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Il dolore e la medicina. Alla ricerca di senso e di cure
Raccolta di saggi sul problema del dolore e del suo significato per la medicina visto da diverse prospettive: medica, filosofica e religiosa. Si insiste in particolare sulla necessità di una medicina che sappia considerare tutta la persona umana, anche nello stesso processo di diagnosi e cura delle malatie, tenendo nella dovuta considerazione l'influenza dei fattori psicologici e spirituali sulla genesi e il decorso delle malattie e sulla loro guarigione
Il dolore e la medicina. Alla ricerca di senso e di cure
La realtà del dolore e della sofferenza pone domande di varia natura alla medicina e le risposte della scienza, pur importanti, si integrano con altre riflessioni: il dolore, umanamente vissuto come contraddizione, appare ultimamente come un grande enigma, inscindibilmente legato al mistero dell’uomo e dell’esistenza stessa dell’universo. Questo libro raccoglie contributi di medici, filosofi e scienziati, di cui l’aspetto unificante è l’esigenza di un approccio capace di integrare tra loro le diverse dimensioni dell’atto clinico e dell’arte terapeutica, anziché contrapporle come è a lungo accaduto negli ultimi secoli e come spesso accade ancora. L’operatore sanitario è in prima linea nel “prendersi cura” della persona malata, cercando anche di eliminare o alleviare, con tutti i mezzi possibili, il dolore e la sofferenza. Ma per far questo nel modo migliore, oltre agli strumenti tecnici deve possedere quella sapienza che coglie il senso del sintomo e della malattia per l’intera persona, la quale con la richiesta di “salute” pone anche, più o meno consapevolmente, una domanda di “salvezza”. La prefazione del card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, sottolinea come il volume sa individuare queste importanti sfide per la medicina del XXI secolo
Correlazione epidemiologica tra isolamenti di Salmonella enteritidis in campo avicolo e tossinfezioni alimentari segnalate in Campania
poster n. 15
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Il modello dei basofili nello studio delle alte diluizioni dinamizzate:nuove evidenze di laboratorio
Il dibattito scientifico sul fenomeno della permanenza di un’attività farmacologica in soluzioni altamente diluite e dinamizzate non sembra essersi concluso con la nota vicenda apparsa sulla rivista Nature nel 1988 (la storia della cosiddetta “memoria dell’acqua”):da allora sono stati sviluppati numerosi modelli di laboratorio per verificare se diluizioni di un composto bio-attivo spinte oltre il numero diAvogadro siano in grado di suscitare un’attività biologica misurabile. Il più solido di questi modelli è rappresentato dall’inibizione del mediatore vasoattivo istamina sui basofili umani. In questo modello diluizioni centesimali succusse di istamina in acqua tali da abbassare la concentrazione - anche fino a valori teorici inferiori a 10-23 mol/L - sono in grado di inibire significativamente l’attivazione dei basofili in vitro. L’azione inibitoria è specifica poiché viene bloccata da H2-antagonisti come la cimetidina e non si verifica con analoghi inattivi dell’istamina.
Tuttavia, numerosi problemi di riproducibilità e di standardizzazione non hanno consentito di dare la giusta risonanza al fenomeno osservato dai diversi gruppi di ricerca. I protocolli usati dai diversi gruppi non sempre sono stati confrontabili, gli studi multicentrici hanno presentato diverse variabili critiche e l’attività delle alte diluizioni ha manifestato anche dati apparentemente discordanti. I problemi principali hanno riguardato, oltre che la metodologia di identificazione dei
basofili e il livello qualitativo dei reagenti, anche l’inclusione
di replicati di controllo con solo solvente, la
standardizzazione dei metodi di dinamizzazione e la
scelta dei più adeguati parametri di valutazione. Il nonostro
gruppo di ricerca è riuscito a dimostrare che l’istamina 12C, 14C, 15C e 16C inibisce significativamente l’attivazione cellulare mentre diluizioni assolutamente simili ma fatte da sola acqua dinamizzata non hanno riportato alcun effetto.Questi risultati consolidano fortemente le prove che il solvente (acqua e gas o ioni in essa disciolti) conserva l’informazione molecolare di un principio attivo da cui sono state eseguite diluizioni seriali fino a superare il cosiddetto numero diAvogadro e spingono a continuare gli studi biofisici e biologici sull’acqua liquida e sul suo ruolo nella funzione cellulare
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