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    Juan de Lucena, De vita felici, edizione a cura di Olga Perotti

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    Edizione critica; studio introduttivo (pp.11-65) e note. Il libro offre l’edizione critica del De vita felici di Juan de Lucena, composto intorno alla metà del Quattrocento. Si tratta di uno dei più riusciti tentativi di acclimatare alla letteratura castigliana le forme del dialogo umanistico. Il testo è adattamento del De vitae felicitate del ligure Bartolomeo Facio, ma nonostante il debito con il modello latino, il trattato spagnolo si configura come opera originale e rappresentativa del primo livello raggiunto dall’umanesimo spagnolo. Ha suscitato spesso l’interesse della critica, che ne ha riconosciuto il valore nella storia delle lettere spagnole e ne ha messo in luce singoli aspetti tematici e stilistici, ma non era stata ancora approntata l’edizione critica, qui presentata come risultato dello studio di tutti i testimoni, manoscritti e a stampa. Il testo è accompagnato da un saggio introduttivo, in cui si delinea il profilo biografico e intellettuale dell’autore e si individuano gli aspetti strutturali, stilistici e linguistici che determinano la specificità del dialogo, anche mediante il confronto con la fonte diretta. Di volta in volta ne risultano così chiariti l’intento di plasmare la lingua volgare sul modello latino e l’originalità della prosa castigliana di Lucena, spesso accattivante e incisiva grazie al ricorso delle forme della colloquialità

    La “Liga deshecha por la expulsión de los moriscos de los reinos de España” di Juan Méndez de Vasconcelos (Madrid, 1612)

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    L’oggetto dello studio è La Liga deshecha por la expulsión de los moriscos de los reinos de España (1612), poema epico composto in castigliano dal portoghese Juan Méndez de Vasconcelos. Il lavoro mira innanzi tutto a delineare con più chiarezza, attraverso una breve analisi linguistica, stilistica e tematica del testo, il profilo dell’autore, un poeta soldato di cui si conoscono ad oggi pochi dati biografici; in secondo luogo, intende mettere in luce gli aspetti più significativi di un testo finora poco studiato, e considerato dalla critica, in parte ingiustamente, di scarso valore letterario; infine, si sottolinea, a fronte dell’innegabile prosaismo di alcune parti del poema, il suo valore come testimonianza non solo degli avvenimenti narrati, ma anche e soprattutto della personalità e visione politica dell’autore in rapporto al momento storico che l’area iberica sta vivendo, il regno di Filippo III. Scopo dello studio è, quindi, far emergere la figura poco nota di uno scrittore portoghese che si sente pienamente spagnolo nel momento in cui il Portogallo è appena stato annesso alla Spagna - atteggiamento comune, per altro, a vari personaggi di rilievo politico e letterario dell’epoca filippina - e mostra una convinta adesione agli obiettivi della politica spagnola in cui, appunto, si inserisce l’episodio dell’espulsione dei moriscos nel 1609

    Il viaggio in un libro de caballerías italo-spagnolo: El caballero Resplendor di Tolomeo Molignano

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    Nel 1562 si diede alle stampe El caballero Resplendor, un curioso esempio di libro de caballerías composto in spagnolo da un autore italiano, Tolomeo Molignano, allo scopo di celebrare il duca Emanuele Filiberto di Savoia, che rientrava in possesso dei legittimi territori in seguito alla pace di Cateau-Cambresis. Dopo una breve riflessione iniziale sulle circostanze di redazione e sulla scelta dello spagnolo come lingua del testo, l’analisi mostra come il tema del viaggio sia il motivo centrale dell’opera encomiastica di Molignano, che si serve degli schemi narrativi del romanzo cavalleresco per esaltare la figura del duca, trasformandolo nel protagonista di una serie di avventure attraverso l’Europa e il Nuovo Mondo; l’adozione del genere letterario del libro de caballerías implica, inoltre, la presenza di temi secondari quali l’amore, il superamento di vari tipi di ostacoli, la descrizione di luoghi esotici e l’intervento del meraviglioso

    Miguel de Unamuno, De Fuerteventura a París. Diario íntimo de confinamiento y destierro vertido en sonetos, a cura di Olga Perotti

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    Edizione critica (testo spagnolo con testo italiano a fronte); studio introduttivo (pp. 1-64) e note. Il libro offre l’edizione critica di De Fuerteventura a París di Miguel de Unamuno, uno dei più autorevoli intellettuali spagnoli del Novecento. La raccolta di centrotré sonetti, in gran parte datati e accompagnati da un commento in prosa, è uno dei frutti letterari del periodo di esilio imposto allo scrittore dalla dittatura di Primo de Rivera (1923-1930). Il testo, a lungo trascurato dal pubblico e dall critica, anche per ragioni ideologiche, viene presentato integralmente per la prima volta al lettore italiano in un’edizione basata sulla princeps del 1925, e in una traduzione che rende ragione della grandi escursioni di registro dei sonetti e della loro espressività estrema, nel continuo alternarsi dei temi della Spagna e dell’invettiva politica, della scoperta del paesaggio di Fuerteventura e della comtemplazione della realtà dell’essere umano. L’ampio studio, per molti aspetti innovativo, e gli apparati di commento hanno lo scopo di favorire la comprensione piena di una delle opere più rappresentative della posia politica e filosofica del XX secolo
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