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Memorie sotterranee. Storia e racconti della Borsa di Arlecchino e del Beat 72
Il primo volume della collana “Il teatrodella memoria” è dedicato a due esperienze preziose per la memoria del teatro di ricerca italiano: la Borsa di Arlecchino di Genova e il Beat 72 di Roma, teatri sotterranei nel senso reale dell’aggettivo e luoghi di una memoria del sotterraneo per indicare, in un senso metaforico, pratiche artistiche lontane dai percorsi più consueti e ufficiali. Nel volume storia e memoria partecipanoa un comune racconto, in cui la stratificazione dei vissuti e la polifonia delle voci si intrecciano con la molteplicità dei dati e danno conto della complessità del processo con cui la narrazione storica è elaborata: alla narrazione cronologica e dettagliata della storia delle due sale si accompagnano le voci dei testimoni con i loro racconti in soggettiva, le cronache pubblicatesui quotidiani del tempo e ancora fotografie di scena o dei fuori scena, locandine, approfondimenti critici su singoli episodi, figure, spettacoli. Il volumeè pensato nell’ottica di una fruizione plurisensoriale: oltre alle pagine da leggere e sfogliare, voci, fotografie e immagini si possono ascoltare e vedere sul web. Come un’ouverture, al principio del volume, i dialoghi con due fra gli studiosi più attenti al rapporto fra fonti orali e teatro, Alessandro Portelli e Laura Mariani, aprono le porte ai sotterranei della memoria teatrale
Memorie sotterranee. Storia e racconti della Borsa di Arlecchino e del Beat 72
Il primo volume della collana “Il teatrodella memoria” è dedicato a due esperienze preziose per la memoria del teatro di ricerca italiano: la Borsa di Arlecchino di Genova e il Beat 72 di Roma, teatri sotterranei nel senso reale dell’aggettivo e luoghi di una memoria del sotterraneo per indicare, in un senso metaforico, pratiche artistiche lontane dai percorsi più consueti e ufficiali. Nel volume storia e memoria partecipano a un comune racconto, in cui la stratificazione dei vissuti e la polifonia delle voci si intrecciano con la molteplicità dei dati e danno conto della complessità del processo con cui la narrazione storica è elaborata: alla narrazione cronologica e dettagliata della storia delle due sale si accompagnano le voci dei testimoni con i loro racconti in soggettiva, le cronache pubblicatesui quotidiani del tempo e ancora fotografie di scena o dei fuori scena, locandine, approfondimenti critici su singoli episodi, figure, spettacoli
Voix d’Italie: le projet d’histoire orale "Ormete"
This article presents the lines of force of the ORMETE project, a research project willing to contribute to the elaboration of a new oral memory of the theatre, focusing on the interviews of the witnesses and the methodologies of oral history. The ORMETE project originates in a long process of institutionalization of sound memory within Italian theatre, in collaboration with the Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi. The second part of the article concentrates on the archiving and diffusion policy of ORMETE’s oral sources and on the hypotheses concerning the oral sources’ international sharing and using. At last it presents the work in progress on the site of the Patrimonio orale databank. From the outset, creating and collecting the sources of ORMETE have developed simultaneously with the research of criteria for cataloging and putting documents online, as well as the conception of a tool for the efficient consultation of oral sources
Dare credito al cinema. La Sezione autonoma della Banca Nazionale del lavoro (1935-1942)
Analisi dei finanziamenti concessi dalla Banca Nazionale del Lavoro al settore cinematografico italiano dal 1935 al 194
Appunti sull’immaginario dei nervi e il corpo scenico ottocentesco
The essay explores the imaginary of the body as a nervous/neurotic one by questioning nineteenth-century psychological, medical, and paramedical culture. The author shall take into account theoretical writings by Mesmer, Charcot, and other Italian psychologists living in the late Nineteenth Century and shall dwell on the relationship between such an imaginary and the ways theatrical critics described young Eleonora Duse’s body on the stage
Stravedere la scena : Carlo Quartucci il viaggio nei primi venti anni 1959-1969
Il volume segue il percorso di Carlo Quartucci nei primi venti anni della sua attività teatrale, fra il 1959 e i primi anni ottanta: dall’esperienza nel teatro universitario di Roma, al Festival beckettiano di Prima Porta, alle collaborazioni con la Rai di Torino; dall’incontro con Jannis Kounellis, ai viaggi di un Camion bianco nelle periferie di mezza Italia, all’avvio della collaborazione con Carla Tatò. Attraverso l’indagine della ricerca “irrequieta” di Quartucci, si incontreranno i grandi temi che investono la scena teatrale di quegli anni: l’arrivo di Beckett sulle scene italiane, il rapporto fra teatro di ricerca e istituzioni, la ridefinizione del concetto di attorialità e di regia, il montaggio come metodo compositivo di una nuova scrittura scenica, il rapporto con le tradizioni popolari, la deflagrazione del teatro verso altri linguaggi (Radio e TV innanzitutto), il decentramento teatrale. L’ampio riferimento alle fonti orali raccolte dall’autrice guiderà, inoltre, il lettore nella scoperta dei racconti dei protagonisti di quella stagione teatrale (compagni di strada, spettatori, critici).The volume follows the path of Carlo Quartucci in the first twenty years of his theatrical activity, between 1959 and the early eighties: from his experience in the university theater of Rome, to the Beckett Festival of Prima Porta, to collaborations with Rai in Turin; from the meeting with Jannis Kounellis, to the journeys of a white truck in the suburbs of half of Italy, to the start of the collaboration with Carla Tatò. Through the investigation of Quartucci's "restless" research, we will meet the great themes that hit the theatrical scene of those years: the arrival of Beckett on Italian scenes, the relationship between research theater and institutions, the redefinition of the concept of actoriality and direction, the assembly as a compositional method of a new scenic writing, the relationship with popular traditions, the explosion of theater towards other languages (Radio and TV above all), the theatrical decentralization. The broad reference to the oral sources collected by the author will also guide the reader in discovering the stories of the protagonists of that theater season (fellow travelers, spectators, critics)
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