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Les valeurs au marché. Conflits d’interprétation et régimes de lecture
Nous allons ici comparer les résultats de deux analyses effectuées sur deux représentations différentes d’un espace de rencontre qui joue un rôle très important dans la définition des valeurs sociales : le marché. La première a été menée au début des années 1980 par Algirdas J. Greimas sur une nouvelle de Guy de Maupassant, La ficelle. La seconde, faite par nous, porte sur la description, dans un article du journal L’Espresso, d’un marché d’aujourd’hui, dans une petite ville de Pologne. Comme le montre l’analyse magistrale de Greimas, le texte de Maupassant met en scène un univers axiologique bien défini et cohérent. L’article du journal au contraire, comme l’ont montré les discussions animées auxquelles il a donné lieu lorsque nous l’avons soumis à un groupe d’étudiants à titre d’exercice de lecture sémiotique, présente un certain degré d’indécidabilité relativement aux valeurs en jeu, aspect qu’une analyse sémiotique approfondie permet de réduire mais non d’éliminer tout à fai
Un fronte d'oltreoceano: Italiani del Brasile e Italobrasiliani durante il primo conflitto mondiale (1914-1918)
Il giudizio di qualità sui testi estetici. Quali strumenti metodologici?
Il contributo intende aggiornare la discussione sui criteri del giudizio estetico. A partire dalle tradizionali definizioni di "testo estetico", che all'interno della cultura odierna vanno probabilmente riviste, si indaga la relazione del testo letterario contemporaneo con la "realtà"; il tipo di produzioni che potrebbero essere ricondotte oggi sotto l'etichetta del Kitsch; e le possibili equiparazioni della produzione seriale televisiva contemporanea di alto livello con la cosiddetta "buona letteratura"
S-21. La macchina di morte dei Khmer Rossi: memoria dei corpi e finzione della realtà
Il contributo è incentrato sulle analisi del regime di rappresentazione utilzzato dal regista cambogiano Rithy Pahn per "documentare" ciò che avvenne, durante il genocidio perpetrato alla fine degli anni '70, nella prigione di Tuol Sleng, ora museo. Filmando dentro gli stessi luoghi dove avvennero torture e terribili eccidi, il regista fa incontrare due dei sopravvissuti con alcuni dei carnefici, ma non si limita a intervistarli, bensì fa loro abitare quello spazio con gli stessi gesti subiti e compiuti più di trenta anni prima. In questo modo, non solo fa rivivere lo spazio del museo grazie a documenti e anche voci altrimenti non disponibili, ma fa emergere la memoria dei corpi attraverso una strategia di finzionalizzazione della realtà volta a recuperare non tanto la verità, quanto momenti di autenticità in cui il passato torna a riabitare il presente
Eccezione, eccesso, eccezionalità. 24 e la war on terror
L'articolo analizza la serie televisa americana "24", prodotta dalla Fox e distribuita in tutto il mondo con un enorme successo. A partire da una descrizione semiotica del suo format, dal modo in cui viene trattato il piano dell'espressione fino ai temi toccati dalla serie, si cerca di far emergere come questa fiction traduce e ri-presenta temi scottanti dell'attualità: il terrorismo, la paura, le minacce alla sicurezza nazionale. In particolare, e anche grazie ai suo "eccessi" stilistici e tematici, "24" permette di riflettere sul modo in cui oggi si può mostrare, e anche parlare, di tortura, dei modi in cui è legittimata, oltre che messa in scena
Mapping Places of Origin
The aim of this research is at answering some questions: 1) how visual language and verbal language integrate each other in the reconstruction of a memory 2) how people nowadays experience the memories of their places of origin, in an era marked by large displacements and diminished sense of belonging to a place 3) how the past is expressed through its spatial dimension; 4) how cognitive and emotional components (positive/negative feelings towards the place of origin, how deeply a subject feels to be tied to that place, etc.) work together in the reconstruction of the past
A Ovest di Caporetto: profughi e rivolte nel 1917
Il 1917 fu un anno decisivo non solo per il corso della guerra, ma per l’intero ventesimo secolo. Se ciò vale innanzitutto in una dimensione globale, contraccolpi e riscontri importanti vi furono tanto sul piano nazionale italiano, quanto su quello locale veneto. I tanti, troppi caduti ed ancor più il numero esorbitante dei feriti e dei mutilati, nonché quello a sua volta tutt’altro che trascurabile e non meno inquietante dei prigionieri, portarono allora drammaticamente la guerra e i suoi orrori nelle case di tutti, mutandone drasticamente la percezione.\ud
La trasformazione fu paradossalmente avvertita più nelle retrovie, nelle famiglie, nelle piccole realtà locali di paese, se non di contrada, che non in linea. E furono allora le donne, le operaie tessili di Thiene e Schio, come le contadine delle campagne, tra Cassola, Rosà e Cartigliano, a mettersi a capo della protesta. Non si tratta, né probabilmente poteva trattarsi di una protesta politicamente consapevole, o anche solo orientata.\ud
In realtà si trattò, come i fatti seguenti dimostrarono, di una rivolta nemmeno abortita, quanto piuttosto semplicemente “mancata”. Proprio per questo però la sua incubazione, le sue premesse, le dinamiche che avrebbero potuto garantire sviluppi ed esiti diversi meritano un’attenzione maggiore di quella che la storiografia non abbia riservato loro finora.\ud
Questi atti del convegno vicentino sul 1917 non possono naturalmente considerarsi risolutivi in tal senso, ma colmano almeno in parte una lacuna. Le luci “accese”, i percorsi individuati, le suggestioni colte e suggerite segnano altrettanti importanti progressi nella comprensione di quanto la “catastrofe originaria” del ‘900 ha inciso nelle realtà loca
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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