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Le reliquie di santo Stefano da Gerusalemme a Roma: possibili percorsi e i luoghi del culto
The aim of the paper is to define the St. Stephen relics’ routes from Jerusalem to Africa, Constantinople and Rome, and to analyse the presence of dedicated churches to the saint in the city of Rome and its suburbium.
It is assumed that in the construction of the Santo Stefano Rotondo basilica it is possible to notice the intervention of Valentinian the 3rd and Eudossia, as well as in the church dedicated to the same saint within the sanctuary of San Lorenzo on the Via Tiburtina. The saint’s relics would have therefore been brought in Rome from the East by the imperial family. For the dedication of a third building dedicated to the saint, Santo Stefano in the Via Latina, related to Demetria Annia’s intervention, the relics of the martyr would instead be brought from Africa, probably through Carthage.Nel contributo si vogliono delineare i percorsi e i vettori di circolazione delle reliquie di Santo Stefano tra Gerusalemme, l’Africa, Costantinopoli e Roma e analizzare la presenza e la committenza degli edifici ecclesiastici dedicati al santo nella città e nel suburbio di Roma. Si propone che nella costruzione della basilica di Santo Stefano Rotondo si possa individuare l’intervento di Valentiniano III ed Eudossia, così come nella chiesa dedicata al protomartire posta nell’ambito del santuario di San Lorenzo sulla via tiburtina, e che alcune delle sue reliquie siano giunte a Roma dall’Oriente tramite la famiglia imperiale. Per la consacrazione dell’altro edificio romano dedicato al santo, Santo Stefano sulla via Latina, legato all’intervento di Demetria Annia, le reliquie potrebbero essere giunte invece dall’Africa, probabilmente da Cartagine
“Didattica acquisizionale” e cortesia linguistica in italiano L2
Le norme pragmalinguistiche e sociopragmatiche che regolano l’uso dell’allocuzione pronominale e la modulazione della forza illocutoria degli atti linguistici in italiano sono particolarmente complesse, acquisite in stadi molto avanzati dai parlanti non nativi e difficili da dominare anche per apprendenti con una buona padronanza complessiva della lingua obiettivo. Alle difficoltà acquisizionali delle strutture si unisce l’atteggiamento dei parlanti nativi, che tendono a rivolgersi ai non nativi con una lingua semplificata anche sul piano pragmatico. Il mancato rispetto delle norme che regolano l’espressione linguistica della cortesia può rappresentare un ostacolo alla serena accettazione degli stranieri da parte dei membri della comunità ospitante. Inoltre, la semplificazione del sistema presente nell’input rischia di instaurare una forma basilare di discriminazione e l’adozione di questa semplificazione da parte dei non nativi potrebbe corrispondere a una strategia di adattamento culturale o addirittura a una implicita legittimazione di tale discriminazione. A partire da queste considerazioni e confortati dai nostri dati, sosteniamo che un sillabo informato ai principi della “didattica acquisizionale” dovrebbe addestrare all’uso degli esponenti linguistici della cortesia fin dalle primissime unità didattiche, anche se ciò va contro ogni evidenza di insegnabilità.Handling the pragmalinguistic and sociopragmatic rules governing the use of address forms and the modulation of illocutionary force is extremely demanding for Italian L2 learners. Most of these rules are acquired very late, and even proficient learners of the target language can hardly cope with them. Not only are the linguistic forms intrinsically difficult, but also the input is not of help, as native speakers tend to present non-native speakers with a pragmatically simplified variety of the target language. Violating the rules governing the linguistic expression of politeness can become a source of hindrance to learners’ smooth participation in the L2 community. Furthermore, a basic form of discrimination could stem from native speakers’ use of simplified input, and the adoption of the simplified variety by non-native speakers could result in a strategy of cultural accommodation but even in an implicit legitimization of that discrimination. On these bases, and supported by our data, we argue that a syllabus designed according to the principles of the so called “didattica acquisizionale” should train in using linguistic forms of politeness from the very beginning of the instructional program, even against any evidence of teachability.Le norme pragmalinguistiche e sociopragmatiche che regolano l’uso dell’allocuzione pronominale e la modulazione della forza illocutoria degli atti linguistici in italiano sono particolarmente complesse, acquisite in stadi molto avanzati dai parlanti non nativi e difficili da dominare anche per apprendenti con una buona padronanza complessiva della lingua obiettivo. Alle difficoltà acquisizionali delle strutture si unisce l’atteggiamento dei parlanti nativi, che tendono a rivolgersi ai non nativi con una lingua semplificata anche sul piano pragmatico. Il mancato rispetto delle norme che regolano l’espressione linguistica della cortesia può rappresentare un ostacolo alla serena accettazione degli stranieri da parte dei membri della comunità ospitante. Inoltre, la semplificazione del sistema presente nell’input rischia di instaurare una forma basilare di discriminazione e l’adozione di questa semplificazione da parte dei non nativi potrebbe corrispondere a una strategia di adattamento culturale o addirittura a una implicita legittimazione di tale discriminazione. A partire da queste considerazioni e confortati dai nostri dati, sosteniamo che un sillabo informato ai principi della “didattica acquisizionale” dovrebbe addestrare all’uso degli esponenti linguistici della cortesia fin dalle primissime unità didattiche, anche se ciò va contro ogni evidenza di insegnabilità
Glottodidattica sperimentale
La glottodidattica sperimentale studia la relazione tra insegnamento e acquisizione della seconda lingua con protocolli e tecniche delle teorie formali del linguaggio, della psicolinguistica e della neurolinguistica. Le domande che si pone questa disciplina sono: serve insegnare? Gli apprendenti imparano veramente quello che viene loro insegnato? Come si distingue tra apprendimento e acquisizione
Recensione a Nuzzo, Rastelli Glottodidattica sperimentale
Il volume di Elena Nuzzo e Stefano Rastelli sviluppa alcune domande che la glottodidattica si pone per studiare la relazione tra insegnamento e acquisizione di una seconda lingua con protocolli e tecniche delle teorie formali del linguaggio, della psicolinguistica e della neurolinguistica. Si tratta del primo tentativo di sistematizzazione organica di un'area che in Italia finora ha trovato poco spazio. Nella prima parte si delineano i principi teorici fondanti della glottodidattica sperimentale, mentre nella seconda parte viene descritto un protocollo sperimentale per l'insegnamento della forma passiva applicato in una classe di apprendenti arabofoni principianti di italiano L2
L’Electra Garrigó di Virgilio Piñera: appunti “di genere” tra Atene e La Habana
Si ricostruisce in uno spaccato comparativo le vicende dell’«antica triplice Elettra» nelle tragedie dei tre autori, Eschilo, Sofocle e Euripide, che la portarono alle vette del teatro greco, per approdare alle “scacchiere” contemporanee del patio della casa coloniale in cui Virgilio Pinera inscena la sua Elettra cubana. L’opera di Piñera trattiene dai suoi antecedenti la linea conflittuale che gravita intorno alla disputa dell’oikos familiare, della reggia degli Atridi, sul cui controllo veglia e agisce con premeditata freddezza assassina un’Elettra, sintesi delle tre antecedenti classiche, «la schiava eschilea, la reclusa sofoclea, l’esiliata euripidea, che fa sbocciare così dal dramma classico un’aggressiva - si direbbe - rivendicazione di genere
Le iscrizioni dei cristiani in Vaticano. Materiali e contributi scientifici per una mostra epigrafica
Schede di approfondimento di alcune iscrizioni cristiane conservate presso i Musei Vatican
Who is the author of the 1876 Stefano manuscript?
For over one hundred years the Stefano manuscript was a private document in the possession of the Baccich family and descendants. It told a story of the 1875 Stefano shipwreck as narrated by the shipwreck survivor and the founding family patriarch Miho Baccich. In these circumstances the question of authorship of the manuscript was immaterial and did not arise as an issue. However, with the publication of the manuscript the author‟s name, or names, need to be formally attributed to it. It turns out that this is not such a clear-cut matter.
As we shall see, all informed sources attributed the authorship, and the ownership, of the manuscript to Miho Baccich. But the manuscript itself was written by Canon Stjepan Skurla – a priest from Miho‟s hometown of Dubrovnik. The question then arises: should Skurla also be considered as an author of the manuscript, or, even as the sole author (as some would have it)
Upgrade of Exciter for Synchronous Generators basing on the Hybrid Excitation Concept
In the classical brushless arrangement, the field current of wound-field synchronous generators (SGs) is provided by exciters through rotating diode rectifiers. The control of the SG field current is achieved indirectly by regulating the field current of the exciter, whose excitation winding is stationary. This paper investigates the possibility to equip the exciter with hybrid excitation by adding surface-mounted permanent magnets (PMs). While a hybrid PM-field winding exciter has already been proposed in a recent work, where the selected condition was the rated no-load operation of the SG, in this paper the PMs are designed to sustain the generating set (genset) operation at a suitably selected load condition. This permits to further reduce the excitation losses of the exciter and to operate the genset even in case of full failure in the exciter field system, including the related electronic controller
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