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Mā Muri Ko Mua: An introduction to the issues associated with the translation of the Pene Haare manuscript
Keywords: translation; translation theory; translation practice; Ngakuru Pene Haare; Te Rarawa; manuscript; Māori-English translation; ethically grounded translation.
In September 2007, a copy of a typewritten transcript of a manuscript dated 1923 and written by Ngakuru Pene Hare was given to a member of staff of the University of Waikato by Stephen Burke and Bella Wade, descendants of the author, who requested that the University provide a scholarly treatment and translation into English of the text. Also provided later were copies of letters written by the author and a copy of the original handwritten manuscript. The original manuscript, written in the Te Rarawa ki Hokianga dialect of te reo Māori of the author's time, consists of 239 leaves and contains accounts of at least 62 Ngāpuhi battles, most of which took place between 1820 and 1840.
The research reported here seeks to identify issues and problems that must be addressed if a competent and ethically-grounded translation is to be produced. Among the issues and problems identified are a number of critical ones. These include the paucity of information that is publicly available about the author, the context in which he lived and worked and the events about which he wrote. Also identified as being problematic are aspects of the text itself. Thus, for example, many of the conventions associated with contemporary writing in Māori (such as paragraphing and the signalling of word and sentence boundaries) are applied only sporadically. Some of the words and expressions used are archaic and/or esoteric, and symbolism that is deeply culturally-embedded characterises much of the text. Also of significance is the impact of writing on conventions associated with the oral transmission of information. The author's intention in producing the text is also identified as being of fundamental importance in relation to the process and product of translation, as are issues associated with the putative readership of that translation. Of paramount importance is the sacred and sensitive nature of the text itself and much of its content.
In addressing these issues, a wide range of sources are drawn upon. These include the text itself and the transcription of the text, letters and other material written by, or directly influenced by the author, photographs that reveal important information about him, and a wide range of sources of information and opinion (written and oral) about the author and/ or the times and places in which he lived and the events about which he wrote. Also drawn upon is literature in the areas of linguistics and discourse analysis and the theory and practice of translation, including literature written by the growing number of Māori scholars who have focused on issues associated with translation involving Māori and English.
Among the recommendations made are that the translation, a gloss translation that includes explanatory notes, be undertaken, with tikanga Māori as guiding principles, under the mentorship of knowledgeable elders and in consultation with those to whom the manuscript belongs
Intervento programmato: Dei delitti e delle pene: Cesare Beccaria e la pubblicazione a Livorno della prima edizione.
Breve illustrazioni delle ragioni che dovettero indurre Cesare Beccaria a pubblicare la prima edizione del "Dei delitti e delle pene" a Livorno, per i tipi di Coltellini
Pene detentive, pene pecuniarie, pene limitative della libertà personale: uno sguardo sulla prassi
Dopo aver tratteggiato l’evoluzione della tipologia delle pene principali tra il 1930 e i giorni nostri, l’A. segnala quali elementi di maggior rilievo in tale evoluzione l’uscita di scena della pena di morte e la comparsa di una gamma sempre più vasta di pene limitative della libertà personale. Ferma quindi la propria attenzione sulla pena detentiva, analizzandone gli aspetti prasseologici anche in prospettiva comparata. Nonostante gli sforzi profusi dal legislatore italiano soprattutto a partire dalla riforma penitenziaria (1975), la pena detentiva rimane tuttora al centro dell’apparato sanzionatorio penale: ne segue che, nell’arco di tempo preso in esame, i nostri stabilimenti penitenziari risultano sempre più sovraffollati, oltre che connotati da alcuni tratti marcatamente discriminatori. Della pena pecuniaria, si segnala invece da un lato la sottoutilizzazione da parte del legislatore (a confronto con altre esperienze europee) e dall’altro la scarsissima effettività. Tra le pene limitative della libertà personale, spicca poi, nella prassi, l’enorme espansione del ruolo delle misure alternative: in particolare, dell’affidamento in prova e della detenzione domiciliare. Tali sanzioni, peraltro, non diversamente dalle restanti pene limitative della libertà personale, soffrono di evidenti carenze nelle strutture attuative, mai adeguate alla sempre più ampia sfera applicativa delle misure
«¿Que cuánto me mide? Pues lo normal, 22 cm». Discrepancia entre cuánto los jóvenes dicen que les mide el pene y cuánto les mide realmente
Son muchos los hombres que creen que su pene no es lo suficientemente grande
como para satisfacer a sus parejas o a sí mismos, creencia que acaba dominando y
condicionando su vida sexual. Esta creencia es también la causa de que muchos hombres
mientan sistemáticamente acerca del tamaño de su pene, exagerando sus verdaderas
dimensiones. En esta investigación, 130 jóvenes se sometieron a un procedimiento
en el que aparte de evaluar la veracidad con la que informaban acerca del
tamaño de su pene, se exploró si esta tendencia pudiera estar relacionada con ciertas
variables psicológicas. En efecto, los resultados demuestran una clara tendencia a
reportar medidas muy por encima de lo esperable para su edad y raza –sobre todo
para la longitud del pene en erección. A su vez, la magnitud con la que los participantes
exageran el tamaño del pene se relaciona con ciertas variables de personalidad
(neuroticismo, responsabilidad y deseabilidad social). Estos resultados nos ayudan a
entender por qué muchos hombres mienten acerca de las dimensiones de su pene.The male is often troubled by concerns that his penis is not large enough to satisfy his
partner or himself, belief that dominates and determines sexual life. Also, this belief causes that many men tend to lie about his penis size, exaggerating his real dimensions.
A sample of 130 youths underwent an assessment procedure where we estimated
precision in their penis size reported and its relationship with certain psychological
variables. Data show a clear tendency to report penis measures far above from
expected considering his age and race –especially for erect penis length. Furthermore,
difference between real size and reported size is related with certain personality dimensions
(such as neuroticism, conscientiousness, and social desirability). These results
help us to understand why many men lie about his penis sizeEste trabajo ha sido financiado por el proyecto de investigación del Ministerio de Ciencia e Innovación PSI 2011-27992/11 i 384 y de la Universitat Jaume I de Castellón P1.1B2012-49
Le pene accessorie
Il contributo descrive, in sintesi, i principali tratti caratterizzanti la disciplina in tema di pene accessorie nell'ordinamento italian
Funzione rieducativa della pena e pene pecuniarie
I. La posizione della Corte Costituzionale. - II. Cenni sulla funzione delle pene pecuniarie. - III. n significato del principio costituzionale secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. IV. Conclusioni
Riparazione e pene sostitutive
Nonostante il silenzio serbato sul punto dal legislatore, la giustizia riparativa e le pene sostitutive presentano più di un punto di contatto. L’esito di un programma di restorative justice può, infatti, incidere sulla commisurazione della pena in concreto infra-quadriennale in forza delle statuizioni contenute nell’art. 58 d.lgs. n. 150/2022 e nel novellato art. 62, n. 6, c.p., nonché sulla decisione cir-ca la sostituzione e l'individuazione della pena sostitutiva più idonea. L’innesto tra i due perni del-la Cartabia presenta, però, anche dei risvolti problematici: da un lato, apre spazi di discrezionalità eccessivi al giudice del caso concreto su aspetti che incidono sulla inflizione di una pena ‘fuori’ o ‘dentro’ il carcere; dall’altro, fa sorgere dubbi circa i riflessi che può avere l’esito negativo di un programma di giustizia riparativa sul diniego di applicazione delle pene sostitutive. Solo le prime applicazioni concrete potranno aiutare a far chiarezza su questi ed altri profili controversi e ad ap-prezzare l’impatto effettivo della riforma sul sistema penale. La scienza penale si trova ora ad un bivio: o cedere a facili tentazioni ‘retrotopiche’, ritornando al passato e rinnegando le coraggiose, per quanto imperfette, scelte del legislatore recente; o proseguire nell’affinamento della riforma e procedere così, in un futuro non remoto, alla risemantizzazione di alcuni suoi concetti e categorie centrali, attribuendo, cioè, alla pena ed al processo penale un significato molto diverso da quello tradizionale
Le "pene civili" nel diritto privato d’impresa
Il libro costituisce un’originale ricerca in tema di sanzioni a carattere essenzialmente punitivo all’interno del diritto privato e del diritto delle imprese in particolare, formalmente estranee e alternative tanto alle pene di diritto criminale, quanto a quelle di diritto amministrativo. Si tratta di un lavoro, a carattere interdisciplinare in quanto coinvolgente istituti e principi dei diversi settori dell’ordinamento giuridico, il quale, prendendo le mosse dalle elaborazioni della teoria generale del diritto, ha come obiettivo primario quello di analizzare dapprima la categoria tradizionalmente definita delle «pene private» e di qui muovere non soltanto alla ricostruzione di un genus, più ampio e dipolare, delle sanzioni punitive nel diritto privato, ma anche alla enucleazione di una specifica species, distinta e giustapposta rispetto a quella delle pene private tradizionali, di sanzioni con funzione esclusivamente general-preventiva a tutela di beni giuridici generali.
Una species di «pene-afflittive» denominata, per distinguerla dalle tradizionali pene private (che costituirebbero pur sempre delle mere «pene-risarcitorie»), con il sintagma «pene civili».
Pene civili per le quali – sulla scorta peraltro dell’esperienza e del dato normativo di altri ordinamenti giuridici stranieri, con precipua attenzione a quelli di common law – la ricerca si propone un duplice obiettivo. Il primo di codificare lo statuto generale della categoria delle pene civili, identificandone i principi e le regole generali, sulla falsariga dei precetti e delle regole, anche di rilevanza costituzionale, propri della responsabilità e delle sanzioni più propriamente di diritto penale, cercando, nel contempo, di tracciare i confini spettanti alla potestà sanzionatoria dei privati in materia di conformazione e irrogazione di siffatte pene extra criminali. Il secondo obiettivo, focalizzato sull’analisi dei riflessi e delle ricadute più immediate, in punto di disciplina, delle principali ipotesi di pene civili, individuate all’interno del diritto commerciale e di quello societario in particolare, a loro volta contenute vuoi nel codice civile, vuoi nella legislazione speciale
Commento all’art. 135 c.p. (Ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive)
Il commento all'art. 135 è interamente dedicato all'analisi della complessa disciplina relativa al ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive. I più recenti interventi normativi tesi ad innalzare il criterio di ragguaglio, elevandolo oggi a 250 euro, ha compromesso ulteriormente la tenuta complessiva della disciplina della pena pecuniaria, rendendo sempre più difficile, fra l'altro, il ricorso alla pena pecuniaria sostitutiva
Pene retributive e giustizia riparativa
Il contributo riflette sul fatto per cui, nonostante l'importanza della riforma Cartabia del 2022 in materia penale, resta insuperato il modello, di fatto retributivo, che contraddistingue la gamma, ancora una volta immodificata, delle pene principali. In questo quadro, si rimarcano, peraltro, i segni di novità connessi soprattutto a una timida apertura verso il processo bifasico nell'applicazione delle nuove pene sostitutive. Viene altresì analizzato il ruolo che viene ad assumere, nel quadro desritto, la novità costituita dall'attribuzione di rilievo, ad opera della riforma Cartabia, ai programmi di giustizia riparativa, considerandone i rapporti con la finalità rieducativa attribuita dalla Costituzione agli strumenti di risposta nei confronti dei reati
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