1,721,072 research outputs found
Analysis or paralysis? Analytical and intuitive organizational information processing in the mobile technology context
The debate over intuitive versus analytical information-processing styles began almost 40 years ago and has led to divergent theoretical stances and empirical results. Most contributions claim that intensive data collection and analysis is too slow and unreliable in highly turbulent and dynamic environments and that intuitive information processing is faster and more effective. Today, the environmental context has changed completely. By employing mobile technologies, people can search for and retrieve information in real time, producing a massive amount of location and time-sensitive data. Through mobile technologies, organizations can now interact with their customers in real time and collect and analyze the data produced by these interactions. This study investigates the previously mentioned debate in actual mobile technological contexts. The results show that intuition is still extremely relevant, but in highly dynamic environment also analytical information processing has positive impact over organizational responsiveness and performance
Cultural and digital collaboration infrastructures as sustainability enhancing factors: A configurational approach
This paper aims to shed light on collaborative networks’ role in boosting sustainability at the country level, both in terms of digital infrastructures and cultural factors supporting collaboration. Using three different country-level databases, it investigates how different combinations of cultural factors supporting collaboration and digital infrastructure lead to sustainability performance. Longitudinal data on 16 European countries are analyzed employing fuzzy-set qualitative comparative analysis (fs-QCA). The findings suggest that in the presence of high levels of digital and cultural factors that enable collaborative networks, countries also are characterized by high sustainability performance. Furthermore, even in the absence of high levels of cultural factors supporting collaboration, digital infrastructures are sufficient for enhancing sustainability performance
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Highway to hell: Cultural propensity and digital infrastructure gap as recipe to entrepreneurial death
This paper aims to shed light on the actual rate of new venture death in the context of a high level of digital entrepreneurship. Using three different country-level databases, it investigates how different combinations of socio-cultural propensity towards entrepreneurship, exposure to digital media, and digital infrastructure lead to entrepreneurial death. Longitudinal data on 23 European countries are analyzed employing fuzzy-set qualitative comparative analysis (fs-QCA). The findings suggest that, in a context characterized by the presence of high levels of socio-cultural propensity toward entrepreneurship and exposure to digital media and in the absence of high levels of technological and human digital infrastructure, the associated outcome will be a high level of entrepreneurial death for new ventures
I Social Media per l’innovazione nei processi organizzativi
Negli ultimi 10 anni l’interesse manageriale verso le piattaforme Social Media (SM) è cresciuto esponenzialmente, ma in molti casi all’interesse iniziale è seguita una certa disillusione rispetto all’utilità dei SM. Recentemente la ricerca accademica ha ipotizzato che i ??? SM possano avere un ruolo importante nel supportare i processi di innovazione. Anche in questo caso le evidenze empiriche sono state contrastanti mostrando una relazione negativa tra il livello di utilizzo dei SM, per ottenere informazioni utili allo sviluppo di soluzioni tecnologiche, e il livello di innovazione dell’organizzazione. Questo studio va a investigare la relazione tra i processi di SM Analytics e la capacità organizzativa di percepire e rispondere al cambiamento tecnologico, adottando un modello di ricerca più esteso che consideri anche le variabili individuali e organizzative a supporto di questi processi. Le informazioni raccolte dai SM possono infatti supportare la reattività organizzativa al cambiamento, a condizione di: implementare i processi analitici necessari a raccogliere, ltrare, e analizzare le informazioni rilevanti; sviluppare le capacità individuali e le competenze organizzative necessarie a supportarli
I Social Media per l’innovazione nei processi organizzativi
Negli ultimi 10 anni l’interesse manageriale verso le piattaforme Social Media (SM) è cresciuto esponenzialmente, ma in molti casi all’interesse iniziale è seguita una certa disillusione rispetto all’utilità dei SM. Recentemente la ricerca accademica ha ipotizzato che i SM possano avere un ruolo importante nel supportare i processi di innovazione. Anche in questo caso le evidenze empiriche sono state contrastanti mostrando una relazione negativa tra il livello di utilizzo dei SM, per ottenere informazioni utili allo sviluppo di soluzioni tecnologiche, e il livello di innovazione dell’organizzazione. Questo studio va a investigare la relazione tra i processi di SM Analytics e la capacità organizzativa di percepire e rispondere al cambiamento tecnologico, adottando un modello di ricerca più esteso che consideri anche le variabili individuali e organizzative a supporto di questi processi. Le informazioni raccolte dai SM possono infatti supportare la reattività organizzativa al cambiamento, a condizione di: implementare i processi analitici necessari a raccogliere, filtrare, e analizzare le informazioni rilevanti; sviluppare le capacità individuali e le competenze organizzative necessarie a supportarli
I Social Media per l’innovazione nei processi organizzativi
Negli ultimi 10 anni l’interesse manageriale verso le piattaforme Social Media (SM) è cresciuto esponenzialmente, ma in molti casi all’interesse iniziale è seguita una certa disillusione rispetto all’utilità dei SM. Recentemente la ricerca accademica ha ipotizzato che i ??? SM possano avere un ruolo importante nel supportare i processi di innovazione. Anche in questo caso le evidenze empiriche sono state contrastanti mostrando una relazione negativa tra il livello di utilizzo dei SM, per ottenere informazioni utili allo sviluppo di soluzioni tecnologiche, e il livello di innovazione dell’organizzazione. Questo studio va a investigare la relazione tra i processi di SM Analytics e la capacità organizzativa di percepire e rispondere al cambiamento tecnologico, adottando un modello di ricerca più esteso che consideri anche le variabili individuali e organizzative a supporto di questi processi. Le informazioni raccolte dai SM possono infatti supportare la reattività organizzativa al cambiamento, a condizione di: implementare i processi analitici necessari a raccogliere, ltrare, e analizzare le informazioni rilevanti; sviluppare le capacità individuali e le competenze organizzative necessarie a supportarli
I processi organizzativi di digital analytics nelle imprese italiane. Fattori abilitanti e impatto sulle performance
In un’epoca caratterizzata da una crescita esponenziale della produzione di dati digitali, che vanno a costituire il cosiddetto “Universo Digitale”, la ricerca accademica e gli studi manageriali non hanno ancora pienamente verificato se questi dati possano essere trasformati in informazioni di valore per i processi decisionali e portare benefici in termini di performance organizzative. La risposta a questa domanda non è immediata, infatti la sovra-abbondanza di dati può portare anche ad una paralisi decisionale, causata dall’eccessivo lavoro analitico necessario a trasformare i dati in informazioni utilizzabili nel processo decisionale; questo è particolarmente evidente quando l’analisi dei dati non è supportata da processi e competenze adeguate all’attuale scenario. Questo studio ha l’obiettivo di chiarire se e come l’utilizzo dei dati digitali all’interno dei processi decisionali possa portare un effettivo vantaggio competitivo alle aziende che strutturano i loro processi e sviluppano le competenze per diventare leader nella trasformazione dei dati digitali in informazioni di valore per le scelte operative e strategiche. Per investigare quest’aspetto si è sviluppato un modello teorico che è stato testato empiricamente attraverso una ricerca basata su questionari inviati ad un campione rappresentativo di aziende italiane. Il testo presenta quindi i risultati della ricerca e le implicazioni manageriali relative allo sviluppo dei processi di digital analytics all’interno delle organizzazioni
Food sustainability as a strategic value driver in the hotel industry
This paper aims at exploring the impact of green food on consumers' purchase attitudes toward a hotel stay and on consumers' behavioral intentions (i.e., intention to visit the hotel, intention to offer positive recommendations to others and willingness to pay a premium price), focusing on an Italian perspective where the food is a worldwide famous cultural element. This research employed a survey sent out by email to a database of contacts provided by an Italian company that operates in tourism. Data collection was completed in four weeks and the initial dataset counted 3586 of target respondents. A total of 302 surveys were completed and the data were analyzed through structural equation modeling (SEM). Firstly, an exploratory factor analysis (EFA) was performed, followed by a confirmatory factor analysis (CFA) that leads to the estimation of the structural model. The results show that personal beliefs toward green food are positively associated with respondents' purchase attitudes toward green food. Moreover, stronger purchase attitudes toward green food lead to more favorable purchase attitudes toward hotels that offer green food, further substantiating the investigation about whether or not consumers' attitudes employ similar concerns on sustainability for their daily purchases as well as for vacation products and services. In turn, the latter purchase attitudes are positively associated with individual behavioral intentions toward hotels that offer green food
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