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    The Gran Sasso imagined in archive documents, unrealized tourist and sports projects for the highest mountain of the Appennines

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    The State Archives of L’Aquila preserve within little-explored fonds projects, plans and pro-grammes concerning mountain contexts of high naturalistic value, traces of which can be found in archive drawings, from which emerge the ambitions of a bygone, albeit close, time. Significant among many of these unrealised plans is the 1964 Gran Sasso d’Italia Tourist and Sports Enhancement Plan, a mountain that hosts the highest peak in the Apennines. As early as 1934, its tourist vocation was determined with the construction of the first cableway in central-southern Italy on its southern side, rising up the valley of L’Aquila and culminating in a hotel at 2130 metres above sea level. However, it was not until the 1960s that the site was the subject of extensive tourism planning based on a project by architect Luigi Orestano, which spread over the 26 km of carriageable road connecting the cable car stations, providing accommodations up to 10.000 people, numerous sports facilities and the construction of 35 ski lifts. Very few works were completed, some of which are now in a state of disrepair. The archive drawings reveal a territorial surreality that would have radically changed the way of living and inhabiting the territory. The wealth of content and graphic designs, identified and filed, has given rise to a database in which ‘digital objects’, endowed with attributes and geolocated, return a heritage that is often unrealised1, but essential for understanding territorial developments and the social dynamics of places. Of this ‘heritage’, the present study focuses exclusively on unrealised works

    ASNET – A simulation framework to support the early stage design of naval ships

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    Designing warships to operate effectively and affordably within a system-of-systems perspective is a complex task. It requires timely insight into: 1. How requirements and technical solutions influence operation effectiveness and costs at the single ship level. 2. A broader view of how individual system performance parameters, environment, and tactics in a system-of-systems context, influence the overall effectiveness and affordability of a whole fleet of naval platforms in larger operations. The capability to increase and deepen understanding of the relationship between requirements, mission effectiveness and ship size and cost could have a profound impact on how future naval ships will be developed. The potential benefits could also include a reduction in total ship development time and cost. CETENA is defining and developing a collaborative multi-disciplinary software environment capable of fully supporting the preliminary design phases of a military ship. This paper aims at underlining the Italian innovative approach, named ASNET. NOMENCLATURE DSD Design Support Dashboard DSM Design Synthesis Model ESSD Early Stage Ship Design LCC Life Cycle Cost Methods OEM Operational Evaluation Model

    Architetture

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    Da più di mezzo secolo Ilario Fioravanti attraversa con discrezione e animo leggero i territori dell’architettura, a partire da quel 1949 in cui lasciò la Facoltà di Firenze con il titolo di architetto in tasca. Era quella la sua vera passione? I più di trecento cinquanta progetti, di cui almeno la metà realizzata, farebbero pensare che la sua fosse una vita per l’architettura. In effetti, come lo stesso Ilario ha raccontato nel 2004 in una toccante intervista: “Fare l’architetto vuol dire non fare l’artista...Come fai ad amare l’arte e fare l’architetto?...[Per me] l’architetto era solo una sofferenza...non in rapporto a quel che ho fatto, ma in rapporto a quel che ho avuto dal Signore.” Sono parole sincere le sue e chiare, ed è proprio da quella chiarezza che è sbocciata un’architettura fatta di umanità, le cui radici sono da ricercare nell’innata sensibilità di Ilario per le piccole cose, per i dettagli (dono anche questi del Signore!) e per i materiali naturali, quelli più vicini all’uomo. Il suo è un occhio capace di cogliere la proporzione e la misura, come fa l’artista. La sua è una mente intuitiva, che trova nutrimento non nell’intellettualismo a tutti i costi, ma nel piacere che deriva dall’armonia delle forme. Architetture locali le sue? Piuttosto legate ai luoghi, ai paesaggi, alle tradizioni, alle trasformazioni della società in un territorio, quello di Romagna, che si estende fra le marine di felliniana memoria e le colline dolci dell’entroterra, cantate nei versi di Tonino Guerra, la cui identità è fortemente racchiusa nei progetti di Fioravanti. Pochi i maestri, forse solo quel Giovanni Michelucci conosciuto a Firenze durante gli anni universitari; tantissime le collaborazioni con professionisti, anche di calibro nazionale. Primo fra tutti Saul Bravetti, più anziano di quindici anni, ma diventato un amico fraterno e un compagno nell’arte di andar per mare. “Bravetti bravissimo...disegnava con grandissima precisione...[lo] guardavo con grande ammirazione”. Ma come non ricordare Glauco Gresleri, Giorgio Trebbi, Giuseppe Vaccaro, Giovanni Gandolfi, Melchiorre Bega, Ercole Checchi, Francesco Bottari. La sezione della mostra dedicata al Fioravanti architetto segue un percorso tematico che si compone di cinque approfondimenti intorno ad altrettanti temi progettuali che risultano, nel complesso di una produzione assai diversificata, i più coerenti con le passioni e le idee più volte espresse dal progettista. Allo stesso tempo si è operata una scelta cronologica assai rigorosa, con progetti e realizzazioni che si concentrano nell’arco di un decennio, fra i primissimi anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta, che furono non solo assai creativi, ma anche quelli in cui si fissarono le coordinate compositive e le componenti linguistiche dell’architettura di Fioravanti. Ciascun approfondimento è illustrato attraverso una sintetica selezione di progetti, che comprendono: le diverse soluzioni fino alla realizzazione di Palazzo Almerici (1956-62) lungo il cesenate corso Mazzini; la costruzione di alcuni complessi religiosi nel comune di Cesena; le collaborazioni, nella seconda metà degli anni Cinquanta, alla costruzione dell’alloggio popolare nei quartieri Ina-casa; tre progetti di case unifamiliari; architetture per le vacanze e il tempo libero sulla costa romagnola. Tutti i materiali esposti (disegni architettonici, schizzi, fotografie d’epoca, copie eliografiche) sono conservati nell’archivio Ilario Fioravanti

    Radioprotezione e protocollo sanitario

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    In ambito sanitario le sorgenti di radiazioni ionizzanti sono numerose e diverse sono le categorie di lavoratori esposti. Scopo della ricerca Con questo contributo si vuole predisporre un protocollo sanitario e di rischio per i lavoratori radio esposti in 3 diverse strutture ospedaliere di Roma, secondo quelle che sono le indicazioni a livello internazionale e sulla base dell’esperienza maturata in tale ambito. Materiale e metodo Si sono presi in considerazione gli effetti stocastici e deterministi legati all’esposizione a radiazioni ionizzanti, le diverse categorie di radio esposti e le indicazioni fornite a livello internazionale sui protocolli di sorveglianza medica Risultati e discussioni E’ stato predisposto un protocollo sanitario e di rischio specifico per le diverse categorie di radio esposti (Cat. A e Cat. B) ed è stato modificato a seguito dell’analisi valutativa dei dati dosimetrici

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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