, like the enemy, the foreigner, the woman
Perdere la testa. Le figure esemplari di Isabella e Bradamante e il loro pubblico
Il saggio affronta l’aspetto della rappresentazione del femminile nell’Orlando furiosoche riguarda la condotta sessuale e la castità. Al centro del mio lavoro c’è la lettura di una serie di episodi appartenenti a gruppi di canti adiacenti: le vicende speculari e congiunte di Angelica ed Olimpia nei canti VIII-XII e la storia di Isabella nel canto XIII; la morte di Isabella per mano di Rodomonte nel canto XXIX, e la vendetta che di lei farà Bradamante nel canto XXXV. Le figure di Isabella e Bradamante costruiscono l’immagine di donne bellicose e autosufficienti nel perseguire la castità. Per il pubblico femminile, le due figure costruiscono la possibilità di conservazione auto-noma di una condotta onesta, immune dalla maldicenza e dal sospetto; per gli uomini, il loro esem-pio rassicura sulla certezza della discendenza. Sullo sfondo si intravedono anche le guerriere pagane, prima fra tutti Rovenza, che porta nella sua storia il nodo della castità e della riproduzione.The essay addresses the aspect of the representation of the feminine in Orlando Furio-so that concerns sexual conduct and chastity. At the centre of my work is the reading of a series of episodes belonging to adjacent groups of cantos: the specular and conjoined events of Angelica and Olimpia in Cantos VIII-XII and the story of Isabella in Canto XIII; Isabella’s death at the hands of Rodomonte in Canto XXIX, and Bradamante’s revenge on her in Canto XXXV. The figures of Isabella and Bradamante construct the image of warrior women who are self-sufficient in the pursuit of virtue. For the female audience, the two figures build the possibility of autonomous preservation of chastity, immune from slander and suspicion; for the men, their example reassures the certainty of ineage. In the background, we also glimpse pagan warriors, first and foremost Rovenza, who brings the knot of chastity and reproduction into her stor
Scrivere e leggere donna: la collana Astrea e la sua ricezione
A partire dagli articoli e dalle recensioni ai libri della collana Astrea (Giunti) pubblicate sule riviste e sui quotidiani italiani, studia la ricezione della collana – che ospita testi scritti solo da donne – e mostra 1) che la presenza di una collana di testi di donna crea nelle lettrici un effetto di rispecchiamento e di ricerca identitaria, che provoca reazioni di entusiasmo o di rifiuto; 2) che parte della ricezione della collana è influenzata dagli stereotipi di genere che contribuiscono a costruire il “ghetto” della letteratura al femminile, andando contro gli intenti della collana; 3) che la collana Astrea mette in atto un modo inedito di costruzione di un canone “aperto” di libri scritti da donne
Serialità e reinterpretazione: il caso dell’Altobello e del Persiano
a partire dal rapporto seriale esistente tra due poemi cavallereschi anonimi del Quattrocento, di materia carolingia, l’Altobello (Venezia 1476) e il Persiano (Venezia 1493, che ripubblica ed. perduta, stampata a Venezia, 1483), legge il Persiano, continuazione della vicenda narrata nell’Altobello, come testimonianza di rilettura della prima puntata della serie. Il Persiano nasce a Ferrara negli anni in cui la composizione dell’Inamoramento de Orlando era solidamente avviata e cominciava quella rifondazione del poema cavalleresco attribuita a Boiardo. Grazie al rapporto seriale con l’Altobello, l’autore si concentra sul passaggio dinastico del potere e la sua legittimazione, quando la genealogia della casa d’Este era di particolare attualità: la legittimazione del protagonista, Persiano, come sovrano, sostenuto da ben tre figure paterne, può essere dunque connessa alla rimozione boiardesca di Leonello e Borso in favore di Ercole. Il saggio dimostra che, pur nella scarsità di mezzi artistici, gli artigiani dell’ottava rima erano in grado di comporre poemi con finalità comunicative specifiche, spesso legate alle richieste di committenti e all’ambiente politico in cui operavano, giocando sui topoi legati al genere e alle variazioni rispetto ad essi
Rarità d’archivio: su alcuni frammenti manoscritti del Falconetto
Le carte del fondo notarile dell’Archivio Storico di Vercelli hanno recentemente restituito alcuni frammenti manoscritti del Falconetto, opera cavalleresca di materia carolingia piuttosto insolita per forma e contenuti rispetto alla tradizione coeva e nota fino a oggi soltanto per la testimonianza di un incunabolo stampato a Milano nel 1483. Alla luce del ritrovamento, l’autrice e l’autore del contributo ripercorrono il dibattito critico sulla questione della genesi, della forma metrica e della diffusione di questo eccentrico episodio della letteratura cavalleresca italiana; i risultati dei primi sondaggi ecdotici e linguistici sul testo del prezioso reperto, messo a confronto con quello della stampa, aprono interessanti prospettive di ricerca, che soltanto un auspicabile restauro delle carte consentirà di sondare compiutamente.Few fragments of a manuscript containing the text of the Falconetto, have been recently found in the Archivio Storico of Vercelli. The Falconetto is a chivalric Carolingian work, unusual both for its form and its content. As to now, the Falconetto was known only through an edition printed in Milan in 1483. In the present contribution, the authors reconstruct the scholarly debate about the origin, the metrics, and the circulation of this eccentric work of the chivalric Italian literature. The comparison of the two versions and its ecdotic and linguistic results open up to new interesting scenarios, to be further explored only once the restoration of the fragments will be achieved
Corpi guerrieri, corpi ama(n)ti. Significati e simbologie di Rinaldo ferito in alcuni poemi cavallereschi italiani tra Quattrocento e Cinquecento
Nella tradizione epico-cavalleresca di tutti i tempi il corpo dell’eroe occupa un posto fondamentale nella rappresentazione: se al centro delle storie c’è la guerra, al centro della guerra c’è il corpo dei combattenti. La rappresentazione del corpo dell’eroe è però ambivalente: i corpi possono presentarsi come invincibili, dotati di una forza iperbolica; possono essere giganteschi, invulnerabili. Oppure, possono divenire improvvisamente penetrabili, bisognosi di difesa ed essere perciò coperti da armature ricchissime e spesso fatate, simbolo di una forza che il corpo in sé non ha. I corpi sono inoltre centro di relazione, in particolare quando il poema cavalleresco consente l’ingresso via via più consistente delle donne. A questo punto, l’invulnerabilità del corpo dell’eroe si costruisce anche per contrapposizione con un altro corpo, rappresentato come esposto e fragile, quello delle donne che non vestono l’armatura
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