127 research outputs found

    Tendente infinito : Lucio Saffaro, Orlando Strati, Monica Mazzone

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    Catalogo critico della mostra collettiva degli artisti Lucio Saffaro, Orlando Strati e Monica Mazzone a cura di Tatiana Basso tenutasi tra novembre 2023 e gennaio 2024 presso la galleria Studio la Linea Verticale di Bologna, spazio espositivo e di ricerca sensibile alle forme dell’arte contemporanea versate all’esercizio e all’indagine dello spirito. La loro opera, improntata alla geometria quale metodo d’indagine filosofica ed esistenziale, è animata da una tensione, espressa per analogia da una funzione matematica che diverge all’infinito: «[...] perché soltanto all’infinito si realizzerà il poliedro stellato nella sua compiutezza» (Lucio Saffaro). A partire dalla riflessione di Ernst Cassirer il quale ha identificato, sullo sfondo della matematizzazione del mondo moderno, il concretarsi della sostituzione gnoseologica della 'sostanza' con la 'funzione', il catalogo si sofferma attraverso i contributi della curatrice sul concetto di infinito assunto a funzione (matematica) della ricerca dei tre artisti, a ognuno dei quali è dedicato un testo critico. Gisella Vismara, tra le più autorevoli esperte di Lucio Saffaro, nel proprio contributo delinea un ritratto dell'artista attorno all'opera "Ritratto di Guido Reni", olio del 1979, proveniente da un'importante collezione privata bolognese e prestato per l'occasione. Carlotta Minarelli, Presidente dell'Associazione Controcorrente, analizza in relazione al medesimo dipinto l'anelito inestinguibile dell'artista a indagare sul senso originario del pensiero fino a trovare la sostanza prima dell'esistenza. Bruno D'Amore, critico d'arte e Professore Ordinario di Matematica, vicino in vita a Lucio Saffaro, dedica il proprio intervento alla storica intersezione tra Arte e Matematica. Il catalogo presenta una nutrita selezione di opere e si conclude con le biografie estese degli artisti

    Cantiere paesaggio. Materiali per la costituzione degli Osservatori locali

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    Nato dalla lunga collaborazione fra gli autori, il volume riflette sostanzialmente su due temi: il ruolo delle fonti visive storiche, in particolare della fotografia, per la ricostruzione a varie scale, da quella nazionale a quella locale, dei quadri paesaggistici, ambientali e territoriali del Paese; la ricerca degli strumenti partecipativi più idonei a rispondere alle domande culturali e politiche provenienti da contesti specifici (come quello del Levante ligure e quello apuano) rispetto alla gestione delle trasformazioni ambientali, all’identificazione del patrimonio rurale e alla riattivazione delle pratiche e dei saperi ai quali è dovuta la residua qualità dei paesaggi italiani. Su quest’ultimo punto riflettono molti dei saggi contenuti nel volume che individuano negli Osservatori locali del paesaggio gli strumenti più interessanti in risposta agli obiettivi di salvaguardia, gestione e partecipazione espressi dalla Convenzione europea del paesaggio del 2000. Proprio la fotografia, in particolare quella conservata nei numerosi archivi meritevoli di valorizzazione, come quello dell’associazione Italia Nostra e quello della Società Geografica Italiana, può costituire una fondamentale chiave di accesso, individuale e collettiva, alle ragioni della ricostruzione storica (e non solo estetica) di come è nato e come si presenta oggi un determinato paesaggio cioè, per dirla con Lucio Gambi, del quadro in cui «si coagulano ed unificano gli elementi dell’edificazione territoriale»
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