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Pasolini e il Liceo Galvani
Pasolini and Galvani High School · Pasolini hardly mentioned Galvani high school and the the few times he did, excepting a single circumstance, he was brief; this laconicism, along with the discredit that has fallen upon the Italian school system, has caused gaps in the bibliography concerning our author: scholars have focused on Pasolini’s academic education and so his former career has been in effect neglected. By relying on various archival materials found directly at Galvani, my paper sheds new light on this subject: it aims to demonstrate the importance of that high school for the poet’s bloom; it points out a fund of knowledge made both of books and teachers, which philologists will have to deepen
Le regioni europee tra sostenibilità e governance: il caso di studio della Slesia
Lo sviluppo sostenibile rappresenta una questione di vitale importanza per il futuro dell’Europa, in accordo con i suoi piani programmatici.
Le politiche e le azioni in merito richiedono: governance, pianificazione spaziale e monitoraggio di indicatori. Le sfide e le opportunità implicano: rigenerazione post-industriale, produzione e consumo sostenibile, energia meno dipendente dagli idrocarburi e turismo sostenibile, che si può incentivare tramite valorizzazione del patrimonio UNESCO.
L’allargamento dell’Unione richiede forme di governo più aperte al processo decisionale locale che favorisca l’integrazione, la partecipazione dal basso e la trasparenza. Certamente lo sviluppo deve fare affidamento sui Fondi Sociali Europei e sui Fondi di Coesione per il passaggio a forme di economia che creino nuovi posti di lavoro. Strategia vincente viene ritenuta quella che propone lo scambio di buone pratiche
Il Palazzo
Il lavoro descrive, in una prospettiva storica, un’area cruciale sotto il punto di vista della evoluzione delle tecniche di bonifica e di canalizzazione. L’area si trova sul corso terminale del Po, lungo quello che un tempo era il confine tra l’Impero e il Papato. Dopo la grande bonificazione ferrarese, i terreni sottratti alle acque erano stati concessi in uso ai capitani di ventura che avevano poi guadagnato titoli nobiliari ed avevano costruito palazzi signorili in mezzo alle campagne.
Con il processo democratico postbellico, i latifondi erano passati nelle mani di ricchi commercianti e le stanze del palazzo in questione affittate ai braccianti. Da questa situazione parte la mia analisi, attraverso la storia della mia famiglia che lì ha vissuto per generazioni e dove anch’io sono nata.
La personale esperienza offre quindi lo spunto per ripercorrere l’evoluzione economico-sociale dell’Italia degli ultimi anni del secondo millennio.
Premessa
Per affrontare il tema dei territori contesi, abbiamo rivolto la nostra attenzione ad un sito conteso per ragioni politiche e motivi ambientali. I moventi politici affondano le loro radici nelle storiche controversie tra Papato e Impero, lungo il confine naturale della linea del Po; le cagioni fisiche del contendere risiedono nelle difficoltà comportate dallo scolo delle acque degli immissari del Po, in quanto, la bizzarria del confine faceva sì che i territori del dominio imperiale dovessero necessariamente scolare nei territori pontifici posti a sud, nel comprensorio di Bondeno.
La gravità delle condizioni di impaludamento è testimoniata dalla fatidica “rotta di Ficarolo” del 1152 e dalla grande operazione del “taglio” di Porto Viro conclusosi nel 1604.
Le necessità di opere di canalizzazione comportavano costi che davano adito a controversie, in quanto sin dai primi secoli del Millennio e, con vicende alterne sino all’unità d’Italia, vennero a confrontarsi su tale territorio ben quattro Signorie tra Modena-Reggio, Ferrara, Mantova e Mirandola.
Introduzione
Il punto più cruciale delle inondazioni, in cui le acque degli immissari confluivano a fatica nel Po, per il progressivo abbassarsi del livello della pianura padana, corrispondeva al comprensorio di Burana che era soggetto pure alle inondazioni del Reno, che, sebbene sfociasse direttamente in mare, proprio verso questa zona si incurvava con ampio meandro.
Il processo di bonifica delle basse terre deltizie, iniziato dalla classe al potere nel Ferrarese durante il Rinascimento, aveva portato alla costituzione della grande proprietà terriera, resistita fino alla formazione della mezzadria o della piccolissima proprietà, derivata quest’ultima dall’azione della bonifica integrale, programmata dalla Legge Serpieri del 1933.
Con l’evoluzione economica della società postunitaria, i latifondi erano entrati nelle mani della borghesia mercantile che aveva attuato il progressivo abbandono degli impegnativi palazzi nobiliari, posti a governo del territorio. Le residenze nobiliari erano state così occupate da nullatenenti o venivano concesse in affitto ai braccianti che se ne ripartivano in maniera comunitaria i numerosi vani.
L’intenzione del presente lavoro è quindi quella di ripercorrere le fasi che hanno portato alla attuale situazione di completo abbandono di una struttura economica ed architettonica rappresentativa di uno status sociale non più attuale, sita nel comune di Bondeno in provincia di Ferrara
The evolution of the Marche Region coastal zone and the climate change
Coastal Evolution in Marche Region and regional Planning.
The map and the sections show clearly oscilaltion of the ancient shorelines around the present day position of the shoreline. The situation changes going northwards in presence of the Emilia sandy littoral and the Venice lagoon with the Po plain on the back
L'obiettivo 2 per l'Emilia Romagna
L’approccio agricolo o agroindustriale non è più legato alla produzione agricola quantitativa e alla sua mera trasformazione e commercializzazione. Oggi cambia la necessità di valutare l’agricoltura e le attività connesse nel loro rapporto con la società e con il tessuto economico che insiste sul territorio in cui avviene la produzione. Il nuovo approccio prevede che le attività extra-agricole arrivino a connettersi con quelle agricole, per cui occorre trovare dei meccanismi che mettano in relazione i diversi settori, onde avere rese economiche adeguate ai tempi.
E’ un approccio diverso all’attività agricola che porta a studiare l’impatto sul sistema economico generale. Viene completamente superata la politica del settore primario inteso come attività chiusa: si tratta di una rivoluzione copernicana che sconfigge il settorialismo agrario, ma per la quale occorre una visione economica d’insieme.
La necessità di integrare la dimensione ambientale nella politica comunitaria ha trovato applicazione nell’Atto Unico europeo del 1986. Nel luglio del 1997 venne presentato il documento della Commissione: Agenda 2000, parte del quale è dedicata alla riforma della PAC, tendente a dare: “una maggiore importanza e più consistente dotazione finanziaria alla qualità ed alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente e a raggiungere un ridimensionamento del peso delle tradizioni politiche di mercato a favore delle misure di sviluppo rurale” (Reg. 1257/99). Questo in quanto si è toccato un surplus di produzione alimentare, mentre, nel contempo, gli Stati Uniti rimproverano l’Unione Europea di aiuti eccessivi al settore che comportano squilibri dei mercati (Gautier, 1998, p.461).
Viene così ad essere accentuata la distinzione tra funzionalità settoriale e funzionalità territoriale; la prima, come afferma Grillotti ( 1994, p. 6), assicurata dal pieno utilizzo delle proprietà agronomiche dei suoli, la seconda riguardante l’intera organizzazione e lo sviluppo del territorio. Raggiunto il momento economico del post-produttivismo (Grillotti, 1999, p.341), si viene ad affermare quindi l’approccio sistemico (Aiello, 1994, p. 57) che vede l’attività agricola integrata in un sistema economico-sociale generale di cui l’aspetto rurale non rappresenta che una veste di un paesaggio mutevole. Lo sviluppo dell’agricoltura viene ad inserirsi nello schema dello sviluppo sostenibile e della protezione ambientale, richiesti dal Trattato di Amsterdam del 1997, le cui definizioni di strategie vennero demandate dal Consiglio d’Europa ai vari gruppi consiliari al meeting di Cardiff del 1998, in cui fu riconosciuto l’impegno della Commissione ad integrare la dimensione ambientale in tutte le politiche comunitarie. Il Consiglio ha ribadito Berlino il contenuto multifunzionale dell’agricoltura in un quadro di sostenibilità e competitività in tutto il territorio dell’Unione, comprese le aree in cui si presentano problemi specifici
Seeing the common ground: family and practitioner caregivers’ perspectives of palliative care for people using substances
NOLAN P. Transferring China, London, Wimbledon Publ. Comp.,2004.
Si tratta di un volume che sintetizza la moderna storia economico-commerciale della Cina, ruotando attorno ai suoi attuali successi. E’ scritto in maniera incisiva, ma efficace.
Le definizioni sono alquanto categoriche, come quella che afferma che nessuna economia pianificata ha avuto tali successi, tanto da essere oggi il maggior recipiente di FDI, considerati come il miglior mezzo per incrementare lo sviluppo.
La Cina occupa il 7% delle terre mondiali, ma la popolazione rurale ammonta al 22% di quella globale, con il rapporto più basso del mondo in relazione alla superficie, ma con discrete possibilità di irrigazione.
La World Bank ha appurato che in Cina i poveri sono diminuiti dai 270 milioni del ’78 - allorché costituivano il 28% della popolazione - al 9,2% del 1985 con 97 milioni. Si stima che a metà anni settanta almeno il 35 % fosse illetterata o semiletterata, mentre oggi aumenta notevolmente il numero degli universitari.
Si valuta che il grande balzo in avanti di Mao nel 1949 abbia procurato trenta milioni di morti per fame, ma già negli anni ottanta, allorché fu inventata la formula dell’economia di mercato socialista, che stava per valorizzare il grande capitale umano, il livello di mortalità era sceso eccezionalmente in basso per un paese povero.
In seguito, è stato stipulato con la WTO il più grande accordo mai effettuato, per fare di tutto il paese un’area di libero scambio, tanto che si potrebbe individuare nel trend economico una cosiddetta global business revolution, che supererebbe pure l’impatto della prima rivoluzione.
La sola produzione petrolifera delle compagnie di Stato pone la Cina al quinto posto nel mondo.
Se dopo gli anni settanta la Cina non si fosse aperta al commercio, all’economia internazionale e agli investimenti, il progresso delle sue imprese non sarebbe neppure comparabile a quello attuale, tuttavia il passo dei giganti mondiali è stato superiore. Infatti il suo passaggio al commercio mondiale è stato diverso dagli altri paesi dell’Estremo Oriente che hanno lasciato maggiore spazio alla liberalizzazione.
I suoi punti di forza sono stati i cosiddetti FMCG (Fast Moving Consumer Goods), quali i quick service restaurants, gli outlets. I punti deboli sono l’eccesso di dipendenti e le numerose filiali delle grandi imprese, la domanda interna che è rivolta verso beni a basso valore aggiunto, prodotti in piccolissime aziende e il rigido controllo delle amministrazioni locali, mentre lo Stato mostra fatica a mantenere la supervisione delle fusioni tra le grandi imprese.
Pervasiva è divenuta la corruzione, in quanto non c’è separazione tra proprietà statale e management, a differenza di quanto avviene in Giappone e in Corea.
Una peculiarità della Cina rispetto al Giappone risiede nelle ideologie di fondo: per il Giappone la crescita è una contropartita del fallimento militare, quindi una questione di vita o di morte; per la Cina si è trattato di uscire allo scoperto nel momento giusto, quello del mercato globale degli anni ottanta e di trovare la tecnologia informatica già predisposta, oltre ad essere facilitata da una corrente di M & A o merger and acquisitions.
Una via alla modernizzazione dovrebbe liberare le grandi imprese di Stato dal controllo burocratico, per usare i moderni strumenti di management degli organismi globali.
Prima della chiusura col passato, le economie di URSS e Cina poggiavano le loro fondamenta su grandi imprese con numerosi impiegati che mantenevano col datore di lavoro un rapporto denominato “dalla culla alla tomba”, rallentando il processo di modernizzazione, cosa che avviene pure in Giappone. Ora si sta cercando una strada per rendere meno gravoso il licenziamento, attraverso percorsi di pre-pensionamento, soprattutto per le donne che vengono messe a riposo all’età di quarant’anni
Il diario. Un progetto per lo sviluppo della riflessività e la conoscenza di sé nel Corso di Laurea in Fisioterapia
La legislazione della bonifica e i Consorzi di Bonifica in Italia
Per bonifica si intende quella attività di progettazione, esecuzione, manutenzione ed esercizio della rete idrografica, dei manufatti, degli impianti idrovori e di sollevamento, avente la finalità di mettere in sicurezza i territori urbanizzati e produttivi - che altrimenti sarebbero soggetti ad inondazioni o a dissesti idrogeologici - e di rendere coltivabili i terreni mediante irrigazione.
L’attività di bonifica riveste quindi due funzioni che si integrano in un delicato equilibrio, da una parte la bonifica si pone a salvaguardia del territorio, dall’altra consente il razionale sviluppo dello stesso sia a fini strettamente agricoli sia a fini produttivi (Lenzi, 2001, p.4)
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