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    Il sistema dei controlli sulle finanze dell'Unione Europea

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    IL SISTEMA DEI CONTROLLI SULLE FINANZE DELL’UNIONE Sebbene sia evidente che in materia di mercato,moneta e bilancio,il “Trattato che istituisce una costituzione per l’Europa”(2004) non introduce innovazioni di grande rilievo,o comunque tali da delineare una nuova costituzione economica europea,il tema merita una particolare attenzione specie se si tiene presente che nel dibattito che ha caratterizzato tutto il processo “costituente” uno dei punti fondamentali e più complessi per la costruzione di una “cultura costituzionale europea” è stato proprio quello relativo alla configurazione di una “governance” economica in grado di delineare un diverso modello economico sociale europeo in vista dell’allargamento. Lo studio sul sistema dei controlli sulle finanze dell’Unione, prende dunque le mosse da questo evento e dal fatto che il testo costituzionale licenziato nella Conferenza intergovernativa dell’ottobre del 2004,quale risultato del nuovo “metodo della Convenzione”, per quanto in larga misura ripetitivo dei testi dei trattati , si colloca in nuovo quadro istituzionale unitario(art.I-19)caratterizzato dalla combinazione di elementi tipici della cooperazione intergovernativa e di elementi propri degli ordinamento compositi di stampo federale.Infatti il potere di governo europeo viene a muoversi anche nella nuova cornice costituzionale in un quadro caratterizzato , come nei Trattati, dal sovrapporsi dei principi di separazione di poteri e di divisione in verticale,con un effetto pervasivo che si estende, con luci ed ombre,al futuro assetto dei poteri del governo europeo,rispetto al quale,le decisioni assunte dalle Istituzioni competenti in materia di Finanze dell’Unione(decisioni concernenti il diritto di bilancio europeo) rappresentano,senza dubbio,una delle espressioni più significative. In primo luogo per la direzione dell’azione,in quanto mentre negli Stati questa tende a limitare la sfera di attività autonoma dei cittadini,nell’Unione è diretta ad ampliarla svolgendo una funzione di limite agli Stati, “non diversa da quella che il diritto e la democrazia esplicano nei confronti degli Stati” secondo i principi di leale cooperazione e di sussidiarietà. In secondo luogo ,per la specialità politica dell’Unione che nasce e si evolve con forme opposte a quelle degli Stati,affermandosi come potere pubblico dotato di un apparato legislativo e di una giurisdizione, ma programmaticamente privo di un apparato “esecutivo”.In terzo luogo perché la c.d. legittimazione democratica ha carattere duale cioè è indiretta tramite gli Stati e diretta tramite il parlamento europeo. La circostanza che le Finanze dell’Unione trovino , nel “Trattato che adotta una costituzione per l’Europa”, spazio tanto nella parte I dedicata ai principi fondamentali,alle competenze dell’Unione,all’assetto istituzionale dei poteri, in sostanza alla vita democratica dell’Unione,quanto nella parte III dedicata alle Politiche ed al Funzionamento dell’Unione, costituisce di per sé la ragione ed al tempo stesso la risposta al fatto che, lo studio si spinge ad esaminare le diverse tipologie di controllo(il sistema appunto) che vengono in rilievo:il controllo politico se riferito ai poteri che, nella fase di decisione di bilancio (finanze), Commissione,Parlamento e Consiglio esercitano per la parte di rispettiva competenza, il controllo amministrativo se riferito ai poteri conferiti alla Commissione nella fase dell’esecuzione(gestione) delle decisioni prese in sede di bilancio, il controllo contabile se riferito alla funzione di verifica della regolarità dei conti dell’Unione svolta dalla Corte dei conti europea. Tutto questo al fine di verificare se l’assetto disegnato nella Costituzione europea incida e con quale esiti sull’esercizio dei poteri delle istituzioni coinvolte e se, veramente tutto il processo decisionale sulle finanze dell’Unione esprima una effettiva crescita del tasso di legittimazione democratica dell’Unione. Per quanto concerne il controllo dei poteri nel processo di bilancio, la descrizione dell’iter di presentazione ed approvazione dei documenti finanziari (bilancio , quadro finanziario pluriennale, legge sulle risorse proprie e sulle misure di esecuzione delle risorse proprie) mette in luce che le prescrizioni procedurali oltre a fornire il quadro dei tempi e delle modalità di presentazione di tali documenti, delineano i rapporti che vengono a determinarsi tra Parlamento,Consiglio e Commissione. Da questa indagine ricostruttiva ove le norme sembrerebbero andare nella direzione di un ampliamento del potere di codecisione del Parlamento ,viene viceversa dimostrato che tali poteri, peraltro già presenti in passato nell’utilizzo della decisione di bilancio a fini legislativi per le spese non obbligatorie, viene nel nuovo assetto costituzionale di fatto ridimensionata non soltanto dalla soppressione della distinzione delle spese in obbligatorie e non obbligatorie, ma anche dal fatto che tutta la materia delle risorse proprie trova disciplina in una legge “altra” rispetto a quella del bilancio, non sottoposta alla procedura di codecisione ma semplicemente rimessa alla decisione all’unanimità del Consiglio,che, prima di deliberare deve soltanto chiedere ed esaminare il parere non vincolante del parlamento(procedura del parere consultivo). Questa asimmetria tra Consiglio e Parlamento nel processo decisionale sulle finanze dell’Unione, evidenzia dunque che in sostanzia la decisione sulle entrate,vale a dire su quella che è la posta di bilancio che condiziona qualsiasi decisione sulle spese,rimanendo nella esclusiva competenza del Consiglio,finisce per svuotare di significato politico tutta la codecisione sulle spese,facendo perdere al bilancio nel suo complesso quella legittimazione democratica propria delle decisioni parlamentari. Passando poi ai controlli amministrativi della Commissione nella fase di esecuzione delle decisioni di bilancio, lo studio dopo aver preso in esame il nuovo regolamento finanziario del 2002 e i vari istituti contabili in esso previsti,si sofferma sulla attività che l’ufficio istituito presso la Commissione (OLAF)svolge nel controllo amministrativo delle frodi e delle altre attività lesive degli interessi finanziari dell’Unione,mettendone in luce sia i problemi connessi alla sua “’indipendenza” dalla Commissione ,sia i problemi connessi alla delimitazione dei suoi poteri di indagine rispetto a quelli svolti dal Comitato antifrode della BCE. Infine nell’esaminare il controllo svolto dalla Corte dei conti europea sulle finanze dell’Unione per come proposto nel testo costituzionale, lo studio mette in luce come questo si diversifichi in relazione alle distinte finalità della funzione(controllo successivo sulla gestione,controllo ispettivo,collaborativo, di certificazione, di refeferto) e come ,infine, si ponga nei rapporti tra i poteri dell’Unione quale strumento di ausilio nel perseguimento della corretta gestione dei fondi comunitari

    First record of an invasive fruit fly belonging to bactrocera dorsalis complex (Diptera: Tephritidae) in Europe

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    : Emerging pests are increasingly threatening fruit orchard health across the Mediterranean area. Tephritidae, representing serious threats for Europe, are numerous, and the fruit flies Bactrocera zonata and those belonging to Bactrocera dorsalis complex are among the most alarming species. These species are highly polyphagous and B. zonata has already spread to some Mediterranean countries. Due to these ongoing threats, in the Campania Region (southern Italy), a survey with traps and infested fruits analysis was performed with the aim of detecting the presence of species of Bactrocera dorsalis complex. In two mixed fruit-trees fields, some adults belonging to a species of Bactrocera were captured in traps baited with the highly attractive male lure (methyl eugenol). They were distinguished from similar-looking Bactrocera spp. by morphological and molecular comparative analyses. Considering the existing morphological keys, specimens were tentatively identified as B. dorsalis but molecular characterization with COI split them into two clades. Some specimens were grouped with B. dorsalis similar to B. kandiensis and B. kandiensis and others in a clade including B. dorsalis and B. invadens (syn. B. dorsalis). ITS1 sequences instead confirmed morphological identification. The integrative approach allowed identifying all the specimens collected as belonging to the B. dorsalis complex. This finding represents the first field interception in Europe of a member of one of the most dangerous groups of fruit flies

    No evidence of parthenogenesis-inducing bacteria involved in Thripoctenus javae thelytoky: an unusual finding in Chalcidoidea

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    All Hymenoptera have a haplodiploid mode of sex determination. Although most species reproduce by arrhenotokous parthenogenesis, there are many thelytokous species, in which unfertilized eggs develop into diploid females. Thelytoky can be genetic or due to microbial infection. In the large Chalcidoidea superfamily, thelytokous parthenogenesis is almost always associated with infection of endosymbionts of the genera Wolbachia, Cardinium, and Rickettsia. Thripoctenus javae (Girault) (Hymenoptera: Eulophidae) is a larval parasitoid of the greenhouse thrips Heliothrips haemorrhoidalis (Bouche) (Thysanoptera: Thripidae), an important worldwide pest. Both the host and its parasitoid reproduce by thelytokous parthenogenesis. The main goal of this study was to test whether endosymbiotic bacteria, either those known to induce thelytokous parthenogenesis or other sex-manipulators, are responsible for thelytoky of two geographically distinct populations of T. javae. We used sequencing of ribosomal ITS2 and 28S-D2 and mitochondrial COI genes to molecularly characterize the two populations, antibiotic and heat treatments, and FISH of ovaries, for thelytoky studies. It was impossible to revert thelytokous individuals back to sexual reproduction and no evidence of bacterial infection was found in parthenogenetic T. javae females. This makes T. javae the second chalcidoid in which thelytokous reproduction appears not to be associated with the presence of bacterial endosymbionts

    Bactrocera latifrons in Europe: the importance of the right attractant for detection

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    After the first finding of Bactrocera dorsalis (Hendel) in Italy, an emergency monitory plan was adopted in the infested area aimed at confirming or denying the establishment of this species in Italy. Scheduling the installation of traps set with both Methyl eugenol and Torula yeast, in 2019 the monitory plan allowed other captures of B. dorsalis and captures of a new Tephritidae, Bactrocera latifrons (Hendel), arousing large concern. Also known as solanum fruit fly, B. latifrons, although shows a smaller host range than other conspecific entities, could be particularly damaging in the temperate climate where nightshades and cucurbits represent major crops. An integrative characterization (morphological and molecular) was carried out, showing the finding of two different COI haplotypes which origin could not be confirmed. In 2020 monitoring activities continued, but no specimens of both the species were captured, presumably due to the temporary cessation in travels and trade during the pandemic emergency. Results highlighted the importance of using different attractants to increase the chances of intercept a larger number of invasive pests and promptly lay out a monitoring and control program

    La nuova organizzazione istituzionale dell’Unione europea e l’itinerario della Convenzione

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    L’analisi si propone di individuare, all’interno dell’itinerario della Convenzione europea, i principali snodi del processo di elaborazione del progetto di trattato costituzionale riguardo il modello di organizzazione istituzionale dell’Unione. La soluzione adottata, infatti, a partire dalle principali indicazioni presenti nel testo finale riguardo la “forma di governo” dell’Unione e attraverso l’esame dei più significativi contributi progettuali presentati nel corso del dibattito, può essere valutata come un possibile indicatore del grado di elaborazione e di convergenza raggiunto dalla Convenzione su un argomento così rilevante, a seconda di considerarla l’espressione di un condiviso processo costituente capace di perseguire ambiziosamente la sintesi di interessi comuni oppure un mero tentativo di giustapporre in modo evasivo strategie istituzionali tra loro eterogenee. In effetti, se uno dei compiti primari affidati alla Convenzione è stato quello di assicurare il complessivo riassetto delle istituzioni politiche dell’Unione al fine di renderle «più leggibili», di definirne con chiarezza ruolo ed attribuzioni all’interno del sistema e di indicarne i canali di responsabilità verso la propria base democratica, allora le scelte operate in sede convenzionale non appaiono sufficientemente adeguate al raggiungimento di tali obiettivi strategici

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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