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    Tessuti verticali. Interpretazione architettonica e urbana del grattacielo

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    Esaminato all’interno di un sistema complesso, articolato in elementi verticali distinti, ogni grattacielo si propone come una “micro città”, ossia un organismo autonomo che riproduce al suo interno la medesima strutturazione capillare e le stesse dinamiche aggregative tipiche del tessuto urbano. Le mega città asiatiche quali Shanghai, Tokyo, Hong Kong, Shenzhen e alcune città americane come New York e Chicago, la cui crescita in verticale è solo apparentemente bloccata dall’attuale crisi economica, sperimentano i propri luoghi di aggregazione e di condivisione all’interno degli edifici alti, così da definire architettonicamente l’esistenza di trame urbane “in quota”. Analizzando il grattacielo come una sorta di trasposizione verticale del sistema gerarchico orizzontale, è possibile definire un nuovo modello urbano calato direttamente dal mondo dell’utopia nella realtà attuale. Al contrario della Torre di Babele, simbolo di incompiutezza e caos, il grattacielo interpretato come tessuto diventa modulo verticale per un nuovo ordine urbano. Per poter capire fino in fondo l’espressione “tessuto verticale”, così da rintracciare con facilità le complicate trame contemporanee, è necessario indagare il significato di tessuto, ripercorrendo persino il significato etimologico e originario del termine. Soltanto attraverso questa ricerca paziente, sarà infatti possibile cogliere l’utilità della nozione di tessuto nello studio degli edifici alti. Il tema dei grattacieli viene, alla scala architettonica, esaminato come aggregazione di spazi organizzati da percorsi interni in aderenza con i percorsi urbani (o come loro continuazione) e dunque come organismo aggregativo avente una propria tipicità. In altre parole come tessuto. Un modo di vedere le cose originale ma anche molto attuale ed utile, se solo si considerano i problemi che sta ponendo, in ogni parte del mondo, un modo di concepire il grattacielo come oggetto urbano quasi del tutto indifferente alla struttura della città

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Il mondo non è più un giardino. una nuova estetica tra qualità del paesaggio e ragioni dell'ambiente

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    Il presente lavoro di ricerca di Dottorato, così come esplicitato dal titolo, vuole indagare le condizioni per le quali, a partire dall’invenzione dell’’idea della natura selvaggia’ nel XVIII secolo, ed al cui sviluppo la cultura occidentale è strettamente correlata, si sia perso un approccio empatico nei confronti della natura e degli spazi naturali. Tale condizione, che ha facilmente veicolato la loro distruzione o sottomissione a ragioni che ne hanno profondamente alterato il nostro rapporto con essi, si è espressa a vantaggio di uno sviluppo produttivo ormai completamente scisso dall’idea di natura e, nella maggior parte dei casi, distruttivo nei suoi confronti. In contrapposizione a tali presupposti, si è inoltre rapidamente sviluppato un pensiero di opposizione che ha portato la nascita del movimento ecologista, a cavallo tra gli stati Uniti d’America ed il nord Europa, tra la fine dell’ottocento e la metà del XX secolo. Partendo da tali presupposti, le ‘azioni-reazioni’ che si sono sviluppate, hanno marcato nettamente le differenze di approccio tra mondo anglosassone e mondo giudaico-cristiano nei confronti dell’idea di natura, che tuttora sottolineano i due diversi continenti. Se negli Stati Uniti d’America, si è infatti rapidamente sviluppato ed organizzato un pensiero accademico che ha affrontato ed esplorato lo strumento del progetto di paesaggio quale possibilità di riequilibrio, lettura e risoluzione delle problematiche ambientali, resesi evidenti sino dagli inizi di tale storia, diverso è stato l’approccio nel continente europeo, che, a volte con grandi differenze tra ‘mondo nordico’ e ‘mondo mediterraneo’, fatica ancora a trovare sintesi nella possibilità di argomentare con risoluzione, un approccio al progetto di paesaggio che sappia realmente fare propria la materia relativa alla tutela e sviluppo dell’ambiente. Al fine di esplorare tali contraddizioni e potenzialità, che tuttora conservano margini non chiariti, la tesi di Dottorato propone un approccio metodologico che organizza tali considerazioni in un primo gruppo di indagini testuali, raccolte sotto il titolo di ‘Scritti’. All’interno di tale ambito tematico vengono riletti ed analizzati gli scritti di autori selezionati secondo tre principali punti di osservazione: ‘la crisi dell’idea di Natura e l’avvento dell’ecologia tra mondo nordamericano ed europeo’, il ‘rapporto tra progetto di paesaggio ed emergenza ambientale’, ‘l’evoluzione dell’idea di natura nel progetto di paesaggio europeo e mediterraneo’. Gli autori selezionati nella prima parte degli ‘Scritti’, contenuti nel primo capitolo, rileggono e chiariscono con autorevolezza, i passaggi principali che hanno veicolato l’evoluzione dell’idea di natura dal suo ‘status’ di Natura Selvaggia (Henry David Thoreau), alle sue contraddizioni epistemologiche (Paul Shepard), fino alla contemporanea emergenza ambientale e climatica (Bill McKibben). La seconda parte degli ‘Scritti’, contenuti nel capitolo successivo, intende indagare la registrata difficoltà contemporanea, particolarmente avvertita in ambito mediterraneo, nel coniugare e fare sintesi progettuale, tra paesaggio e ambiente. A tal fine, vengono riletti autori e progettisti che hanno esemplarmente affrontato tale tematica, sotto il duplice profilo teorico e della ricerca progettuale: Franco Zagari, Linda Pollack, Elizabeth K. Meyer, sotto il profilo teorico, Ian McHarg, Dilip Da Cunha, Anuradha Mathur, Kate Orff, Richard Misrach, Catherine Seavitt e Guy Nordenson. A conclusione di tale sezione di ricerca, si è inoltre ritenuto significativo mettere in relazione l’evoluzione della contemporanea ‘idea di natura’, così come espressa dagli autori di cultura anglosassone trattati in apertura di ricerca, con la quasi coeva sua esplorazione europea, attraverso la lettura critica di testi e ‘manifesti’ di tre indiscussi protagonisti del progetto di paesaggio europeo e mediterraneo: Dieter Kienast, Rosa Barba Casanovas, Gilles Clement. Attraverso la lettura dei testi di tali autori affiora infatti, cronologicamente cadenzato, un ripensamento contemporaneo attorno al tema del progetto di paesaggio, ed alla sua conseguente idea di natura che si organizza in una ricerca di essenzialità estetica, ed in particolare negli ultimi due autori, riporta alla prossimità con gli elementi basilari: terra, acqua, vegetazione, ed alla loro capacità di evolvere autonomamente anche, ed in particolare, nei contesti urbani. La seconda parte della ricerca, accorpata sotto il titolo ‘Progetti’, intende presentare una selezione di progetti, realizzati da indiscussi autori del progetto di paesaggio europeo, che hanno fatto ricerca e sintesi delle caratteristiche sopra descritte, ed espresso la possibilità di relazione e collaborazione tra componente estetica e processi di riqualificazione dell’ambiente. Al fine di esplicitare con chiarezza tale opportunità del progetto contemporaneo, gli esempi presentati, sono raccolti ed organizzati in quattro temi principali, che interpretano la capacità progettuale di diretta adesione con gli elementi trattati: acqua, aria, terra, scarto. Quest’ultima categoria, lo scarto, pur non costituendo necessariamente elemento naturale, è stata volutamente introdotta in quanto, nel contemporaneo, si ritiene essere lo scarto quale componente ineludibile dei processi di rielaborazione delle componenti dell’ambiente naturale. Tale primo catalogo, composto da otto casi di indagine, si dispone pertanto come indizio e inizio di ricerca aperta, implementabile nel tempo. La terza parte della ricerca, identificata con il termine ‘Mappe’, intende infine indagare, e dare prefigurazione ed evidenziazione grafica, a come le sopracitate categorie, acqua, aria, terra, scarto, individuate per sottolineare la possibilità di stabilire un punto di sinergia tra paesaggio, componenti ambientali e loro alterazioni, possano essere estese alla dimensione del bacino mediterraneo. Si è pertanto inteso comporre quattro scenari di sintesi, alla scala del bacino mediterraneo, da cui fare emergere relazioni complesse ed interdipendenti nell’uso attuale delle risorse naturali e, soprattutto, nel loro sfruttamento, consumo depauperazione. Tali categorie di indagine, espresse sinteticamente attraverso le alterazioni dei menzionati quattro elementi basilari di indagine, acqua, aria, terra, scarto, vogliono pertanto esprimere, attraverso l’evidenziazione grafica, gli scenari possibili, e le relative emergenze ambientali, cui il futuro progetto di paesaggio nel mediterraneo, ed i paesi che vi afferiscono, potranno o dovranno essere chiamati a dare risposta. I principali contenuti e codici interpretativi di tali mappe, redatte sulla base di dati GIS estrapolati dai cataloghi delle banche dati degli istituti internazionali di ricerca (IPCC, Banca Mondiale, etc.), sono analizzati e riportati attraverso quattro elementi di riscontro e comparazione: geografie, risorse, alterazioni, transiti

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

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    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

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    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used

    P. Gregory Warden, The Metal Finds from Poggio Civitate (Murlo) 1966-1978

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    De Ruyt Franz. P. Gregory Warden, The Metal Finds from Poggio Civitate (Murlo) 1966-1978. In: L'antiquité classique, Tome 56, 1987. pp. 542-543
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