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    Architetture dal 1945 a oggi a Napoli e provincia - Facoltà di Architettura Seconda Università degli Studi di Napoli e Università Federico II - Powered e designed by ermes multimedia srl

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    La ricerca sulle architetture di Napoli e provincia del secondo novecento è costituta da un gruppo di lavoro eterogeneo:Referenti DARC Margherita Guccione (responsabile scientifico), Francesca Fabiani, Teresa Leuzzi, Esmeralda Valente, Alessandra Vittoriani . Referenti Soprintendenza Enrico Guglielmo (Soprintendente B.A.P.P.S.A.E. di Napoli e provincia), Ugo Carughi. Gruppo di lavoro Facoltà di Architettura Università degli Studi di Napoli " Federico II " e Seconda Università degli Studi di Napoli responsabili scientifici: Pasquale Belfiore, Benedetto Gravagnuolo collaboratori: MarcoFabio De Lillo, Carlo De Luca, Paola Jappelli, Cristina Magliulo, Giovanni Menna, Renato Piccirillo. coordinamento editoriale: Maria Dolores Morelli sistema informativo: Ermes Multimedia sr

    Gioacchino Toma dal Salento a Napoli e ritorno

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    Nell'ambito Catalogo della mostra dedicata alla produzione pittorica di quattro artisti pugliesi attivi in Puglia, a Napoli e a Parigi, tenutasi al MUST Lecce ( 18 aprile -18 ottobre 2025 ) un saggio sulla produzione del pittore di origine galatine Gioacchino Tom

    [Vedute della Citta di Napoli e Contorni

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    [VEDUTE DELLA CITTA DI NAPOLI E CONTORNI [Vedute della Citta di Napoli e Contorni ( - ) Cover ( - ) Titelseite ( - ) Kupfertafeln ( -

    Vedi Napoli e poi ... spara

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    "Vedi Napoli e poi muori" è il famosissimo detto, usato sovente come etichetta per Napoli e che ora Gregory Dowling adotta come titolo per il suo romanzo, con un lieve scarto però, visto che diviene Vedi Napoli e poi...spara. January Esposito ne è il protagonista: per lui il più napoletano dei cognomi si accompagna a un nome che è, a sua volta, la traduzione maccheronica del napoletanissimo Gennaro. Su questo doppio registro – Britishness e napoletanità – si gioca buona parte del romanzo. "Vedi Napoli e poi ... spara" è un romanzo divertente in cui l’intreccio serve quasi da pretesto per la presentazione amorevole di una città – Napoli – di cui si colgono i difetti ma anche la vivacità, la vitalità, l’allegria e dove si muovono una serie di personaggi, inglesi, napoletani, un’americana, tutti ritratti in maniera spiritosa mentre l’autore ne approfitta per sottolineare allegramente le caratteristiche, ma anche le fragilità, delle diverse nazionalità

    Napoli e il mare

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    Immagini e rappresentazioni del rapporto tra Napoli e il mare: strutture materiali (porto, ecc) e strutture immateriali (mentalità, letteratura, arte)

    Legge, regolamento e circolare ministeriale sul lavoro dei fanciulli Napoli : E. Pietrocola, 1886

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    Legge, regolamento e circolare ministeriale sul lavoro dei fanciulli Napoli : E. Pietrocola, 1886 32 p. ; 17 cm

    Profili di povertà a Napoli e nel mezzogiorno

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    Le ricerche più recenti sul tema della povertà e della emarginazione sociale mettono in evidenza la multidimensionalità del fenomeno. Gli effetti della povertà, infatti, agiscono sui vari piani, combinandosi e rafforzandosi a vicenda: privazione materiale, segregazione sociale, degrado culturale, negazione dei diritti civili, soggiogamento ai circuiti del crimine organizzato (in specie nel Mezzogiorno d'Italia) costituiscono i diversi fattori che configurano lo stato di povertà oggi. Ne risulta un circuito vizioso dal quale risulta assai difficile uscire e che estende la propria sinistra forza di attrazione su quote crescenti di popolazione, anche sulle fasce sociali una volta considerate protette.Nel luglio del 2009 il rapporto Istat sulla “Povertà in Italia nel 2008” calcola che circa 2.700.000 famiglie (13,6%), corrispondenti a 8.000.000 di cittadini si trovino in una condizione di povertà relativa. L'indice di povertà relativa è una misura che tiene conto del contesto di vita dei cittadini: si trova in condizioni di povertà relativa quella quota di popolazione che non riesce a garantirsi uno standard di vita accettabile in relazione alla comunità alla quale appartiene (sono considerati poveri coloro che si trovano al di sotto del 50% del reddito medio della comunità). È da notare che si tratta di cifre in notevole aumento rispetto agli anni precedenti (nel 2007 le famiglie povere erano circa 2.600.000, pari all'11,1%) e, quel che è più preoccupante, che non registrano ancora la situazione determinatasi con la crisi finanziaria mondiale, i cui primi effetti si rendono apprezzabili sull'economia del nostro paese solo nella seconda metà del 2008.Al Sud circa una famiglia su 4 è povera; i 2/3 delle famiglie povere italiane si concentrano nel Mezzogiorno. Quali sono le caratteristiche sociologiche di queste famiglie? Si tratta di famiglie numerose, con minori, a volte monogenitoriali (quasi sempre con una donna sola) a volte plurigenerazionali (la necessità costringe alla convivenza in un unico aggregato domestico di più generazioni); il tasso medio di attività di queste famiglie è molto basso, ma è in aumento la categoria dei working poors (famiglie povere nonostante il bread winner – colui che procura il reddito – abbia un lavoro). L'identikit sociologico traccia il quadro tipico delle grandi periferie metropolitane, dove in effetti si concentra il grosso della povertà (Napoli e Palermo in particolare). Nelle aree metropolitane di Napoli e Palermo si concentrano i tassi di disoccupazione più alti del paese e i tassi di occupazione più bassi (appena 4 cittadini su 10 in età da lavoro hanno una occupazione). Nei confini amministrativi della città di Napoli il tasso di disoccupazione sfora il 40%, con punte nei quartieri periferici di oltre il 60%. L'area metropolitana di Napoli, che si estende su tutto il territorio provinciale e oltre e che conta oltre 3 milioni di abitanti, costituisce ormai, come risultato di un processo di suburbanizzazione che inizia negli anni 70 del novecento, una unica conurbazione con i tassi di povertà più elevati in Italia

    Napoli e Pozzuoli in età vicereale: ritratti dell’evoluzione urbana

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    Nel contributo si sottolinea il ruolo svolto dal viceré don Pedro de Toledo nella trasformazione della struttura e del paesaggio urbano di Napoli e di Pozzuoli, l’una capitale del viceregno, l’altra da lui eletta quale propria dimora principale dopo la disastrosa eruzione del 1538. Attingendo al vasto repertorio storico-iconografico sul territorio flegreo, indagato dall'autore in più occasioni e riscontrabile nella banca dati del Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea dell'Università di Napoli Federico II, da lui attualmente diretto, nel testo si seguono le tracce dell’evoluzione dell’immagine delle due città in relazione alla comune vicenda urbanistica che le caratterizzò nel corso del Cinquecento e che segnò le premesse per la politica attuata nell’età borbonica. Le testimonianze offerte dalle iconografie prese in esame sono numerose e utili per individuare le scelte adottate, i poli strategici dello sviluppo urbano, il ruolo significativo svolto dalla tecnica insediativa vicereale nello scenario dell’urbanistica spagnola del Cinquecento

    Pianta della Città di Napoli e de' suoi contorni

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    PIANTA DELLA CITTÀ DI NAPOLI E DE' SUOI CONTORNI Pianta della Città di Napoli e de' suoi contorni ( -

    Pianta della Città Di Napoli E De' Suoi Contorni

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