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    LA DIMENSIONE INTANGIBILE DELLA GOVERNANCE NEI FAMILY BUSINESS Risvolti empirici della Proprietà Emotiva negli assetti di governo delle imprese familiari italiane

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    Il presente volume fonda le proprie radici nella branca della letteratura manageriale concentrata sui sistemi di governance in Italia, stabilito che sia difficile convogliare gli studiosi (sia in accademia che in management) verso un itinerario di path-dependence poiché diverse sono le criticità e divergenti sono gli approcci. Il presupposto di quest’impostazione, se vogliamo, annunciava una dimensione “patologica” della corporate governance, poiché presagiva rapporti basati sulla forza (arm’s lenght), sul potere contrattuale, sui conflitti e sull’ostilità che dedicavano scarsa attenzione al ruolo della famiglia come meccanismo endemico di funzionamento del sistema impresa. Di fatto, non sempre nelle realtà imprenditoriali, soprattutto quelle complesse come i family business questo accade: anzi, spesso, il simbiotismo e la collaborazione tra chi gestisce e chi controllo sono alla base di un’efficiente gestione dell’organizzazione. Parallelamente, gli studiosi di management convinti hanno sottolineato la necessità che l’azione di governo aziendale prendesse in considerazione altri elementi dell’impresa, ascrivibili alla natura più squisitamente intangibile dell’impresa quali: la reputazione, l’immagine, l’organizzazione, il brand, i processi produttivi, il territorio. Tutti questi, elementi attribuibili non più alla sola dimensione capitalistica della governance bensì ad una emozionale che coinvolgendo un parterre di portatori di interesse ben più ampio, in primis la famiglia di controllo che diventa il punto di congiunzione al rapporto biunivoco con l’ambiente esterno. Attraverso un’analisi a due livelli della letteratura derivante dagli studi sociali e managerial viene esaminato l’impianto di governo dell’impresa familiare enfatizzandone una nuova modularità che richiama i contenuti di proprietà emotiva ed affettiva che coinvolgono la sopravvivenza dell’azienda nel lungo periodo. Richiamando la teoria della complessità sistemica, il ruolo di governo e di gestione aziendale in carico alla famiglia di controllo (i.e. la governance) si prospetta come uno dei fattori intangibili più influenti sulle strategie e le performance dell’impresa. La novità di questa prospettiva interpretativa, rispetto agli studi prevalenti sulla tematica, deriva dalle numerose domande di ricerca che emergono quando si analizzano i meccanismi di gestione dell’impresa, nel dialogo tra organo di governo e struttura operativa e nell’interpretazione cognitiva della performance. Il modello alla base del presente studio supporta la tendenza a dover riconsiderare la gestione ed il governo dell’impresa, non soltanto in funzione di elementi “hard”, legate alla performance quanto l’introduzione di elementi di intangibilità: quali l’emozionalità ed il clima aziendale da parte del manager-imprenditore di script cognitivi che favoriscano il processi di successione familiare negli assetti proprietari dell’impresa, la cui combinazione tacita e nascosta con la sua proprietà racchiude le vere fonti del vantaggio competitivo, quindi della performance di lungo periodo del family business

    Evoluzione del ruolo delle tecnologie digitali sulle strategie e sui modelli di business: Il Caso Axel Springer

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    La rivoluzione digitale è un processo che in maniera crescente sta travolgendo tutte le industrie modificandone i tradizionali tratti distintivi e rendendo i confini nazionali sempre meno rilevanti. Rappresenta una spinta alla trasformazione e al turnaround delle imprese che stanno soffrendo una fase di declino organizzativo, ma anche un’opportunità di crescita e di sviluppo per il sistema Paese. Il lavoro analizza i principali trend osservati e le maggiori sfide emergenti dalla trasformazione digitale a livello globale e con specifico riferimento alle piccole e medie imprese. Il volume si sviluppa intorno all'analisi dei modelli e delle strategie di turnaround, che rappresentano oggigiorno la sfida più importante per tutte quelle imprese che stanno attraversando una fase di difficoltà organizzativa e che vedono nella rivoluzione digitale, da un lato la possibile causa della situazione di declino organizzativo, e dall’altro la “soluzione” strategica per riportare l’azienda nelle condizioni di creazione del valore. La letteratura nazionale e internazionale viene sistematizzata nell’ambito di un quadro di analisi che affonda le sue radici nel lavoro seminale di Pearce e Robbins del 1993, facendo emergere in tal modo i principali modelli teorici e le più rilevanti evidenze empiriche. Tale piano di analisi, basato su quattro dimensioni rilevanti - antecedenti, fattori abilitanti, processo e performance – viene altresì sviluppato per analizzare le strategie di turnaround delle piccole e medie imprese. La trattazione approfondisce lo sviluppo di un framework analitico per la formulazione e l’implementazione delle strategie di turnaround nell’era digitale. Il modello offre l’opportunità di analizzare attraverso la lente interpretativa delle strategie di turnaround, il complesso di scelte ed azioni che le imprese sono chiamate a porre in essere in questa fase per affrontare le sfide della rivoluzione digitale, con un focus specifico sulla piccola e media impresa. Lo studio è arricchito con l’integrazione di casi ed esperienze emerse a livello globale e nazionale. In ultimo, nella sezione conclusiva vengono evidenziati i principali contributi teorici e alcune delle domande di ricerca ancora inesplorate

    Towards the concept of “Factory of Things” in Intelligent Business Environments

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    The study of the Smart Factory has become a reality and is now acquiring the status of a well-established field in the study of business and technology management together with a variety of topics and research methods emerging from new practices of competition. Whilst, as Authors, we recognize the increase in theory and practice as a “viable” element since it expresses the vivacity of this discipline, we are also able to understand that there are several difficulties to revise and rebuild out of the methodological and conceptual approaches for the “Factory of the Future” because the narrative of this fledgling discipline is still to be written. Over the years the State of the Art has been enriched with scientific contributions mainly relating to the field of engineering and information systems and focusing largely on the aspects concerning the management and regulation of technology processes. Even if these contributions deserve scientific appreciation, we cannot consider their management aspects fully here, so as not to compromise a full understanding of the new research field. In order to extend the theoretical reference background, it is desirable to maintain a constructive exchange of ideas between business and technology streams of research; by learning from one another through a support system of theoretical and empirical evidence that will accumulate over time. With this in mind, we have tried to seize this invitation, providing a contribution that could be more meaningful for management scholars and practitioners, with the awareness of being at the origin, and without precluding any schools or viewpoints and without being concerned about the failure of reaching an overall consistency. This book project showcases a challenging view of the firm as a business organization that diverges from the current “conventional understanding” which is properly grounded on theories and practices belonging to previous entrepreneurial trajectories which were focused on traditional activities with the employment of low technology and innovation

    PAI-1 and TAR in inflammatory bowel disease: the yin and yang of the fibrinolytic system

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    In both Crohn's disease and ulcerative colitis, the two major forms of inflammatory bowel disease (IBD), an increased risk of thrombotic events has been demonstrated. Pathogenesis of thrombosis is multifactorial as various primary coagulation system abnormalities other than acquired factors have been reported. The fibrinolytic system has been widely investigated in IBD. Most of the available data report an imbalance in fibrinolytic capacity with a tendency toward a hypofibrinolytic state. Plasma thrombin-activatable fibrinolysis inhibitor and plasminogen activator inhibitor-1 are fundamental inhibitors of the fibrinolytic process and are also considered to be acute-phase reactants. Recent studies have shown an imbalance of plasminogen activator inhibitor-1 and thrombin-activatable fibrinolysis inhibitor, suggesting that these molecules might contribute to thromboembolic events in both forms of IBD
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