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ASUP ANNUARIO DI STORIA DELL'URBANISTICA E DEL PAESAGGIO
Collana ideata e diretta da Ferruccio Canali, Università di Firenze, Dipartimento di Architettura (DIDA). Dotata di un Comitato Scientifico costituito da 8 membri appartenenti ad Università italiane e 8 membri afferenti ad Università internazionali. Contributi soggetti a blind peer review da parte di due Lettori: uno appartenente al Comitato Scientifico e uno esterno, selezionato in qualità di Esperto
Regole e progetti per il paesaggio. Verso il nuovo piano paesaggistico della Toscana, a cura di Daniela Poli, Firenze University Press 2012
Il contributo è la recensione alla pubblicazione a cura di Daniela Poli "Regole e progetti per il paesaggio. Verso il nuovo piano paesaggistico della Toscana", edita nel 201
Agricoltura paesaggistica. Visioni, metodi esperienze, a cura di Daniela Poli, Firenze University Press 2013
Recensione del volume "Agricoltura paesaggistica. Visioni, metodi esperienze", a cura di Daniela Poli, edito da Firenze University Press nel 201
Cesena-Ravenna e ritorno. Gilberto Orioli e la pianificazione dei centri storici
Il saggio ripercorre le esperienze di pianificazione e di progettazione urbanistica nei centri storici compiute dall'architetto Gilberto Orioli fra gli anni Sessanta del Novecento e l'inizio del nuovo secolo, con particolare riferimento alle due città di Cesena e Ravenna, nelle quali il suo lavoro si è sviluppato con maggiore continuità. In particolare approfondisce le vicende legate alla formazione del Piano del Centro Storico di Cesena (1972-1977), del quale Orioli è stato consulente generale con Romeo Ballardini, Carlo Monti, Giuseppe Campos Venuti, e del Piano di Recupero del quartiere Valdoca, nel quale Orioli ha avuto l'occasione di mettere in pratica i principi progettuali e le categorie di recupero introdotte dal Piano
La riqualificazione dei quartieri di edilizia sociale come campo di sperimentazione per il progetto urbano
Il saggio presenta i risultati di una ricerca Prin 2009 dedicata al tema della rigenerazione dei quartieri di edilizia sociale, evidenziando, anche attraverso esemplificazioni significative riferite al panorama internazionale, alcune strategie ricorrenti - sia alla scala architettonica che urbana - nei progetti di recupero e modificazione del patrimonio dell'housing sociale
Gilberto Orioli. Dall'urbanistica al disegno di dettaglio
Il volume è stato pubblicato a seguito dell'ordinamento dell'archivio professionale dell'architetto cesenate Gilberto Orioli (1936-2011), eseguito fra il 2010 e il 2011, e della successiva dichiarazione di interesse storico sancita dal decreto del Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna n. 38 del 2.10.2013. Il volume contiene il regesto completo delle opere dell'architetto cesenate (oltre 180 progetti, realizzati fra la fine degli anni Cinquanta del Novecento e il 2008), una serie di schede che illustrano i più significativi progetti realizzati, e alcuni saggi critici che li collocano nel contesto storico e culturale in cui sono stati realizzati. La maggior parte dei progetti di Gilberto Orioli riguardano la città di Cesena e il territorio della Romagna: per questa ragione, oltre a documentare l'opera dell'architetto, il volume costituisce anche un contributo alla storia del territorio e delle città romagnole, e di Cesena in particolare
Democrazia in pratica? Una traiettoria verso la collaborazione a Bologna
Citizen and community-led initiatives have grown to tackle unmet social needs with alternative means than mainstream urban policies and planning. Over the years, the European city has become a field in which these civic, collective, social practices have consolidated, enabled by the fertile knowledge density of the urban environment. Several cities attempted to move from the management of the practices to one of political recognition. The city of Bologna is one of these, relying on its traditional attitude of working to fill the gap between the level of institutions and the one of civic instances, achieved with different degrees of success. Its administrative and urban planning process has led to recognize the city as a model in providing a fertile ground for the flourishing of innovative civic practices, some of which have been institutionalized over time, while others remain outside the political schemes.
Delving into the narrative that has put forward Bologna as a model of good government, this contribution reflects on the trajectory that has shaped the city’s present capacity to enable spaces for dialogue, civic action, and co-planning with the constellation of urban practices in an analytical-evolutionary perspective that allows to trace its contextual and political configuration. The goal is to deconstruct and update Bologna’s narrative as a model, with a critical perspective on its development facing future urban challenges.Le iniziative promosse da cittadini e comunità emergono sempre più di frequente per affrontare bisogni sociali insoddisfatti con mezzi alternativi rispetto alle politiche e alla pianificazione urbana tradizionale. Nel corso degli anni, la città europea è diventata un campo in cui queste pratiche civiche, collettive e sociali si sono consolidate, grazie alla fertile densità di conoscenza dell'ambiente urbano. Diverse città hanno tentato di passare dalla gestione delle pratiche a un loro riconoscimento politico. La città di Bologna ha lavorato in questa direzione, contando sulla sua tradizionale attitudine a lavorare per colmare il divario tra il livello delle istituzioni e quello delle istanze civiche, con diversi gradi di successo. Il suo percorso amministrativo e urbanistico ha portato a riconoscere la città come modello nel fornire un terreno fertile per il consolidamento di pratiche civiche innovative, alcune delle quali sono state istituzionalizzate nel tempo, mentre altre proseguono la loro azione ancora ai margini delle politiche.
Approfondendo la narrazione che propone Bologna come modello di buon governo, questo contributo riflette sulla traiettoria che ha plasmato l'attuale capacità della città di attivare spazi di dialogo, azione civica e co-progettazione con la costellazione di pratiche urbane, in una prospettiva analitico-evolutiva che permette di tracciare la sua configurazione contestuale e politica. L'obiettivo è quello di decostruire e aggiornare la narrazione di Bologna come modello, con una prospettiva critica sul suo sviluppo di fronte alle future sfide urbane
A Study on the Allocation of Industries at Coastal Zone in Northestearn Italy
Northeastern Italy, called the "third Italy" for new innovative industries is attracting the most attention now, while developed countries have problems of the hollowing-out of the economy and industry. So this research aims to examine land use value of the North Italy for environments of new innovative industries in 21th Century. The latter half of the research considers about land use in Ravenna city, Venice city and Chiba city, from the view point of developing innovative industries and landscape. This research concluded that allocation of the industrial clusters scatteringly is needed for landscape. And new innovative industries seem to be possible because of the good connections with the urban dimension. The possible regeneration depends on the surroundings: Emilia-Romagna and Ravenna are isolated, Veneto and Venice are integrated
Il monumento ai caduti e il parco della Rimembranza alla Rocca di Cesena
Il saggio ricostruisce la vicenda del progetto e della realizzazione del parco della Rimembranza alla Rocca di Cesena, mettendo in relazione questo evento sia con la politica intrapresa dal fascismo per diffondere in tutta Italia luoghi deputati alla celebrazione e al ricordo dei caduti della prima guerra mondiale, sia con le vicende di Cesena e in particolare del comparto Rocca-Borgo Chiesanuova, una delle aree maggiormente soggette a trasformazioni fra Otto e Novecento
Le forme dello spazio abitabile. Trasformazioni dell'housing sociale a Cesena, Forlì, Bologna
Il volume offre un contributo alla riflessione che attraversa oggi l’urbanistica e l’architettura in tema di rigenerazione urbana e riqualificazione del costruito, in particolare dell’edilizia residenziale pubblica, concentrando l'attenzione sul "remodelage", una modalità di intervento sui quartieri di edilizia sociale che è assai praticata in molti paesi europei, e particolarmente in Francia dove il termine è stato coniato dall’architetto Roland Castro. Questa modalità di approccio è sperimentata attraverso due progetti pilota su due quartieri rappresentativi della produzione di edilizia pubblica in Emilia-Romagna: il Pilastro di Bologna, un insediamento complesso e in un certo senso “unico” per dimensione, morfologia insediativa e forme architettoniche, frutto di un insieme di progetti che attraversano tutte le stagioni della casa pubblica post-bellica; il Peep Case Finali a Cesena, che rappresenta invece uno dei tanti “generici” comparti di edilizia economica e popolare realizzati mediante un progetto urbano unitario nelle città medie della regione.
Il riferimento alle esperienze di trasformazione dei quartieri di edilizia sociale praticate in Francia e in altri contesti europei è documentato attraverso l’approfondimento di una serie di casi di studio, mentre le esperienze di alcune città dell'Emilia-Romagna sono presentate grazie ad una serie di contributi che approfondiscono l'evoluzione della diffusione dell'edilizia pubblica nei diversi contesti urbani, la storia dei quartieri e le opportunità contemporanee della loro trasformazione
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