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    "Radici antiche della previdenza funeraria: sui collegia militari romani"

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    La moderna previdenza funeraria affonda radici nel diritto romano di età imperiale per lo specifico ambito professionale militare attraverso la costituzione di casse legionarie e collegia. Le casse legionarie, su base obbligatoria, coprivano le esigenze dei semplici soldati di truppa e fornivano loro allo stesso tempo servizi che oggi definiremmo di tesoreria, di raccolta del risparmio e di erogazione del credito, elementi tipici della struttura bancaria moderna. I collegia, destinati ai soli graduati, che non fruivano dalle casse legionarie e che si aggregavano su base volontaria, raccoglievano e amministravano i fondi dei soci e ne coprivano i rischi derivanti dalla cessazione prematura del servizio o dalla morte improvvisa

    Chiedi il mio cuore non la mia mano. Le radici antiche della violenza moderna.

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    Comunicazione sulle radici antiche della violenza nel convegno "I diritti delle donne: dall'Atene classica al diritto penale romano"

    Romani...sull'orlo di una crisi di nervi

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    Qualche riflessione sul perché una società, quella romana, arrivata al massimo dello sviluppo e della potenza, grazie alla capacità di controllare a proprio vantaggio epocali cambiamenti politici, economici, culturali e religiosi, producendo un sistema giuridico di estrema raffinatezza, non sia riuscita a riversare tutto questo patrimonio nella gestione della crisi che, iniziata nel I secolo a.C., ha finito per travolgerla disastrosament

    Il compenso dell'ars medica

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    Il ruolo socio-economico ed il trattamento giuridico dell’esercente l’arte medica nel mondo romano antico è condizionato non solo dalla maturazione della medicina e dalla competenza dell’esercente bensì anche dallo status dell’esercente stesso. Dapprima, il più delle volte, uno schiavo (greco o orientale), poi, all’inizio del Principato, un liberto ed infine, dal II secolo d.C., generalmente un uomo libero

    Dall'"Apollo medice" delle vestali all'"Ars fructosior" di Plinio. Considrazioni sociali e giuridiche

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    Nelle fonti viene utilizzato il termine medicus per indicare indistintamente più figure (medici, paramedici, praticoni, ciarlatani e persino impostori). Il riconoscimento della ‘qualità’ di medicus e non di impostor si fonda, verosimilmente, sulla base della fama (pubblica opinione). La considerazione pubblica dei medici a Roma risente, però, notevolmente del fatto che per la loro attività prendano un compenso, per cui diventano oggetto di disprezzo da parte dei più conservatori, che si rifanno agli antichi costumi che non ammettono che la vita e a salute possano dipendere da un salario. Un vero medico non ‘lavora’ bensì pone il suo sapere al servizio dell’uomo: esercitare la professione per un medico è un onore, come per un avvocato, e farsi pagare è un disonore. Dal I secolo d.C., la medicina diviene senza dubbio un’attività professionale retribuita non spregevole (come, invece, ancora i lavori manuali) in virtù del suo livello intellettuale e della sua considerazione ed utilità sociale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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