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    VIA DEI FORI IMPERIALI. DOPO OTTANT'ANNI, IL CONCORSO

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    Per Roma, l'archeologia costituisce una risorsa strategica primaria per il funzionamento dell'intero sistema economico, al punto che la riconoscibilità stessa dell'Urbe si basa sostanzialmente sull'icona del Colosseo, il quale condivide con la Basilica di San Pietro e i Musei Vaticani, il primato di visite e di potenziale attrattivo. E' quindi chiaro che sull'archeologia si deve investire e ad essa dedicare molte cure. Tuttavia, a Roma non esiste solo l'archeologia. Esiste una stratificazione epocale che ha nei secoli del classicismo moderno -dal XVI al XVIII secolo - i principali capisaldi di formazione di quel paesaggio architettonico e monumentale che ammiriamo oggi e che ne disegnano il profilo urbano. Esiste poi una tarda modernità che ha disegnato il sistema connettivo della città, anche quella centrale, oltre ad alcuni pregevoli episodi di architettura del secolo scorso. C'è molta storia costruita oltre a quella scavata. E, quella scavata è figlia in gran parte di quella costruita. L'archeologia come la intendiamo oggi, è soprattutto un prodotto della modernità postunitaria

    PETER EISENMAN. AI CONFINI DEL CLASSICO

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    Assegnare all’autore de La Fine del Classico un riconoscimento all’alta formazione classica potrebbe apparire uno stridente paradosso. In realtà non è così e si tornerà sulla questione a più riprese nello scritto. E una cosa va subito anticipata: Peter Eisenman è l’incarnazione, forse la più complessa e articolata, dell’ultimo capitolo del classico, laddove questo continua a esprimere in modo anche estremo, il suo lato sintattico liberato dalla necessità della legittimazione discorsiva e dal rapporto unitario tra forma e contenuto

    PIRANESI PRIX DE ROME. PROGETTI PER LA GRANDE VILLA ADRIANA

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    In occasione del XIX centenario di Villa Adriana, datato 2018, l’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia, assieme all’Istituto di Villa Adriana e Villa d’Este, ha promosso una consultazione internazionale di progettazione all’interno della Buffer Zone UNESCO di Villa Adriana. L’obiettivo della Call è stato quello di misurare le possibilità e i limiti di gestione dei processi di sviluppo nel territorio caratterizzato dalla maggiore protezione offerta dalla perimetrazione della zona cuscinetto, relativa all’iscrizione di Villa Adriana nell’elenco dei siti patrimonio dell’umanità. Un sito che le stratificazioni di lunga durata e l’espansione incontrollata del tessuto edilizio abitativo e produttivo hanno reso oggi particolarmente problematico e fragil

    Vetera sed nova. Attualità dell’archeologia e progetto contemporaneo / The relevance of archaeology and contemporary design

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    L’immagine attuale dell’area dei Fori Imperiali rappresenta la sommatoria di numerosi contesti inediti, risultato dell’azione nel tempo di interessi e sguardi dell’archeologia e del restauro. La scenografia focalizzata sul Colosseo, introdotta dal Muñoz dal 1931, ha mutato la percezione dei monumenti coinvolti, aggiornando le componenti in un insieme straordinario. Il sito propone uno spiccato carattere di invenzione moderna nel quale i dati archeologici vengono esposti al largo pubblico con funzione memoriale, mediante la loro interconnessione percettiva. Il progetto considera l’asse di Via dei Fori Imperiali parte integrante del paesaggio urbano e individua la necessità di rinnovare un dialogo, oggi indebolito da provvisorietà di assetto e parzialità di intervento, tra “città archeologica” e “città moderna”, coinvolgendo gli spazi antichi e i luoghi urbani che risultano connessi alla Via. Il progetto tende a restituire evidenza e leggibilità al tracciato e ad ogni nucleo monumentale lungo il suo percorso eliminando il degrado materiale e immaginativo attuale. Il rilevato stradale, riservato ai pedoni e al trasporto collettivo elettrico, è ridimensionato tramite la modulazione dei margini delle giaciture dei singoli Fori. Nella variabilità dell’estensione dei suoi bordi e negli spessori altimetrici trovano sistemazione terrazze panoramiche, spazi di ristoro e servizio. Procedendo da Piazza Venezia verso il Colosseo, sono individuati cinque nuclei monumentali per i quali vengono studiati interventi specifici: la copertura e musealizzazione degli scavi degli Auditoria di Adriano; la formazione di nuovi spazi espositivi sui resti del Monastero di Sant’Urbano nel Foro di Traiano; la realizzazione di una grande “teca protettiva” per le pavimentazioni rinvenute nel Templum Pacis; il recupero a fini museali del Palazzo Silvestri Rivaldi e il suo collegamento con la Basilica di Massenzio che, separati con il taglio della Collina Velia, possono costituire un nuovo sistema di visita tramite il padiglione del Templum Pacis; la sistemazione del contesto del Colosseo con la formazione di un edificio per servizi e spazi a supporto, ricavato lungo il margine meridionale della piazza, e l’apertura di un percorso ipogeo di connessione con i resti del Ludus Magnus su cui realizzare una nuova architettura per nuovi servizi ai visitatori, sospesa su pilotis a completamento del vuoto urbano esistente. Le peculiarità dell’area di Via dei Fori Imperiali suggeriscono infatti l’opportunità di non procedere alla concentrazione dei reperti in un unico grande Antiquarium, ma di articolare la loro esposizione realizzando nuovi spazi e percorsi di visita dedicati. Il progetto propone di riportare ai Fori Imperiali i materiali ad oggi custoditi presso i Mercati Traianei, il polo della Centrale Montemartini e i depositi dei Musei di Roma in modo che possano rendere agevole la costruzione di narrazioni compiute, ubicando le sequenze di spazi e percorsi espositivi in prossimità dei luoghi di rinvenimento dei reperti attrezzandoli con depositi in situ. Questo permette di rendere possibile esperienze diversificate dei luoghi e della loro storia in relazione agli interessi dei visitatori, consentendo di cogliere, nella diretta relazione tra reperto e sito, il valore di frammenti altrimenti decontestualizzati

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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