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Influence of paper mill ashes on the properties of self-compacting concrete
Abstract
Self compacting concrete (SCC) is characterized by a high workability that does not require any vibration to place it. Moreover, SCC must be stable during the placement and before setting in order to guarantee homogeneity and durability.
The above performances can be obtained:
1) by decreasing the amount and size of the coarse aggregate;
2) by using a high volume of fines;
3) by the combined use of superplasticizer and viscosity modifying agent (VMA) in order to obtain high fluidity as well as high stability of the cement paste.
Excessive amount of cement, dangerous for hydration heat, creep and shrinkage, can be avoided by using mineral additions. Some fine additions showing high specific surface area, such as silica fume or colloidal silica, are effective both as filler and viscosity improving agent.
In this paper, SCCs containing ashes coming from the combustion of paper mill sludge as fine mineral addition were studied. In particular, workability and bleeding capacity of fresh mixtures, as well as compressive strength at different curing times of the hardened concrete, were examined.
The paper mill ash (PMA) was used with two different rates and finenesses. When used without any preliminary grinding, no improvement in the concrete performance was observed since the high porosity penalizes the compressive strength and the moderate fineness (maximum size is about 240 μm, as received) does not improve the stability of the concrete mixture. The use of PMA seems to be effective for obtaining stable mixtures and avoiding VMA addition only after grinding, in order to significantly increase its fineness
Thin films of Calcium-Phosphate on Titanium dental screws: sol-gel route versus plasma-spray
Atmospheric pollution effects on hydraulic mortars.
On the subject of ancient hydraulic mortars, very few studies are reported in the literature regarding the origin, composition and identification of the various degradation typologies. Therefore, little is known on the effects of atmospheric pollutants, particularly those due to the dry and wet deposition of sulphur and carbon compounds, on the hydraulic mortars used in historic monuments, and few quantitative data are available. In fact, water from rising damp and sea spray are generally considered to be the only sources of sulphates, while the effects of sulphur of atmospheric origin on these materials are almost completely ignored.
In an effort to fill the gap in knowledge, samples of ancient and modern mortars were collected at Italian, Spanish and Belgian modern historic and archaeological sites. The samples were analysed in order to throw light on the effects of atmospheric sulphation.
The Authors present a synthesis of the characteristics of the samples analysed, together with an assessment of the damage encountered on sample surfaces as a result of the reaction between the mortars and atmospheric pollutants
Impiego di vetro riciclato nel confezionamento di malte architettoniche
Sebbene il vetro possa essere facilmente riciclato e rifuso, i vetri misti di colore diverso sono economicamente più difficili da riutilizzare. Nel presente lavoro, si è valutata la possibilità di riutilizzare vetro di scarto tal quale proveniente da un impianto di gestione rifiuti per confezionare malte architettoniche decorative. È stato investigato l’effetto di crescenti dosaggi di rottami di vetro a sostituzione della graniglia calcarea sulle proprietà delle malte allo stato fluido e indurito compresa la reattività alla reazione alcali aggregato, valutando anche la presenza di un additivo idrofobizzante. I risultati ottenuti hanno mostrato che nelle malte la parziale sostituzione della graniglia calcarea con rottami di vetro di granulometria confrontabile consente di ridurre il dosaggio di additivo superfluidificante per ottenere la stessa lavorabilità, non comporta significative differenze in termini di prestazioni meccaniche, di permeabilità al vapore e di assorbimento d’acqua per capillarità mentre riduce sensibilmente la deformazione da ritiro libero. Il vetro utilizzato è risultato non reattivo in termini di reazione alcali aggregato né in acqua né in soda secondo i parametri della normativa vigente, anche in assenza dell’additivo idrofobizzante
Confronto delle prestazioni di malte alleggerite confezionate con polistirolo vergine o di riciclo
Nel presente lavoro sono state confrontate le prestazioni di malte alleggerite con perle di polistirolo vergine con quelle di malte confezionate con granuli di polistirolo di riciclo, sostituendo il volume di sabbia a dosaggi crescenti (33% - 66% - 100%). I risultati ottenuti mostrano che, a parità di dosaggio, la sostituzione del polistirolo vergine con quello riciclato comporta un miglioramento delle prestazioni meccaniche e non importanti variazioni nell’assorbimento d’acqua e nella permeanza al vapor d’acqua. L’utilizzo del polistirolo di riciclo comporta un aumento della conducibilità termica equivalente della malta compensabile aumentando il dosaggio di polistirolo ma un significativo risparmio economico nel confezionare malte con un certo grado di capacità isolante
Composizione di croste nere da differenti siti di interesse storico
Nell’ambito di un progetto finalizzato allo studio delle diverse tipologie di degrado causate dall’inquinamento atmosferico a carico del patrimonio culturale costruito, in questo lavoro sono state prelevate croste nere in 4 differenti siti (3 europei e 1 nord africano) e caratterizzate mediante cromatografia ionica e spettroscopia a emissione atomica e di massa. I risultati ottenuti mostrano come in tutti i luoghi oggetto di studio, l’SO2 abbia un ruolo prioritario nella formazione delle croste nere. É stato inoltre identificato l’impatto di fonti inquinanti locali antropiche e di sorgenti naturali sul degrado degli edifici considerati, come le emissioni da combustione di carbone e da trasporto, sia ferroviario che veicolare, nel sito di Colonia, l’aerosol marino nei siti costieri di Salè ed Oslo, i sali disgelanti ad Oslo e precedenti trattamenti di restauro nel sito di Firenze
Il palazzo dell'Archiginnasio. Diagnostica del degrado dei materiali lapidei e degli arredi architettonici
Al fine di ottenere un quadro esaustivo relativo alle più importanti alterazioni superficiali, che i principali materiali (pietre e malte) utilizzati per le decorazioni parietali del loggiato inferiore dell'Archiginnasio presentano, sono stati prelevati ed analizzati, attraverso svariate metodologie analitiche, una serie di campioni scelti sulla base della importanza storico-artistica delle decorazioni parietali e dello stato di degrado riscontrato. I dati ottenuti hanno permesso di caratterizzare i materiali e di valutarne il degrado in un ambiente esposto alla deposizione di inquinanti atmosferici. Sono state inoltre identificate le componenti atmosferiche (gas e aerosol emessi da sorgenti antropiche o naturali) responsabili del processo di degrado
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