1,721,019 research outputs found
Sistemi locali e reti territoriali. Metodologie e applicazioni al caso toscano, Regione Toscana, Dipartimento Politiche Territoriali ed ambientali, 1998
Il volume prende in esame i sistemi locali e le reti territoriali in Toscana. Presenta Metodologie di analisi, mappe e tabelle e numerose applicazioni al caso toscano (andamenti demografici ed economici, movimenti pendolari, innovazione
Le manovre di riduzione dei prezzi dei carburanti in Friuli Venezia Giulia tra feedback passati e futuri. Considerazioni all’epoca della pandemia di Covid-19
The geographical proximity of the Friuli Venezia Giulia region to the international
borders allows many local car drivers to easily cross the border, giving rise to cross-border fuel purchases. Since 1997, the
regional government has enacted laws to counter these outbound flows, and recover a share of tax revenues paid abroad.
This work aims to review what has happened so far, identifying the actors involved in the regional policies and some
of their moves and counter moves, and highlighting the effects of the current pandemic. The analysis conducted here
suggests the need for a new research project that takes into account the distance from the border and current residents’
habits, to assess whether a further change in regional legislation is needed
Industria 4.0 ed economia circolare: possibili convergenze e implicazioni territoriali
Industria 4.0 ed economia circolare sono ritenuti i paradigmi in grado di trasformare e innovare il mondo della manifattura, non solo in termini di prodotti e di processi produttivi ma anche di organizzazione e gestione delle supply chain, modelli di business e di consumo, scelte localizzative, oltre a costituire temi di ricerca di grande interesse in molti ambiti disciplinari. Nella realtà della produzione industriale, i due paradigmi sembrano tuttavia procedere su percorsi paralleli, il primo a velocità maggiore rispetto al secondo, senza trovare per il momento una convergenza. Se si escludono alcune categorie ibride come “Circular Industry 4.0” o “Digital Circular Economy”, anche i due ambiti di ricerca sono rimasti fino a ora separati. Questo contributo intende ragionare su una possibile convergenza dei due paradigmi e sulle implicazioni territoriali che ne potrebbero derivare soprattutto riguardo le decisioni localizzative delle imprese. In particolare, ci si chiede se: - la manifattura digitale, ad esempio la manifattura additiva, si possa ritenere “più sostenibile” rispetto alla manifattura tradizionale e rientrare in una logica di produzione circolare; - le tecnologie abilitanti Industria 4.0, come la robotica, i Big Data, l’intelligenza artificiale, possano contribuire a implementare nelle imprese i modelli di produzione circolari; - il connubio tra tecnologie digitali e modelli di produzione circolari potrà ridefinire le strategie localizzative delle imprese e contrastare la tendenza alla deindustrializzazione in atto da diversi decenni nelle regioni a industrializzazione matura. Dopo un’analisi della letteratura scientifica, l’indagine si concentrerà sulla ricerca di evidenze empiriche e casi di buone pratiche, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese italiane
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
L’Economia civile: un nuovo paradigma per l’organizzazione territoriale
RIASSUNTO: Il presente contributo riflette sul sostanziale cambiamento paradigmatico disegnato dall’Economia
civile che vuole a scardinare la visione individualista ed esclusivamente utilitaristica del mercato e dell’azione umana. Si
sofferma poi su alcuni percorsi attivati da attori “sintagmatici” che applicando il paradigma, hanno costruito relazioni
simmetriche – orizzontali, verticali e trasversali – definendo percorsi di territorialità attiva che hanno definito una vera
e propria geografia italiana dell’Economia civile.SUMMARY: Civil economy: A new paradigm for territorial organization. This paper reflects on the substantial
paradigmatic change determined by the civil Economy that intends to undermine the individualist and exclusively
utilitarian vision of the market and human action. Furthermore it focuses on some process activated by “syntagmatic”
actors who, applying the paradigm, have built symmetrical relationships – horizontal, vertical and transversal – defining
paths of active territoriality that have defined a geography of Civil economy
Strategie territoriali locali e rappresentazioni geopolitiche : una comparazione tra i giochi olimpici di Roma e quelli invernali di Torino
: I mega eventi in Italia hanno spesso avuto un ruolo politico molto importante per rappresentare il Paese nelle sue fasi storiche. Lo scopo di questo contributo è mostrare come le Olimpiadi di Roma del 1960 e le Olimpiadi invernali di Torino del 2006 abbiano svolto un ruolo politico e spaziale fondamentale. Mostreremo come i Giochi del 1960 siano stati prima di tutto un’opportunità per Roma per ridefinire la propria spazializzazione attraverso interventi progettuali legati alle infrastrutture olimpiche. Si trattava di mettere ordine in una città che aveva conosciuto una forte crescita dalla fine della Seconda guerra mondiale ma che sentiva il bisogno di inviare un messaggio diverso di sé stessa (Keys, 2011). I Giochi di Roma restano quindi un passaggio fondamentale della storia italiana contemporanea sia su scala urbana sia per ridefinire l’organizzazione spaziale della Città. I Giochi Olimpici Invernali di Torino del 2006 hanno avuto un ruolo diverso ma di grande importanza su scala regionale (Dansero e Mela, 2007). Erano giochi fondamentalmente organizzati da una Regione e rappresentavano un’opportunità per rilanciare un’area geografica dopo un forte declino industriale. Un’opera di rappresentanza avviata prima di tutto a livello regionale per ridefinire un’identità dinamica ma anche di rappresentazione nazionale che mirava a restituire a una città e alle sue valli un ruolo importante rispetto al resto del Paese, in un contesto in cui aveva preso piede la Riforma Costituzionale del 2001Local territorial strategies and geopolitical representations: A comparison between Olympic Games of Rome and the Olympic Winter Games of Turin. Mega events in Italy have often played a very important political role in representing the country politically in its historical phases. The purpose of this contribution is to show how the 1960 Rome Olympics and the 2006 Turin Winter Olympics played a fundamental political and spatial role. We will show how the 1960 Games were first of all an opportunity for Rome to redefine its spatialisation through design interventions linked to the Olympic infrastructures. It was about putting order in a city that had experienced strong growth since the end of the Second World War but that felt the need to send a different message about itself (Keys, 2011). The Rome Games therefore remain a fundamental step in contemporary Italian history both on an urban scale to redefine the spatial organization of the city and to offer a post-fascist national image. The 2006 Turin Olympic Winter Games played a different but very important role on a regional scale (Dansero and Mela, 2007). They were basically games organized by a Region and represented an opportunity to revive a region after a strong industrial decline. A work of representation launched first at the regional level to redefine a dynamic identity but also of national representation that aimed to give to city and region an important role compared to the rest of the country, in a context in which the Constitutional Reform had taken hold of 200
Spopolamento e in-sostenibilità: l’esempio della Campania
La mitigazione del rischio ambientale è uno degli obiettivi cardine nella lotta ai cambiamenti clima- tici e passa attraverso il coinvolgimento necessario e attivo della popolazione nei processi decisionali relativi all’uso del suolo, soprattutto nelle aree rurali e montane che, però, risultano essere sempre più fragili. Difatti, a fronte dell’aumento di intensità e frequenza degli eventi climatici estremi, questi ambienti presentano territori degradati e mal gestiti caratte- rizzati sia dall’abbandono del territorio sia dal crescente invecchiamento della popolazione, evento che, peraltro, favori- sce la dispersione dei saperi locali, utili alle pratiche di mitigazione del rischio. Le contraddizioni emergenti tra i principi e le prassi gestionali e tra le pratiche di uso del suolo e gli impatti del degrado ambientale rappresenteranno, allora, il pri- sma interpretativo per mettere in relazione lo spopolamento delle aree interne campane, l’aumento dei danni causati dal degrado ambientale e dai cambiamenti climatici in atto, e il loro impatto su questi territori, nei termini di vulnerabilità individuale e collettiva. Sebbene la Strategia Nazionale Aree Interne nonché progetti locali e misure finanziate con fondi europei abbiano insistito sulla necessità del ripopolamento delle aree rurali quale strumento di mitigazione del rischio, ad oggi la questione rimane insoluta, sottolineando quanto il legame tra spopolamento e vulnerabilità dei territori sia un fenomeno “paradossale” la cui soluzione appare essenziale per la creazione di comunità sostenibili
Spopolamento e in-sostenibilità: l’esempio della Campania
La mitigazione del rischio ambientale è uno degli obiettivi cardine nella lotta ai cambiamenti clima- tici e passa attraverso il coinvolgimento necessario e attivo della popolazione nei processi decisionali relativi all’uso del suolo, soprattutto nelle aree rurali e montane che, però, risultano essere sempre più fragili. Difatti, a fronte dell’aumento di intensità e frequenza degli eventi climatici estremi, questi ambienti presentano territori degradati e mal gestiti caratte- rizzati sia dall’abbandono del territorio sia dal crescente invecchiamento della popolazione, evento che, peraltro, favori- sce la dispersione dei saperi locali, utili alle pratiche di mitigazione del rischio. Le contraddizioni emergenti tra i principi e le prassi gestionali e tra le pratiche di uso del suolo e gli impatti del degrado ambientale rappresenteranno, allora, il pri- sma interpretativo per mettere in relazione lo spopolamento delle aree interne campane, l’aumento dei danni causati dal degrado ambientale e dai cambiamenti climatici in atto, e il loro impatto su questi territori, nei termini di vulnerabilità individuale e collettiva. Sebbene la Strategia Nazionale Aree Interne nonché progetti locali e misure finanziate con fondi europei abbiano insistito sulla necessità del ripopolamento delle aree rurali quale strumento di mitigazione del rischio, ad oggi la questione rimane insoluta, sottolineando quanto il legame tra spopolamento e vulnerabilità dei territori sia un fenomeno “paradossale” la cui soluzione appare essenziale per la creazione di comunità sostenibili
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