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    «La nostra lingua ha ben denti ed ugne e saette e feroce brevità». Appunti su Vittorio Alfieri epigrammista

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    Vittorio Alfieri è uno dei maggiori epigrammisti del Settecento italiano: la sua produzione, composta nell’arco di un ventennio, comprende più di 210 epigrammi, raccolti dall’autore sia nella Parte prima e Seconda delle "Rime" sia nel "Misogallo". Il saggio ripercorre cronologicamente le tappe di questa produzione, esaminandone l’evoluzione sotto il profilo tematico e metrico ed esaminando le riflessioni teoriche sull’epigramma rintracciabili nella “Vita” e in altre opere di Alfieri.Vittorio Alfieri is one of the foremost writers of epigrams in 18th-century Italy: his production, composed over a twenty-year period, includes more than 210 epigrams, collected by the author both in the first and second part of the “Rime” and in the “Misogallo”. This essay retraces chronologically the stages of this production, examining its evolution from a thematic and metrical point of view and examining the theoretical reflections on epigrams that can be found in the ‘Vita’ and in other works by Alfieri

    Il «Tasso a Sant’Anna» di Nelo Risi

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    L’articolo analizza la poesia "Il Tasso a Sant’Anna" di Nelo Risi, pubblicata per la prima volta nella raccolta "Amica mia nemica" (1976) e poi riproposta, con qualche variante, in "I fabbricanti del «bello»" (1983). Incentrata sul periodo della prigionia di Tasso nell’ospedale di Sant’Anna a Ferrara (1579-1586), questa poesia si distingue da altri testi dedicati da poeti italiani del Novecento all’autore della "Gerusalemme liberata" per il massiccio riutilizzo di passi provenienti dall’epistolario tassiano, e precisamente dalle lettere scritte durante la reclusione, che Risi potrebbe aver letto in un’edizione del 1960, curata da F. Costabile. L’analisi del testo si propone anzitutto di individuare i singoli passi tassiani riutilizzati da Risi, interrogandosi anche sul valore che il poeta milanese ha voluto assegnare alla figura di Tasso e alla drammatica esperienza del suo internamento: un’interpretazione alla quale non è estraneo il ricordo di Montaigne e del racconto del suo incontro con Tasso, contenuto nel secondo libro degli "Essais".The article analyses the poem "Il Tasso a Sant’Anna" by Nelo Risi, first published in the collection "Amica mia nemica" (1976) and later republished, with some variations, in "I fabbricanti del «bello»" (1983). Focusing on the period of Tasso’s imprisonment in the hospital of Sant’Anna in Ferrara (1579-1586), this poem differs from other dedicated by 20th-century Italian poets to the author of "Gerusalemme liberata" due to the massive re-use of passages from Tasso’s epistolary, specifically from the letters written during his imprisonment, which Risi may have read in a 1960 edition edited by F. Costabile. The analysis of the text aims first of all to identify the passages reused by Risi, also questioning the value that the Milanese poet wished to assign to the figure of Tasso and to the dramatic experience of his internment: an interpretation to which the memory of Montaigne and the account of his meeting with Tasso, contained in the second book of the "Essais", is not extraneous

    Wilderness tourism e valorizzazione economica delle specie simbolo nell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo. Il caso del turismo subacqueo

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    L'obiettivo del progetto ricerca è stato quello di identificare strategie di valorizzazione del comparto del turismo subacqueo (calcolando anche il valore delle specie simbolo) dell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo, offrendo al contempo, attraverso un’indagine sistemica, una riflessione più ampia sul comparto del turismo subacqueo al fine di avere una conoscenza più ampia delle dinamiche socio economiche in atto nel suddetto comparto turistico e di proporre soluzioni strategiche atte alla loro valorizzazione

    Con altre note: nuove intonazioni viennesi dei drammi di Metastasio nel corso del XVIII secolo

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    Metastasio’s libretti (both those written in Italy and those created in Vienna) were reused many times in the Habsburg capital during the 18th century. The presence of the author did not save them from alterations, including some German translations. After offering a provisional list of the operatic productions based on Metastasian creations, the essay focuses on three versions of “L’olimpiade” by Antonio Caldara (1733), Georg Christoph Wagenseil (1749) and Florian Leopold Gassmann (1764) respectively. The viennese tradition of the text appears rather conservative, as the original dramaturgical conception is never questioned. The morphological solutions adopted by the three authors are compared through the analysis of two significant examples, Aristea’s aria “Tu di saper procura” and the famous duet “Ne’ giorni tuoi felici”
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