118,006 research outputs found

    Ilex noli-tangere L.

    No full text
    I. Noli-tangere L. Cat. 61. l: «Fort à Culet» bei Bouveret (Villaret); Les Gietes und Vérossaz ob St-Maurice (Mariétan); Evionnaz-Cocorier (F.); La Bâtiaz (F.). - 3: Combiola im Val d'Herens (Pannatier).Published as part of Becherer, 1956, Florae Vallesiacae Supplementum, pp. 1-556 in Denkschriften der Schweizerischen Naturforschenden Gesellschaft 71 on pages 1-55

    Impatiens noli-tangere (Touch-me-not (jewelweed)) : Touch-me-not (jewelweed)

    No full text
    Class: Dicotyledoneae Family: Balsaminaceae Genus: Impatiens Species: noli-tanger

    Impatiens noli-tangere

    No full text
    Family name (scientific): Balsaminaceae Scientific name: Impatiens noli-tangere Authors names: L.

    Valutazione del ruolo di una proteina con funzione di riparazione (PIMT) nel seme di girasole in risposta ad invecchiamento accelerato e priming

    No full text
    Gli stress ossidativi e i danni alle macromolecole sono le principali cause di perdita di vigore dei semi che, in buone condizioni fisiologiche, presentano sistemi antiossidanti e di riparazione per contrastarli. Tra questi ultimi, l’enzima L-isoaspartil metiltransferasi (PIMT) ripara il misfolding dei peptidi dovuto all’accumulo di residui di L-isoaspartile, catalizzando la riconversione di quest’ultimo in aspartato. Scopo di questo lavoro è stato quello di studiare il ruolo di PIMT nel vigore del seme in girasole. A tal fine l’omologo del gene PIMT1 di Arabidopsis è stato isolato in girasole e la sua espressione genica è stata valutata su 15 linee a seguito di invecchiamento accelerato (ageing) e priming. I genotipi considerati hanno esibito una notevole varietà di risposte ai trattamenti in termini di vigore. Ageing e priming hanno prodotto generalmente gli effetti medi attesi sulla velocità di germinazione (T50) determinando, rispettivamente, un incremento dell’8,3% ed una diminuzione del 30.6%. In generale l’espressione di PIMT è risultata massima nel seme secco, come da letteratura, e minima dopo l’ageing, con un calo del 38%. A causa della complessità delle riposte osservate, tuttavia, sono necessari ulteriori studi per comprendere il ruolo di questo meccanismo di riparazione nella qualità fisiologica del seme

    Nuovi strumenti per la tracciabilità e la protezione della proprietà intellettuale in ambito sementiero

    No full text
    Introduzione La costituzione di varietà migliorate ha contribuito considerevolmente agli incrementi produttivi ed ai miglioramenti qualitativi registrati nel corso dell’ultimo secolo ed il seme è il mezzo mediante il quale tale innovazione ha potuto essere efficacemente diffusa. Il breeding richiede investimenti cospicui e deve essere remunerativo, e per questo si è affermato un sistema internazionale di tutela delle novità vegetali. Inoltre, a seguito della globalizzazione, si è sviluppata l’esigenza di tracciare le filiere produttive anche a valle del seme per valorizzare i prodotti e garantire gli utilizzatori. La relazione fa il punto sulle applicazioni delle tecniche molecolari in ambito sementiero. Metodologia Il quadro presentato è il risultato da un lato di una disamina della letteratura scientifica e di documenti di organizzazioni del settore, dall’altro dell’esperienza diretta del LaRAS nel campo dei servizi analitici su aspetti varietali. Risultati e conclusione Nel corso degli ultimi decenni si è assistito ad un boom nelle applicazioni delle tecniche di indagine molecolare in campo vegetale sia per la ricerca che per lo sviluppo varietale. Da subito sono risultate evidenti le potenzialità dei marcatori molecolari (MM) nell’ambito della protezione e registrazione delle nuove varietà, tradizionalmente basate sulla verifica dei requisiti di distinguibilità, uniformità e stabilità (DUS) per caratteri morfologici. Per la loro capacità discriminante ed indipendenza da effetti ambientali i MM consentono procedure di valutazione semplificate e notevole precisione delle determinazioni, ma la loro adozione nella pratica è ancora limitata e procede con prudenza. Per alcune specie i MM sono già utilizzati per la scelta delle varietà con cui le nuove costituzioni dovranno essere comparate nelle prove di campo; in altri casi marcatori strettamente associati a geni che controllano descrittori DUS sono analizzati in alternativa e con maggiore efficienza rispetto ai descrittori stessi; tuttavia, al fine di non indebolire l’attuale sistema di tutela, ad oggi i polimorfismi genetici non collegati al fenotipo non sono ritenuti prove sufficienti di distinguibilità. D’altra parte i MM sono considerati indispensabili per identificare, mediante stime di distanza genetica, varietà essenzialmente derivate da altre preesistenti protette, dalle quali le prime differiscono per uno o pochi caratteri; le biotecnologie, infatti, rendendo più semplice la derivazione, hanno aumentato i rischi di abuso nell’impiego di materiali protetti. Nell’ambito della moltiplicazione sementiera, l’automazione delle procedure analitiche e la diminuzione dei costi rendono oggi realizzabili controlli di qualità genetica (identità e purezza varietale) di routine nella produzione di semente ibrida di elevato valore commerciale, oppure più specifici e mirati al mantenimento di elevati livelli di purezza nelle prime generazioni, quali il nucleo del costitutore o il seme prebase. I medesimi strumenti molecolari permettono l’accertamento della rispondenza varietale delle partite alle esigenze delle filiere di trasformazione, siano esse relative a produzioni convenzionali legate a determinati parametri qualitativi, oppure a produzioni biologiche o tipiche a marchio di qualità ed aderenti a specifici disciplinari. Infine, la resistenza del DNA ai trattamenti utilizzati nei processi di trasformazione consente in genere di estendere la tracciabilità ai prodotti finali e di verificarne le dichiarazioni riportate in etichetta, contribuendo a mantenere la fiducia del consumatore

    Componentes lipofílicos y evaluación de las actividades citotóxicas y antioxidantes de Impatiens glandulifera Royle e Impantiet noli-tangere L. (Balsaminaceae)

    No full text
    The chemical composition of the lipophilic fractions of Impatiens glandulifera Royle and I. noli-tangere L. were analyzed by gas chromatography-mass spectrometry (GC-MS)., The study focused on the fatty acids, triterpenoids and sterols in the leaves, roots and seeds. Most of the identified compounds are new for these species. a-linolenic, oleic and palmitic acids were the most abundant in the fatty acid fractions, β-amyrin and 5a-lup-20(29)-en-3β-ol in the triterpenoid fractions, and β-sitosterol, spinasterol and chondrillasterol in the sterol fractions. The fatty acid and triterpenoid fractions showed strong antioxidant activity, similar to positive controls. Moreover, the triterpenoid fraction from I. noli-tangere seeds significantly inhibited HL-60 human leukemia cells. Other fractions showed moderate cytotoxicity. The present study suggests that I. glandulifera and I. noli-tangere are good source of omega-3 fatty acids, and they might be considered as antioxidant and chemopreventive agents.La composición química de las fracciones lipofílicas, centrada en los ácidos grasos, triterpenoides y esteroles de las partes aéreas, raíces y semillas de Impatiens glandulifera Royle e Impatient. noli-tangere L. se analizaron por cromatografía de gases-espectrometría de masas (GC-MS). La mayoría de los compuestos identificados son nuevos para estas especies. Los ácidos a-linolénico, oleico y palmítico fueron los más abundantes en las fracciones de ácidos grasos, β-amirina y 5a-lup-20 (29)-en-3β-ol en las fracciones triterpenoides, y β-sitosterol, espinasterol y condriplasterol en las fracciones de esteroles. Las fracciones de ácidos grasos y triterpenos mostraron una fuerte actividad antioxidante, similar a los controles positivos. Además, la fracción triterpenoidea de las semillas de I. noli-tangere inhibió significativamente las células de leucemia humana HL-60. Otras fracciones mostraron citotoxicidad moderada. El presente estudio sugiere que I. glandulifera e I. noli-tangere son la buena fuente de ácidos grasos omega-3, y podrían considerarse antioxidantes y agentes quimiopreventivos

    Trans Epidermal Water Loss in gatti sani ed affetti da malattia dermatologica allergica

    No full text
    Nel cane con dermatite atopica diversi studi hanno dimostrato alterazioni strutturali della barriera cutanea che possono favorire il passaggio degli antigeni, la sensibilizzazione nei loro confronti e lo sviluppo di una reazione allergica. Nel cane e nell’uomo la misurazione della trans epidermal water loss (TEWL, perdita di acqua transepidermica) è un metodo validato rapido, semplice e non invasivo, per valutare l’integrità della barriera cutanea: i valori aumentano proporzionalmente al danno epidermico. In questo studio si è voluta valutare la TEWL in gatti affetti da NFNFIHD (Non-Flea Non-Food Induced Hypersensitivity Dermatitis: dermatite da ipersensibilità non causata dalle pulci né dall’alimento) (gruppo A) e confrontarla con quella di gatti sani (gruppo B), per valutarne eventuali differenze. Le misurazioni sono state ripetute per 5 volte all’interno del padiglione sinistro. Tutti i dati sono stati sottoposti ad analisi statistica con SPSS 17 usando il test di Kruskal-Wallis per campioni indipendenti. Un valore di P <0.05 è stato considerato statisticamente significativo. Sono stati selezionati 39 gatti affetti NFNFIHD e 39 sani. Si è osservata una differenza statisticamente significativa nei valori di TEWL fra i due gruppi, mentre non si sono osservate differenze per età, sesso o razza. La misurazione della TEWL può essere utile per la valutazione dell’integrità della barriera cutanea nel gatto, con possibili impieghi nel monitoraggio della terapia delle malattie allergiche feline.In atopic dogs several studies have demonstrated structural alterations of the epidermal barrier, which may favour allergen penetration, sensitization and development of an allergic reaction. In dogs and humans measurement of the trans epidermal water loss (TEWL) is a validated, rapid, simple and non-invasive way to evaluate the integrity of the epidermal barrier: values increase proportionally to the epidermal damage. The aim of this study was to evaluate TEWL values in cats with NFNFIHD (Non-Flea, Non-Food Induced Hypersensitivity Dermatitis) (group A) and compare them to those of healthy cats (group B). Measurements were repeated 5 times, from the inner left pinna. All data were analysed with SPSS 17 using the Kruskal-Wallis test for independent samples. A p value <0.05 was considered significane Thirty-nine affected and 39 normal cats were included in the study. There was a statistically significant difference in TEWL values between the affected and the healthy cats, while no difference was observed for age, breed or sex. TEWL measurement may be a useful means for the evaluation of the epidermal barrier integrity in cats, with possible use in the monitoring of treatment of feline allergic skin diseases

    Impatiens noli

    No full text
    Impatiens noli-tangere Linnaeus, Species Plantarum 2: 938. 1753. "Habitat in Europae, Canadae nemoribus." RCN: 6798. Lectotype (Grey-Wilson in Rechinger, Fl. Iranica 143: 4. 1979): Kalm, Herb. Linn. No. 1053.6 (LINN). Generitype of Impatiens Linnaeus (vide Green, Prop. Brit. Bot.: 184. 1929). Current name: Impatiens noli - tangere L. (Balsaminaceae). Note: Grey-Wilson (in Rechinger, Fl. Iranica 143: 4. 1979) indicated a Kalm specimen (1053.6 LINN) as type, but the collection is apparently identifiable as I. capensis Meerb. (see Barrie & al. in Taxon 41: 511. 1992). Reveal (in Jarvis & al., Regnum Veg. 127: 57. 1993) therefore designated a Clifford sheet as lectotype against the possible adoption of the latter work as a Names in Current Use (NCU) List. However, Grey-Wilson’s choice now has priority and, if the identity of the type is confirmed, a conservation proposal appears to be necessary.Published as part of Jarvis, Charlie, 2007, Chapter 7: Linnaean Plant Names and their Types (part I), pp. 586-598 in Order out of Chaos. Linnaean Plant Types and their Types, London :Linnaean Society of London in association with the Natural History Museum on page 588, DOI: 10.5281/zenodo.29197

    Problematiche e approcci metodologici per l’identificazione di varietà essenzialmente derivate.

    No full text
    Essentially derived are those varieties (EDV) obtained from an initial protected one (IV) that, although distingui- shable from the IV, conform strictly to it in the expression of essential characteristics. Many breeding methods are available for the derivation process and particularly modern biotechnological approaches which allow a fast and accurate development of these genotypes. Such procedures impair the rights acquired by the breeder of the protected IV who, if demonstrates the genetic conformity between original and new variety, can claim the dependence of the latter. Therefore, a crucial requirement to solve disputes on illegal derivation is the definition of a genetic similarity threshold, between IV and the new variety, above which essential derivation is suspected. Molecular markers are ef- ficient tools for measuring genetic similarity and their adoption in disputes regarding the derivation process has been recommended. Similarity thresholds can be identified according to three approaches: “calibration principle”, “tail principle” and “pedigree principle”. The first one is based on previous knowledge of the similarity between unrelated and closely related (hence essentially derived) genotypes. The second, which does not require pedigree information, sets the threshold at a given percentile of the similarity distribution of a reference population of unrelated genotypes. The threshold limit defined by the third approach is founded on the a priori definition of breeding techniques that lead to essentially derived varieties. Critical aspects of the different procedures are discussed. A similarity exceeding the threshold value is not, however, a conclusive demonstration of the dependence from the IV. L
    corecore