1,015 research outputs found

    Vita relazionale ed emozioni nelle coppie in fase di pensionamento e/o nido vuoto

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    The present research, which is developed within the context of partnership functionality studies, has investigated the relational style, emotions and well being in the empty nest and/or retired married couples. The sample was composed by 68 couple living in the North of Italy. A semistructured interview, a genogram, a three self-report instruments - the Dyadic Relational Test (Cusinato, 1997) based on the Selfhood Model of L'Abate (1995), the Partner Quality Test (Cusinato, Segatto & Fabrizio, 1996), assessing marital satisfaction, and the Family Differential-Emotional Scale (Cusinato, Maino, Aceti, 1998) - were administrated to the couples. No negative effects are detected in the perception of the partner and in the functioning of partner's relationship, although husband seemed to feel more positive emotion. Having grandchildren, illness and good social relations are underline as positive factor

    “Penso che la motivazione dei miei genitori fosse economica e di prospettive di futuro. Non penso esi- stano altre motivazioni!” Modelli di migrazione e di integrazione delle famiglie di origine

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    L’esperienza migratoria muove da differenti motivazioni economiche, climatiche, forzate o familiari (Cesareo 2022; Ambrosini 2011; 2020; Kofman 2004), cui di recente si è aggiunta la curiositas (ISMU, 2022). Il presente capitolo presenta i risultati di una ricerca qualitativa che, attraverso lo strumento dell’intervista, ha raccolto le narrazioni dei percorsi di integrazione di giovani che hanno attraversato in modo virtuoso il sistema scolastico italiano: si tratta di 52 studenti universitari con background migratorio. L’analisi delle interviste ha permesso di delineare un panorama caratterizzato prevalentemente da migranti di tipo economico, che hanno realizzato il percorso migratorio con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni lavorative e di vita nonché di concedere una migliore prospettiva futura ai loro figli. Solo in parte viene sottolineato lo spirito di avventura e curiosità nonché il bisogno di libertà che ha caratterizzato la spinta motivazionale di alcuni. Emergono quattro tipologie di integrazione sulla base delle relazioni sociali e amicali prevalenti: le due tipologie più rappresentate appaiono polarizzate in un caso abbiamo infatti coloro che mantengono prevalentemente reti e legami con la comunità di origine nell’altro coloro che intessono prevalentemente legami con gli autoctoni; più marginali appaiono le restanti due tipologie composte da coloro che hanno creato legami misti e da coloro che non hanno costruito relazioni al di fuori della rete familiare. Non emerge dunque un modello di integrazione specifico o prevalente tra gli studenti universitari con background migratorio mentre la maggior parte degli intervistati presenta un buon capitale sociale e relazionale con positive esperienze di inclusione e la possibilità di mantenere un radicamento nelle proprie origini e valori

    “Voglio che arriviate dove non sono arrivata io”. Il ruolo della famiglia nell’impegno e nella riuscita scolastica dei figli

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    La letteratura nazionale e internazionale evidenzia come le famiglie con background migratorio abbiano un importante ruolo di sostegno per il percorso scolastico dei figli (Bertozzi e Lagomarsino, 2019; Ravecca, 2014; Kao e Tienda, 1995). Nonostante si tratti di nuclei che sperimentano disparità di accesso all’istruzione e difficoltà di carattere socioeconomico, lo studio e il successo scolastico rappresenta per queste famiglie la principale modalità con cui esprimere le proprie aspirazioni e aspettative di mobilità sociale per i figli (Santagati, 2009). Indipendentemente dalla nazionalità, questi genitori si dimostrano disposti a fare grandi sacrifici per fornire ai figli il supporto necessario sia in termini psicologici ed emotivi, sia mobilitando tutte le risorse economiche disponibili (Schnell et al., 2015). Il capitolo, attraverso l’analisi delle interviste realizzate con 52 ragazzi e ragazze con background migratorio, nati all’estero o in Italia, e iscritti ad un corso universitario o appena laureati, indaga la percezione degli intervistati rispetto al ruolo delle famiglie nel loro percorso scolastico e di integrazione. Si rileva come vi sia prevalentemente tra gli intervistati una forte consapevolezza dell’importanza attribuita dalle loro famiglie allo studio e all’istruzione quale veicolo di riscatto e opportunità di miglioramento della condizione lavorativa ed economica; segue un gruppo di intervistati che enfatizza maggiormente la dimensione di crescita personale e culturale a prescindere dalla futura collocazione nel mondo del lavoro. Infine, una residuale parte degli intervistati si divide tra coloro che hanno intrapreso il percorso di studi universitari seguendo una tradizione familiare in continuità con la generazione dei genitori, talvolta anche in assenza di una profonda motivazione personale o di una propria progettualità futura e coloro che, invece, hanno portato avanti il proprio percorso di studi nonostante l’indifferenza o scarsa motivazione da parte dei loro familiari, mostrando una determinazione capace di oltrepassare sia l’atteggiamento reticente dei genitori sia le barriere presenti nel nostro sistema sociale e scolastico

    La protezione e tutela dei minori: una ricerca sulle pratiche di comunicazione tra scuola e servizi sociali nel territorio veneto

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    Il capitolo presenta una ricerca quantitativa condotta nella provincia di Treviso avente come oggetto la comunicazione tra scuola e servizi di tutela in relazione alle situazioni di rischio di pregiudizio o pregiudizio degli alunni. Attraverso la somministrazione di un questionario, costruito ad hoc, a 342 insegnanti di diversi ordini e grado sono stati indagati l’atteggiamento e la conoscenza rispetto al tema della segnalazione, della tutela del minore e del maltrattamento dell’infanzia, ed il rapporto con il Servizio Tutela Minori. I risultati evidenziano il ruolo strategico svolto dagli insegnanti a tutela dei bambini e dei ragazzi, reso però fragile dalla assenza di conoscenza dei servizi e delle prassi nonché di consolidate prassi di comunicazione tra Scuola e Servizi Sociali

    Wittgenstein e o problema da harmonia entre pensamento e realidade

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    Esta obra discorre sobre o problema da vinculação entre pensamento (ou linguagem) e realidade tal como ele é formulado e discutido por Ludwig Wittgenstein, especificamente em sua produção filosófica a partir da década de 1930. Antonio Segatto examina o modo como o filósofo concebe aquilo que chamou de “harmonia entre pensamento e realidade” e como enfrenta as questões que giram em torno dela

    O processo de transferência de tecnologia matriz - filial, mecanismos de aprendizagem e acumulação de competências tecnológicas : o caso Knapp Sudamérica Logística e Automação Ltda /

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    Orientadora: Andréa Paula Segatto-MendesDissertação (mestrado) - Universidade Federal do Paraná, Setor de Ciências Sociais Aplicadas, Programa de Pós-Graduação em Administração. Defesa: Curitiba, 2006Inclui bibliografiaÁrea de concentração: Estratégia e organizaçõe

    Professione: Assistente Sociale

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    Il volume, attraverso le voci di 60 assistenti sociali operanti in sei diversi contesti regionali (Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Toscana), avvia una riflessione sui nodi centrali del loro rapporto quotidiano con l’utenza immigrata: dalle dinamiche relazionali, agli strumenti operativi, al lavoro di rete con gli altri soggetti del contesto territoriale, alle fatiche legate al proprio ruolo professionale, e, infine, alle sfide cui il servizio sociale è chiamato a rispondere e al possibile ruolo della formazione. In questo contesto, il capitolo parte dalla considerazione che il riconoscimento dell’assistente sociale come professionista rappresenta, a livello internazionale, una questione storicamente controversa e prosegue indagando come stia procedendo il percorso di professionalizzazione degli assistenti sociali italiani. A seguito di queste riflessioni, vengono quindi rilevate le categorie con cui gli intervistati si definiscono, facendo particolare attenzione ai riferimenti teorici, agli approcci operativi di stampo individuale o sociale/politico e al riconoscimento sia interno all’ambito delle professioni del sociale (colleghi e altri professionisti del settore) sia all’esterno (utenti e cittadini)

    Immagine e Rappresentazione nella riflessione di Martin Heidegger

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    L’obbiettivo di questa ricerca è di indagare le complesse nozioni di “immagine” e “rappresentazione” nel pensiero di Martin Heidegger. In Heidegger si assiste infatti ad una elaborazione teorica e concettuale dell’immagine (Bild), che può certamente essere messa a fuoco meglio a partire dalle riflessioni riguardanti i temi fondamentali della sua filosofia, come essere, nulla, verità, linguaggio. L’approccio heideggeriano all’immagine non è infatti semplice, poiché per comprenderne appieno l’essenza, essa va necessariamente connessa al mondo diametralmente opposto della Vor-stellung (rappresentazione). La riflessione sull’immagine non è certo ampia quanto quella dedicata ad altri temi (per esempio il linguaggio, la poesia, la metafisica, l’arte, etc.) e risulta meno esplicita, quasi frammentaria. Ciò però non significa che una tale riflessione non esista. Questo lavoro si sviluppa seguendo un approccio storico e teoretico e, tramite l’analisi dei testi a la loro interpretazione, cerca di individuare “dove” e “come” Heidegger utilizzi le nozioni di “Bild” e “Vorstellung”. Mettendo in relazione testi diversi e anche lontani nel tempo, si evidenzia così l’opportunità di tenere in grande considerazione la riflessione sull’immagine per meglio comprendere alcuni fenomeni e tendenze filosofiche dell’odierna società dell’immagine. L’immagine heideggeriana può pertanto essere descritta sia in relazione al suo accadere poetico (e quindi in positiva autonomia), sia come contrapposta alla rappresentazione (e quindi, in negativo, come sostanzialmente l’altro da essa). Questo lavoro cerca di fornire un contributo all’odierno dibattito sull’arte e sull’immagine avvalendosi del pensiero di Heidegger, mostrando come in esso affondino – direttamente o indirettamente – le radici di molti approcci contemporanei.The purpose of this research is investigating the notions of “image” and “representation” in the philosophical thought of Martin Heidegger. Heidegger provides either a theoretical and a conceptual consideration of “image” [Bild], which could be better understood from his thoughts about main themes of his late philosophy, such as: being, nothing, truth, language, etc. Indeed, heidegerrian approach to image is not simple, since it needs to be linked to the diametrically opposed world of Vor-stellung (or representation), in order to comprehend its essence entirely. The considerations about image are not wide as other kinds of themes (for example language, poetry, metaphysic, art, etc.) and it appears to be less clear, almost hidden. However, the consideration of image does exist in Heidegger’s work. This research is developed following a historical and theoretical approach and it highlights ‘where’ and ‘how’ Heidegger deals with “Bild” and “Vorstellung”, through text analysis and interpretation. By correlating texts from different ages, it becomes clear that the heidegerrian “image” should be taken into consideration to better understand some features and philosophical trends of the contemporary society. Thus, heideggerian image could be described both referring to its poetical (dichterisch) happening (i.e. positively and independently) and referring to its difference from representation (i.e. negatively). This dissertation aims to contribute to the present debate about art and image, by using the thought of Heidegger and showing how many contemporary thinkers are inspired by it

    Negative regulation of receptor tyrosine kinase signals.

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    AbstractIn Metazoans a number of cellular functions are controlled by receptor tyrosine kinases (RTKs) during development and in postnatal life. The execution of these programs requires that signals of adequate strength are delivered for the appropriate time within precise spatial boundaries. Several RTK inhibitors have been identified in invertebrate and mammalian organisms. Because they are involved in tuning and termination of receptor signals, negative regulators of RTK activity fulfill a fundamental function in the control of receptor signaling
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