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Una scena allo specchio, intervista a Claudio Longhi
Contributo teso a portare in luce in forma dialogica le principali direttrici interpretative sottese all’allestimento dell’edizione teatrale de “Lo zio / Der Onkel” di Franco Branciaroli, diretto da chi scrive per il Teatro Stabile di Torino e il Teatro de gli Incamminati, debuttato il 25 gennaio del 2005 presso il Teatro Gobetti di Torino. Il breve testo chiarisce come al fondo dello spettacolo citato stia un’analisi dei rapporti che si possono dare tra gli apparati (meta-)teatrali di ascendenza barocca e i meccanismi di rimozione della coscienza storica da cui sembra tentata certa cultura contemporanea (con attenzione specifica alla questione della negazione della shoah). Acclarato che il copione de “Lo zio” si dà come enciclopedia farsesca di generi – tragedia, dramma barocco, sacra rappresentazione, commedia di conversazione, spy story, dramma a chiave incentrato sulla vicenda di Eichmann, dramma borghese di ascendenza ibseniana –, lo scritto tenta di render conto di come alcuni emblemi della cultura barocca, dallo specchio alla serra passando per il topos del teatro come metafora del mondo, possano servire a riflettere scenicamente sul depotenziamento dell’idea di ‘realtà’ che caratterizza la cultura contemporanea e su come questo depotenziamento si presti a pericolose strumentalizzazioni ideologiche. Per questa via, la messa in scena torinese de “Lo zio” si offre come possibile modello per un teatro politico postmoderno, un teatro, cioè, che sappia coniugare l’engagement con la liquidazione delle ideologie ostentata da tanta cultura contemporanea
Pesce et al "Experimental Evidence of Intrinsic Disorder and Amyloid Formation by the Henipavirus W Proteins" Int J Mol Sci 2022, 23(2):923. doi: 10.3390/ijms23020923
Données de l'article Pesce G, Gondelaud F, Ptchelkine D, Nilsson JF, Bignon C, Cartalas J, Fourquet P, Longhi S. Experimental Evidence of Intrinsic Disorder and Amyloid Formation by the Henipavirus W Proteins. Int J Mol Sci. 2022 Jan 15;23(2):923. doi: 10.3390/ijms23020923. PMID: 3505510
Données de l'article Gondelaud et al., Protein Sci. 2025 34(4):e70085. doi: 10.1002/pro.70085.
Data set of the research article Gondelaud F, Bignon C, Ptchelkine D, Carrière F, Longhi S. A conserved motif in Henipavirus P/V/W proteins drives the fibrillation of the W protein from Hendra virus. Protein Sci. 2025 Apr;34(4):e70085. doi: 10.1002/pro.70085. PMID: 40100133
La tragedia in Italia
Riproposizione parziale del saggio: C. Longhi "La rinascita del grande teatro", in U. Eco, A. Ottani, P. Corsi, R. Leydi, E. Raimondi, A. Schiavone (a cura di), "Historia. La grande storia della civiltà europea. Il Cinquecento", Milano, Federico Motta, 2007, pp. 645-681 (id. prodotto 120074)
Luce e buio di una folle giornata, intervista a Claudio Longhi
Contributo teso a portare in luce in forma dialogica le principali direttrici interpretative sottese all’allestimento de “Il matrimonio di Figaro” di Beaumarchais, diretto da chi scrive per la compagnia permanente di Teatro Stabile di Torino, Teatro Due di Parma e Teatro di Roma, debuttato il 31 marzo 2007 presso il Teatro Due di Parma. Il breve testo chiarisce come al fondo dello spettacolo citato stia un’inchiesta intorno ai caratteri e alle prospettive più ‘oscuri’ della complessa e composita cultura libertina del secolo dei lumi. Sintesi estrema del teatro settecentesco, “Il matrimonio di Figaro”, in quanto messa in scena di una “folle giornata”, sotto il velame allegorico-metaforico del racconto di un giorno che precipita verso il buio, narra dello sprofondamento del XVIII secolo dai luminosi fasti della ragione trionfante, agli incubi notturni di una ragione scaduta a mera razionalità procedurale. Già dalla prima lettura risulta evidente come, in linea coi dettami di certa letteratura libertina, il motore dominante dell’intreccio della commedia – e di conseguenza dello spettacolo – sia l’eros (incarnato da Cherubino), una oscura istanza o pulsione che innerva l’intera esistenza, capace di scuotere nel profondo non solo le carni del soggetto desiderante, ma la società stessa che tale pulsione abita. Lungi dal risolversi in gratuito abbandono al piacere fisico, l’attraversamento dell’esperienza erotica si viene dunque caricando nella commedia di Figaro e Susanna, del Conte e della Contessa, di implicazioni scopertamente ‘politiche’. Nel “Matrimonio di Figaro” debuttato a Parma, l’erotismo è insomma presentato come la segreta scaturigine (più o meno consapevolmente rimossa) di quella propulsione ‘rivoluzionaria’ che da sempre lettori e spettatori hanno avvertito al fondo del capolavoro di Beaumarchais, non per nulla rappresentato e dato alle stampe alla vigilia dello scoppio della rivoluzione francese
Roberto Longhi su Lomazzo
A painting representing a Grotesque Head and Bust of a Woman turn left was first attributed by Roberto Longhi in 1958 to Giovan Paolo Lomazzo but later this attribution was questioned, whitout having seen the original Given its was exhibited in Venice in 2023, and that the Longhi's letter was discovered and published here for the first time, the attribution is now confirmed
Longhi Silvio
La voce su Longhi Silvio, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma 2005, vol. LXV, p. 678 – 680; ISBN 9788812000326 mette in evidenza come l’Autore abbia manifestato la sua piena conformità alla teoria unitaria del diritto penale, ovvero dell’integrazione del sistema repressivo col sistema preventivo, rimanendo fedele a quell’impostazione tradizionale che sarebbe entrata in conflitto con la logica del legislatore degli anni Trenta, pronto a vedere solo nel momento della repressione la più efficacia controspinta al delitto. Si mette in luce inoltre come il Longhi intervenne nella polemica tra scuola classica e scuola positiva e pose come soluzione concreta alla questione tanto dibattuta del considerare o meno le misure di prevenzione come norme di diritto penale l’idea che non solo quelle garantite dalla minaccia della pena possono essere ritenute come tali, ovvero giuridicamente rilevanti, perché il fine ultimo della legislazione penale è la riduzione della delinquenza cui, prima della repressione, giova sicuramente la prevenzione
Alessandro Longhi, pittore e incisore del Settecento veneziano
Alessandro Longhi (1733-1813) is the most important venetian portraitist of the second half of the eighteenth century: he worked for the members of the patrician society, the class of "cittadini originari" (original citizens) and the emerging middle class. Thi dissertation is a monographic study about the artist, who was a famous painter and also an etcher. The PhD thesys contains the complete catalogue of his works.Alessandro Longhi (1733-1813) è il maggiore esponente della ritrattistica veneziana del secondo Settecento, al servizio della nobiltà, della classe dei cittadini originari e della borghesia emergente. La tesi ne analizza la produzione pittorica e incisoria, fornendo anche un catalogo delle sue opere
Paesaggio sacralizzato e militanza ecclesiale
Il contributo focalizza il tema della sacralizzazione del paesaggio nella contemporanità, ponendo la questione in relazione con le dinamiche storico-sociali e politiche del Dopoguerra. Caso-studio è il Getsemani di Casale Corte Cerro, ideato da Luigi Gedda - protagonista della politica italiana degli anni Cinquanta - e realizzato da Ildo Avetta
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