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2024 ICON•S Annual Conference: "The Future of Public Law: Resilience, Sustainability, and Artificial Intelligence" The conference took place on July 8-10, 2024, at IE University Law School, Madrid, Spain.
AMBIENTE, VALORE COSTITUZIONALE - CRISI DEL SISTEMA E PROSPETTIVE DI TUTELA
La tutela ambientale è un valore costituzionale. Se tale concetto oggi risulta acclarato e generalmente riconosciuto nell’ ordinamento giuridico, ci si rende conto di quanto tale materia sia continuamente in evoluzione e offra all'interprete sempre numerose e progressive occasioni di dibattito ed approfondimento.
Il dato che emerge in modo lampante dalla realtà fattuale e dalla ricostruzione giuridica mostra come la materia ambientale sia poliedrica e spendibile in diversi settori dell'ordinamento coinvolgendo di volta in volta posizioni giuridiche ed interessi meritevoli di tutela seppur di varia e non omogenea natura.
Ne consegue che, sebbene la tutela dell’ambiente sia spesso oggetto di interventi dal legislatore, risulta frammentaria e iperspecializzata. La ragione di detta tendenza è riscontrabile nella continua evoluzione che il concetto di ambiente ha subito nel corso dei decenni.
L’oggetto del presente lavoro è individuare, attraverso un’analisi multi-direzionale, i confini costituzionali della tutela ambientale, in particolare in rapporto alla crescita ed allo sviluppo dell’individuo
Analizzare la materia ambientale sotto il profilo costituzionale comporta innanzitutto inquadrarla tra i Principi fondamentali, dando conto della interpretazione evolutiva dell’articolo 9 della Costituzione.
Vuol dire altresì descriverla non in termini assoluti e statici, ma sottolinerarne essenzialmente gli opposti caratteri dinamici i quali consentono alla materia in esame di intersecarsi e combinarsi con numerosi diritti e libertà. Ciò, se da un lato fonda il suo carattere composito e complesso, dall’altro pone un problema di tutela generale, talchè risulta arduo riscontrare nel nostro ordinamento, nonostante l’intervento allocativo del Codice dell’Ambiente, l’esistenza di una tutela prodromica dell'ambiente, considerato in assoluto, che abbia carattere di sistematicità ed astrattezza.
Ragionare, in chiave costituzionale, di ambiente significa innanzitutto approfondire e bilanciare il problema delle competenze e delle attribuzioni nei diversi livelli di governo con la necessità di chiarire la natura stessa dell'ambiente all'interno dell'ordinamento costituzionale. Ciò stimola la ricerca in due direzioni opposte: verso il passato, attraverso l'analisi delle fonti costituzionali al fine di trovare un concetto unitario di ambiente e verso il futuro, ipotizzando nuovi e conseguenti scenari di tutela.
Sotto il primo aspetto la ricerca si è in via prioritaria concentrata sulla ricerca e l'analisi del concetto di ambiente all'interno del testo costituzionale; in particolare ci si è chiesto quale fosse la ragione del mancato inserimento dello stesso termine > nelle disposizioni della Costituzione.
Per rispondere a tale interrogativo è stata adottata una metodologia tradizionale di analisi sistematica delle fonti giuridiche a disposizione: attraverso la ricostruzione dettagliata dei lavori preparatori e delle discussioni in Assemblea costituente intorno all'art 9 Cost. è stato possibile definire l'humus entro il quale si sono sviluppati i cardini costituzionali della tutela ambientale.
Ne è criticamente emerso come la nozione di > abbia per lungo tempo descritto gli argini della materia in parola: da un lato la necessità di sottolineare l'importanza di tutelare le > dimostrata dalla collocazione della disposizione tra i principi fondamentali fortemente discussa in Assemblea costituente; dall'altro la caratterizzazione di detta tutela solo in termini estetico-formalistici. Se infatti si sposta per un attimo l'attenzione alla norma contenuta nell’art 44 Cost. , la quale fonda il principio del razionale sfruttamento del suolo, ci si rende conto di come la sensibilità giuridica dei Costituenti fosse tesa a distinguere aprioristicamente i concetti di paesaggio, inteso come insieme delle bellezze naturali identificative della Nazione e di suolo, inteso invece in senso produttivo come spazio aggredibile dalla proprietà privata per lo sfruttamento delle risorse.
Tale concezione emerge soprattutto nella produzione dottrinale che fino agli anni Settanta circa si occupa di individuare i confini della tutela galvanizzandone specificamente gli aspetti estetico-formalistici ed le competenze statali in materia protezione delle bellezze naturali.
L'analisi storica che ne consegue è pertanto tesa ad approfondire le fasi dell'evoluzione del concetto di ambiente da bene costituzionalmente protetto a valore costituzionale; ne è emerso come la tutela profferta dall'ordinamento italiano risulti problematicamente peculiare nel panorama delle esperienze costituzionali analizzate, le quali predispongono, in modo piuttosto omogeneo e costante, la definizione aprioristica della tutela ambientale o attraverso l’inserimento esplicito nel disposto costituzionale o attraverso un intervento di legislazione ordinaria.
È opportuno precisare che la disciplina costituzionale italiana ha subito un'importante evoluzione con la riforma del Titolo V, occasione che ha visto l'inserimento espresso della tutela ambientale nel testo della Costituzione.
Ciò ha sicuramente contribuito a superare la primordiale contrapposizione tra posizioni centraliste e regionaliste emerse agli albori della discussione tra i costituenti: elemento cardine della nuova impostazione della tutela ambientale è la sua trasversalità.
Essa di qualifica in senso formale, quale criterio a governo delle competenze ex art 117 Cost, ma anche in senso sostanziale, quale sostrato dinamico dell’intersecarsi di molteplici materie ed interessi. Se infatti questi trovano negli equilibri del cd. Stato apparato, i fondamenti positivi della corrispondente tutela, la costituzionalizzazione della materia ambientale pone la necessità di uno sforzo ulteriore: l’inquadramento all’interno dei meccanismi dello Stato – comunità.
In tale prospettiva affiora il collegamento tra l’individuo e l’ambiente.
I costanti dibattiti tra le tesi antropo-centriste e quelle eco-centriste circa l’ individuazione dell’interesse tutelabile e le critiche recenti sulla frammentazione della tutela ambientale in piccoli interessi meritevoli di tutela ( quali il diritto all’informazione ambientale, il diritto ad un ambiente salubre) ruotano in effetti intorno al carattere inafferrabile dell’ambiente.
La ricerca si pone quindi l’obiettivo di superare tale difficoltà innanzitutto ricercando nel panorama costituzionale, compulsato da un’ondivaga produzione dottrinale e di una costante ricostruzione giurisprudenziale, quelle occasioni di trasposizione sistematica e concreta della tutela ambientale. In particolare rifuggendo dalla pretesa di > il concetto di ambiente da valore costituzionale a mero oggetto di diritto o bene materiale si cerca di ipotizzare l’esistenza di una posizione giuridica soggettiva in grado di tradurre la simbiosi uomo – natura che costituisce il fermo fondamento ontologico dell’articolo 9 (e delle relative combinazioni con altre norme di rango costituzionale).
Si pone quindi come ipotesi che l’unico elemento in grado di descrivere a tinte forti l’evanescenza del concetto di ambiente è il territorio. Esso costituisce la forma dell’ambiente sulla quale agisce l’intervento umano e lo spazio della cittadinanza, talchè il governo del territorio diventa il governo dell’ambiente.
Ciò consente di verificare l’esistenza di posizioni giuridiche immediatamente incidenti o derivanti dalle azioni amministrative su di esso eseguite e degli interventi legislativi che ne sono alla base al fine di (di)mostrare quanto la materia ambientale sia in grado di coinvolgere numerosi settori giuridici (si pensi ai diritti di partecipazione o di informazione ambientale o all’urbanistica).
In particolare si sposa la tesi per cui il territorio, quale forma dell’ambiente, sia un bene collettivo: in tale chiave si analizza il dibattito, di recente riaperto da nuovi stimoli, tra beni comuni e la proprietà collettiva. L’idea primigenia è che la tutela dell’ambiente-territorio fonda una pretesa di giustizia dell’individuo, non assoluto, ma all’interno della comunità nella quale si sviluppa.
La crisi massima del sistema sin ora descritto è rappresentata dalle emergenze ambientali, o, più correttamente, dalla tecnica legislativa di tutela dell’ambiente in situazioni di emergenza, quali in particolare, il caso Rifiuti in Campania o l’Ilva a Taranto.
Il continuo ricorso alla norma straordinaria ha creato e cristallizzato un sistema alternativo di tutela dell’ambiente fondato solo su ragioni di necessità ed urgenza e, di fatto, l’avocazione del governo del territorio al livello centrale, quale criterio solutore dell’emergenza, ha interrotto la relazione simbiotica tra ambiente – territorio – cittadinanza che fonda la natura costituzionale del > ambiente.
Se, infine, la ricerca analizza le crisi dell’attuale sistema di tutela ambientale, dall’altro lato prova a immaginare nuove forme di garanzia: attraverso il ribaltamento della tradizionale concezione dell’ambiente come valore astratto, l’ esame volge a tendenze prospettiche de iure condendo ipotizzando la traduzione della detta relazione triadica in un diritto dell’individuo allo sviluppo sostenibile
The adaptation of the French legal system to the challenges of multiculturalism: the case of the law that strengthening respect for the principles of the Republic
Conference della McGill Graduate Law sul tema della (Legal) Adaptatio
Le origini della cucina italiana da Federico II a oggi
[Italiano] Abstract: Il Liber de coquina nella versione conservata a Parigi nel ms. Lat. 7131 della Biblioteca Nazionale di Francia è un manuale di cucina da ricondurre alla corte dei primi re angioini probabilmente concepito nel contesto multiculturale del regno svevo di Sicilia e forse influenzato anche dalle attitudini gastronomiche alimentari della corte di Federico II. Attraverso l’analisi storica e la rielaborazione in chiave moderna di questo antico ricettario, il volume pone l’attenzione sul contributo che la cultura dell’epoca ebbe sullo sviluppo della cucina italiana e della dieta mediterranea. Propone, così, un contributo culturale alla valorizzazione della cucina italiana e si inserisce nel complesso programma di celebrazioni per l’ottocentenario dell’Ateneo fondato dall’imperatore Federico II nel lontano 5 giugno 1224.
Sommario
Prefazione di Matteo Lorito, Rettore dell'Universita degli Studi Napoli Federico II
Introduzione di Paola Adamo, Valentina Della Corte, Francesca Marino, Elisabetta Moro
Alla mensa dell’imperatore: ricette e precetti all’epoca di Federico II, di Fulvio Delle Donne
Il Liber de coquina e la nascita della gastronomia italiana, di Gianni Cicia e Massimo Ricciardi
Una selezione di ricette dal Liber de Coquina, di Massimo Ricciardi e Gianni Cicia con il contributo di Fulvio Delle Donne
Una tavola epicurea. Federico II e la dieta mediterranea, di Elisabetta Moro e Marino Niola
Il ponte fra eclettismo e modernità e il ricettario contemporaneo, di Luciano Pignataro e Francesca Marino
Il Ricettario per gli 800 anni della Federico II, con le ricette raccolte da Luciano Pignataro e Francesca Marino, proposte da Corrado Assenza, Domenico Candela, Moreno Cedroni, Caterina Ceraudo,Enzo Coccia, Vitantonio Lombardo, Angelo Sabatelli, Mauro Uliassi con il contributo di Massimo Ricciardi e Raffaele Sacchi
Dalla cucina medioevale all’arte gastronomica: cucinare per Federico II oggi, di Massimo Ricciardi e Raffaele Sacchi
/ [Inglese] Abstract: The Liber de coquina in the version preserved in Paris in ms. Lat. 7131 of the Bibliothèque Nationale de France is a cookbook that can be traced back to the court of the first Angevin kings, probably conceived in the multicultural context of the Swabian kingdom of Sicily and perhaps also influenced by the gastronomical attitudes of the court of Frederick II. Through a historical analysis and a modern reworking of this ancient recipe book, the volume focuses on the contribution that the culture of the time had on the development of Italian cuisine and the Mediterranean diet. The book aims to be a cultural contribution to the valorisation of Italian cuisine and is part of the complex program of celebrations for the eight-hundredth anniversary of the University founded by Emperor Frederick II way back on 5 June 1224.
Table of contents
Prefazione di Matteo Lorito, Rettore dell'Universita degli Studi Napoli Federico II
Introduzione di Paola Adamo, Valentina Della Corte, Francesca Marino, Elisabetta Moro
Alla mensa dell’imperatore: ricette e precetti all’epoca di Federico II, di Fulvio Delle Donne
Il Liber de coquina e la nascita della gastronomia italiana, di Gianni Cicia e Massimo Ricciardi
Una selezione di ricette dal Liber de Coquina, di Massimo Ricciardi e Gianni Cicia con il contributo di Fulvio Delle Donne
Una tavola epicurea. Federico II e la dieta mediterranea, di Elisabetta Moro e Marino Niola
Il ponte fra eclettismo e modernità e il ricettario contemporaneo, di Luciano Pignataro e Francesca Marino
Il Ricettario per gli 800 anni della Federico II, con le ricette raccolte da Luciano Pignataro e Francesca Marino, proposte da Corrado Assenza, Domenico Candela, Moreno Cedroni, Caterina Ceraudo,Enzo Coccia, Vitantonio Lombardo, Angelo Sabatelli, Mauro Uliassi con il contributo di Massimo Ricciardi e Raffaele Sacchi
Dalla cucina medioevale all’arte gastronomica: cucinare per Federico II oggi, di Massimo Ricciardi e Raffaele Sacch
"The love that made hell, paradise." Ouida re-writing the Paolo and Francesca theme in Held in Bondage
The bestselling Victorian author Ouida reveals in her novels, and, in particular, Held in Bondage, an extraordinary knowledge od Dante, by using characters and themes from the Commedia. The Paolo and Francesca theme actually constitutes part of the plot of the novel and is to be found in many of her other works, short stories and non-fiction writing
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